E' gia' tardi, quindi non la stiamo a smenare tanto per le lunghe.
Chi ha visto, un po' piu' di un anno fa, "Come te nessuno mai" si sara' gia'
fatto un'idea di Gabriele Muccino, regista che e' arrivato appena trentatreenne
a un ricco contratto con la Miramax -l'America, la Disney, insomma.
So che c'e' anche qualcuno che conosce il suo primo film, "Ecco fatto", che io
mi persi scambiandolo a naso per il solito filmettino italianino carino, e di
cui ho sentito poi parlare solo che bene.
Ora Muccino se n'e' appena uscito con "L'ultimo bacio", alzando il tiro e a
quanto si sente in giro anche il responso del botteghino, che pare decisamente
lusinghiero.
A una settimana dal doloroso fiasco del bellissimo "Domani" dell'Archibugi -che
vi consiglio caldamente di recuperare nelle pochissime sale che ancora lo
programmano, superando la sfiducia a priori per un'autrice che non e' mai stata
nemmeno fra i miei favoriti- "L'ultimo bacio" sembra essere un film italiano
capace di mettere tutti d'accordo. Uno di quei titoli che potremo forse
strofinare sotto il naso di chi si sente fico a dire che il cinema italiano e'
morto e che non c'e' piu' niente da vedere se non roba made in USA.
Noi ce lo vediamo domani sera, martedi' 6 febbraio, al Giulio Cesare sala 1,
comodissimo anche per chi si muove con la metropolitana (linea A). Il film
comincia alle 20.10 e come sempre si entra a cinque minuti dall'inizio per poter
scegliere i posti con la dovuta calma. Se vi va e se fate in tempo a
organizzarvi, ci si becca li' davanti intorno alle otto meno dieci, OK?