Ma e’ un manuale o
un opuscolo informativo? C’e’ una bella differenza.
Rispetto alla
partecipazione, se si fa tutti insieme si segue un metodo, se “lo fate
voi” (o “lo fanno loro”) si segue un metodo diverso. Io non
ho problemi nell’uno e nell’altro caso, basta capirsi.
Infatti se il contributo
di tutti serve perche’ e’ una cosa che si fa assieme, allora si
lavora tutti assieme. Se e’ una cosa che viene fatta a Roma per cavoli
vostri su cui ogni tanto ci chiedete un parere e su cui chiederete un
contributo a prodotto finito per la stampa e che ognuno di noi dara’ a
seconda delle proprie disponibilita’ se gli piacera’ il prodotto
finale, allora si lavora ognuno per conto proprio.
Basta capirsi ed essere
chiari cosi’ almeno si evitano frustrazioni da parte di tutti, senza
offesa e senza problemi.
In particolare, se e’
la seconda ipotesi, allora le cose che manderete le leggero’ in maniera
diversa e mandero’ email di certo differenti (ad esempio che non
presuppongono che le cose che dico vengano prese in considerazione perche’
si sta facendo un lavoro insieme – del resto sai quanta gente mi chiede
un’opinione su quello che fa? Tanta, e il contributo che do’ a loro
e’ di certo diverso di quello che do’ ad un progetto che sento “anche
mio”).
Inoltre, nel caso il
progetto di Roma sia assolutamente parallelo rispetto al progetto da cui nasce
questa mailing list, e’ utile saperlo perche’ cosi’ almeno il
lavoro degli altri su questa mailing list puo’ continuare
indipendentemente (pubblicazione degli atti dell’evento di Pistoia,
elaborazione delle esperienze personali che da quell’incontro sono venute
fuori, elaborazione di possibili interventi per superare il pregiudizio verso
le persone LGBT disabili, sviluppo di strumenti di comunicazione adeguati e
destinati ai vari pubblici, etc.).
Baci
Riccardo
Da: Fabrizio
Marrazzo [mailto:fabmar42_665@...]
Inviato: 11 February 2005 11:46
A: 17giugno@yahoogroups.com
Cc: Antonella Montano; Silvia;
giovanni picus; Closer Soul; babynut@...; Associazione "La
Farfalla"; alex; Aldo Montanari; walter_briganti@...
Oggetto: Re: [17giugno] Grande....
e qual'è l'obiettivo?
Ciao Sandro,
come ti ho accennato al tel la responsabile del Progetto per
Arcigay Roma è la Montano, mentre il gruppo a supporto del progetto è Handigay
(sono entrambi in copia), il direttivo ha battezzato il progetto, ma ora
lasciamo che il gruppo lavori in modo indipendente, ovviamente siamo lieti di
tutti i vostri commenti, e seguiamo con interesse gli sviluppi del progetto,
cmq l'opuscolo ha più obiettivi, tra cui:
- informare i normodotati gay e non delle
tematiche che riguardano la disabilità, e che si può avere una vita
"normale" anche amando un disabile
- informare i disabili gay delle strutture e
associazioni friendly
- informare e sensibilizzare le associazioni per
disabili e non sulla tematica dell' omosessualità+disabilità
- etc..
quindi, per ora con il contributo di tutti, vorremmo
produrre diverse versioni del manuale, che siano condivise da tutti voi, in
funzione dell'obiettivo (la prima versione dovrebbe essere rivolta ai
responsabili di associazioni, locali, etc.), poi in funzione dei fondi che
raccoglieremo (a cui chiederemo il contributo di tutti), decideremo quali
versioni stampare in prima battuta, numero di copie, distribuzione etc...
Un bacione e inviate pure tutti i vostri suggerimenti
Ciao
Fab
----- Original Message -----
From: "Sandro" <sandromattioli1@...>
To: <17giugno@yahoogroups.com>
Sent: Thursday, February 10, 2005 6:45 PM
Subject: [17giugno] Grande.... e qual'è l'obiettivo?
>... vi anticipo che stiamo valutando diverse versioni per
l'opuscolo, in funzione >dell'obiettivo.
Ciao
Non vedo perché dovrei corrispondere con una dottoressa dell'istituto Beck se
posso scocciare quel bel fusto del Marrazzo :o))
Forse sarebbe tutto più chiaro ragazzi se ci spiegaste a chi è indirizzato
quell'opuscolo, perché, ad una prima lettura, sembra un opuscolo per i medici
di medicina generale o per le associazioni di disabili. I medici è auspicabile
che abbiano già informazioni sanitarie e le associazioni di servizi ai disabili
non credo che abbiano intenzione di attrezzarsi per offrire servizi relativi
all'omosessualità.
Ciò che mi aspettavo era un opuscolo politico e pratico, rivolto sia ai
dirigenti dei circoli omosessuali affinché possano prendere atto della realtà
dei disabili omosessuali, sia alle persone omosessuali disabili alle quali va
detto che non sono soli, va spiegato quali progetti sono in cantiere, cosa c'è
dietro la realizzazione di un opuscolo, quali servizi sono già realizzati o
sono in corso di realizzazione, perché Arcigay si interessa a loro, ecc.
Questo opuscolo descrive gli aspetti sanitari delle varie disabilità, con un
linguaggio assai poco divulgativo che risulterebbe noioso ai più temo. In altre
parole stiamo dicendo ai disabili che cosa è capitato loro, che sono
socialmente esclusi, che l'unione fa
Se sono disabile e gay o lesbica e busso all'Arcigay, non ho bisogno di un opuscolo
che mi dica cosa ho.
Faccio fatica a pensare che un cieco non sappia a cosa è dovuto il suo
problema, semmai posso pensare che chieda una mano per conoscere gente
omosessuale, amici e amiche che lo accolgano e offrano servizi mirati. Che è
poi quello che facciamo tutti i giorni rispondendo alle esigenze di chi viene
in associazione perché discriminato/a, perché cerca un punto di aggregazione,
perché cerca un posto dove baciare in santa pace un amore, e così via.
In generale ho sempre qualche perplessità, quando vedo che un gruppo
omosessuale si vuole rivolgere a tutti/e. Non capisco infatti la scelta
politica di fare un opuscolo per chiunque sia disabile. Se io fossi un disabile
gay, da un gruppo gay vorrei un opuscolo nel quale riconoscermi e non una cosa
valida per tutti, quella la trovo pure alla Ausl. Non capisco questi pudori che
ultimamente vanno di moda, come a non voler riconoscere bisogni ed esigenze che
ci sono proprie come persone omosessuali e che ci differenziano dagli altri e
dalle altre.
Se abbiamo delle esigenze, dei bisogni diversi dagli altri in quanto persone
omosessuali scriviamone, parliamone, anche perché se non lo facciamo noi non ce
lo fanno sicuramente gli altri, soprattutto in un ambiente come quello dei
servizi ai disabili che vede la prevalenza di strutture cattoliche.
Spero di non venire frainteso, è un ragionamento che estendo a tutti i settori
in cui operiamo non solo alla disabilità.
Baci
Sandro
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