
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
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Roma lì, 31/08/05
Lettera aperta
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
ON. SILVIO BERLUSCONI
Oggetto: Governo -
disabili - diritto allo studio.
On. Presidente
Con questa lettera
voglio renderla partecipe su come vive il diritto all’istruzione quella
parte degli italiani che vive la disabilità.
Sabato 13 agosto ho incontrato
un’amica che fa l’insegnante. Parlando dell’inserimento
scolastico dei ragazzi disabili mi ha raccontato il caso di S., un ragazzo del
suo istituto, affetto da autismo iscritto alla quinta elementare. Gli è stato
assegnato l’insegnante di sostegno il 4 ottobre 2004, poi a causa
dell’aggiornamento della graduatoria, l’insegnante di sostegno è
stato sostituito il 01 febbraio 2005.
Giovedì 18 agosto il papà di G., un
disabile di 18 anni che l’anno scorso ha frequentato il quarto liceo, mi
ha riferito, con soddisfazione, che finalmente quest’anno al figlio ridaranno le 18 ore settimanali di sostegno,
mentre l’anno scorso le ore erano state ridotte a 9 ore settimanali.
Il prof. Salvatore Nocera,
relativamente al problema dell’assistenza agli alunni disabili, afferma
che << il vuoto lasciato colpevolmente da parlamento e Governo è stato
sempre più colmato dalla magistratura, che oramai interviene non solo per
assegnare più ore di sostegno didattico, ma anche per far rispettare le norme
sulla nomina di assistenti educativi da parte di Enti locali,
sull’obbligo di assegnazione di assistenza igienica da parte delle
istituzioni scolastiche autonome …>>.
On. Presidente
In
Italia, da qualche anno, le scuole, sulla base delle diagnosi funzionali,
comunicano al CSA le ore necessarie per il sostegno agli alunni disabili
dell’istituto ma, quasi sistematicamente, le ore di sostegno vengono
ridotte.
Forse per rientrare nei parametri
della spesa pubblica?
Gli studenti che hanno genitori che
contestano o si rivolgono alla magistratura ottengono i loro diritti mentre gli
studenti, i cui genitori non hanno i mezzi o le capacità di far valere i
diritti dei propri figli, hanno la riduzione delle ore di sostegno o non hanno
l’assistente educativo o gli ausili necessari.
Lo Stato ha il diritto di
risparmiare su questi Studenti?
Possibile che per
molti genitori di studenti disabili, l’arrivo del mese di settembre,
significa l’inizio di una lotta per garantire il diritto allo studio del
proprio figlio?
Possiamo chiamarla civile una
società che non mette tutti i suoi cittadini in condizione di esercitare il
diritto all’istruzione?
Eppure esiste il comma 3
dell’art. 40 delle legge n. 449 del 27 dicembre 1997 che prevede la
continuità educativa degli insegnanti di sostegno in ciascun grado di scuola e
prevede <<Progetti volti a sperimentare modelli efficaci di integrazione,
nelle classi ordinarie, e ad assicurare il successo formativo di alunni con
particolari forme di handicap…>>.
Perché non viene rispettato sempre?
On. Presidente
Il sindacato SFIDA è un sindacato
sociale, non in conflitto con i sindacati dei lavoratori e non vuole entrare in
conflitto con gli insegnanti di sostegno, docenti ma anche e soprattutto
educatori fondamentali per la vita dei disabili, ma bisogna intervenire
mettendo al primo posto le necessità dell’alunno disabile.
Con la presente, a nome del
Sindacato che rappresento, aggiungo un’altra richiesta a quelle
precedentemente espresse:
1) Lo Stato e/o le
Regioni contribuiscano completamente all’acquisto di ausili
indispensabili per la vita quotidiana dei disabili.
2) L’indennità di
accompagnamento, di 443,87 euro mensili, per i disabili gravissimi, venga
equiparata almeno allo stipendio lordo di una badante che lavora 36 ore
settimanali.
3) La pensione di
invalidità passi da 233,87 euro a 500,00 euro mensili.
4) Un suo impegno
personale per una rapida approvazione della proposta di legge
d’iniziativa dei deputati DI GIANDOMENICO, MANINETI, EMERENZIO BARBIERI,
LUCCHESE, DORINA BIANCHI, GIUSEPPE DRAGO, ANNA MARIA LEONE, presentata il 29
aprile 2004 relativa a: Modifica all’articolo 42 del testo unico di cui al
decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di prepensionamento di
genitori di portatori di handicap in condizioni di gravità.
5)
Un impegno del
Governo affinché in Italia:
a)
All’inizio
dell’anno scolastico, nelle province dove il CSA non ha fatte le nomine
degli insegnanti di sostegno, i capi di istituto, in piena autonomia, faranno
le nomine secondo le graduatorie di istituto al momento attive.
b)
Ai fini di una
continuità educativa degli insegnanti di sostegno, in ciascun grado di scuola,
tutte le nomine (comprese quelle dei capi di istituto) avranno valenza fino al
completamento del ciclo scolastico.
c)
Per gli studenti
che frequentano le classi successive alla prima di ogni ciclo didattico, deve restare invariato il numero delle
ore di sostegno per l’intero ciclo, salvo richiesta di modifica a seguito
dei lavori effettuati nei gruppi H per cui il dirigente scolastico comunica
l’eventuale variazione di ore di sostegno per ogni studente.
d)
Un impegno di spesa
da parte del Governo finalizzato per la nomina di assistenti educativi, per
l’assistenza igienica e l’acquisto di ausili da parte delle
istituzioni scolastiche.
Colgo l’occasione per porgerLe
distinti saluti.
Il Segretario Nazionale
ing.
Andrea RICCIARDI