OK, non e' esattamente una primizia... OK, e' un orario infelice...
OK, il Filmstudio e' scomodo da raggiungere...
Pero', tra i film della spettacolosa rassegna sui noir francesi,
questo Godard d'annata e' uno dei titoli che piu' m'intrigavano, e
intendo cogliere al volo l'occasione di beccarmelo, in pellicola -e
una volta tanto anche in versione italiana!
Lemmy Caution e' il protagonista di una serie di romanzi di Peter
Cheyney -storie di spionaggio e agenti segreti, piu' dalla parte dei
gialli hard boiled che da quella di James Bond. Ma in mano a quel
matto marxista di Godard, mi si dice, diventa tutt'altro che un eroe
d'azione, come c'e' da aspettarsi.
Sicuramente irritante per chi cerca un film tradizionale,
"Alphaville" e' imperdibile per i godardofili e per chiunque sia
curioso di vedere un film del regista che rappresenta il volto piu'
estremistico della nouvelle vague: altrettanto cinefilo di Truffaut,
di cui all'inizio era amico e sodale, ma molto meno incline a
coccolare il pubblico nelle sue aspettative. Anzi.
Filmstudio, via degli orti d'Alibert (una traversa di via della
Lungara, dalle parti di Di Salvo e di Regina Coeli), il mio cinema
preferito. Mi ci troverete domani, giovedi' 22 gennaio, alle 18.45, e
so che dovrebbe farmi compagnia quanto meno anche Francesco.
Altrimenti pazienza -magari (trailer!) ci si becca lunedi' prossimo
al Giulio Cesare, per chiudere finalmente in bellezza la trilogia del
Signore degli Anelli (che domani esplode in pompa magna piu' o meno
dappertutto).
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Alberto
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