Ciao a tutti,
intanto ringrazio Silverio per avermi suggerito di iscrivermi a
questa lista, stavo scrivendo infatti un pezzo in Italiano sull'ACT
e mi sono imbattuto nelle difficoltà di traduzione di cui parlate...
A saperlo prima che qualcun altro aveva già tradotto tutto! :)
Comunque sono proprio contento di far parte di questo gruppo tematico
Buone vacanze a tutti
Daniel Bulla
--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "giovazucchi" <giovazucchi@...>
ha scritto:
>
> Gentilissimi
> Pensando come costruire insieme qualcosa di funzionale io (che
> scrivo) e Giovanni Miselli (che detta!), abbiamo deciso di
iniziare
> con un argomento che possa sia innescare uno scambio, sia
> contribuire alla costruzione di un linguaggio comune.
> Come sapete infatti tutto il materiale sull'ACT è in inglese e
> alcuni termini non sono facilmente traducibili (es. Terapia di
> accettazione e impegno nell'azione? Tanto per partire dal
> principio). Per superare questo ostacolo e costruire un linguaggio
> spendibile sia tra i professionisti con i pazienti, gli olandesi
> hanno scelto insieme, utilizzando la mailing list le traduzioni
più
> funzionali. Perché non provarci anche qui? Potremmo poi pubblicare
> il materiale che produciamo su contextualpsychology.org.
> Segue la traduzione delle due pagine introduttive del sito, alle
> quali sarebbe interessante aggiungere qualcosa di nostro sulla
> situazione italiana, cosa ne pensate?
> Alleghiamo anche una metafora introduttiva.
>
> Giovanni & Giovanni
>
> ACT
> Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica
coerente,
> la terapia Terapia di accettazione e impegno nell'azione è un
> intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa
> strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di
> impegno nell'azione modificazione del comportamento, per
> incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica
> significa essere in contatto con il momento presente pienamente,
> come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la
> situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che
> perseguano le cose (i valori) che abbiamo scelto come importanti.
>
> Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (relational
frame
> theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio
intrappola
> i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro
vita
> interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi
> esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto
con
> pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state
> temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per
> ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando
una
> maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei
> cambiamenti comportamentali necessari.
>
> La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica
sia
> solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la
> cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul
comportamento.
> L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle
esperienze
> (evitamento esperienziale-experiential avoidance),
l'invischiamento
> cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento
al
> se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita
> di contatto con il presente (loss of contact with the present ) e
il
> risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi
> comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).
> Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla
teoria
> associata del linguaggio e della cognizione, relational frame
theory
> RTF, l'ACT assume che tentare di cambiare pensieri e sentimenti
che
> creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, ma
> nuove e efficienti alternative sono disponibile, tra queste
> l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive
> defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed
> action).
> La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio
per
> un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai
> terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze
> private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto
la
> comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha
> mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia
varietà
> di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di
> sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti
per
> i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato
> sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del
terapeuti.
> Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a
> capire e a modificare una varietà di altri problemi
comportamentali
> tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa
o
> l'inabilità a nuovi apprendimenti.
>
>
> Metafora dell'uomo nella buca
>
> La situazione sembra un po' questa. Immagina di essere messo in un
> campo, bendato, e che ti diano una piccola borsa degli attrezzi da
> portare. Ti viene detto che il tuo lavoro è quello di correre su
> questo campo, bendato. Questo è il modo in cui si deve vivere. E
> così tu fai quello che ti è stato detto. Ora, una cosa che tu non
> sai è che in questo campo ci sono buche abbastanza ampie e
piuttosto
> profonde. All'inizio non lo sai, sei inesperto. Così inizi a
correre
> in giro e prima o poi ti ritrovi in una grande buca. Esplori un
po'
> intorno e quasi certamente non puoi arrampicarti fuori e non ci
sono
> vie d'uscita da trovare. Probabilmente quello che faresti in una
> situazione così difficile è prendere la borsa degli attrezzi che
ti
> è stata data e vedere cosa c'è dentro. Ora, supponi che l'unico
> attrezzo nella borsa sia una pala. Così inizi a scavare, ma presto
> ti accorgi che non sei fuori dalla buca. Così provi a scavare
sempre
> più velocemente. Ma sei ancora nella buca. Così provi a usare
> badilate più grandi, o più piccole, o a buttare la terra lontano o
> vicino. Ma sei ancora nella buca. Tutto questo sforzo, tutto
questo
> lavoro e, `stranamente', la buca è solo diventata sempre più
grande.
> Non è questa la tua esperienza? Così tu sei venuto per vedermi
> pensando "Forse lui ha una pala davvero enorme - una pala d'oro."
> Bene, non ce l'ho. E anche se l'avessi non la userei, perché
scavare
> non è una strada per uscire dalla buca, scavare è ciò che crea le
> buche. Quindi è possibile che l'intera `agenda' (progetto?) sia
> senza speranza – non puoi scavarti una via di uscita, questo ti fa
> solo sprofondare.
>
> Hayes, Strosahl, Wilson, 1999, pp. 101-102.
>
> Giovanni Zucchi
> 3381438604
> zucchi@...
>
> Giovanni Miselli
> 3282132131
> giovanni.miselli@...
>