ciao sargiu,
io ho provato e anche altri a proporre questa cosa, il raccontarsi x confrontarsi, ma è morta 1 po' li, pochi lo hanno fatto, peccato.
ma sono quasi sicuro che per catturare l'attenzione d tutti o d molti, bisogna avere 1 ottima esca golosa, e non parlo d cibo, ma d quella cosa che interessa alla maggioranza del mondo umano, dopo i soldi ovvio :-),
----Messaggio originale----
Da: sargiu@...
Data: 27/04/2009 18.38
A: <17giugno@yahoogroups.com>
Ogg: Ogg: R: [17giugno] la nostra lista di discussione - che fare?
----Messaggio originale----
Da: sargiu@...
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La disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
--- In 17giugno@yahoogroups.com, Simone Lopriore <lopsim@...> ha scritto:
>
> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
>
> Grazie a tutti
>
> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
--- In 17giugno@yahoogroups.com, Simone Lopriore <lopsim@...> ha scritto:
>
> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
>
> Grazie a tutti
>
> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
--- In 17giugno@yahoogroups.com, Simone Lopriore <lopsim@...> ha scritto:
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> Grazie a tutti
>
> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> Grazie a tutti
>
> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> Grazie a tutti
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> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> Grazie a tutti
>
> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
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Beppe
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
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> Ciao Raffaele e a tutto il gruppo,
> la questione è molto spinosa.
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> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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> SimoneLa disabilità Simone non è un argomento facile da proporre, spesso suscita solo grande indifferenza, bisogna essere un po' consapevoli di questo per non crearsi delle false aspettative.
Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
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Beppe
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> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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Per il resto, sono molte le iniziative che si possono fare, creare gruppi, confrontarsi, organizzare attività comuni e prendere parte alle iniziative aperte a tutti (disabile e normodotati).
Circa questo forum, quello che mi sorprende è che sia mancata un po' di narrazione, quel raccontarsi nelle proprie difficoltà e nelle sconfitte che forse avrebbe facilitato il dialogo, ma si può sempre rimediare.
Un saluto.
Beppe
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> la questione è molto spinosa.
> Secondo me è mancato un contatto all'interno del gruppo.
> A mio parere ci sono diverse ragioni che ostacolano l'amalgamarsi del gruppo. In primo luogo le distanze geografiche, le diverse disabilità, i propri vissuti esperienziali.....
> A dire il vero in questi mesi non ho avuto un grande riscontro e un approccio inclusivo da parte della comunità Lgbt "normodaotata", soprattutto in quella milanese dove vivo, il che dimostra (forse) una minore sensibilità verso la nostra realtà.
> Per quanto mi riguarda si protrebbe nuovamente ricominciare ma attraverso un azione più efficace e mirata che non si limiti ad esporre i risultati di una ricerca o a prestarci a "professionisti" per casi di studio ma che si abbia a cuore realmente la nostra duplice diversità per un disegno di lungo periodo.
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