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Re: [17giugno] Opuscolo Handygay
Ho letto attentamente la prima bozza dell'opuscolo e, come inizio, mi sembra un buon lavoro , anche se c'é ancora molta strada da fare. Concordo anche io che la parte "medica" e informativa sulle varie tipologie di handicap é un pò troppo didascalica. Credo si debba usare un freaseggio un pò più colloquiale per arrivare meglio alle persone. L'altro punto su cui mi piacerebbe soffermarmi é la finalità dell'associazione. La cosa che vorrei evitare é un'autoghettizzazione del problema, ossia non mi piacerebbe che la condizione necessaria per aderire al progetto sia avere una qualsiasi forma di disabilità. Credo, invece, nella necessità di aprirla a tutti coloro che sentano il bisogno di interagire con persone diverse da loro stessi. Non amo mai parlare di integrazione, ma di interazione, ossia un libero scambio di idee ed esperienze, senza distinzioni di nessun tipo. Bisogna iniziare ragionare sulle persone e non sulle categorie. Non é opportuno creare un ambiente "protetto" per i disabili, asettico dal mondo esterno, al contrario é bene coinvolgere le persone a 360°. Sia noi ragazzi disabili dobbiamo metterci in gioco e dimostrare che non sono le parole a definirci, ma solo i fatti e ciò che siamo; sia i cosiddetti e famigerati "normodotati" devono potersi confrontare, superando le barriere dell'ignoranza e della diffidenza con un mondo troppo spesso dipinto come "inferiore" o "diverso". Io credo fermamente che la realtà dei fatti non sta nelle critiche, ma nel traguardo raggiunto: l'opuscolo é il primo passo di un movimento di conoscenza reciproca che deve andare oltre le differenze e deve raggiungere i valori veri di condivisione tra gli uomini.
P.S. Dopo questo sermone, sono pronto a tutto il lavoro che c'é da fare per riuscire ad ottenere questi traguardi e sono pronto ad accogliere tutti coloro che condividono le mie idee e vogliono lottare per lo stesso scopo, disabili e non.
Luca
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