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* I dati Istat sull´occupazione 2004. Identikit del co.co.co.:
donna giovane, impiegata nel terziario al Nord. I lavoratori atipici sono
2,5 milioni
Cresce l´esercito dei disoccupati nascosti
I senza lavoro ufficiali calano, ma molti hanno smesso di cercare un
impiego
LUCIO CILLIS
la Repubblica - 21 marzo 2005
ROMA - Il tasso di disoccupazione è ai minimi da 12 anni ma c´è spazio
per una nuova polemica tra governo e sindacati. I dati Istat relativi alle
forze di lavoro nel 2004 hanno infatti incontrato una doppia lettura:
all´ottimismo dell´esecutivo, che con i ministri Maroni e Alemanno parla di
«segnale positivo in tempi di bassa crescita», si contrappongono le analisi
di Cgil, Cisl e Uil che sottolineano la debolezza e la perdita di posti nel
Meridione e più in generale la discesa del tasso di occupazione rispetto al
2003.
Le cifre mostrano una disoccupazione media che lo scorso anno si è
attestata all´8%, contro l´8,4% segnato nel 2003. Molto ampio il divario a
livello regionale: siamo al 4,3% al Nord, al 6,5% al Centro e al 15% nel
Mezzogiorno, mentre le persone in cerca di lavoro sono state 1 milione 960
mila pari a meno 4,3% sul 2003.
Buone notizie, dunque, che non riescono però a far gridare al
miracolo. La spiegazione viene dai tecnici dell´istituto di statistica,
secondo cui nello stesso periodo vanno registrati sia un calo al 62,5% del
tasso di attività - il rapporto tra forze di lavoro, che comprende occupati
e disoccupati, e la popolazione di riferimento - sia del tasso di
occupazione, sceso lo scorso anno al 57,4%, dal 57,5% del 2003. Il dato,
quindi, è certamente il più basso dal 1993 ma è dovuto in gran parte ad una
discesa della partecipazione al mercato del lavoro e da una minore
propensione alla ricerca attiva di occupazione. In pratica proprio al Sud
dove trovare lavoro resta una scommessa, si preferisce evitare l´estenuante
lotteria della caccia al posto.
E sono soprattutto le donne a farne le spese, abbandonando, mai come
prima, questa affannosa ricerca di un contratto. Per questo, nel Meridione,
si registrano cali sia sul fronte delle forze lavoro (meno 1,7%) sia su
quello degli occupati complessivi (meno 0,4%), con una discesa dal 46,4% al
46,1% del tasso di occupazione. L´Isae sottolinea così la «forte diminuzione
delle donne in cerca di occupazione nel Mezzogiorno», un meno 7,6% «che
induce ad ipotizzare fenomeni di scoraggiamento nella ricerca».
Tra i dati emergono poi le dimensioni del lavoro atipico nel nostro
paese che ha raggiunto ormai i 2,5 milioni di lavoratori, pari all´11% del
totale. Di questi 407 mila sono co.co.co, o come prevede la legge Biagi
"lavoratori a progetto". Anche in questo caso l´identikit del lavoratore
atipico è quello di una donna tra i 15 e i 34 anni, laureata e impiegata per
un anno nel terziario al Nord. Infatti, dal punto di vista territoriale i
rapporti di collaborazione si concentrano al Settentrione con punte nel
Nord-Ovest.
c/
singolare qualunque
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