Arriva l'estate, e anche la lista Berto puo' concedersi una piccola
vacanza dalla rassegne sulla Nouvelle vague e dai film cosiddetti
"impegnati". Sempre che esista veramente una differenza.
Riformuliamo allora: una piccola vacanza dall'abitudine di proporre
film che non abbiano gia' beneficiato della grancassa pubblicitaria e
di tutto l'indotto piu' o meno occultamente pagato dai distributori,
le copertine di "Primissima", "35mm" e "Venerdi'" (ma persino
l'inserto femminile del Corriere e chissa' quanti altri, perbacco).
Di "Spider-man" sapete sicuramente gia' tutto. Sapete che non dovete
aspettarvi l'anno scorso a Marienbad. Sapete che il film fa tutto
lui, e che non dovete impegnare troppi neuroni per sollazzarvi.
In piu' potrei aggiungere che il film e' diretto da un regista bravo,
appassionato di fumetti e di cinema-popcorn come Sam Raimi. Quello
che esordi' con le sanguinolente acrobazie di "La casa" (1, 2 e un
terzo apocrifo; tutti gli altri erano cloni italiani), che con
"Darkman" diede una svolta al film supereroistico senza basarsi su un
supereroe planetariamente conosciuto, che con "Pronti a morire" ha
portato a nuovi estremi il cinema citazionistico, virtuosistico e
post-post-postmoderno, e che con il bellissimo e poco visto "Soldi
sporchi" e' diventato finalmente grande.
Il film e' divertente. Questo lo posso dire in forma non dubitativa
perche' l'ho gia' visto un paio di settimane fa. Ci torno volentieri:
chi conosce i miei gusti sa se interpretare questa cosa come un
invito o una diffida a unirsi alla combriccola.
Combriccola che si trova stasera nella sala 4 dell'Adriano, alle
20.30. Sperando di incontrare anche qualcuno di voi.
Ma occhio, che e' mercoledi': il biglietto credo che costi un po'
meno, e siccome il film e' uscito lo scorso weekend stasera si
rischia l'assalto. Se potete, forse e' il caso di prenotare (anche
online, non ricordo il link preciso ma su Google basta che facciate
una ricerchina con parole come "Adriano, prenotazione, cinema,
Roma"). E poi ci si vede dentro.
Se siete arrivati fin qui, magari vi puo' interessare una pseudorece
che ho scritto sul film per un'amica. La copincollo, che non si butta
via niente. A stasera per chi ci sara'.
A.
PSEUDORECE (senza spoiler)
Inutile fare giri di parole: dalla proiezione di "Spider-man" esci
allegro e carico di energia, con la voglia di lanciarti da un
grattacielo all'altro lanciando ragnatele e quella vaga sensazione di
stupida invincibilità che viene trasmessa dai migliori film di
avventure. Non solo a livello di azione: anche il nerd interiore, quello
che a scuola non osava far sapere alla compagna carina quanto le stesse
bene la minigonna, riceve dal film le sue meritate compensazioni. Non
c'e' nulla di scientifico, ma e' la prova che il nuovo franchising
fumettistico del cinema americano funziona -e che funziona bene, piu'
del pur pregevole "X-Men" e piu' di uno qualsiasi dei Batman
post-Burton. Realizzato sotto l'attenta supervisione di Stan "The Man"
Lee, che vede finalmente realizzarsi l'antico sogno di portare i suoi
supereroi sul grande schermo in veicoli lussuosi e sfavillanti, il nuovo
"Spider-man" e' cinema-fumetto nel senso migliore del termine:
l'onnipotenza degli effetti speciali e' qui al servizio non del realismo
ma della spettacolarita', del colore e di un divertimento leggero,
capace di non prendersi sul serio senza per questo tirare gomitate
d'intesa agli spettatori. Sam Raimi, che finalmente conquista quel
trionfo commerciale planetario che da troppi anni gli sfuggiva, dirige
con l'umilta' del vero grande regista: da tempo ha imparato a rinunciare
ai suoi divertentissimi ma a volte sterili narcisismi di regia per
mettersi totalmente al servizio del personaggio. Capace di superare nel
divertimento la sua natura di pilota di quella che sembra destinata ad
essere una serie lunga e interessante, "Spider-man" cura con particolare
attenzione il lato umano e realistico dei suoi personaggi, e la
sceneggiatura (una volta tanto convincente) di David Koepp non dimentica
lo slogan con cui Lee lanciò quarant'anni fa le sue colorate risposte al
Superman della DC: "Supereroi con superproblemi".
Alberto