Ciao Germano! bello sentirti! ... dalle Canarie! Spero non stia scendendo tutta questa pioggia anche da voi. Su Napoli non saprei aiutarti in questo momento, dovrei informarmi meglio. Riguardo al placebo, non ho seguito la discussione sulla lista ma un primo pensiero che mi viene, forse banale, è che può essere più etico se favorisce una minore dipendenza. Ad esempio una pastiglia o un colloquio con uno psicologo sono qualcosa di esterno al soggetto, mentre fare un esercizio di meditazione o attività sportiva credo possano ingenerare meno dipendenza dall'esterno, più flessibilità. Mi viene in mente quello che diceva Skinner sulle contingenze di rinforzo e sul controllo: è etico e lecito quando è applicato in favore di chi è controllato. Se io do una vitamina a un paziente per la sua ansia, e gliela do tutte le volte che me la chiede, cosa ho insegnato al paziente? Se non gli dico che era vitamina gli ho insegnato a chiedermi o (forse meglio) a prendere una pastiglia ogni volta che è in ansia. Se poi gli dico che era vitamina ci devo lavorare sopra bene... è facile che subito si senta umiliato, imbrogliato o tradito. Sono solo pensieri... poco strutturati... su casi limite. Grazie A presto G
--- Lun 19/5/08, Germano Tango <tango@...> ha scritto: Da: Germano Tango <tango@...> |
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