E' troppo tardi per organizzare una serata al cinema come quelle dei
primi anni? "Appuntamento a Belleville" e' un film d'animazione, come
quell'"Anastasia" al quale ci ritrovammo in quasi sessanta persone.
Pero' con meno di 24 ore di anticipo chissa' chi riesce a
organizzarsi.
Se ce la fate, comunque, e' possibile che poi abbiate qualcosa da
raccontare. Premiato al festival del cinema d'animazione di Annecy,
"Appuntamento a Belleville" ha avuto l'onore venerdi' scorso di un
articolo entusiastico di Baricco sulla prima pagina di Repubblica. E
anche se qualcuno potrebbe considerarla una raccomandazione-boomerang,
io ho avuto feed back molto positivi da amici ben diversi, sia fra
loro che dal bariccone.
Ho volutamente cercato di scoprire meno che posso sul film, che gia'
mi aveva incuriosito parecchio per via della grafica vagamente retro'
del manifesto. So che non c'entra niente la Belleville di Pennac (la
pulce nell'orecchio me l'aveva messa Chicchi) e che i numi tutelari
sono semmai il miglior Bruno Bozzetto (per la caratterizzazione dei
personaggi) e il geniale attore-regista-mimo Jacques Tati, campione di
un umorismo rarefatto che non strappa la risata ma il sorriso.
Non e' un film per bambini, mi dicono: non perche' sia in qualche modo
scabroso, beninteso, ma solo perche' non ricorrerebbe alle scorciatoie
a cui il quasi monopolio Disney ci ha abituato. Una cara amica mi ha
parlato di poesia e di magia e non vedo l'ora di vedere con i miei
occhi. E sentire, sentire un film in cui il dialogo e' ridotto allo
stretto indispensabile perche' il suono puo' essere usato in modi piu'
evocativi.
L'appuntamento e', una volta tanto, in un cinema abbastanza vicino a
casa nostra -anche se Chiara non potra' esserci perche' altrimenti
impegnata. Della sua assenza mi consolero' alle 20.40 al cinema
Empire di viale Regina Margherita, stasera, mercoledi' 1 ottobre. In
vostra compagnia, se lo
volete.
Alberto