Buffy camminava nel cimitero di Cleveland ma che allo stesso tempo sembrava
uguale a quello di Sunnydale. Le era sempre sembrato strano il fatto che a volte
la sola cosa che all'apparenza accomunasse due cittadine fosse il cimitero... il
luogo di riposo e, molte volte, di risveglio dei morti.
Era ormai da un'ora e mezza che passeggiava in lungo e in largo alla ricerca di
qualche vampirello da poter spedire fresco, fresco all'altro mondo. "Ma come mai
non si fanno vivi?! Eppure sono una ragazza carina, indifesa e addirittura
bionda! Dovrei avere uno stuolo di vampiri pronti a succhiarmi le budella già da
parecchio ormai! Mi sento profondamente offesa!", pensò sbuffando.
All'improvviso si ritrovò con la faccia a terra e con un omaccione che le
bloccava le spalle.
"Sei in ritardo lo sai? Non è bello fare aspettare… una… signora!" disse e
contemporaneamente si divincolò, sferrando una gomitata al vampirello, che cadde
intontito a terra sulla schiena.
Buffy scattò in piedi e tirò fuori il suo paletto appuntito dalla giacca.
"E ora, amico mio… è arrivata la tua fine!" disse mentre il vampiro si girò per
scappare via. Ma non fece in tempo ad alzarsi che Buffy gli ficcò il paletto
nella schiena, polverizzandolo letteralmente.
"Che scemi questi vampiri di Cleveland! Lo sanno tutti… mai girare le spalle
all'avversario." Pensò mentre si toglieva la polvere dai vestiti.
Non l'avrebbe mai detto, ma Sunnydale le mancava… "Almeno lì i vampiri duravano
di più! Me ne ritorno a casa, tanto stasera non c'è trippa per gatti." disse
camminando tra le lapidi verso l'uscita del cimitero.
Girò l'angolo di una tetra cappella e si ritrovò davanti un altro vampiro, più
grande del precedente.
"Uff, ma com'è che quando li vuoi non ci sono mai e poi decidi di tornartene a
casa e ti arrivano tutti addosso?!" pensò, poi disse "Senti, se sei come il tuo
amico di prima, ti avverto che non ho voglia di giocare, perciò smamma prima che
ti pianti un paletto nel cuore…"
"E così tu saresti la cacciatrice… la prescelta… pensavo fossero solo voci
quelle che affermavano il tuo trasferimento qui a Cleveland. Ma meglio così,
ucciderti renderà questo giorno ancora più glorioso…" disse il vampiro
sorridendo e poi le corse incontro. Buffy sospirò seccata e si preparò al
combattimento.
Il vampiro le tirò un pugno, mirando alla testa, Buffy lo bloccò con il braccio
e sferrò un calcio prendendolo allo stomaco. Il vampiro accusò poco il colpo,
infatti in un attimo afferrò il braccio della cacciatrice e glielo torse dietro
la schiena e afferrandola al collo da dietro. Si avvicinò all'orecchio di Buffy,
rise e disse: "La nostra cacciatrice non è poi così forte e invincibile come
dicono… niente più battutine eh? Ti sei già arresa di fronte alla mia potenza?
Alla potenza di Dagon il Grande!!!" e rise di nuovo. "Ma bene… grande, stupido
e anche megalomane!" pensò la cacciatrice che intanto cercava di divincolarsi,
poi disse "Non mi sono arresa… sto cercando di non vomitare di fronte alla tua
GRANDE stupidità!" e poi riuscì a tirare una gomitata nelle costole
all'avversario, sentendo anche lo scricchiolio di una che si rompeva
all'impatto.
Il vampiro accusò il colpo, cadendo a terra e premendo una mano sulla parte
dolorante.
Buffy lo prese dai capelli e guardandolo in faccia disse "Dagon eh? Spero per te
che non sia il tuo vero nome… è così… anti-vampiresco! Beh ora devo proprio
andare, è stato bello conoscerti… addio!" e fece per conficcare il paletto, che
aveva nella mano destra, nel cuore di Dagon, quando notò qualcosa luccicare
appena sotto il collo del vampiro. Si bloccò all'istante e incuriosita,
prendendo il ciondolo, disse "E questo cos'è? Mmmm che stai organizzando eh?"
"Non sono affari tuoi!" "Miei no di certo, ma di Giles sì" e poi, stufa,
polverizzò il vampiro Dagon con il paletto. Nelle mani gli era rimasto lo strano
ciondolo che aveva catturato la sua attenzione. Aveva una brutta sensazione… una
bruttissima sensazione… Sentiva odore di guai…
Sospirò e, uscendo dal cimietero verso casa, pensò… "Come al solito…"