Diciamolo subito: Michael Moore e' un rompiballe. Un rompiballe
professionista, populista e demagogo, e sicuramente fazioso nel
sostenere le sue opinioni. Lo si vedeva gia' nel film che gli ha dato
notorieta' internazionale: in "Roger & Me" (1989) Moore passava 87
minuti a cercar di parlare con Roger B. Smith (presidente del colosso
americano General Motors) per parlare della sua iniziativa di
chiudere undici stabilimenti lasciando senza lavoro trentamila operai.
Chiaro che a parlare col megadirettore galattico Moore non ci
riusci', ma il tentativo era una buona occasione per raccontare il
capitalismo dell'America dell'immediato dopo-Reagan, con interviste
effettuate in diretta dallo stesso Moore e un ottimo ritmo e una
capacita' notevole di fare del documentario divertendo.
Adesso sono passati quattordici anni: noi abbiamo con la FIAT
problemi analoghi e anche un po' piu' radicali, tanto che proprio la
GM si accinge a papparsi la societa' tutta intera. Moore invece si
sta preoccupando di un altro problema americano, un problema che
speriamo proprio di non doverci ritrovare addosso fra altri
quattordici anni. Si tratta della diffusione ormai incontrollata
delle armi da fuoco, che negli Stati Uniti un altro po' e le trovano
nelle patatine. Coi risultati che tutti vediamo, anche proprio in
questi giorni se seguiamo i (tele)giornali.
Per gli americani, le armi hanno forse un significato un po' diverso
che da noi: evocano la vita del pioniere, che doveva difendere la sua
terra non con le unghie e coi denti, bensi' col piombo, perche' il
primo che arriva gliela portava via. Pero' la frontiera e' stata
conquistata da tanti anni mentre le armi sono rimaste e continuano a
circolare in modo inarrestabile. Tanto per dire, mi dicono che nel
film si parla addirittura di una banca che offre un fucile a chi apre
un nuovo conto presso la filiale. Una meraviglia.
"Bowling for Columbine" evoca fin dal titolo un episodio abbastanza
tragico di qualche anno fa. Potrei confondermi, ma mi pare che un
paio di ragazzi che indossavano dei lunghi impermeabili neri avessero
fatto irruzione in una scuola (a Columbine) armati di fucili e si
fossero messi a sparare sui ragazzi e sugli insegnanti. L'ovvia
reazione delle autorita' fu di vietare l'uso dei lunghi impermeabili
neri, e questa dovrebbe dirla lunga su quale sia la situazione.
Questo rende particolarment coerente il tono del documentario, che a
quanto sento dire dovrebbe essere particolarmente attento alla
tragica ironia della faccenda. E raccontarla con il sorriso di tutte
le persone veramente serie.
Insomma, il film noi ce lo andiamo a vedere domani sera, mercoledi',
che c'e' pure lo sconto. Al Quattro Fontane, dove a tutt'oggi lo
danno ancora in sala 1. E dove, e' bene ricordarlo, sono molto
inflessibili con i ritardatari e NON fanno entrare alcuno a
spettacolo iniziato.
E' per questo che l'orario che ho indicato nel subject in realta' e'
anticipato. Il film incomincia alle 20.30, ma a quell'ora sarebbe il
caso di essere gia' tutti seduti comodi comodi in poltrona. Diciamo
allora che ci si becca verso le 20 e dieci/20.15 li' davanti, cosi'
c'e' tutto il tempo di fare il biglietto, fare due chiacchiere e
magari svenarsi un po' al baretto del cinema.
Chi arriva all'ultimo e non vede nessuno, si affretti: saremo gia'
dentro. See you next wednesday!
Alberto
"BOWLING FOR COLUMBINE"
QUATTRO FONTANE - Sala 1
Via delle Quattro Fontane 23
Tel. 06/4741515
Spettacolo alle ore 20.30
Alberto