|
|
[ICN-News 03/09/06]
Il commento di Chuck Colson: Un numero sempre più crescente di cristiani iracheni è giunto alla conclusione che per loro "non c'è alcun futuro in Irak". Lawrence Kaplan, de The New Republic, ha affermato: "Sunniti, Sciiti e Curdi si trovano d'accordo su pochissime cose, ma hanno tutti un elemento in comune: brutalizzare i loro vicini cristiani".
I cristiani spariscono costantemente mentre camminano per le strade di Baghdad, altri sono rapiti e detenuti per poi chiedere un riscatto. Nelle parole di Kaplan: "Sono vittime di una scelta". E così, visto che, come ha dichiarato un cristiano, "non abbiamo alcuna milizia pronta a difenderci" e né gli Iracheni né gli Americani offrono protezione, i Cristiani sono costretti a lasciare la loro patria. In altri paesi musulmani il trattamento riservato ai cristiani è ancora peggiore. In Arabia Saudita i cristiani devono esprimere la loro fede in segreto. In se stesso, l'essere cristiani non è contro la legge, ma lo è il fare o il dire qualcosa che ad altri risulta tale.