dalla mia amica Franca...de Roma...
se potete, se volete diffondete....
mitridate
Oggetto: Fw: FW: I: Riposo soldato Sacconi
Non so come voi la
pensiate su questo controverso e delicato tema che coinvolge la nostra vita, la
nostra morte e la nostra libertà, ma questa testimonianza va
meditata............franca
----- Original Message -----
From: : I: FW:
I: Riposo soldato Sacconi
« Il mio testamento biologico
Riposo, soldato Sacconi
A quanto riferiscono i quotidiani in rete, alle 20.38,
ventotto minuti dopo la scomparsa di Eluana Englaro, il ministro del welfare ha
dichiarato: "Comprendo le scelte del padre di Eluana Englaro anche se non
abbiamo condiviso lo scopo". E, riporto da Repubblica (non siamo cronisti, noi,
perciò riferiamo...), ha espresso l'auspicio "che l'Aula voglia procedere
secondo
il calendario affinché questo sacrificio non sia stato inutile del tutto e
indichi la strada per il provvedimento."
Il testo portato in aula dal Governo
è il seguente:
"DISEGNO DI LEGGE Atto Senato 1369
Art. 1.
1. In attesa
dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia
di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno
vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in
alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a
se stessi."
Ora, signor Ministro, anziché accelerare i tempi di una legge che
non risolve nulla - come essa stessa decreta nelle premesse, dato che è fatta
"in attesa" - si prenda una vacanza, una pausa di riflessione dai temi della
bioetica. Magari nel frattempo ricordandosi di mandare schizofrenicamente i NAS
tre volte al giorno in tutte le cliniche private e negli ospedali pubblici, dove
- lo sa - ogni giorno avvengono infrazioni. Se non dovesse avere gli
indirizzi,
chieda, chieda pure ai giornalisti della stampa medica. Qualche piccolo orrore
l'abbiamo pur visto, in questi anni.
E magari, prima di legiferare con troppa
fretta, prima di stendere poche righe senza riflettere, insieme all'autorevole
consesso dei ministri della Repubblica, legga qualche libro. Di medicina, sì,
ma
anche di filosofia. Di etica. Insegnano molto, a cominciare dal
rispetto.
Perché sa, ministro Sacconi, nel testo che vorrebbe ancora far
approvare - anche se un emendamento di un parlamentare di maggioranza lo
vorrebbe valido soltanto per 180 giorni, e allora a che pro? - c'è una frase
sospetta: "l'alimentazione e l'idratazione in quanto forme di sostegno vitale e
fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun
caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se
stessi". Quasi tutto, insomma, a parte la tremolante premessa.
Sa, signor
ministro, non molto più tardi di un anno fa, nelle ultime dolorose settimane
della sua esistenza, mio padre, malato terminale di cancro al pancreas con
metastasi al fegato aveva una pancia così gonfia che un giorno sì e un giorno
no
i sanitari intervenivano con la paracentesi per eliminare i liquidi organici che
andavano accumulandosi nell'addome.
Nei suoi ultimi giorni - uomo di un metro
e ottanta ridotto a un sacco di pelle e ossa di nemmeno cinquanta chili - non
aveva più la forza di alzarsi da solo dal letto. Io gli facevo visita, lo
sollevavo, lo imboccavo perché portare un braccio alla bocca era una fatica
troppo dura.
Il giorno prima di spegnersi, signor ministro Sacconi, mio padre
non ha più voluto nemmeno l'omogeneizzato. Sì, signor ministro,
l'omogeneizzato.
Perché era ormai il solo alimento che riusciva a farsi strada in quel che
restava del suo stomaco. Ma gli faceva troppo male, la pancia, per pensare di
aggiungere altro peso, altra sofferenza. Ha allontatato la bocca dal cucchiaio
con un gesto di disgusto, e mi ha chiesto di fargli la barba. Come suo padre
aveva fatto
con lui trent'anni prima.
E io? Io ho deposto il vasetto, signor ministro,
consapevole che mio padre non si sarebbe alimentato. Ho preparato la crema
(ridicolo no? Forse era l'ultimo a farsi la barba con il tubetto e il pennello)
mescolandola pazientemente con l'acqua e ho cambiato la lametta al rasoio. Poi,
in pochi interminabili minuti, ho fatto la cosa più difficile di tutta la mia
vita.
Ecco, vede, ministro Sacconi? Ho sospeso l'alimentazione a un soggetto
non in grado di provvedere a se stesso, e senza nemmeno il conforto di un parere
medico. Ancora non ha approvato la sua legge e ha già il primo reo confesso. Ma
adesso si dia pace, signor ministro. E ci pensi, se è il caso di negare a un
individuo la libertà di rifiutare l'alimentazione, quello che per una persona
sana è il più ordinario dei gesti ma per un malato terminale può diventare
un'atroce tortura.
Io mi costituisco, signor ministro. Ma lei si sieda,
respiri profondamente, ripensi alla sua battaglia. Riposo, soldato
Sacconi.
Passa a Yahoo! Mail.
La webmail che ti offre GRATIS spazio illimitato,
antispam e messenger integrato.
http://it.mail.yahoo.com/
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]