E' un po' che non ci sentiamo, ma l'occasione di stasera e' da non
perdere, per chi ama il cinema di fantascienza e - pensandoci bene -
anche per chi non l'ama particolarmente.
"Il Pianeta Proibito" (The Forbidden Planet) di Fred M. Wilcox -
insospettabile regista anche di un classico come "Torna a casa
Lassie"! - e' infatti uno dei primi esempi americani di Fantascienza
intelligente. Una storia nella quale il mostro che minaccia
l'incolumita' dei protagonisti e' qualcosa di molto diverso dai
soliti alieni invasori... e non vi dico di piu' perche' sarebbe
delittuoso rovinare la rivelazione a chi il film non l'ha ancora
visto.
Decisamente migliore della media dei film di SF dell'epoca - spesso
godibili ma quasi sempre piuttosto infantili negli sviluppi narrativi
- "Il pianeta proibito" vanta anche un illustre ascendente
letterario. Il soggetto e' basato abbastanza palesemente sulla
"Tempesta" di Shakespeare, e chi conosce le opere del Grande Bardo
potra' divertirsi a riconoscere le assonanze e i personaggi.
Gli altri si potranno godere il migliore straclassico della
fantascienza cinematografica americana.
Uscito nel 1956, "Il pianeta proibito" e' anche un commovente
campionario della parafernalia futuribile di mezzo secolo fa: costumi
spaziali improbabili e godibilissimi (in particolare la minigonna
della protagonista Anne Francis), scenografie suggestive e
soprattutto Robby the Robot - forse il robottone piu' amato della
storia del cinema di SF, spesso onorato di apparizioni a sorpresa in
tanti film degli anni Ottanta (lo si vede, ad esempio, in "Gremlins").
Due righe sul mostro, estremamente suggestivo e quasi sempre
invisibile se non per alcuni, memorabili, istanti che dobbiamo alla
magia dello studio Disney. Abbastanza curiosamente, in alcuni paesi
la scena in cui appare fu tagliata con l'intenzione di rendere il
film meno impressionante - ottenendo l'effetto opposto, dato che cio'
che si immagina (se il film, come in questo caso, e' fatto bene) e'
in genere molto piu' terrificante di cio' che si puo' vedere.
Infine, menzione d'onore a Leslie Nielsen, che qui e' ancora un
ragazzino ben lungi dall'immaginare un tardivo successo come attore
comico.
Girato in Cinemascope, quindi spesso massacrato nei passaggi
televisivi: ce lo vediamo stasera come si deve al Filmstudio, il mio
cinema preferito. In versione originale inglese, ma con accurati
sottotitoli in italiano per chi fa fatica a seguire. L'ingresso costa
appena 5.00 euro, ma se siete in cinque vi conviene comprare una
tesserina da 5 ingressi (costa 15.00 euro) e spararveli subito tutti.
Avrete speso appena 3 euro a testa per un film da non perdere.
Il Filmstudio sta in via degli Orti d'Alibert, 1/c, una traversa di via della
Lungara (Trastevere), subito dopo Di Salvo e subito prima di Regina
Coeli. Per maggiori informazioni, il telefono e' 06.68192987 (dalle
ore 16.00). Io saro' li' alle otto e venti, lo spettacolo comincia
alle 20.40. E quando dico "spettacolo" intendo proprio "spettacolo".
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Alberto
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www.albertofarina.tk