Ci sara' anche qualcuno che sa rispondere in breve alla domanda
"Perche' andiamo al cinema", ma nella maggior parte dei casi c'e'
da fare un tale elenco di motivi, di umori, di bisogni, di speranze da
scoraggiare immediatamente l'idea di cimentarsi nel gioco.
E dall'altra parte ci sono film che si vedono per l'arte, per il messaggio,
per la capacita' di dirci su noi stessi cose che non avevamo mai e poi
mai sospettato, ma nella maggior parte dei casi -soprattutto quando si
parla di cinema americano- ci sono film che si propongono funzioni
molto precise e si concentrano solo su quelle.
NOTTING HILL, per esempio, e' quello che negli USA si chiama senza
perifrasi un "date-movie": un film, cioe', "da appuntamento", quello a cui
portare quella ragazza che vi sta facendo morire ma che rimanda e non
si decide mai a sciogliere le riserve (o quel ragazzo che, insomma, e'
chiaro che vorrebbe passare la mano dietro allo schienale della vostra
poltrona ma invece fa finta di grattarsi l'orecchio).
A vedere un film cosi' ci si va per sbloccare una situazione, per crearla,
per ricordarsi quando sbloccarla o crearla sembrava questione di vita
o di morte e magari avere nostalgia di quei batticuore che magari un
po' ora sembrano scemi. Per ridere insieme di battute perfette nella
loro rassicurante prevedibilita' -e ridere davvero, e magari commuoversi
sul serio e disperarsi per gli ostacoli improbabili che gli sceneggiatori si
industriano a disseminare nel percorso fra l'incontro dei protagonisti e
il finale lieto. E godere un po' del piacere tranquillo di essere un po'
scemi insieme, sapere di esserlo e non sentirsene in colpa.
Di "date-movie" ne escono parecchi, ogni anno. Ma e' un genere difficile
perche' costruito sul sottilissimo equilibrio fra prevedibilita' e sorpresa,
fra personaggi e macchiette, fra favola e realismo. "C'e' post@ per te",
ad esempio, poteva funzionare con una certa buona volonta' da tutte e
due le parti.
NOTTING HILL, invece, e' un esempio perfetto di "date-movie" che non
puo' non funzionare. Tutto perfetto, su ricette collaudatissime da "Vacanze
romane", "Pretty Woman", "When Harry Met Sally", "Quattro matrimoni e un
funerale", "Paura d'amare" e aggiungete quelli che vi ricordate meglio. Con
Julia Roberts che fa la diva e Hugh Grant che fa il Cenerentolo. Infallibile,
ci potrei scommettere.
Esce il 12 ottobre. E fin d'ora so che allora saro' pronto -se necessario- a
dichiarare sotto giuramento che non l'ho ancora mai visto, e che queste
righe sono state scritte da qualche fake in vena di fare lo spiritoso.
Alberto
P.S. E' il terzo film visto al cinema in una settimana la cui colonna sonora
include la canzone "Gimme some lovin' " (quella con cui i Blues Brothers
esordivano il loro concerto al "Bob's Country Bunker"). E' chiaro che una
scelta del genere non e' casuale, e qualcuno avrebbe potuto leggervi un
messaggio preciso del destino. Non vedetelo in eventuali occasioni piu'
o meno festivaliere -come le Giornate Professionali di Firenze: davvero,
vale la pena di aspettarlo in sala, con la persona giusta.