Sabato 26 luglio era stata una splendida giornata di regate in
cui tutto ha funzionato alla perfezione il vento ,il sole ,la
giuria ,il percorsi , la piacevole serata nella nuova romantica sede
del ASNS con cena e intrattenimenti vari. ,l'unico rammarico era
stato che Pietro Scrimieri ,presidente del circolo ospitante,per
organizzare tutto alla perfezione aveva rinunciato a regatare sul
suo dinghy.
In partenza nove Dinghy12p con altri quattro in acqua ma a fare da
spettatori (non si sentono pronti per regatare) altri dei nostri
sono convolti nell'organizzazione .Assenti giustificati i gemelli
Pizzarello ,erano con i classici, a Bellano dove non hanno avuto
mai un vento minimo per poter regatare.
La cronaca delle regate la farà Pio ;il nostro poeta romantico (alla
Shelley ) si esalta con gli eventi naturali estremi, sicuramente
anche fra le sue carte c'è un'ode al vento di buriana che forgia il
carattere dei veri marinai.
Io ,meno poeta ,voglio analizzare la GRAN BURIANA di domenica
27 ,principalmente per quel che riguarda la sicurezza : come ci siamo
comportati noi regatanti , come ha agito il comitato organizzatore .
Sul lago erano posizionati ben tre campi di regata (per piu di un
centianaio di barche) ,Campionato Italiano Contender ,campionato IV
zona Fiv per i 470 e le nostro di "Vacanze Romane "in acqua c'erano
molti mezzi d'appoggio dalla pilotina dei carabnieri ai mezzi del
gruppo di soccorso Hydraricerche di Anguillara.
Per la nostra regata (35 partenti fra Snipe e Dinghy 12p)
l'assistenza era composta da tre gommoni del ASNS ,uno del YCBE e
due mezzi del CVTiberino la lancia con D'Andrea e Marco Sorrentino
(il fotografo ufficiale della Flotta Romana Dinghy12p ) e il
gommone con Sergio Masserotti e Riccardo Grande collegati in vhf con
l'efficentissima barca posa boe dell' ASNS condotta da Pietro
Scrimieri con a bordo Carlo Pulcini ,quest'ultimo merita una mezione
speciale per come era correttamente attrezzato ,giubetto salvagente
indossato ,radio vhf solidamente fissata , bussola e Gps.
Solo la barca giuria,non mi è parsa all'altezza della situazione era
un piccolo cabinato con un motore di pochi cavalli ed è stata presto
in balia del vento.
Inconsciamente sapevo che qualcosa del genere sarebbe successa .
C'era un nero sopra il nostro circolo che non preannunciava niente di
buono,in mattinata già avevo ricevuto una telefonata
da Sergio Masserotti che mi avvertiva della possibilità che il
temporale che era sopra di noi potesse entrare sul lago .Ben prima di
arrivare sul campo di regata avevo avvertito Alberto Marini di stare
molto attento , il suo legno non è ancora corretamente armato ,
Alberto prudentemente è ritornato verso il circolo .
Quindi sono andato vicino alla barca giuria per avvertire che
sicuramente il temporale sarebbe entrato molto violento . C'era un
messaggio chiarissimo, verso Monticchio in una zona che sul lago
chiamiamo " Quattro Venti " si vedevono delle colonne di pioggia, un
giudice mi risponde con un gesto di sufficenza come per dire non ti
preccupare ormai è passato .
A questo punto sono veramente preuccupato, Francesco di Serapo ,un
uomo di mare espertissimo , uno che conosceva il rito per tagliare le
trombe marine mi ha sempre insegnato che mai e poi mai si deve
mancare di rispetto ad una Buriana che ha una natura permalosa e
vendicativa
Non mi rimane che infilarmi la cerata e il salvaggente e preparare
la drizza per un'ammainata rapida .
L'instabilita' del vento nella prima bolina era un altro messaggio
chiaro, ma la voglia di passare sulla prua di Master & Commander
mi hanno fatto dimenticare i piu' elementari concetti di sicurezza
e non ho più guardato verso il temporale che avanzava . Girata la boa
di bolina ho visto la Buriana nera e incombente sopra di noi ,dopo
pochi minuti la barca del comitato avverte che la regata è stata
sospesa e di radunarci alla barca giuria ,cosa che ritengo
impossibile , è troppo soppravento.
Ammaino la randa , imbroglio accuratamente la vela e mi preparo al
peggio ,vicino a me i fratelli Provini e Alati hanno già ammainato,
vedo Pio ,con la randa mezza ammainata, che combatte con la
drizza ,la sua barca è perennemente in disordine , Sanzini è vicino
alla barca giuria , non riesce ad ammainare, le coseguenze per lui
saranno amare. Roberto Scanu con mezza vela è quasi a terra
Il vento si fa violentissimo non ci resta che correre di poppa a
secco di vele siamo nei "Quaranta Ruggenti", la schiuma formata dal
rompersi delle onde viene "soffiata" in strisce nella direzione del
vento", devo ulterioremente legare vela con il boma e il picco alle
cinghie , qualche onda s' infrange parzialemente sulla
barca ;fortunamente il mio è un Bonaldo vecchia generazione con il
doppiofondo completo e con due utilissimi fori da 10 cm di diametro
nello specchio di poppa ,l'acqua che entra fuoriesce immediatamente.
Si avvicinano vari mezzi di soccorso vedono che è tutto ok e
proseguono il loro lavoro, ( ci sono decine di barche capovolte) ,
sono orgoglioso i miei 3,66 metri di barca sono capaci di superare
una prova simile.
Dopo più di un'ora ho attraversato il lago ,rimanedo sempre a vista
con i Provini ed Alati anche i loro Dinghy si stanno comportando
ottimamente,siamo vicino al Pizzo a meno di mezzo miglio dal
circolo Tiberino sembra fatta , ma non sarà cosi ; il gommone che ci
scortava rientra al circolo.
La pioggia si fa battente ,la visibilità è ridotta a poche decine di
metri il vento gira di una trentina di gradi e ci riporta verso il
centro lago ma fortunatamente il moto ondoso diminuisce ora siamo a
ridosso delle creste di Vigna di Valle ed inizio a pensare a dove
prendere terra rimpiangendo di non avere a bordo i remi (sono nel
dinghy di legno). Il comandante Alati tira su mezza vela e atterra
sulla spiaggia , Massimo fa un bordo verso il Pizzo e riesce a
rientrare al circolo ,Riccardo è molto più a ponente ed e costretto
ad una difficile bolina per rientrare al Tiberino .
Io ho dei problemi con al drizza la parte non in spectra si è
incastrata ,i violenti movimenti del picco mentre ammainavo hanno
letteramente fuso il camcleat di plastica che uso durante la manovra .
( questo è stato l'unico danno subito,erano anni che lo volevo
cambiare con uno in allumunio).
Fortunamente mi raggiuge il gommone dell' Hydraricerche che mi
traina fino al Tiberino.
A terra manca all'apello solo Giorgio Sanzini dopo un giro di
telefonate scopriamo che è dall'altra parte del lago all' ASNS non
è riuscito ad ammainare ha perso un bullone dell'archetto e ha
rovinato seriamente la nuovissima vela .( in sede di revisone di
regolamento si deve assolutamente parlare di grammature dei tessuti e
di tipologia di cuciture)
Per concludere:
Con il vento cosi forte i mezzi d'appoggio possono solo soccorrere
le persone per le barche possono fare ben poco il traino è
praticamente impossibile .
I nostri Dinghy 12p sono delle ottime barche ma vanno usati con la
saggezza e la prudenza dei marinai di una volta.
Noi non dobbiamo scuffiare.
L'armamento deve essere il più semplice possibile e sempre
perfettamente in ordine, le vele devono essere ammainate e
terzarolate ,l'ammainata deve essere di facile e di rapida soluzione
la drizza (di sezione adeguata non per il carico ma per essere
facilmente usata a mani nude)deve essere raccolta in sacchetto a
portata di mano pronta per essere lascata direttamente dal pozzetto.
Una volta ammainate le vele , la deriva deve essere tenuta
completamente abbassata e bloccata .
La cima per il traino deve essere galleggiante e saldamente
ancorata alla base dell'albero .
Per le barche classiche il secchio deve essere un vero secchio da
almeno cinque litri
E' bene stare il più possibile in vista di altre barche a me ha dato
un gran senso di sicurezza .
Gradirei che anche altri raccotassero come e con che tecniche hanno
superato i " Quaranta Ruggenti " del lago di Bracciano io
sicuramente ne riparlerò ancora.
stefano