Caro Raffaele,
non starei tanto a preoccuparmi del mio di fuoco, mi sorprende
piuttosto quello che hai postato qui
definendolo come frutto di ricerca.
Se posso portare alcuni spunti alla discussione al fine di
allargare le posizioni di confronto, personalmente
mi sembra che l’attenzione al fenomeno dei devotees abbia trovato
nella relazione presentata uno spazio
che normalmente nella vita reale delle persone disabili non ha.
Vi sono molti miti e leggende su questi “volontari”
o mercenari a volte, ma queste vengono ristrette alle
pruderie del singolo, alla constatazione dell’impossibilità
di percorrere altre vie più consuete e vicine alla
dimensione dell’affettività.
Ti confesso non sono un addetto ai lavori, posseggo una
formazione economica, ma per vicende della vita
che mi hanno iscritto alla categoria degli invalidi civili, ho
nel corso degli anni prestato del tempo per seguire
dei corsi e fornire aiuto nel volontariato, gestito per tre anni
circa I Nuovi Diritti di Cgil in Veneto, assolto al compito
di facilitatore/tutor in forums e centri di ascolto.
Ora sulla base di questa mia seppur piccola esperienza, mi
sembrerebbe che il “fuoco” dell’attenzione dovrebbe
andare su altri aspetti , più a 360 gradi, della vita dei
disabili gay. Punterei di più l’attenzione su il peso del doppio
stigma discriminatorio che rende spesso i disabili anche gay più
prestati a dichiararsi secondo l’evenienza, disabile
tra i disabili e gay tra i gay, vi una linea di confine molto
netta tra queste due facce della realtà e a volte vi si
accompagna una profonda sofferenza personale.
Altro tema potrebbe essere quello della visibilità delle persone
disabili all’interno della minoranza gay, qual è
il modus vivendi, lo spazio concesso, ecc..? Per i disabili
eterosessuali l’integrazione è più facile?
Ennesimo spunto, le buone prassi. Ne avete individuate? Io che
non sono un addetto ai lavori, per curiosità
ho provato a frequentare alcuni gruppi di gay disabili di grandi
città europee sperando di poterci guadagnare
in termini di prassi ed esperienze nella gestione dei gruppi,
purtroppo vi è molta improvvisazione ovunque, ma questo
è dovuto al fatto che la comunità Glbt è poco
istituzionalizzata.
Come vedi i temi potrebbero essere molti, focalizzare tanta
attenzione sui devotees ruba spazio a tante altre questioni,
che spesso vengono anche prima nella scala dei valori che
aiutano l’individuo ad affermarsi.
Concludo questo mio breve intervento animato dalla speranza che
il dibattito possa crescere, che i gay disabili
facciano sentire la loro voce oltre alla vostra di delegati/responsabili,
potrebbe essere interessante confrontarci e magari
giungere a qualche sintesi.
So bene che lavorare in questi ambiti, minoranze nelle minoranze,
non è facile, la tentazione del “non curarsi” è forte,
consapevole di questo vi ringrazio per il vostro avvicinamento
al tema, spero che l’esperienza possa crescere e portare
dei frutti.
Un affettuoso saluto a tutti.
Giuseppe
Da:
17giugno@yahoogroups.com [mailto:17giugno@yahoogroups.com] Per conto di RL
Inviato: giovedì 5 aprile 2007 21.04
A: 17giugno@yahoogroups.com
Oggetto: [17giugno] devotees etc.
Caro
Giuseppe,
non
capisco quali sono i fondamenti della tua opinione
"Sulla condizione dei gay omosessuali, mi pare che la
ricerca di
Arcigay si focalizzi su realtà marginali, ma chi li considera questi
devotees? Siamo sicuro che sia il sesso il problema? Dai su prendiamo
altro che i problemi son altri"
Sinceramente
mi pare proprio fuori fuoco,
Raffaele
----- Original Message -----
From: sargiu
Sent: Thursday, April 05, 2007 11:38 AM
Subject: [17giugno] Ogg: convenzione internazionale
Riccardo, sono solo esercizi teorici.
In Italia abbiamo enormi problemi anche solo a far rispettare la
legislazione nazionale in materia che è in gran parte disattesa, ti
lascio immaginare le convenzioni internazionali.
Le difficoltà delle persone disabili sono una realtà che meriterebbe
una maggiore concretezza e onestà intellettuale nell'approccio, ma
sappiamo bene come funziona il nostro paese.
Ulteriore riconferma ci giunge dalla ricerca statistica sociologica,
dai dati pubblicati nei giorni scorsi, nei quali si evince che ben 1,5
milione di italiani disabili sono sotto la soglia della povertà, una
riprova del fallimento della riforma del collocamento al lavoro fatta
dal centro sinistra (troppo idealisti e lontani dalla realtà in questo
caso specifico).
Sulla condizione dei gay omosessuali, mi pare che la ricerca di
Arcigay si focalizzi su realtà marginali, ma chi li considera questi
devotees? Siamo sicuro che sia il sesso il problema? Dai su prendiamo
altro che i problemi son altri.
Al contrario si punta molto sulla propria emancipazione anche
affettiva, sul costruirsi un percorso di vita autonomo e qui la
condizione di omosessuale non facilita di certo.
Un saluto.
Giuseppe
--- In 17giugno@yahoogroups.com, "Riccardo Gottardi" <goric@...> ha
scritto:
>
> Ricevo e inoltro perché forse di qualche interesse.
>
>
> Riccardo Gottardi
>
>
>
> CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA'
>
> Il Ministro della Solidarietà Sociale si è recato a New York, alle
Nazioni
> Unite, per firmare a nome dell'Italia la Convenzione internazionale sui
> diritti delle persone con disabilità.
>
> Sono oltre 650 milioni di persone in tutto il mondo le persone
costrette a
> convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle
> discriminazioni più diverse. La convenzione riafferma i diritti
inalienabili
> che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati
proprio
> alla parte più fragile della popolazione.
>
> Per la prima volta in un negoziato internazionale, vi ha intensamente
> partecipato anche la società civile, e per l'Italia le associazioni
> impegnate nel campo della tutela dei diritti delle persone con
disabilità.
> La Convenzione è stata adottata dall'assemblea generale dell'Onu
dopo cinque
> anni di impegno e lavoro da parte delle rappresentanze dei Governi e
delle
> associazioni di categoria di tutto il mondo.
>
>
>
>
>
<http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/disabili_convenzione/index.htm
> l>
>
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/disabili_convenzione/index.html
>