
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
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A. Torlonia n. 6 00161 ROMA
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LETTRA APERTA AGLI ITALIANI
Roma lì 22 febbraio 2006
Cari connazionali
vi chiediamo solidarietà.
Sappiamo che chi non vive la disabilità non conosce i problemi che essa comporta perché anche noi, prima, ignoravamo tali problematiche.
Le istituzioni, però, conoscono i nostri problemi e, spesso, al posto di aiutarci ci ostacolano.
In Italia esistono 2 mondi che vivono paralleli tra loro: il mondo della disabilità e quello dei “normodotati”. Il 70% delle famiglie italiane vive la “normalità” mentre il 30% delle famiglie italiane vive nel mondo della disabilità.
CHIEDETE INSIEME A NOI, AI LEADER DEI PARTITI
POLITICI ITALIANI, DI AFFRONTARE GLI ARGOMENTI RELATIVI ALLA DISABILITA’.
Scarichiamo dal sito internet www.sindacatosfida.it la
lettera aperta e la locandina con gli 11 punti che riguardano la disabilità.
STAMPIAMOLE,
FACCIAMO LE FOTOCOPIE E DIVULGHIAMOLE.
Di seguito sono riportate, brevemente, le storie di vita di tre famiglie ITALIANE. Per motivi di privacy daremo dei nomi simbolici.
Emanuele (Torino): ha 4 anni e tre fratelli. Ha la spina bifida,
idrocefalo derivato e la tracheotomia.
Durante la notte respira grazie a un ventilatore polmonare mentre di
giorno è attaccato all'ossigeno. Ha una cannula venosa, non parla, non ha il
controllo sfinterico ed è alimentato con la PEG
(sondino allo stomaco). Il comune di Torino assicura 3 ore di assistenza al
giorno e la mamma, per aiutare Emanuele, usufruisce del congedo retribuito (per
2 anni) consentito dalla legge per i genitori con figli in condizioni di
gravità che scade a settembre. A dare sostegno alla famiglia sono i volontari
dell’associazione CLAUDIA BOTTIGELLI. Cosa farà la mamma di Emanuele a
settembre che scadono i 2 anni di congedo?
MADDALENA
(provincia di Benevento):
ha
14 anni ed è cerebrolesa dalla nascita per problemi
insorti durante il parto. Il 10 febbraio 2005 ha avuto una crisi respiratoria.
Maddalena per vivere ha bisogno di un’alimentazione enterale tramite sondino nasogastrico
e pompa nutrizionale, una ventilazione tramite respiratore meccanico e
ossigenoterapia 24/24 ore, rilevazione dati ossigenazione e frequenza cardiaca
tramite ossipulsimetro. Attualmente viene seguita a
domicilio dai medici rianimatori di Foggia
per due accessi settimanali e assistenza
infermieristica di “solo 2 ore giornaliere” da infermieri
convenzionati con l’ASL BN1. La madre da sola non c’è la fa a
seguire Maddalena e il papà è in congedo per assistere la figlia. Cosa farà il
papà di Maddalena allo scadere dei 2 anni di congedo?
MARIA (provincia di Foggia): ha 26 anni. All’età di 12 anni, in pieno benessere, ha
avuto un’emorragia cerebrale che la fa vivere in coma vigile e la madre
per poterla accudire si è licenziata dal lavoro. Maria è alimentata con la PEG
(sondino allo stomaco), non parla, non ha il controllo sfinterico
e necessita di assistenza continua. La sorella vive fuori provincia, per motivi
di lavoro, e la madre a dicembre ha subito un intervento chirurgico e da sola
non riesce più ad accudire Maria. Attualmente la provincia di Foggia assicura 2
ore di assistenza dal lunedì al venerdì e la ASL assicura 1 ora di fisioterapia al giorno. Il
papà di Maria è in congedo per assistere la figlia. Cosa farà il
papà di Maria allo scadere dei 2 anni di congedo?
Il segretario nazionale
ing. Andrea RICCIARDI