COMUNICATO STAMPA
Roma, 4 novembre 2005
Bruciato vivo perché gay
Tribunale di
Viterbo - Condannati i tre aggressori solo a tre anni e dieci mesi
Marian
Pavel Caster, giovane ragazzo gay albanese, il 7 Novembre 2004 fu cosparso di
benzina e bruciato vivo a Viterbo nella centralissima Piazza della Morte, ha
riportato ustioni che hanno sfigurato l'ottanta percento del suo corpo.
La comunità
gay fu fortemente scossa e dopo alcuni giorni furono rintracciati i tre
aggressori Mukaj Erion, Voka Taulant e Gini Shkurt, anche loro albanesi e amici
di Marian, confessarono di averlo aggredito perchè era gay e quindi non
meritava di essere loro amico e di vivere.
I Pm Barili
ed Elisabetta Centogambe da una pena richiesta di 21 anni di reclusione,
hanno chiesto ed ottenuto una pena pari a tre anni e dieci mesi, tenendo in
considerazione le attenuanti generiche e del patteggiamento.
"Tre
anni e dieci mesi - dichiara Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay -
Comitato provinciale di Roma e Consigliere Nazionale Arcigay -
sono una pena irrisoria per un atto così violento di odio omofobo, sono un
offessa per la comunità gay e per la vittima, come ha affermato anche il legale
di Marian , l'avv. Antonio Ranucci"
"Putroppo
il nostro governo anche dopo le nostre sollecitazioni - continua Marrazzo
- non si è voluto occupare dei diritti dei gay sia italiani che immigrati, ad
esempio il ministero delle Pari Opportunità ha attivato il numero 800 90 10 10
contro il razzismo, ma tale numero non ha mai voluto supportare alcuni nostri
soci doppiamente discriminati in quanto gay e immigrati. Un governo che
ha messo tra i primi punti del suo programma la giustizia, ma non sì è mai
interessato a definire delle leggi contro l'odio verso gli omossessuali, che in
Italia contano oltre 200 vittime negli ultimi 10 anni, di cui la quasi totalità
degli assassini è rimasto impunito"
Quindi,
dato che il nostro governo in 5 anni non ha mai cercato di tutelare la nostra
comunità, ci rivolgiamo alla Presidenza della Regione Lazio, che nel suo
programma si è gia mostrata sensibile alle istanze della comunità gay,
chiedendo di supportare la nostra comunita con:
- una legge
regionale contro le discriminazioni per le persone omosessuali, come
già fatto dalla Regione Toscana;
- un piano
di informazione contro le discriminazioni multiple, gay-immigrati,
gay-disabili, etc.;
- un piano
di formazione contro le discriminazione per il personale URP della
Regione Lazio e degli Enti da esso dipendenti, come già attuato dal Comune
di Roma.
per far sì
che almeno la Regione Lazio sia la Regione di tutti, nessuno escluso.
Ufficio
stampa Arcigay Roma
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