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Papa: libertà religiosa in Iran fondamentale diritto umano   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #49 di 1605 |
29 Ottobre 2004
VATICANO - IRAN
Papa: libertà religiosa in Iran fondamentale diritto umano

Contro il terrorismo rafforzare il ruolo dell’Onu, ma anche le religioni
debbono collaborare per eliminarne le cause sociali


Città del Vaticano (AsiaNews) - La libertà di religione, che è un diritto
umano “fondamentale” e la lotta al terrorismo, che ha bisogno dell’impegno
dei governi per un rafforzamento dell’Onu, che permetta di arrivare ad un
“ordine internazionale equilibrato” sono stati gli argomenti centrali del
discorso che Giovanni Paolo II ha rivolto al nuovo ambasciatore dell’Iran
presso la Santa Sede, Mohammad Javad Faridzadeh, ricevuto per la
presentazione delle lettere credenziali. Al diplomatico il Papa ha anche
ricordato la necessità di rispettare gli accordi internazionali, citando
anche la non-proliferazione nucleare, che vede il Paese in contrasto con l’
Aiea, l’agenzia Onu che controlla l’uso del nucleare.

Il Papa, riferendosi ai cattolici iraniani, ma anche alle altre confessioni
cristiane, ha chiesto per loro “la libertà di professare la loro religione”,
anche attraverso “il riconoscimento della personalità giuridica delle
istituzioni ecclesiastiche, agevolando così il loro lavoro in seno alla
società iraniana. Di fatto – ha affermato - la libertà di culto non è che un
aspetto della libertà religiosa, che deve essere la stessa per tutti i
cittadini di un Paese”.

Di fronte al “terrorismo che vuole imporre la sua legge”, al “deteriorarsi
della situazione internazionale e alle minacce che, a diversi livelli,
gravano sull'umanità”, per “giungere a un ordine internazionale equilibrato”
, la volontà di “costruire un futuro comune che garantisca la pace per tutti
presuppone l'impegno degli Stati a dotarsi di strumenti stabili, efficaci e
riconosciuti, come l'Organizzazione delle Nazioni Unite e le altre
Organizzazioni internazionali. Quest’azione a favore della pace implica
anche un’azione coraggiosa contro il terrorismo e per costruire un mondo nel
quale tutti possano riconoscersi figli dello stesso Dio Onnipotente e
misericordioso”. Citando il messaggio per la Giornata mondiale della pace
del 2002, il Papa ha ricordato il ruolo che anche le religioni possono
svolgere in tale lotta. “Le confessioni cristiane e le grandi religioni
dell'umanità – ha detto - devono collaborare tra loro per eliminare le cause
sociali e culturali del terrorismo, insegnando la grandezza e la dignità
della persona e diffondendo una maggiore consapevolezza dell'unità del
genere umano”.

“Certamente – ha aggiunto - l'edificazione della pace presuppone la fiducia
reciproca, per accogliere l'altro non come una minaccia ma come un
interlocutore, accettando parimenti i vincoli e i meccanismi di controllo
che implicano gli impegni comuni quali i trattati e gli accordi
multilaterali, nei diversi ambiti delle relazioni internazionali che
concernono il bene comune dell'umanità, come il rispetto dell'ambiente, il
controllo del commercio delle armi e della non proliferazione delle armi
nucleari, la tutela dei bambini, i diritti delle minoranze”.

Affrontando poi il tema dei rapporto tra credenti, Giovanni Paolo II ha
definito il dialogo “necessario fra gli uomini al fine di riuscire a
stabilire fra di loro rapporti di fraternità e di amore reciproco”, come
“una risposta al dialogo che Dio stesso ha già avviato con l'uomo
rivelandogli la sua Parola e proponendogli la sua Alleanza”.

“E’ nostro dovere di credenti – ha proseguito - annunciare ai nostri
contemporanei i valori fondamentali espressi nella religione, che
garantiscono, attraverso la legge naturale, segno dell'impronta di Dio
nell'uomo, la dignità di ogni persona umana e che regolano i rapporti degli
uomini con i loro simili. Come ho tante volte ricordato, i fedeli cattolici,
da parte loro, si preoccupano in ogni circostanza di rendere testimonianza a
favore di una cultura della vita, che rispetti l'essere umano dal suo
concepimento fino alla sua morte naturale, e che garantisca la difesa dei
suoi diritti e dei suoi doveri imprescindibili. Fra questi diritti
fondamentali figura in primo piano il diritto alla libertà religiosa, che è
un aspetto essenziale della libertà di coscienza e che rivela proprio la
dimensione trascendente della persona. La Santa Sede conta sul sostegno
delle Autorità iraniane per permettere ai fedeli della Chiesa cattolica
presenti in Iran, come agli altri cristiani, la libertà di professare la
loro religione e per favorire il riconoscimento della personalità giuridica
delle istituzioni ecclesiastiche, agevolando così il loro lavoro in seno
alla società iraniana. Di fatto, la libertà di culto non è che un aspetto
della libertà religiosa, che deve essere la stessa per tutti i cittadini di
un Paese”. (FP)




Ven 29 Ott 2004 1:04 pm

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