Bella iniziativa, quello che più m’interessa è l’approccio misto
gay/etero disabili, una convivenza
tutta ancora da costruire, solitamente prevale una delle identità
sull’altra per necessità di
assimilazione.
Trovare un nostro spazio di confronto è sempre difficile, tra
minoranze ci si discrimina,
io ho fatto la mosca bianca per molto tempo nell’associazionismo
per disabili, ho investito
molto per costruirmi una credibilità spendibile, anche se alla
fine penso che la mia visibilità
ha aiutato l’auto-scoperta di altri.
Sarebbe interessante discutere di questo tema, della nostra
identità nelle associazioni
per disabili.
Che ne pensate?
Da:
17giugno@yahoogroups.com [mailto:17giugno@yahoogroups.com] Per conto di Priscilla
B
Inviato: sabato 14 aprile 2007 14.39
A: 17giugno@yahoogroups.com
Oggetto: [17giugno] laboratorio teatrale: una proposta
Vi invio una proposta arrivata al gruppo di ricerca
"OMO-DISABILITA'" da parte di un attore di Teatro Sociale, Luciano
Gallo, che ha partecipato anche all'incontro del 4 febbraio a Bologna.
Ci sembra un progetto interessante, rivolto a persone
omo/eterosessuali con/senza disabilità, per il quale vorremmo sondare il
livello di interesse e adesione.
Eccovi la lettera del dott. Gallo:
(...) A seguito della
giornata di incontro, conoscenza e dibattito del 4 febbraio 2007 a Bologna
nell’ambito del progetto OMO-DISABILITA’, in cui erano stati illustrati i
risultati del primo modulo di interviste, mi sembra siano emersi alcuni nodi
fondamentali che tutti hanno condiviso nella relazione finale della giornata:
il risultato del progetto OMO-DISABILITA’ ha fatto emergere l’esistenza di
storie e persone di cui sappiamo poco o nulla, su cui nessuno di noi si
interroga (ma un disabile ha esigenze sessuali?, può essere addirittura gay?) e
ci ha fatto capire che spesso non abbiamo gli strumenti per poter vedere, o
semplicemente non ci interessa vedere le storie di persone differenti.
Credo che il teatro possa essere
utile per accendere una luce in tutto questo, possa essere davvero un mezzo con
cui si possono sviluppare degli interrogativi, sia tra le persone che lo fanno
in qualità di attori e operatori, sia tra le persone che ne fruiscono in
qualità di spettatori.
Da alcuni anni mi occupo di un
tipo di teatro che lavora sulle persone, le loro storie, le loro vite.
Il teatro sociale e di comunità
appunto.
La proposta che faccio quindi al
vostro gruppo di ricerca è quella di attivare un laboratorio teatrale sulla
drammaturgia dell’esperienza che coinvolga persone omosessuali con handicap e
anche alcuni operatori esterni che si occupano di problematiche analoghe.
Un laboratorio di teatro in cui
si faccia un percorso che porti a creare un gruppo di persone che si relazionino
all’interno in maniera effettiva, in cui possano emergere serenamente le storie
personali e che dia come prodotto finale uno spettacolo teatrale di
laboratorio.
I temi che si potrebbero
sviluppare nell’azione di laboratorio teatrale sono:
1) Sessualità e stimoli culturali
2) Sessualità e memoria
3) Sessualità e corpo
4) Sessualità e disabilità
5) Visibilità, invisibilità
6) Sessualità e realtà oppressive
7) dipendenza, indipendenza
8) la cura
9) accettazione e consapevolezza
Gli obiettivi del lavoro sono
due, uno spettacolo teatrale che potrebbe avere una grande importanza in quanto
rappresentazione di una realtà spesso non considerata; ma anche l’esperienza di
relazione tra le persone con disabilità che partecipano al progetto, e tra
disabili e alcuni operatori coinvolti nell’esperienza.
Lo spettacolo avrebbe per il
momento una sola rappresentazione, salvo diverse disponibilità date dai
partecipanti, e verrebbe fatto all’interno di un contesto che dia visibilità
all’iniziativa.
I tempi e i modi in cui si
potrebbe realizzare il laboratorio teatrale e lo spettacolo sono ovviamente da
concordare in base alle disponibilità dei soggetti coinvolti e dei formatori,
ma si possono definire in tre moduli di laboratorio distribuiti nel tempo:
1° modulo (una settimana)
Costruzione del gruppo, lavoro di
emersione di contenuti creativi attraverso le tecniche della dramma-terapia,
della drammaturgia del gruppo, del Teatro dell’Oppresso, improvvisazione e
scrittura, ricerca musicale, letteraria, filmica.
2° modulo (tre giorni)
Analisi del materiale
elaborazione della mappa drammaturgia, elaborazione delle scene, condivisione e
rivisitazione del copione
3° modulo (quattro giorni)
Costruzione dello spettacolo,
montaggio, prove, e evento spettacolare finale all’interno di una
manifestazione.
I tre moduli potrebbero essere
realizzati in tre differenti città italiane, visto che gli intervistati e i
partecipanti appartengono a regioni differenti
Tra i moduli è necessario un
periodo per la stesura drammaturgia e per riflettere sul materiale raccolto.
Sarebbe inoltre auspicabile la
produzione e realizzazione di un video documentario sull’esperienza che
potrebbe essere distribuito su scala nazionale e fare azione divulgativa e di
sensibilizzazione verso questo tema che fino ad oggi è stato certamente
sottovalutato.
Il laboratorio verrebbe tenuto
dal dott. Guglielmo Schininà, Operatore e formatore di teatro sociale,
e dal sottoscritto, Luciano Gallo.
Credo fermamente che il Teatro
non sia il mezzo con cui risolvere i problemi ma certamente è uno strumento
attraverso il quale si possono comprendere e affrontare molti nodi della
nostra società.
Credo che questo progetto possa
portare moltissime persone a riflettere sul tema della disabilità e della omosessualità
sotto un'altra luce e con meno pregiudizi.
Spero che i/le ragazz* coinvolt*
nel progetto OMO-DISABILITA’ e anche alcuni operatori siano interessati a
questa proposta e che si possano trovare le risorse necessarie per realizzarla.
Vi saluto cordialmente anche a
nome di Guglielmo Schininà,
Luciano Gallo
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