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Da: AsLO Lazio [mailto:
operaicontrolazio@...]
Inviato: venerdì 8 aprile 2005 20.54
A:
operaicontrolazio@...
Oggetto: Difendere il salario
Noi ci stiamo organizzando per difendere il salario.
Abbiamo fatto tre riunioni fra delegati ed operai delle seguenti fabbriche:
Siemens, Marcegaglia Building, Ansaldo Camozzi, Pirelli (Bollate e Milano)
pompe Gabbioneta, INNSE presse.
La difesa del salario degli operai metalmeccanici non è un problema di
alcuni, ci riguarda tutti. Il contratto nazionale è un’occasione che il
gruppo dirigente sindacale ha già compromesso quando ha elaborato la misera
richiesta salariale dei 105 euro, l’ha fondata sui dati falsi di ISTAT e di
Berlusconi. L’inflazione è stata e sarà nella realtà superiore al 7% l’anno,
hanno chiesto meno della metà di quanto serviva a contenere l’aumento dei
prezzi.
La piattaforma è passata a larghissima maggioranza ma ha votato meno della
metà degli aventi diritto e nelle fabbriche più combattive la percentuale di
NO è arrivata al 40%, e addirittura in qualche fabbrica la maggioranza ha
votato contro.
Non poteva essere diversamente, quando il solito funzionario mette sul
piatto il ricatto: prendere o lasciare, cosa possono rispondere gli operai
disorganizzati senza fiducia nelle proprie forze? Meglio questo di niente.
Ma è ora di farci un’autocritica, fra operai.
“Il meglio questo che niente” ci ha rovinato, a fatica arriviamo alla fine
del mese, si accettano chiusure di fabbriche in cambio dei soliti
ammortizzatori sociali e di qualche briciola di incentivo.
Le 105 euro sono una miseria, ma non finisce qui.
Primo. Sono già diminuite nei fatti, l’aumento della benzina e
del gasolio e poi dei trasporti di fatto ridimensionato la richiesta. Un
sindacato serio ne avrebbe preteso la rivalutazione; ma nessuno ne parla
Secondo. Ad una controparte che giudica quasi irricevibile la
richiesta contrattuale bisognava dare subito un colpo secco. Niente,
indicono uno sciopero per il 15 aprile annacquato in un calderone di
chiacchiere sull’industria Italiana. Nessun ragionamento sulla miseria degli
operai, sui profitti dei padroni, padroni che pur di continuare a tenere
alti i profitti di fronte ad una crisi di sovrapproduzione chiudono
fabbriche intere e sfruttano oltre misura chi rimane.
Terzo. La trattativa finirà al ribasso. Hanno chiesto 105 euro
che siano almeno quelle, né un euro in meno. Sarà difficile se non
interveniamo direttamente, basta vedere chi si siede a trattare: gli uomini
di Pezzotta, gli uomini degli accordi separati; ci saranno anche i Rinaldini
pronti ad ogni sacrificio per l’unità sindacale, tanto i sacrifici li
facciamo noi.
Ci stiamo organizzando per mettere un freno a questa situazione e se non lo
facciamo direttamente nessuno lo farà al nostro posto.
Chiediamo che ogni fabbrica mandi un delegato o si metta direttamente in
collegamento.
Gli operai hanno una sola forza il numero e solo questo può contare,
specialmente oggi che stiamo affrontando un contratto nazionale con una
piattaforma al ribasso e un gruppo dirigente sindacale compromesso.
Il prossimo appuntamento è per martedì 29 marzo 05 alle ore 21.00 in via
Falck, 44 a Sesto san Giovanni
Operai e delegati:
Siemens, Marcegaglia Building, Ansaldo Camozzi, Pirelli (Bollate e Milano)
Pompe Gabbioneta, INNSE presse.
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