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PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA
Articolo 13 della Costituzione: La libertà personale è inviolabile
E'punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
Ci hanno raccontato che in Italia in questi anni sia stata condotta una "rivoluzione" moralizzatrice guidata da magistrati senza macchia e senza paura, ispirati soltanto dallo spirito delle leggi e da una ragion pratica ossigenata dagli imperativi categorici dell'Etica. I posteri magari si chiederanno come mai, in una democrazia occidentale, non le urne ma le procure abbiano potuto determinare veri e propri cataclismi politici: cinque partiti "storici" cancellati dallo scenario istituzionale italiano. E molto li incuriosirà la singolare vicenda di un presidente del Consiglio, nato non da alchimie politiche, ma designato dal popolo sovrano, e costretto alle dimissioni da un pugno di pubblici ministeri.
Ma i volti della mala giustizia sono tanti, ed in tanti casi, il SOSPETTO ha ucciso persone innocenti, come in tre casi simbolo: Tortora, Muccioli, Caneschi.
Tre casi presi tra tanti, troppi, che ci dimostrano come l'utilizzo di illazioni ed avvisi di garanzia inviati con singolare "tempestività" hanno macchiato irreparabilmente la dignità di innocenti o presunti tali. Il sospetto come arma devastante e distruttrice di vite umane. Magistrati e inquirenti trasformati in leader, personaggi da copertina, rappresentanti e tutori di una "giustizia ingiusta" che ha confermato drammaticamente i sospetti di un vero uomo di legge, Giovanni Falcone. Nel 1991, il giudice assassinato nella strage di Capaci, lanciò un grido d'allarme ed una profezia: "l'Italia pretesa culla del diritto, rischia di diventarne la tomba".
Noi speriamo di essere ancora in tempo perché l'Italia torni ad essere la culla del diritto e della giustizia ed è questo spirito che anima il nostro impegno e la nostra voce.
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