Dopo la triste parentesi bellico-cronachistica dei giorni di New
York, e mentre le bombe cadono sull'Afghanistan, la lista-Berto torna
alla sua attivita' primaria -quella di proporre serate
cinematografiche non troppo allineate con quello che il mercato tende
a propinare.
Abbiamo visto tutti "The Others", il film di Woody Allen e quello
-bello ma ormai quasi manieristico- di Ken Loach, quasi tutti hanno
gia' fatto il bis di Nicole Kidman con l'eccessivissimo "Moulin
Rouge" e qualcuno ha anche beccato la fregatura dando fiducia a
Sophie Marceau e ai ricordi belfagoriani di Juliette Greco. Per non
dire di "A.I.", che continua anche in Italia a mietere delusioni
tradendo le aspettative di chi aveva deciso che sarebbe stato un
capolavoro ma anche quelle di chi era certo che fosse una schifezza
senza redenzione.
Che cosa resta da vedere? Noi si sarebbe deciso di dedicare questo
mercoledi' sera a "No Man's Land", satira tragicomica della guerra al
di la' dell'Adriatico che ha meritato il premio alla sceneggiatura
all'ultima edizione del festival di Cannes. Storia di due soldati
-uno serbo, l'altro bosniaco- che condividono una sola trincea, il
film sembra l'occasione per soddisfare sia il bisogno di sorridere
sia quello di ricordare che dall'altra parte del mondo si sta
scatenando l'ennesimo inferno di fuoco e fiamme.
Prodotto grazie all'itervento Fabrica Cinema, "No Man's Land"
appartiene anche al meno discutibile dei metodi che Luciano Benetton
usa per spendere il suo denaro -meglio un film come questo che dieci
manifesti di Oliviero Toscani. Ecco quanto ne ha scritto recentemente
una persona il cui giudizio spesso mi capita di condividere:
"(...) č diretto da un regista bosniaco dal nome arduo da
ricordare; č prodotto da una cordata belga-sloveno-franco-italiana; se
non sbaglio ha vinto a Cannes il premio per la miglior sceneggiatura. Se
ne riparlerą di certo a suo tempo, ma intanto prendetevi l'opinione di
uno che i film di guerra o sulla guerra (un giorno bisognerą pure fare
un discorso sulla differenza fra "di" e "sulla") non li ama granchč:
ebbene, questo riesce a conservare fino in fondo un miracoloso
equilibrio fra dramma (molto) e commedia (poca), ed č proprio bello... "
Chi viene? Come al solito l'appuntamento e' -diciamo- un quarticello
d'ora prima dello spettacolo, che inizia alle 20.30 al cinema Mignon,
vicinissimo a Piazza Fiume. Fatevi riconoscere, che e' tempo di
riaprire la stagione.
Ah, e un'altro piccolo avviso, visto che di cinema abbiamo parlato:
questa mailing list include anche la totalita' dei membri di un coro
che si accinge ad affrontare la sua seconda stagione di vita. Il
repertorio e' per lo piu' orientato sulla musica medievale, che e'
molto meno noiosa di quel che quasi tutti i membri avessero mai
sospettato. Ci si trova ogni lunedi' sera in una bella sala con
pianoforte a coda a Piazza del Popolo, e per ora siamo circa
tre/quattro cantori per voce: l'obiettivo pero' e' una campagna
acquisti per arrivare molto presto ad almeno sei/sette cantori per
voce, in modo da rendere piu' facile l'obiettivo di cominciare a
preparare anche qualche concerto. Se qualcuno ha voglia di provare,
me lo faccia sapere mercoledi' sera al cinema, oppure mi mandi un
e-mail e ci si mette d'accordo per farlo partecipare a una delle
prossime prove e vedere se ha voglia di unirsi al gruppo. E chi non
e' interessato ma sa di qualcuno che potrebbe esserlo non si faccia
scrupoli a far girare la voce.
Buon martedi', ci si vede al Mignon domani sera.
See You Next Wednesday
Alberto
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Ah, le zollette, vedi