SPECIALE - APPROFONDIMENTO FIDES - Mappa delle religioni nelle aree in cui
il fondamentalismo si esprime con maggiore violenza
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Sono diverse le aree di crisi in tutto
il mondo in preda a guerra civili, insurrezioni, conflitti etnici, in cui il
fondamentalismo religioso agisce da catalizzatore. In questa fase dello
scenario politico internazionale in cui il terrorismo continua a minacciare
la pace e il benessere dell'umanità, l'Agenzia Fides offre all'attenzione
dei lettori alcune brevi sintesi delle principali aree di conflitto, in
relazione alla composizione religiosa delle popolazioni coinvolte.
Pubblichiamo oggi la prima parte dell'approfondimento.
AFRICA
BURUNDI
La guerra civile in Burundi è esplosa nel 1993. Il conflitto coinvolge, da
una parte, l'esercito governativo controllato dalla minoranza Tutsi, e dall'
altra, diversi gruppi di guerriglia Hutu, l'etnia maggioritaria del paese.
Alla base del conflitto, infatti, vi è la richiesta di una maggiore
rappresentanza degli Hutu nelle istituzioni statali del paese. Nell'agosto
2000, sono stati firmati gli accordi di Arusha (Tanzania), che hanno portato
alla costituzione di un governo di unità nazionale Al termine di questo
periodo di transizione si terranno elezioni multipartitiche, che si terranno
nell'ottobre 2004. Nell'ottobre 2003, viene siglato un accordo di pace tra
governo e FDD (Forze per la Difesa della Democrazia), in gruppo ribelle più
importante. Permane però la lotta armata del FLN (Forze di Liberazione
Nazionale).
Popolazione: 6.887.000
Cristiani 91,7% (cattolici battezzati 4.435.000)
Animisti 6,7%%
Musulmani 1,6%
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Dopo la guerra civile del 1998-2003, è stato raggiunto un accordo per
formare un governo di unità nazionale, che comprende anche rappresentati
della guerriglia. Continuano però le tensioni nell'est del paese in
particolare nel Kivu dove alcuni militari (ex membri della guerriglia) del
nuovo esercito unificato congolese si sono ribellati al governo centrale. La
precedente guerra congolese ha visto l'intervento di diversi paesi africani
schierati con l'una o l'altra parte. Il paese, infatti, è ricco di oro,
diamanti, uranio, legname, coltan, tutte ricchezze che suscitano gli
appetiti di stati e multinazionali.
Popolazione: 53.993.000
Cristiani 95,4% (cattolici battezzati 28.260.000)
Animisti 2,4%
Musulmani 1,1%
COSTA D'AVORIO
A seguito lo scoppio della guerra civile nel settembre 2002, e nonostante
gli accordi di pace del gennaio 2003, la Costa d'Avorio è ancora di fatto
divisa con il nord e l'ovest del paese in mano a diversi gruppi di
guerriglia, riuniti sotto una sigla comune, "Forze Nuove". Il governo di
unità nazionale al quale partecipano i ribelli è rimasto a lungo bloccato
per la sospensione dai lavori dei ministri dell'opposizione al Presidente
Laurent Gbagbo.
Popolazione: 16.692.000
Cristiani 31.8% (cattolici battezzati 2.717.000)
Animisti 37,6%
Musulmani 30%
NIGERIA
La restaurazione della democrazia nel 1999, dopo anni di dittatura militare,
non ha posto fine alle tensioni sociali, economiche ed etnico-religiose che
attraversano vaste aree del paese. La decisione di introdurre la Sharia in
alcuni stati a maggioranza musulmana ha creato un nuovo elemento di
conflittualità. Le periodiche esplosioni di violenza che hanno provocato
migliaia di morti negli ultimi anni, sono spesso il risultato di
manipolazioni di tensioni sociali da parte di alcuni soggetti politici che
usano l'elemento religioso per i propri fini. La presenza di una risorsa
come il petrolio, sempre più importante per l'economia mondiale, non fa
altro che aumentare le pressioni sulla Nigeria, il paese più popoloso dell'
Africa con centinaia di etnie.
Popolazione: 117.838.000
Cristiani 45,9% (cattolici battezzati 17.527.000)
Animisti 9,8%
Musulmani 43,9%
SOMALIA
Dal gennaio 1991, quando l'ex dittatore Siad Barre è stato rovesciato, lo
stato somalo è collassato e il paese vive in un'anarchia profonda. Le
milizie armate dei diversi clan e sottoclan si sono divisi il territori con
la forza. La Somalia è divisa attualmente in almeno 3 parti: Somaliland (che
si è dichiarato indipendente), Puntland (che rivendica un certo grado di
autonomia ma senza chiedere la secessione) e il centro-sud, la parte più
abitata e potenzialmente più ricca, è la zona del paese che non era finora
riuscita a esprimere un'amministrazione stabile
Popolazione: 9.557.000
Cristiani 1,4% (cristiani professi 101.881)
Musulmani 98,3%
SUDAN
La guerra civile nel sud Sudan tra il governo e il SPLA/M
(Movimento/Esercito di Liberazione Nazionale popolare del Sudan) è iniziata
nel 1983, proprio quando, a seguito dell'introduzione della Sharia, le
popolazioni del sud (per lo più animiste e cristiane) si sono rivoltate
contro il governo. Il conflitto ha provocato più di 2 milioni di morti,
milioni di profughi e devastazioni immense. Nel maggio 2004 è stato firmato
un accordo di pace che prevede un periodo di transizione con un governo di
unità nazionale che durerà 6 anni e mezzo. Nel frattempo, si è però
aggravata la crisi nel Darfur nell'ovest del Sudan, dove agiscono due gruppi
di guerriglia che rivendicano maggiore attenzione da parte del governo alle
necessità economiche e sociali della regione. Il governo ha scatenato un
dura repressioni attuata con bombardamenti aerei e l'impiego delle milizie
Janjaweed. Le violenza hanno costretto alla fuga più di un milione di
persone.
Popolazione: 32.559.000
Cristiani 16,7% (cattolici battezzati 4.181.000)
Animisti 11,9%
Musulmani 70,3%
UGANDA
Nel nord Uganda dal 1989 imperversa la guerriglia del l'LRA (Esercito di
Resistenza del Signore) che combatte contro l'attuale presidente Yoweri
Museveni. L'LRA ha una ideologia basata sul sincretismo religioso,
mischiando elementi del cristianesimo e dell'islamismo con quelli delle
religioni tradizionali africane. Migliaia di bambini Acholi (l'etnia
principale del nord Uganda) sono stati arruolati a forza nelle fila della
guerriglia.
Popolazione: 19.321.113
Cristiani 88,7% (cattolici battezzati 10.796.000)
Animisti 4,4%
Musulmani 5,2%
ASIA
CINA
Nella regione del Tibet, annessa dalla Cina negli anni '50, le comunità
buddiste soffrono l'occupazione cinese mentre, dopo la rivolta del 1959
repressa dalla Cina, il Dalai Lama è in esilio.
Popolazione: 1,2 miliardi
Agnostici: 50%
Religioni tradizionali cinesi: 30%
Buddisti: 8,5
Cristiani: 7%
Altri culti: 4,5 %
FILIPPINE
Mindanao, l'isola più meridionale dell'arcipelago filippino, è la zona
musulmana del paese, che per il resto è abitato da popolazioni di fede
cristiana.
Dagli anni '70 i musulmani di Mindanao hanno iniziato una lotta armata per l
'autonomia. La guerra tra l'esercito di Manila e i militanti di diversi
gruppi guerriglieri ha causato fino ad oggi 150mila morti.
Popolazione: 85 milioni
Cristiani: 90% (cattolici 65.000.0000)
Musulmani: 6,5%
Altri culti: 3,5%
INDIA
Da 50 anni il Kashmir, regione di confine indo-pakistano, è terreno di
scontro fra le truppe indiane, che mantengono il controllo di 2/3 della
regione, e i geurriglieri islamici sostenuti dal Pakistan. Nell'arco di mezo
secolo si sono combattute tre guerre fra i sudue colossi asitici per il
controllo dell'area, di grande importanza strategica. Di recente fra e due
ponteze asitiche c'è ststao un avvicinamento.
Popolazione: 1 miliardo
Induisti: 75%
Musulmani: 12%
Cristiani: 6,5% (cattolici 17.000.000)
Altri culti: 6,5%
INDONESIA
Nell'arcipelago delle Molucche (Indonesia orientale) all'inizio del 1999 è
scoppiata, per futili motivi un conflitto fra la comunità cristiana
protestante e quella musulmana. L'esercito indonesiano è intervenuto per
riportare la calma. Le violenze, estese a tutte le isole dell'arcipelago
delle Molucche, hanno causato oltre 15mila morti e circa 500mila rifugiati.
Popolazione: 210 milioni
Musulmani: 85%
Cristiani: 13% (cattolici 6.376.0000)
Altri culti: 2%
IRAQ
Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein e il passaggio di poteri dalla
coalizione guidata dagli Stati Uniti al governo iracheno, si registra nel
paese instabilità dovuta alla presenza di formazioni terroristiche e alle
rivendicazioni di gruppi religiosi islamici, soprattutto sciiti.
Popolazione: 25 milioni
Musulmani: 95%
Cristiani: 3,2% (cattolici 600.000)
Altri culti: 1,8 %
ISRAELE/PALESTINA
Nel conflitto nazionale fra il popolo israeliano e quello palestinese, che
dura da 50 anni, la presenza di formazioni estremiste islamiche ed ebraiche
complica il quadro e ostacola ancora la stipula di una pace duratura per il
Medio Oriente
Popolazione: 6,5 milioni in Israele; 3,5 milioni nei territori palestinesi
Ebrei: 77%
Musulmani: 12%
Cristiani: 5,8% (cattolici 115.000)
Altri culti: 5,2 %
MYNAMAR
La giunta militare al potere governa con un regime autoritario ed è accusato
di massicce violazioni dei diritti umani, specialmente nel conflitto con
numerosi gruppi delle minoranze etniche.
Popolazione: 47 milioni
Buddisti: 75%
Cristiani: 8,3% (cattolici 600.000)
Musulmani: 2,4%
Altri culti: 14,3 %
NEPAL
Nello stato gruppi di guerriglieri maoisti lottano contro la monarchia
costituzionale del re Gyanendra dal 1996. Le vittime in tutto l'arco del
conflitto sono circa 8.000.
Scontri a fuoco, rapimenti, attentati e estorsioni sono quotidiani per i
cittadini del Nepal, uno dei popoli più poveri del mondo
Popolazione: 23 milioni
Induisti: 75%
Buddisti: 8,5
Musulmani: 3,9%
Cristiani: 2,5% (cattolici 7.000)
Altri culti: 10,1%
SRI LANKA
Dall'inizio degli anni '80 nel paese di registra un conflitto fra il governo
(detenuto dal gruppo etnico di maggioranza, i singalese di religione
buddista) e i ribelli tamil di fede induista. Nel 2002 è stato firmato uno
storico cessate il fuoco ma si attende un trattato di pace. La guerra
ventennale dello Sri Lanka ha provocato 64mila vittime e almeno un milione
di sfollati.
Popolazione: 19 milioni
Buddisti: 68%
Induisti: 11%
Musulmani: 9%
Cristiani: 9,5% (cattolici 1.362.0000)
Altri culti: 2,5%