Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
ACT-Italia · ThirdWaweBEHAVIORTHERAPYinITALIA
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Messaggi 1 - 31 di 88   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#30 Da: "danielbulla" <dbulla@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 5:30 pm
Oggetto: Ogg: COSTRUIRE INSIEME
danielbulla
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti,
intanto ringrazio Silverio per avermi suggerito di iscrivermi a
questa lista, stavo scrivendo infatti un pezzo in Italiano sull'ACT
e mi sono imbattuto nelle difficoltà di traduzione di cui parlate...

A saperlo prima che qualcun altro aveva già tradotto tutto! :)

Comunque sono proprio contento di far parte di questo gruppo tematico

Buone vacanze a tutti

Daniel Bulla



--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "giovazucchi" <giovazucchi@...>
ha scritto:
>
> Gentilissimi
> Pensando come costruire insieme qualcosa di funzionale io (che
> scrivo) e Giovanni Miselli (che detta!), abbiamo deciso di
iniziare
> con un argomento che possa sia innescare uno scambio, sia
> contribuire alla costruzione di un linguaggio comune.
> Come sapete infatti tutto il materiale sull'ACT è in inglese e
> alcuni termini non sono facilmente traducibili (es. Terapia di
> accettazione e impegno nell'azione? Tanto per partire dal
> principio). Per superare questo ostacolo e costruire un linguaggio
> spendibile sia tra i professionisti con i pazienti, gli olandesi
> hanno scelto insieme, utilizzando la mailing list le traduzioni
più
> funzionali. Perché non provarci anche qui? Potremmo poi pubblicare
> il materiale che produciamo su contextualpsychology.org.
> Segue la traduzione delle due pagine introduttive del sito, alle
> quali sarebbe interessante aggiungere qualcosa di nostro sulla
> situazione italiana, cosa ne pensate?
> Alleghiamo anche una metafora introduttiva.
>
> Giovanni & Giovanni
>
> ACT
> Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica
coerente,
> la terapia Terapia di accettazione e impegno nell'azione è un
> intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa
> strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di
> impegno nell'azione modificazione del comportamento, per
> incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica
> significa essere in contatto con il momento presente pienamente,
> come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la
> situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che
> perseguano le cose (i valori) che abbiamo scelto come importanti.
>
> Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (relational
frame
> theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio
intrappola
> i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro
vita
> interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi
> esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto
con
> pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state
> temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per
> ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando
una
> maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei
> cambiamenti comportamentali necessari.
>
> La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica
sia
> solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la
> cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul
comportamento.
> L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle
esperienze
> (evitamento esperienziale-experiential avoidance),
l'invischiamento
> cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento
al
> se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita
> di contatto con il presente (loss of contact with the present ) e
il
> risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi
> comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).
> Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla
teoria
> associata del linguaggio e della cognizione, relational frame
theory
> RTF, l'ACT assume che tentare di cambiare pensieri e sentimenti
che
> creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, ma
> nuove e efficienti alternative sono disponibile, tra queste
> l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive
> defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed
> action).
> La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio
per
> un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai
> terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze
> private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto
la
> comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha
> mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia
varietà
> di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di
> sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti
per
> i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato
> sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del
terapeuti.
> Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a
> capire e a modificare una varietà di altri problemi
comportamentali
> tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa
o
> l'inabilità a nuovi apprendimenti.
>
>
> Metafora dell'uomo nella buca
>
> La situazione sembra un po' questa. Immagina di essere messo in un
> campo, bendato, e che ti diano una piccola borsa degli attrezzi da
> portare. Ti viene detto che il tuo lavoro è quello di correre su
> questo campo, bendato. Questo è il modo in cui si deve vivere. E
> così tu fai quello che ti è stato detto. Ora, una cosa che tu non
> sai è che in questo campo ci sono buche abbastanza ampie e
piuttosto
> profonde. All'inizio non lo sai, sei inesperto. Così inizi a
correre
> in giro e prima o poi ti ritrovi in una grande buca. Esplori un
po'
> intorno e quasi certamente non puoi arrampicarti fuori e non ci
sono
> vie d'uscita da trovare. Probabilmente quello che faresti in una
> situazione così difficile è prendere la borsa degli attrezzi che
ti
> è stata data e vedere cosa c'è dentro. Ora, supponi che l'unico
> attrezzo nella borsa sia una pala. Così inizi a scavare, ma presto
> ti accorgi che non sei fuori dalla buca. Così provi a scavare
sempre
> più velocemente. Ma sei ancora nella buca. Così provi a usare
> badilate più grandi, o più piccole, o a buttare la terra lontano o
> vicino. Ma sei ancora nella buca. Tutto questo sforzo, tutto
questo
> lavoro e, `stranamente', la buca è solo diventata sempre più
grande.
> Non è questa la tua esperienza? Così tu sei venuto per vedermi
> pensando "Forse lui ha una pala davvero enorme - una pala d'oro."
> Bene, non ce l'ho. E anche se l'avessi non la userei, perché
scavare
> non è una strada per uscire dalla buca, scavare è ciò che crea le
> buche. Quindi è possibile che l'intera `agenda' (progetto?) sia
> senza speranza – non puoi scavarti una via di uscita, questo ti fa
> solo sprofondare.
>
> Hayes, Strosahl, Wilson, 1999, pp. 101-102.
>
> Giovanni Zucchi
> 3381438604
> zucchi@...
>
> Giovanni Miselli
> 3282132131
> giovanni.miselli@...
>

#29 Da: "ottaviaferroni" <ottaviaferroni@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 12:28 pm
Oggetto: ACT e OCD
ottaviaferroni
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti, anche io nel mio piccolo sto utilizzando l'ACT con una
mia    pz con DOC, in particolare lavoro sul pensiero ossessivo
promuovendo l'acceptance e la defusion, quest'ultima mi sembra che
venga di conseguenza quasi in modo naturale dopo l'accettazione. E va
decisamente meglio di quando tentavamo di modificare il contenuto
degli stessi pensieri attraverso la ristrutturazione cognitiva.
Volevo ringraziare in particolare Giovanni Zucchi per il file del
diario del disagio pulito/sporco, che mi ha dato una grossa mano in
questo senso.
Vedremo gli sviluppi!
Ciao
Ottavia F

#28 Da: "pietrospagnulo" <pietrospagnulo@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 11:31 am
Oggetto: Ogg: ACT e DOC
pietrospagnulo
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Inizio oggi a lavorare alla splendida iniziativa di questo gruppo e dunque
saluto tutti.
Un saluto particolare a Giovanni Zucchi e Giovanni Miselli che ho conosciuto al
workshop
di Hayes e che stanno dando un grosso contributo alla conoscenza,
all'approfondimento
ed alla diffusione dell'ACT in Italia.

Dunque, Giovanni Zucchi accennava alla mia esperienza con il DOC trattato con
ACT.
Effettivamente, sto seguendo tre pazienti in terapia di gruppo per i disturbi
d'ansia
interamente orientata all'ACT. Nell'ambito del trattamento ho lavorato su due
fronti:
1. ho considerato le loro compulsioni da un punto di vista funzionale invece che
in termini
di rinforzo (come nella tradizione CBT). Nella fattispecie, li ho considerati
come dei
tentativi di liberarsi dalla sofferenza del dubbio ansioso e dunque come una
forma
"unworkable" di controllo.
2. ho considerato le ossessioni come esempio di fusione cognitiva e dunque come
interessante oggetto di lavoro verso la defusione.
Risultati? Sono sicuramente molto interessanti, sia in termini di efficacia
clinica, sia in
termini di ampliamento generale della flessibilità dei pazienti, ma sono molto
lontano dal
potervi dare dei dati empiricamente significativi.

Se siete interessati, vi tengo al corrente

Un caro saluto

Pietro Spagnulo


--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "giovazucchi" <giovazucchi@...> ha scritto:
>
> Ciao a tutti,
> In risposta alla richiesta di informazioni, da parte di Giorgia
> Concari, sul Disturbo Ossessivo Compulsivo, ho inserito due file  (un
> aticolo e un manuale), scaricati da 'contextualpsychology'. Io non ho
> letto il materiale e non ho nessuna esperienza in merito. So che
> Fabrizio Didonna (Vicenza) sta lavorando sul DOC aggiungendo alla
> tradizionale CBT un training di mindfulness e mi sembra di ricordare
> che il prof. Pietro Spagnuolo (Roma) abbia avuto esperienza diretta
> dell'utilizzo dell'ACT con pazienti DOC. Intuitivamente penso che l'ACT
> possa essere particolarmente utile proprio nel Disturbo Ossessivo
> Compulsivo ma ripeto che non ho nessuna esperienza diretta: forse
> qualcuno di voi può essere più utile a Giorgia.
> Ho letto solo ora il file che ha caricato Silverio Zucchi ('Self
> Assessment'): molto utile, grazie! Grazie anche per l'esercizio di
> mindfulness che hai tradotto e trascritto.
> A presto
> GZ
>

#27 Da: profpresti@...
Data: Gio 26 Lu 2007 10:34 am
Oggetto: Re: Digest Number 26
nannip
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Se dovesse interessarvi io sto seguendo un paziente OCD con tecniche
ACT.
Nanni Presti


Il giorno 26/lug/07, alle ore 10:21, ACT-Italia@yahoogroups.com ha
scritto:

> ThirdWaweBEHAVIORTHERAPYinITALIA
> Messaggi relativi a questo riassunto (1 Messaggio)
> 1.ACT e DOC Da: giovazucchi
> Visualizza tutti gli argomenti | Crea nuovo argomento
> Messaggio
> 1.ACT e DOCInviato da: "giovazucchi" giovazucchi@...
> giovazucchiMer 25 Lu 2007 6:41 pm
> Ciao a tutti,
> In risposta alla richiesta di informazioni, da parte di Giorgia
> Concari, sul Disturbo Ossessivo Compulsivo, ho inserito due file (un
> aticolo e un manuale), scaricati da 'contextualpsychology'. Io non ho
> letto il materiale e non ho nessuna esperienza in merito. So che
> Fabrizio Didonna (Vicenza) sta lavorando sul DOC aggiungendo alla
> tradizionale CBT un training di mindfulness e mi sembra di ricordare
> che il prof. Pietro Spagnuolo (Roma) abbia avuto esperienza diretta
> dell'utilizzo dell'ACT con pazienti DOC. Intuitivamente penso che
> l'ACT
> possa essere particolarmente utile proprio nel Disturbo Ossessivo
> Compulsivo ma ripeto che non ho nessuna esperienza diretta: forse
> qualcuno di voi può essere più utile a Giorgia.
> Ho letto solo ora il file che ha caricato Silverio Zucchi ('Self
> Assessment'): molto utile, grazie! Grazie anche per l'esercizio di
> mindfulness che hai tradotto e trascritto.
> A presto
> GZ
>
> Torna all'inizio
> Rispondi a mittente | Rispondi a gruppo | Rispondi mediante post su
> web
> Messaggi sullo stesso tema (1)
> ATTIVITÀ RECENTI
> 1
> Nuovi iscritti
> 1
> Nuove foto
> 2
> Nuovi File
> Visita il tuo gruppo
> Mio Yahoo!
> Passa a Mio Yahoo!
> Tutti i tuoi feed
> in una sola pagina
> Yahoo! Gruppi
> Crea un gruppo
> In sole tre mosse
> E condividilo!
> Y! Toolbar
> Scaricala gratis
> Accedi ai Gruppi
> in una sola mossa
> Devi rispondere?
> Clicca su uno dei link "Rispondi" per rispondere a uno specifico
> messaggio nel riassunto giornaliero.
> Crea nuovo argomento | Visita il tuo gruppo sul web
> Messaggi | File | Foto | Link | Database | Sondaggi | Iscritti |
> Agenda
>
> Cambia le impostazioni tramite web (necessaria l'ID Yahoo!)
> Cambia impostazioni via email: Passa all'invio singolo | Scegli il
> formato tradizionale
> Visita il tuo gruppo | Condizioni generali di utilizzo del servizio
> Yahoo! Gruppi | Annulla iscrizione
>

---------------------------------------------------
Prof G. Presti
Cattedra di Psicologia Generale
Cattedra di Tecniche di Analisi del Comportamento
Università Europea di Roma
profpresti@...
---------------------------------------------------

#26 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Mer 25 Lu 2007 4:41 pm
Oggetto: ACT e DOC
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti,
In risposta alla richiesta di informazioni, da parte di Giorgia
Concari, sul Disturbo Ossessivo Compulsivo, ho inserito due file  (un
aticolo e un manuale), scaricati da 'contextualpsychology'. Io non ho
letto il materiale e non ho nessuna esperienza in merito. So che
Fabrizio Didonna (Vicenza) sta lavorando sul DOC aggiungendo alla
tradizionale CBT un training di mindfulness e mi sembra di ricordare
che il prof. Pietro Spagnuolo (Roma) abbia avuto esperienza diretta
dell'utilizzo dell'ACT con pazienti DOC. Intuitivamente penso che l'ACT
possa essere particolarmente utile proprio nel Disturbo Ossessivo
Compulsivo ma ripeto che non ho nessuna esperienza diretta: forse
qualcuno di voi può essere più utile a Giorgia.
Ho letto solo ora il file che ha caricato Silverio Zucchi ('Self
Assessment'): molto utile, grazie! Grazie anche per l'esercizio di
mindfulness che hai tradotto e trascritto.
A presto
GZ

#25 Da: "Franco Scita" <scita@...>
Data: Ven 6 Lu 2007 6:23 am
Oggetto: (Nessun oggetto)
fidentiaromana
Offline Offline
Invia email Invia email
 
#24 Da: "stefano.stefanini@..." <stefano.stefanini@...>
Data: Mer 4 Lu 2007 3:31 pm
Oggetto: Re: grazie a tutti
prateeria
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici,

mi sono perso qualcosa?
mi spieghereste di che esperienza state parlando? Con entusiasmo vi saluto
caramente,

Stefano Stefanini

> Da: "manuelaspigno" <manuelaspigno@...>
> Data: Wed, 04 Jul 2007 06:18:27 -0000
> A: ACT-Italia@yahoogroups.com
> Oggetto: [ACT-Italia] grazie a tutti
>
> Grazie a tutti per la bellissima esperienza di Brixen!
> Per me è stato come trovare la chiave che cercavo da tanto, sia
> personalmente, sia professionalmente.
> Spero che sia solo il punto di partenza per ulteriori studi,
> collaborazioni e approfondimenti!
> Io ci sono.
> Manuela Spigno
> (II anno, scuola Humanitas, Roma)
>
>
>

________________________________________________________________________
SERVIZIO VOICE: TELEFONA e INVIA SMS dal tuo computer a tariffe vantaggiose!
Scopri come telefonare e videochiamare gratis da pc a pc.
http://voice.repubblica.it

#23 Da: "manuelaspigno" <manuelaspigno@...>
Data: Mer 4 Lu 2007 6:18 am
Oggetto: grazie a tutti
manuelaspigno
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Grazie a tutti per la bellissima esperienza di Brixen!
Per me è stato come trovare la chiave che cercavo da tanto, sia
personalmente, sia professionalmente.
Spero che sia solo il punto di partenza per ulteriori studi,
collaborazioni e approfondimenti!
Io ci sono.
Manuela Spigno
(II anno, scuola Humanitas, Roma)

#22 Da: "defazisimona" <defazisimona@...>
Data: Lun 2 Lu 2007 10:33 am
Oggetto: Ringraziamenti e auspici
defazisimona
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Un grazie a tutti i partecipanti ( docenti, traduttori e colleghi)al
workshop di Bressanone e l'augurio che questa esperienza possa essere
il punto di partenza per future collaborazioni di studio e ricerca.
Simona De Fazi
(secondo anno-Scuola Roma)

#21 Da: Simona De Fazi <defazisimona@...>
Data: Lun 2 Lu 2007 10:14 am
Oggetto: iscrizione ACT-Italia
defazisimona
Offline Offline
Invia email Invia email
 


Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi, antispam, antivirus, POP3

#20 Da: "valeriacaggiano" <valeriacaggiano@...>
Data: Mar 26 Giu 2007 2:47 pm
Oggetto: Metafore ricerche e opportunità
valeriacaggiano
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Grazie per l'opportunità, Act a Roma è stato interessante; lo sono
anche gli articoli e le traduzioni, a questo proposito vorrei sapere se
ci sono ricerche che avete seguito personalmente e proporne qualcuna.
Le risorse che si potrebbero coinvolgere sono diverse, la metodologia
potrebbe prevedere l'utilizzo di programmi di analisi testuale per
l'utilizzo di metafore e per il campione...perchè no, coinvolgere gli
specializzandi delle scuole di psicoterapia interessate.
La bellezza del linguaggio metaforico permette di rappresentare la
singolarità di ognuno e contemporaneamente rendersi comprensibile da
molti (presumibilmente), pertanto a Novembre sono in uscita i nuovi
bandi EU, dai miei ultimi aggiornamenti si potrebbe pensare per
sostenere il progetto che portate avanti ad un Grundtvig per la
creazione di una rete di professionisti accomunati da un unico
interesse di ricerca. Se vi interessa possiamo collaborare anche su
questo aspetto; parlando di metafore "l'appetito vien mangiando!"

Buon lavoro a tutti,

Valeria Caggiano

#19 Da: "Giovanni Miselli" <giovanni.miselli@...>
Data: Gio 7 Giu 2007 2:18 pm
Oggetto: Podcast, Psychotherapy and Steve Hayes!!!
giomiselli
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Segnalo un sito con interviste radio su tematiche di salute mentale.
Ottimo per l'ipod nel commuting!!!.
Nella sezione Psicoterapie vi sono, tra gli altri,  S. Hayes on ACT e
J. Young on Schema Therapy.


http://www.mentalhelp.net/poc/view_index.php?idx=119&d=1&w=9&e=193

enjoy!!

g.

#18 Da: Giulio Lacchini <giullac@...>
Data: Gio 3 Mag 2007 4:08 pm
Oggetto: richiesta
giullacc
Offline Offline
Invia email Invia email
 
vorrei poter far parte, più come lettore, ma anche col proposito di
chiarimenti o discussioni,
del gruppo, intorno alle tematiche per un'avanzamento "sperimentale"
della funzionalità "interiore".
Per ora ho solo visto il sito e fatto richiesta di adesione.
Vorrei chiarimenti e la possibilità di leggere gli sviluppi delle
tematiche.
E in questo senso desidererei avere il link del vostro gruppo.
Cordiali saluti
Giulio Lacchini

#17 Da: Giovanni Zucchi <giovazucchi@...>
Data: Mer 28 Mar 2007 7:04 pm
Oggetto: Re: Defusione
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao Annalisa
Provo a rispondere alle tue domande.
Riguardo alle prima (se riesco ad applicare le
tecniche di defusione) devo dire che effettivamente,
leggendole per la prima volta, anche io mi sono
spaventato all’idea di proporle ai pazienti.
Sinceramente mi è capitato di consegnare quel foglio
solo in quattro occasioni (una oggi dopo aver letto la
tua mail… poi ti informerò sui risultati!). Comunque,
come hai sottolineato, prima è importante lavorare su
quelle che tu chiami “abilità metacognitive”. Ad
esempio sul fatto che il controllo non funziona ed è
controproducente con esercizi di soppressione del
pensiero (non pensare a una jeep gialla, tigre verde,
orso bianco…). Sul fatto che la nostra “mente”
continua a lavorare, spesso contro il nostro stesso
interesse. Altri esercizi sono utili per iniziare a
vedere gli evento psicologici verbali come “oggetti
esterni”. Io spesso faccio anche esercizi di
meditazione e provo a distinguere con il paziente tra
lo stato in cui è “dentro i propri pensieri” e quello
in cui riesce a osservarli a essere nel presente. Le
etichette verbali che uso sono “guardare da dentro un
pensiero” vs “guardare a un pensiero”. Ma non è
necessario fare esercizi di meditazione: nell’ACT la
mindfulness comprende tutta una serie di esercizi e
metafore che non sono la pratica meditativa formale ma
che sono volte a fornire quelle che tu chiami “abilità
metacognitive” (es io non sono i miei pensieri, sono
qualcosa di più). Una metafora che mi piace molto è
quella della scacchiera, un’altra, tradotta da
Giovanni Miselli, è quella della casa e dei mobili:

“È come se è come s'è tu fossi una casa piena di
mobili. Il mobilio non è, e non potrà mai essere, la
casa. Il mobilio è il contenuto della casa, o quello
che c'è all'interno di essa. La casa semplicemente
possiede o contiene i mobili e fornisce il contesto in
cui i mobili possono essere mobili. Nota come quanto
il mobilio sia considerato buono o cattivo non si dice
nulla sul valore della casa.  Pensa di essere più
simile alla casa che al mobilio. Così come il mobilio
non è la casa, pensa che in un qualche senso profondo
i tuoi pensieri e sentimenti non sono te.”

Riguardo all’idea di modificare il contesto per
modificare la funzione di un evento psicologico posso
dire che, certo, l’ho già applicata. La applichiamo
tutti giorni nella nostra vita privata: ci sono
persone che parlano di certe cose con me e non con
altri o, al contrario, non si comportano con me come
si comportano con altri (mi sono stupito quando pochi
mesi fa, a casa della mia ragazza, mi sono accorto che
“costringeva” la madre a non mettere né aglio né
cipolla nel soffritto; la madre mi ha detto lei non
mangia cipolla ne aglio, io che le ho preparato
moltissimi piatti con aglio e cipolla, ho pensato
‘perché tu lo hai reso possibile’).   In ogni
interazione che abbiamo con un paziente creiamo un
contesto. Quello degli approcci o terapie contestuali
è però un argomento complesso che, sinceramente, non
sono in grado di spiegarti in una mail (forse neanche
di persona). Per farti un esempio, comunque, una
visione contestuale di un problema psicologico cerca
di modificare il contesto in cui si manifesta questo
problema (possiamo andare dalla desensibilizzazione
sistematica alle “campagne di informazione” o
“pubblicità progresso”) e non sul problema stesso o su
eventi interni al soggetto. Così, da questo punto di
vista, è più utile cercare di fare emergere e fare
stare il paziente in un contesto diverso (in generale
quello della terapia e nello specifico esercizi come
“milk milk, milk”) con qualcosa che gli crea
sofferenza (es. il fatto di sentirsi un fallito)
piuttosto che cercare di convincerlo che non è un
fallito “ristrutturandolo”. Questo è invece ciò che
precisamente avviene in quasi tutti i contesti non
terapeutici e nella maggior parte di quelli
terapeutici.
Scusa se mi sono dilungato

A presto
GZ

--- phoenix_esmeralda <phoenix_esmeralda@...> ha
scritto:

>
>
>   Giovanni Zucchi:
>
>   >>Ciao a tutti.
>   Una delle cose che accomuna l'ACT ad altri
> approcci di terza generazione (in particolare
>   alla MBCT, Mindfulness Based Cognitive Therapy) è
> l'enfasi sulla "defusione" cognitiva.
>
>
>   Ho dato un'occhiata agli esercizi di defusione che
> hai caricato e una domanda mi è sorta spontanea: con
> i tuoi pazienti riesci ad applicarli? Trovo che per
> riuscire a mettere in atto esercizi di quel tipo,
> una persona debba avere una motivazione altissima e
> molte - ma proprio molte - abilità metacognitive.
> L'idea di agire sul contesto per modificare la
> funzione di un evento psicologico mi sembra quasi
> esaltante, ma nello stesso tempo difficilmente
> praticabile. Sai dirmi se nel concreto l'hai già
> utilizzata?
>
>   Annalisa
>   .
>







___________________________________
L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail:
http://it.docs.yahoo.com/nowyoucan.html

#16 Da: "phoenix_esmeralda" <phoenix_esmeralda@...>
Data: Mar 27 Mar 2007 9:21 pm
Oggetto: Re: Defusione
phoenix_esme...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

Giovanni Zucchi:

>>Ciao a tutti.
Una delle cose che accomuna l'ACT ad altri approcci di terza generazione (in particolare
alla MBCT, Mindfulness Based Cognitive Therapy) è l'enfasi sulla "defusione" cognitiva.

Ho dato un'occhiata agli esercizi di defusione che hai caricato e una domanda mi è sorta spontanea: con i tuoi pazienti riesci ad applicarli? Trovo che per riuscire a mettere in atto esercizi di quel tipo, una persona debba avere una motivazione altissima e molte - ma proprio molte - abilità metacognitive. L'idea di agire sul contesto per modificare la funzione di un evento psicologico mi sembra quasi esaltante, ma nello stesso tempo difficilmente praticabile. Sai dirmi se nel concreto l'hai già utilizzata?

Annalisa

.


#15 Da: "phoenix_esmeralda" <phoenix_esmeralda@...>
Data: Mar 27 Mar 2007 9:21 pm
Oggetto: Re: Defusione
phoenix_esme...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

Giovanni Zucchi:

>>Ciao a tutti.
Una delle cose che accomuna l'ACT ad altri approcci di terza generazione (in particolare
alla MBCT, Mindfulness Based Cognitive Therapy) è l'enfasi sulla "defusione" cognitiva.

Ho dato un'occhiata agli esercizi di defusione che hai caricato e una domanda mi è sorta spontanea: con i tuoi pazienti riesci ad applicarli? Trovo che per riuscire a mettere in atto esercizi di quel tipo, una persona debba avere una motivazione altissima e molte - ma proprio molte - abilità metacognitive. L'idea di agire sul contesto per modificare la funzione di un evento psicologico mi sembra quasi esaltante, ma nello stesso tempo difficilmente praticabile. Sai dirmi se nel concreto l'hai già utilizzata?

Annalisa

.


#14 Da: "phoenix_esmeralda" <phoenix_esmeralda@...>
Data: Mar 27 Mar 2007 9:21 pm
Oggetto: Re: Defusione
phoenix_esme...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

Giovanni Zucchi:

>>Ciao a tutti.
Una delle cose che accomuna l'ACT ad altri approcci di terza generazione (in particolare
alla MBCT, Mindfulness Based Cognitive Therapy) è l'enfasi sulla "defusione" cognitiva.

Ho dato un'occhiata agli esercizi di defusione che hai caricato e una domanda mi è sorta spontanea: con i tuoi pazienti riesci ad applicarli? Trovo che per riuscire a mettere in atto esercizi di quel tipo, una persona debba avere una motivazione altissima e molte - ma proprio molte - abilità metacognitive. L'idea di agire sul contesto per modificare la funzione di un evento psicologico mi sembra quasi esaltante, ma nello stesso tempo difficilmente praticabile. Sai dirmi se nel concreto l'hai già utilizzata?

Annalisa

.


#13 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Mar 27 Mar 2007 10:49 am
Oggetto: Defusione
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti.
Una delle cose che accomuna l'ACT ad altri approcci di terza generazione (in
particolare
alla MBCT, Mindfulness Based Cognitive Therapy) è l'enfasi sulla "defusione"
cognitiva.
Nella MBCT i pensieri vengono chiamati anche "fatti mentali", non ci si
concentra più sul
tentativo di modificarli direttamente, sulla ristrutturazione cognitiva.
Nell'ACT i pensieri sono eventi psicologici e nessun evento psicologico (es. il
pensiero "non
valgo nulla") può essere visto come causa di altri eveti psicologici (es.
tristezza). Non ha
senso cercare di modificare un evento psicologico (per gli eventi interi come i
pensieri
questo è anche controproducente) per arrivare a modificarne un altro. Piuttosto
può avere
senso modificare il CONTESTO in cui questo evento si verifica per arrivare a
modificare la
FUNZIONE di quell'evento. Le tecniche di defusione hanno appunto lo scopo di
modificare
la funzione di quell'evento ("de-letteralizzando" il linguaggio). Uno degli
esercizi di
defusione che si propongono nell'ACT (Milk, Milk, Milk Exercise)  è stato
inventato da
Titchener agli inizi del Novecento nel tentativo di spiegare la sua teoria
contestuale del
significato. Giovanni Miselli aveva tradotto in italiano l'esercizio... Ce lo
manderà? Si tratta
di ripetere moltissime volte una parola per dimostrare ai pazienti che gli
stimoli verbali,
per avere un significato letterale (o derivato), hanno bisogno di un contesto
letterale,
sequenziale, analitico. Si dimostra che sebbene il "significato letterale"
(litteral meaning)
domini il linguaggio, è abbastanza semplice costruire contesti in cui il
significato letterale
(e le relazioni derivate) si indebolisce velocemente e quasi scompare. In altre
parole, è
abbastanza semplice creare contesti in cui non siamo "fusi" con il linguaggio.
Carico tra i file del gruppo un elenco di tecniche di defusione, un foglio word
da poter
dare ai pazienti. E' tratto da Hayes e Smith, 2005, Get out of your mind and
into your life,
pp. 83-85. Traduzione, adattamento e eventuali errori miei!

A presto
GZ

#12 Da: "Giovanni Miselli" <giovanni.miselli@...>
Data: Mer 7 Mar 2007 1:53 pm
Oggetto: Re: Hayes et al., 2006 da Behaviour Research and Therapy
giomiselli
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao Stefano,

Ottimo! personalmete gradisco molto le discussioni teoriche! conosco
l'articolo: è un review di critica pacata alla teoria Relational Frame
(RFT). Se hai commenti sarei molto interessato a discuterne in lista.

Giovanni Zucchi ha consigliato un ottimo articolo sull'ACT e aggiungo
che l'esplorazione del sito www.contextualpsychology.org può essere
molto utile per orientarsi (oltre alle informazioni "pro" continene
anche tutti gli articoli di critica e i dati sulle ricerche che non
hanno mostrato efficacia)

Se invece tu o qualcun altro  desiderasse un articolo molto più
teorico (e molto meno pacato!) consiglio la review critica di Palmer
alla RFT uscita sul JEAB alla quale è seguita la risposta di Hayes e
Barnes-Holmes e nuovamente un'altra critica di Palmer, tutto questo in
un'esaltante e turbinante dibattito scientifico dai toni molto accesi.
Gli articoli sono ostici e richiedono una lettura attenta ma, se siete
interessati al lato teorico e di critica, ne vale la pena!

io ho postato il primo, se gradite aggiungo anche gli altri,

diversamente se siete amanti del fai da te! li potete trovare
grautitamente cercando sul sito del JEAB (
http://seab.envmed.rochester.edu/jeab/ ) o su
www.contextualpsychology.org

a presto

GM

Il 05/03/07, giovazucchi<giovazucchi@...> ha scritto:
>
>
>
>
>
>
> Ciao Stefano
>
>  l'articolo di critica che hai 'caricato' lo conosce sicuramente bene
>  Giovanni Miselli, ricordo che ne avevamo parlato. Se vuoi iniziare a
>  orientarti anche con qualcosa di meno teorico ho aggiunto ai file un
>  articolo di Hayes e altri di presentazione dell'ACT/RFT e riassuntivo
>  del lavoro svolto sino al 2006.
>
>  Mi fa piacere sentirti
>  A presto
>  G.Z.
>
>  --- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "prateeria" <stefano.stefanini@...>
>  ha scritto:
>  >
>  > Sto cercando di informarmi riguardo ai temi di discussione di questo
>  > gruppo e nel corso di una breve ricerca ho trovato un art che
>  aggiungo
>  > ai file già condivisi.
>  >
>  > Ciao, Stefano
>  >
>
>

#11 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Lun 5 Mar 2007 9:08 pm
Oggetto: Hayes et al., 2006 da Behaviour Research and Therapy
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao Stefano

l'articolo di critica che hai 'caricato' lo conosce sicuramente bene
Giovanni Miselli, ricordo che ne avevamo parlato. Se vuoi iniziare a
orientarti anche con qualcosa di meno teorico ho aggiunto ai file un
articolo di Hayes e altri di presentazione dell'ACT/RFT e riassuntivo
del lavoro svolto sino al 2006.

Mi fa piacere sentirti
A presto
G.Z.


--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "prateeria" <stefano.stefanini@...>
ha scritto:
>
> Sto cercando di informarmi riguardo ai temi di discussione di questo
> gruppo e nel corso di una breve ricerca ho trovato un art che
aggiungo
> ai file già condivisi.
>
> Ciao, Stefano
>

#10 Da: "silverio zucchi" <silverio.zucchi@...>
Data: Dom 4 Mar 2007 2:23 pm
Oggetto: Ogg: COSTRUIRE INSIEME
piantadelte8
Offline Offline
Invia email Invia email
 
grande nome alle, come grande il pezzo dei radiohead...
dài che poi mandiamo i files a thom yorke così ci scrive il pezzo

silver



--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "scatterbrainalle"
<scatterbrainalle@...> ha scritto:
>
> Ciao giovannis, silverio e tutti gli altri!
> bella idea il gruppo yahoo e infatti mi sono iscritto quasi subito!
> ah dal mio Id non si capisce bene chi sono... sono Alle (Ferrari)
> ovviamente!
> Il mio nick vuol dire "alle scervellato" più o meno... ma Silver
> dovrebbe aver individuato la citazione radioheadiana....
> Ci sentiamo presto!
> Alle
>

#9 Da: "prateeria" <stefano.stefanini@...>
Data: Sab 3 Mar 2007 9:28 am
Oggetto: (Nessun oggetto)
prateeria
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Sto cercando di informarmi riguardo ai temi di discussione di questo
gruppo e nel corso di una breve ricerca ho trovato un art che aggiungo
ai file già condivisi.

Ciao, Stefano

#8 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Gio 1 Mar 2007 12:34 pm
Oggetto: Articoli gratuiti
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Anche in risposta al messaggio di Sara ho aggiunto un File con
articoli scaricabili gratuitamente dal Link www.behavior-analyst-
online.org. Sono suddivisi per argomento e sono naturalmente tutti in
inglese. Sono pochi quelli che trattano direttamente di Aceptance and
Commitment Therapy.

--- In ACT-Italia@yahoogroups.com, "sara-bor\@...\.it" <sara-bor@...>
ha scritto:
>
> john mi mandi x favore gli articoli sulla mind. o il link preciso?
grazie
> sara
>
> ---------- Initial Header -----------
>
> From      : ACT-Italia@yahoogroups.com
> To          : ACT-Italia@yahoogroups.com
> Cc          :
> Date      : Wed, 28 Feb 2007 15:31:13 -0000
> Subject : [ACT-Italia] Controllo problema
>
>
>
>
>
>
>
> > Forse uno dei concetti più interessanti nell'ACT è la visione del
> > controllo come un problema. Il desiderare che i nostri stati
interni
> > siano diversi da come sono e gli sforzi per cambiarli non
funzionano.
> > Questo viene messo in luce fin dall'inizio della terapia. A me
> > ricorda molto la distinzione che faceva il prof. Anchisi a
lezione
> > tra problemi e vincoli: i vincoli non possono essere affrontati
con
> > il problem solving. Nel manuale del 1999 c'è un esempio di come
può
> > essere spiegato questo al paziente, riporto una mia traduzione.
> >
> > Dovremmo provare a distinguere tra disagio "pulito" e
> > disagio "sporco".
> > Il disagio che la vita semplicemente ci ripresenta - che va e
viene
> > come risultato del semplice vivere – è disagio "pulito". Qualche
> > volta sarà elevato, qualche altra sarà basso, a causa della tua
> > storia, delle circostanze ambientali in cui ti trovi, e così via.
Il
> > disagio "pulito" è ciò di cui non ti puoi liberare provando a
> > controllarlo.
> > D'altra parte, il disagio "sporco" è la sofferenza emotiva e i
> > pensieri disturbanti creati in realtà dai tuoi sforzi di
controllare
> > i tuoi sentimenti. Come risultato del fuggire sono comparsi
interi
> > nuovi gruppi/mucchi di sentimenti dolorosi. Questo potrebbe
essere
> > una grossa parte del perché sei qui. Questo disagio extra -
disagio
> > sul disagio – possiamo chiamarlo disagio "sporco" e, una volta
che la
> > disponibilità/accettazione (willingness) sarà alta e il controllo
> > basso, questo tipo di disagio potrà scomparire e tu rimarrai solo
con
> > quello pulito.
> > Non puoi immaginare quanto disagio in meno proverai in ogni data
> > situazione quando ci sarà solo il disagio "pulito". Ma siamo
chiari,
> > non sto dicendo che il disagio calerà. Quello che sto dicendo è
che
> > se abbandoni gli sforzi per modificare il tuo disagio, poi, nel
> > tempo, questo assumerà il livello che è dovuto alla tua attuale
> > storia. Né di più né di meno.
> >
> > Ho anche aggiunto un file ('diario disagio pulito/sporco') per
> > l'automonitoraggio di questo processo. Io ho trovato utili
entrambi
> > per far capire al paziente che non funziona. In particolare ho in
> > mente una paziente con d.d.p. borderline ricoverata.
> >
> > A presto
> > G.Z.
> >
> >
>
>
> ------------------------------------------------------
> Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone
Telecom
> http://click.libero.it/infostrada28eb07
>

#7 Da: "sara-bor\@libero\.it" <sara-bor@...>
Data: Mer 28 Feb 2007 9:43 pm
Oggetto: Re: Controllo problema
sarabor
Offline Offline
Invia email Invia email
 
john mi mandi x favore gli articoli sulla mind. o il link preciso?grazie
sara

---------- Initial Header -----------

From      : ACT-Italia@yahoogroups.com
To          : ACT-Italia@yahoogroups.com
Cc          :
Date      : Wed, 28 Feb 2007 15:31:13 -0000
Subject : [ACT-Italia] Controllo problema







> Forse uno dei concetti più interessanti nell'ACT è la visione del
> controllo come un problema. Il desiderare che i nostri stati interni
> siano diversi da come sono e gli sforzi per cambiarli non funzionano.
> Questo viene messo in luce fin dall'inizio della terapia. A me
> ricorda molto la distinzione che faceva il prof. Anchisi a lezione
> tra problemi e vincoli: i vincoli non possono essere affrontati con
> il problem solving. Nel manuale del 1999 c'è un esempio di come può
> essere spiegato questo al paziente, riporto una mia traduzione.
>
> Dovremmo provare a distinguere tra disagio "pulito" e
> disagio "sporco".
> Il disagio che la vita semplicemente ci ripresenta - che va e viene
> come risultato del semplice vivere – è disagio "pulito". Qualche
> volta sarà elevato, qualche altra sarà basso, a causa della tua
> storia, delle circostanze ambientali in cui ti trovi, e così via. Il
> disagio "pulito" è ciò di cui non ti puoi liberare provando a
> controllarlo.
> D'altra parte, il disagio "sporco" è la sofferenza emotiva e i
> pensieri disturbanti creati in realtà dai tuoi sforzi di controllare
> i tuoi sentimenti. Come risultato del fuggire sono comparsi interi
> nuovi gruppi/mucchi di sentimenti dolorosi. Questo potrebbe essere
> una grossa parte del perché sei qui. Questo disagio extra - disagio
> sul disagio – possiamo chiamarlo disagio "sporco" e, una volta che la
> disponibilità/accettazione (willingness) sarà alta e il controllo
> basso, questo tipo di disagio potrà scomparire e tu rimarrai solo con
> quello pulito.
> Non puoi immaginare quanto disagio in meno proverai in ogni data
> situazione quando ci sarà solo il disagio "pulito". Ma siamo chiari,
> non sto dicendo che il disagio calerà. Quello che sto dicendo è che
> se abbandoni gli sforzi per modificare il tuo disagio, poi, nel
> tempo, questo assumerà il livello che è dovuto alla tua attuale
> storia. Né di più né di meno.
>
> Ho anche aggiunto un file ('diario disagio pulito/sporco') per
> l'automonitoraggio di questo processo. Io ho trovato utili entrambi
> per far capire al paziente che non funziona. In particolare ho in
> mente una paziente con d.d.p. borderline ricoverata.
>
> A presto
> G.Z.
>
>


------------------------------------------------------
Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom
http://click.libero.it/infostrada28eb07

#6 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Mer 28 Feb 2007 3:31 pm
Oggetto: Controllo problema
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Forse uno dei concetti più interessanti nell'ACT è la visione del
controllo come un problema. Il desiderare che i nostri stati interni
siano diversi da come sono e gli sforzi per cambiarli non funzionano.
Questo viene messo in luce fin dall'inizio della terapia. A me
ricorda molto la distinzione che faceva il prof. Anchisi a lezione
tra problemi e vincoli: i vincoli non possono essere affrontati con
il problem solving. Nel manuale del 1999 c'è un esempio di come può
essere spiegato questo al paziente, riporto una mia traduzione.

Dovremmo provare a distinguere tra disagio "pulito" e
disagio "sporco".
Il disagio che la vita semplicemente ci ripresenta - che va e viene
come risultato del semplice vivere – è disagio "pulito". Qualche
volta sarà elevato, qualche altra sarà basso, a causa della tua
storia, delle circostanze ambientali in cui ti trovi, e così via. Il
disagio "pulito" è ciò di cui non ti puoi liberare provando a
controllarlo.
D'altra parte, il disagio "sporco" è la sofferenza emotiva e i
pensieri disturbanti creati in realtà dai tuoi sforzi di controllare
i tuoi sentimenti. Come risultato del fuggire sono comparsi interi
nuovi gruppi/mucchi di sentimenti dolorosi. Questo potrebbe essere
una grossa parte del perché sei qui. Questo disagio extra - disagio
sul disagio – possiamo chiamarlo disagio "sporco" e, una volta che la
disponibilità/accettazione (willingness) sarà alta e il controllo
basso, questo tipo di disagio potrà scomparire e tu rimarrai solo con
quello pulito.
Non puoi immaginare quanto disagio in meno proverai in ogni data
situazione quando ci sarà solo il disagio "pulito". Ma siamo chiari,
non sto dicendo che il disagio calerà. Quello che sto dicendo è che
se abbandoni gli sforzi per modificare il tuo disagio, poi, nel
tempo, questo assumerà il livello che è dovuto alla tua attuale
storia. Né di più né di meno.

Ho anche aggiunto un file ('diario disagio pulito/sporco') per
l'automonitoraggio di questo processo. Io ho trovato utili entrambi
per far capire al paziente che non funziona. In particolare ho in
mente una paziente con d.d.p. borderline ricoverata.

A presto
G.Z.

#5 Da: "Stefano Stefanini" <stefano.stefanini@...>
Data: Mar 27 Feb 2007 8:01 pm
Oggetto: primo saluto
prateeria
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Un saluto a tutti i partecipanti al gruppo e un ringraziamento ai moderatori per l'invito.
 
A presto, Stefano

#4 Da: "scatterbrainalle" <scatterbrainalle@...>
Data: Lun 26 Feb 2007 6:11 pm
Oggetto: Ogg: COSTRUIRE INSIEME
scatterbrain...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao giovannis, silverio e tutti gli altri!
bella idea il gruppo yahoo e infatti mi sono iscritto quasi subito!
ah dal mio Id non si capisce bene chi sono... sono Alle (Ferrari)
ovviamente!
Il mio nick vuol dire "alle scervellato" più o meno... ma Silver
dovrebbe aver individuato la citazione radioheadiana....
Ci sentiamo presto!
Alle

#3 Da: "sara-bor\@libero\.it" <sara-bor@...>
Data: Dom 25 Feb 2007 1:31 pm
Oggetto: Re: COSTRUIRE INSIEME
sarabor
Offline Offline
Invia email Invia email
 
ciao boys ...bella lì la traduzione .. soprattutto x me ciuchina che so' poco
l'inglese ..in compenso io ho quasi finito di tradurre tutto il materiale in
francese del sito .. devo rivedere un pò la forma e qualche vocabolo, poi ve lo
mando .. ottima idea quella di accordarci x un linguaggio comune ed efficace,..
ho trovato anch' io difficoltà nella traduzione di certi vocaboli ..
baci baci e un'arruffata di riccioli a gio, una sculacciata a john john (certo
che voi 2 avete una bella pretesa a insistere nel volervi far chiamare con lo
stesso nome!! d'ora in avanti chiamatemi giovanna)
a presto!

---------- Initial Header -----------

From      : ACT-Italia@yahoogroups.com
To          : "ACT-Italia" ACT-Italia@yahoogroups.com
Cc          :
Date      : Fri, 23 Feb 2007 19:54:24 +0100
Subject : Re:[ACT-Italia] COSTRUIRE INSIEME







> Grandissimi!!!! leggo con molto piacere la vostra mail questa sera, dopo la
lezione del buon Cesabianchi sulla Psicogeriatria...
> purtroppo non ho voglia di mettermi a leggere i contenuti di questa, apprezzo
comunque lo sforzo che state mettendo... spero di incontrarvi domani a lezione e
di annoiarvi con qualche domanda ("come va la vita?", "che ne dite se ci andiamo
a mangiare un leggerissimo kebab?", "cosa ne pensate del Dr House?")... ora vi
lascio, credo di andarmi a fare un buon bagno caldo dopo essermi fulminato il
cervello con il libro di Lehay, sul quale sono fermo alla terza pagina da 1
mese... che ne dite...
> ciao silver
>
>
>
>
> ---------- Initial Header -----------
>
> From      : ACT-Italia@yahoogroups.com
> To          : ACT-Italia@yahoogroups.com
> Cc          :
> Date      : Fri, 23 Feb 2007 16:31:52 -0000
> Subject : [ACT-Italia] COSTRUIRE INSIEME
>
>
>
>
>
>
>
> > Gentilissimi
> > Pensando come costruire insieme qualcosa di funzionale io (che
> > scrivo) e Giovanni Miselli (che detta!), abbiamo deciso di iniziare
> > con un argomento che possa sia innescare uno scambio, sia
> > contribuire alla costruzione di un linguaggio comune.
> > Come sapete infatti tutto il materiale sull'ACT è in inglese e
> > alcuni termini non sono facilmente traducibili (es. Terapia di
> > accettazione e impegno nell'azione? Tanto per partire dal
> > principio). Per superare questo ostacolo e costruire un linguaggio
> > spendibile sia tra i professionisti con i pazienti, gli olandesi
> > hanno scelto insieme, utilizzando la mailing list le traduzioni più
> > funzionali. Perché non provarci anche qui? Potremmo poi pubblicare
> > il materiale che produciamo su contextualpsychology.org.
> > Segue la traduzione delle due pagine introduttive del sito, alle
> > quali sarebbe interessante aggiungere qualcosa di nostro sulla
> > situazione italiana, cosa ne pensate?
> > Alleghiamo anche una metafora introduttiva.
> >
> > Giovanni & Giovanni
> >
> > ACT
> > Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica coerente,
> > la terapia Terapia di accettazione e impegno nell'azione è un
> > intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa
> > strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di
> > impegno nell'azione modificazione del comportamento, per
> > incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica
> > significa essere in contatto con il momento presente pienamente,
> > come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la
> > situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che
> > perseguano le cose (i valori) che abbiamo scelto come importanti.
> >
> > Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (relational frame
> > theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio intrappola
> > i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro vita
> > interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi
> > esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto con
> > pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state
> > temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per
> > ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando una
> > maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei
> > cambiamenti comportamentali necessari.
> >
> > La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica sia
> > solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la
> > cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul comportamento.
> > L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle esperienze
> > (evitamento esperienziale-experiential avoidance), l'invischiamento
> > cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento al
> > se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita
> > di contatto con il presente (loss of contact with the present ) e il
> > risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi
> > comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).
> > Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla teoria
> > associata del linguaggio e della cognizione, relational frame theory
> > RTF, l'ACT assume che tentare di cambiare pensieri e sentimenti che
> > creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, ma
> > nuove e efficienti alternative sono disponibile, tra queste
> > l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive
> > defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed
> > action).
> > La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio per
> > un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai
> > terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze
> > private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto la
> > comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha
> > mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia varietà
> > di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di
> > sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti per
> > i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato
> > sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del terapeuti.
> > Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a
> > capire e a modificare una varietà di altri problemi comportamentali
> > tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa o
> > l'inabilità a nuovi apprendimenti.
> >
> >
> > Metafora dell'uomo nella buca
> >
> > La situazione sembra un po' questa. Immagina di essere messo in un
> > campo, bendato, e che ti diano una piccola borsa degli attrezzi da
> > portare. Ti viene detto che il tuo lavoro è quello di correre su
> > questo campo, bendato. Questo è il modo in cui si deve vivere. E
> > così tu fai quello che ti è stato detto. Ora, una cosa che tu non
> > sai è che in questo campo ci sono buche abbastanza ampie e piuttosto
> > profonde. All'inizio non lo sai, sei inesperto. Così inizi a correre
> > in giro e prima o poi ti ritrovi in una grande buca. Esplori un po'
> > intorno e quasi certamente non puoi arrampicarti fuori e non ci sono
> > vie d'uscita da trovare. Probabilmente quello che faresti in una
> > situazione così difficile è prendere la borsa degli attrezzi che ti
> > è stata data e vedere cosa c'è dentro. Ora, supponi che l'unico
> > attrezzo nella borsa sia una pala. Così inizi a scavare, ma presto
> > ti accorgi che non sei fuori dalla buca. Così provi a scavare sempre
> > più velocemente. Ma sei ancora nella buca. Così provi a usare
> > badilate più grandi, o più piccole, o a buttare la terra lontano o
> > vicino. Ma sei ancora nella buca. Tutto questo sforzo, tutto questo
> > lavoro e, `stranamente', la buca è solo diventata sempre più grande.
> > Non è questa la tua esperienza? Così tu sei venuto per vedermi
> > pensando "Forse lui ha una pala davvero enorme - una pala d'oro."
> > Bene, non ce l'ho. E anche se l'avessi non la userei, perché scavare
> > non è una strada per uscire dalla buca, scavare è ciò che crea le
> > buche. Quindi è possibile che l'intera `agenda' (progetto?) sia
> > senza speranza – non puoi scavarti una via di uscita, questo ti fa
> > solo sprofondare.
> >
> > Hayes, Strosahl, Wilson, 1999, pp. 101-102.
> >
> > Giovanni Zucchi
> > 3381438604
> > zucchi@...
> >
> > Giovanni Miselli
> > 3282132131
> > giovanni.miselli@...
> >
> >
> >
> >
> >
>
>
> ------------------------------------------------------
> Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom
> http://click.libero.it/infostrada23feb07
>
>
>


------------------------------------------------------
Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom
http://click.libero.it/infostrada25feb07

#2 Da: "silverio\.zucchi" <silverio.zucchi@...>
Data: Ven 23 Feb 2007 6:54 pm
Oggetto: Re: COSTRUIRE INSIEME
piantadelte8
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Grandissimi!!!! leggo con molto piacere la vostra mail questa sera, dopo la
lezione del buon Cesabianchi sulla Psicogeriatria...
purtroppo non ho voglia di mettermi a leggere i contenuti di questa, apprezzo
comunque lo sforzo che state mettendo... spero di incontrarvi domani a lezione e
di annoiarvi con qualche domanda ("come va la vita?", "che ne dite se ci andiamo
a mangiare un leggerissimo kebab?", "cosa ne pensate del Dr House?")... ora vi
lascio, credo di andarmi a fare un buon bagno caldo dopo essermi fulminato il
cervello con il libro di Lehay, sul quale sono fermo alla terza pagina da 1
mese... che ne dite...
ciao silver




---------- Initial Header -----------

From      : ACT-Italia@yahoogroups.com
To          : ACT-Italia@yahoogroups.com
Cc          :
Date      : Fri, 23 Feb 2007 16:31:52 -0000
Subject : [ACT-Italia] COSTRUIRE INSIEME







> Gentilissimi
> Pensando come costruire insieme qualcosa di funzionale io (che
> scrivo) e Giovanni Miselli (che detta!), abbiamo deciso di iniziare
> con un argomento che possa sia innescare uno scambio, sia
> contribuire alla costruzione di un linguaggio comune.
> Come sapete infatti tutto il materiale sull'ACT è in inglese e
> alcuni termini non sono facilmente traducibili (es. Terapia di
> accettazione e impegno nell'azione? Tanto per partire dal
> principio). Per superare questo ostacolo e costruire un linguaggio
> spendibile sia tra i professionisti con i pazienti, gli olandesi
> hanno scelto insieme, utilizzando la mailing list le traduzioni più
> funzionali. Perché non provarci anche qui? Potremmo poi pubblicare
> il materiale che produciamo su contextualpsychology.org.
> Segue la traduzione delle due pagine introduttive del sito, alle
> quali sarebbe interessante aggiungere qualcosa di nostro sulla
> situazione italiana, cosa ne pensate?
> Alleghiamo anche una metafora introduttiva.
>
> Giovanni & Giovanni
>
> ACT
> Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica coerente,
> la terapia Terapia di accettazione e impegno nell'azione è un
> intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa
> strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di
> impegno nell'azione modificazione del comportamento, per
> incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica
> significa essere in contatto con il momento presente pienamente,
> come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la
> situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che
> perseguano le cose (i valori) che abbiamo scelto come importanti.
>
> Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (relational frame
> theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio intrappola
> i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro vita
> interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi
> esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto con
> pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state
> temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per
> ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando una
> maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei
> cambiamenti comportamentali necessari.
>
> La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica sia
> solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la
> cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul comportamento.
> L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle esperienze
> (evitamento esperienziale-experiential avoidance), l'invischiamento
> cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento al
> se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita
> di contatto con il presente (loss of contact with the present ) e il
> risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi
> comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).
> Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla teoria
> associata del linguaggio e della cognizione, relational frame theory
> RTF, l'ACT assume che tentare di cambiare pensieri e sentimenti che
> creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, ma
> nuove e efficienti alternative sono disponibile, tra queste
> l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive
> defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed
> action).
> La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio per
> un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai
> terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze
> private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto la
> comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha
> mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia varietà
> di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di
> sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti per
> i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato
> sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del terapeuti.
> Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a
> capire e a modificare una varietà di altri problemi comportamentali
> tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa o
> l'inabilità a nuovi apprendimenti.
>
>
> Metafora dell'uomo nella buca
>
> La situazione sembra un po' questa. Immagina di essere messo in un
> campo, bendato, e che ti diano una piccola borsa degli attrezzi da
> portare. Ti viene detto che il tuo lavoro è quello di correre su
> questo campo, bendato. Questo è il modo in cui si deve vivere. E
> così tu fai quello che ti è stato detto. Ora, una cosa che tu non
> sai è che in questo campo ci sono buche abbastanza ampie e piuttosto
> profonde. All'inizio non lo sai, sei inesperto. Così inizi a correre
> in giro e prima o poi ti ritrovi in una grande buca. Esplori un po'
> intorno e quasi certamente non puoi arrampicarti fuori e non ci sono
> vie d'uscita da trovare. Probabilmente quello che faresti in una
> situazione così difficile è prendere la borsa degli attrezzi che ti
> è stata data e vedere cosa c'è dentro. Ora, supponi che l'unico
> attrezzo nella borsa sia una pala. Così inizi a scavare, ma presto
> ti accorgi che non sei fuori dalla buca. Così provi a scavare sempre
> più velocemente. Ma sei ancora nella buca. Così provi a usare
> badilate più grandi, o più piccole, o a buttare la terra lontano o
> vicino. Ma sei ancora nella buca. Tutto questo sforzo, tutto questo
> lavoro e, `stranamente', la buca è solo diventata sempre più grande.
> Non è questa la tua esperienza? Così tu sei venuto per vedermi
> pensando "Forse lui ha una pala davvero enorme - una pala d'oro."
> Bene, non ce l'ho. E anche se l'avessi non la userei, perché scavare
> non è una strada per uscire dalla buca, scavare è ciò che crea le
> buche. Quindi è possibile che l'intera `agenda' (progetto?) sia
> senza speranza – non puoi scavarti una via di uscita, questo ti fa
> solo sprofondare.
>
> Hayes, Strosahl, Wilson, 1999, pp. 101-102.
>
> Giovanni Zucchi
> 3381438604
> zucchi@...
>
> Giovanni Miselli
> 3282132131
> giovanni.miselli@...
>
>
>
>
>


------------------------------------------------------
Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom
http://click.libero.it/infostrada23feb07

#1 Da: "giovazucchi" <giovazucchi@...>
Data: Ven 23 Feb 2007 4:31 pm
Oggetto: COSTRUIRE INSIEME
giovazucchi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Gentilissimi
Pensando come costruire insieme qualcosa di funzionale io (che
scrivo) e Giovanni Miselli (che detta!), abbiamo deciso di iniziare
con un argomento che possa sia innescare uno scambio, sia
contribuire alla costruzione di un linguaggio comune.
Come sapete infatti tutto il materiale sull'ACT è in inglese e
alcuni termini non sono facilmente traducibili (es. Terapia di
accettazione e impegno nell'azione? Tanto per partire dal
principio). Per superare questo ostacolo e costruire un linguaggio
spendibile sia tra i professionisti con i pazienti, gli olandesi
hanno scelto insieme, utilizzando la mailing list le traduzioni più
funzionali. Perché non provarci anche qui? Potremmo poi pubblicare
il materiale che produciamo su contextualpsychology.org.
Segue la traduzione delle due pagine introduttive del sito, alle
quali sarebbe interessante aggiungere qualcosa di nostro sulla
situazione italiana, cosa ne pensate?
Alleghiamo anche una metafora introduttiva.

Giovanni & Giovanni

ACT
Sviluppata all'interno di una cornice teorica e filosofica coerente,
la terapia Terapia di accettazione e impegno nell'azione è un
intervento psicologico basato sull'evidenza sperimentale che usa
strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di
impegno nell'azione modificazione del comportamento, per
incrementare la flessibilità psicologica. Flessibilità psicologica
significa essere in contatto con il momento presente pienamente,
come essere umano consapevole e, basandosi su quello che la
situazione permette, cambiare o persistere in comportamenti che
perseguano le cose (i valori) che abbiamo scelto come importanti.

Basata sulla teoria dell'inquadramento relazionale (relational frame
theory), l'ACT mette in luce i modi in cui il linguaggio intrappola
i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro vita
interiore. Attraverso le metafore, i paradossi e gli esercizi
esperienziali i pazienti imparano a instaurare un sano contatto con
pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state
temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per
ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando una
maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei
cambiamenti comportamentali necessari.

La concezione centrale dell'ACT è che la sofferenza psicologica sia
solitamente causata dall'interfaccia tra il linguaggio, la
cognizione e il controllo dell'esperienza diretta sul comportamento.
L'inflessibilità psicologica emerge dall'evitamento delle esperienze
(evitamento esperienziale-experiential avoidance), l'invischiamento
cognitivo (intrappolamento-cognitive entanglement), attaccamento al
se concettualizzato (attachment of a conceptualized self), perdita
di contatto con il presente (loss of contact with the present ) e il
risultante fallimento nell'intraprendere i necessari passi
comportamentali in accordo con i valori centrali (core values).
Supportata da un programma di ricerca di base estensivo sulla teoria
associata del linguaggio e della cognizione, relational frame theory
RTF, l'ACT assume che tentare di cambiare pensieri e sentimenti che
creano difficoltà sia una modalità di coping controproduttiva, ma
nuove e efficienti alternative sono disponibile, tra queste
l'accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive
defusion), i valori (values) e l'impegno nell'azione (committed
action).
La ricerca sembra mostrare che questi metodi siano di beneficio per
un ampio spettro di pazienti. L'ACT insegna ai pazienti e ai
terapeuti come modificare il modo in cui difficili esperienze
private funzionano, piuttosto che tentare di eliminarne del tutto la
comparsa. Questo messaggio di crescita (empowering message) ha
mostrato di poter aiutare i pazienti a fronteggiare un'ampia varietà
di problemi clinici tra cui depressione, ansia, stress, abuso di
sostanze e persino sintomi psicotici. I benefici sono importanti per
i terapeuti così come lo sono per i pazienti. L'ACT ha mostrato
sperimentalmente di alleviare velocemente il burnout del terapeuti.
Inoltre, stiamo imparando che questi stessi processi ci aiutano a
capire e a modificare una varietà di altri problemi comportamentali
tra cui aree quali il pregiudizio umano la performance lavorativa o
l'inabilità a nuovi apprendimenti.


Metafora dell'uomo nella buca

La situazione sembra un po' questa. Immagina di essere messo in un
campo, bendato, e che ti diano una piccola borsa degli attrezzi da
portare. Ti viene detto che il tuo lavoro è quello di correre su
questo campo, bendato. Questo è il modo in cui si deve vivere. E
così tu fai quello che ti è stato detto. Ora, una cosa che tu non
sai è che in questo campo ci sono buche abbastanza ampie e piuttosto
profonde. All'inizio non lo sai, sei inesperto. Così inizi a correre
in giro e prima o poi ti ritrovi in una grande buca. Esplori un po'
intorno e quasi certamente non puoi arrampicarti fuori e non ci sono
vie d'uscita da trovare. Probabilmente quello che faresti in una
situazione così difficile è prendere la borsa degli attrezzi che ti
è stata data e vedere cosa c'è dentro. Ora, supponi che l'unico
attrezzo nella borsa sia una pala. Così inizi a scavare, ma presto
ti accorgi che non sei fuori dalla buca. Così provi a scavare sempre
più velocemente. Ma sei ancora nella buca. Così provi a usare
badilate più grandi, o più piccole, o a buttare la terra lontano o
vicino. Ma sei ancora nella buca. Tutto questo sforzo, tutto questo
lavoro e, `stranamente', la buca è solo diventata sempre più grande.
Non è questa la tua esperienza? Così tu sei venuto per vedermi
pensando "Forse lui ha una pala davvero enorme - una pala d'oro."
Bene, non ce l'ho. E anche se l'avessi non la userei, perché scavare
non è una strada per uscire dalla buca, scavare è ciò che crea le
buche. Quindi è possibile che l'intera `agenda' (progetto?) sia
senza speranza – non puoi scavarti una via di uscita, questo ti fa
solo sprofondare.

Hayes, Strosahl, Wilson, 1999, pp. 101-102.

Giovanni Zucchi
3381438604
zucchi@...

Giovanni Miselli
3282132131
giovanni.miselli@...

Messaggi 1 - 31 di 88   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?