Martiri cristiani, patrimonio della Chiesa e dell’umanità
Intervento di monsignor Edward Novak
CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 13 dicembre 2004 (ZENIT.org).- Per i valori che hanno incarnato fino al sacrificio della loro vita i martiri cristiani non sono solo un patrimonio della Chiesa ma dell’umanità intera, ha affermato monsignor Edward Novak, segretario della Congregazione delle Cause dei Santi.
Questo il nodo centrale della prolusione tenuta da monsignor Novak, il 9 novembre scorso, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dello “Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi, tenutasi presso l’Istituto Patristico Augustinianum.
Lo “Studium”, che lo scorso hanno ha compiuto i vent’anni dalla sua istituzione, è stato creato nell’esigenza di formare personale debitamente specializzato in grado di seguire una causa di canonizzazione fin dalle prime fasi. Fino allo scorso anno era stato frequentato in tutto da più di 1600 persone.
Il testo della prolusione dal titolo "La Chiesa è nuovamente la Chiesa dei martiri” è apparso in un libretto allegato all'edizione dell'8 dicembre de “L’ Osservatore Romano”.
“Il secolo appena concluso è stato presentato come secolo di numerosissimi martiri – ha osservato il prelato –. Alcuni storici affermano che nel ventesimo secolo il cristianesimo ha sperimentato la più grande persecuzione della sua storia”.
Secondo Giovanni Paolo II “al termine del secondo millennio la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri, le persecuzioni nei riguardi dei credenti, sacerdoti, religiosi e laici hanno operato una grande semina di martiri in varie parti del mondo”.
“Con sicurezza posso affermare che da sempre il martirio è stato presente nella Chiesa”, ha ribadito Novak, elencando come esempio la persecuzione degli armeni, i martiri messicani e spagnoli, il periodo del nazismo e quello del comunismo, nonché quello attuale.
Secondo il prelato “i martiri sono, in primo luogo, un valore inestimabile e prezioso in se stesso per la Chiesa stessa. In secondo luogo essi sono portatori di un grande messaggio. Il loro martirio è anzitutto la testimonianza alla fede, la testimonianza alla Chiesa”.
“In particolare, il martire è un testimone che si è posto alla sequela di Cristo fino al dono della vita per attestare la verità del Vangelo”.
Novak ha constatato come il martirio sia “uno scandalo, l'assurdità, il paradosso del cristianesimo. Da un martire ucciso crescevano altri fedeli, centinaia, migliaia. Non esiste una spiegazione ragionevole! Forse ne esiste una, cioè la persona di Cristo, la sua disfatta sulla croce che ha generato il cristianesimo e milioni e milioni di cristiani in ogni epoca”.
Il segretario della Congregazione delle Cause dei Santi ha concluso precisando che “i martiri sono ugualmente un grande patrimonio dell'umanità. Queste persone nel significato civile sono eroi della società”.
“Essi sono l’incarnazione dei valori di civiltà, di fedeltà, di solidarietà, del primato della coscienza, del primato dell'essere sull'avere, dell’eroismo fino alla morte, del perdono, dell'aiuto”, ha affermato.
“Perciò essi sono le pagine più belle e più vere della storia non solo quelle della Chiesa ma anche dell'umanità”, ha poi aggiunto.
Intervento di monsignor Edward Novak
CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 13 dicembre 2004 (ZENIT.org).- Per i valori che hanno incarnato fino al sacrificio della loro vita i martiri cristiani non sono solo un patrimonio della Chiesa ma dell’umanità intera, ha affermato monsignor Edward Novak, segretario della Congregazione delle Cause dei Santi.
Questo il nodo centrale della prolusione tenuta da monsignor Novak, il 9 novembre scorso, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dello “Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi, tenutasi presso l’Istituto Patristico Augustinianum.
Lo “Studium”, che lo scorso hanno ha compiuto i vent’anni dalla sua istituzione, è stato creato nell’esigenza di formare personale debitamente specializzato in grado di seguire una causa di canonizzazione fin dalle prime fasi. Fino allo scorso anno era stato frequentato in tutto da più di 1600 persone.
Il testo della prolusione dal titolo "La Chiesa è nuovamente la Chiesa dei martiri” è apparso in un libretto allegato all'edizione dell'8 dicembre de “L’ Osservatore Romano”.
“Il secolo appena concluso è stato presentato come secolo di numerosissimi martiri – ha osservato il prelato –. Alcuni storici affermano che nel ventesimo secolo il cristianesimo ha sperimentato la più grande persecuzione della sua storia”.
Secondo Giovanni Paolo II “al termine del secondo millennio la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri, le persecuzioni nei riguardi dei credenti, sacerdoti, religiosi e laici hanno operato una grande semina di martiri in varie parti del mondo”.
“Con sicurezza posso affermare che da sempre il martirio è stato presente nella Chiesa”, ha ribadito Novak, elencando come esempio la persecuzione degli armeni, i martiri messicani e spagnoli, il periodo del nazismo e quello del comunismo, nonché quello attuale.
Secondo il prelato “i martiri sono, in primo luogo, un valore inestimabile e prezioso in se stesso per la Chiesa stessa. In secondo luogo essi sono portatori di un grande messaggio. Il loro martirio è anzitutto la testimonianza alla fede, la testimonianza alla Chiesa”.
“In particolare, il martire è un testimone che si è posto alla sequela di Cristo fino al dono della vita per attestare la verità del Vangelo”.
Novak ha constatato come il martirio sia “uno scandalo, l'assurdità, il paradosso del cristianesimo. Da un martire ucciso crescevano altri fedeli, centinaia, migliaia. Non esiste una spiegazione ragionevole! Forse ne esiste una, cioè la persona di Cristo, la sua disfatta sulla croce che ha generato il cristianesimo e milioni e milioni di cristiani in ogni epoca”.
Il segretario della Congregazione delle Cause dei Santi ha concluso precisando che “i martiri sono ugualmente un grande patrimonio dell'umanità. Queste persone nel significato civile sono eroi della società”.
“Essi sono l’incarnazione dei valori di civiltà, di fedeltà, di solidarietà, del primato della coscienza, del primato dell'essere sull'avere, dell’eroismo fino alla morte, del perdono, dell'aiuto”, ha affermato.
“Perciò essi sono le pagine più belle e più vere della storia non solo quelle della Chiesa ma anche dell'umanità”, ha poi aggiunto.