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lettera lavoratore argentino   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #326 di 720 |





Mi giunge questa lettera, è un'interpretazione personale ma vale la pena di
rifletterci.


Questa è una lettera di un lavoratore argentino in Italia, rappresentante
sindacale della CGIL di una ditta del Veneto
Saluti a tutti:
Mi chiamo Antonio Zacarias, sono un RSU argentino, lavoro in Permasteelisa
SpA di Vittorio Veneto. Scrivo questi appunti con l'idea e la speranza che
servano per non commettere gli stessi errori che ho commesso io, sarei
felice se queste parole arrivassero al cuore e alla mente di almeno uno di
voi.Provengo da una nazione che negli ultimi 10 anni è passata da un
benessere accettabile ad una miseria insopportabile, a causa di molti
fattori, ma che si riassumono in una frase detta tante volte "riduzione del
costo del lavoro". La conseguenza è stata la perdita dei diritti dei
lavoratori, licenziamenti in massa, livello di disoccupazione al 23%. Si
parlava della "legge del mercato", per un lavoratore come me questo
significava che per strada c'erano altri 200 lavoratori disoccupati che
desideravano il mio posto per dar da mangiare alla propria famiglia e quindi
se il mio capo mi chiedeva di lavorare in collaborazione altre quatt ro ore,
io dovevo dire di sì, la collaborazione significava lavorare gratis. Quando
è nata la mia prima figlia in ospedale non ho pagato nulla, assolutamente
niente, due anni dopo, quando è nato mio figlio l'infermiera mi ha detto:
sua moglie deve fare il cesareo, se vuole l'anestesia deve portarla.

Tutto questo grazie alla libertà di mercato, alle privatizzazioni, alla
riduzione del costo del lavoro.

Mia nonna è pensionata e nel 1990 percepiva 550 dollari di pensione, oggi
percepisce 130 dollari. L'università era gratis, oggi devi pagarla, nel
lontano 1993 il mio stipendio era di 700 dollari, nove anni dopo, guadagnavo
300 dollari.

Nonostante tutto cambiasse in peggio, io non sono mai andato ad una
manifestazione, non ho mai protestato con lo sciopero, sembrava che a me la
cosa non dovesse riguardare, lavoravo in Telecom Arg. pensavo che erano
problemi passeggeri, che protestare non sarebbe servito a niente, che quelli
che lo facevano erano idealisti che non vedevano la realtà.

Quello che non vedeva la realtà ero io.

Il volo Buenos Aires-Roma dura 12 ore, in quelle 12 ore ho avuto
l'opportunità di pensare e provare tante cose, ho pensato a tutto quello che
lasciavo indietro, famiglia, amici, stavo rinunciando a tutta la mia vita,
ero consapevole che non sarebbe più stato lo stesso perchè i miei amici,
sono tre anni che non li vedo, sarò sempre quello che ha abbandonato la
barca, e per gli italiani sarò sempre uno straniero. Due sentimenti mi
presero durante tutto il viaggio, prima la rabbia, tanta rabbia, un odio
profondo, un risentimento profondo non scalfibile contro i politici inutili,
contro i sindacalisti corrotti, poi mi sono sentito tanto stupido, tanto
scemo, tanto inutile e codardo. Come un film ho passato la mia vita e mi
sono reso conto di come mi avevano rubato la mia amiglia, i miei amici, la
mia vita stessa e come io non avessi fatto mai niente per ostacolarlo, non
ho protestato mai, nè manifestazion i, nè mobilitazioni, non ho mai fatto
niente, il mio individualismo, il mio egoismo e le mie paure sono state le
cause di questo sentimento di colpa che invade i miei ricordi.

Oggi nell'anno 2005 in questa Italia che mi ha dato la tranquillità
economica che dà la possibilità ai miei figli di andare tranquilli
all'ospedale, dove ho avuto la possibilità di possedere la mia casa,
incomincio a vedere lo stesso film, le stesse parole, la stessa politica di
governo, ma questa volta la mia condotta non sarà la stessa, Dio mi dà
questa seconda opportunità e ne approfitterò.

Posso fare poco perchè neanche posso votare. Non so se avremo successo, non
sono sicuro di poter cambiare le cose; so che è difficile, so che costa
sacrifici e difficoltà, ma so che devo farlo, non per altre persone, neanche
per la mia famiglia, devo farlo per me stesso per non risentirmi stupido, un
incapace e codardo. Questo è un grido a tutti i lavoratori in Italia:
aiutiamoci, aiutatemi! Fate in modo di non sentirvi più stupidi.

Grazie a tutti. Un metalmeccanico extracomunitario.







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Sab 11 Giu 2005 7:10 am

fabioprincipale
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Inoltra Messaggio #326 di 720 |
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Mi giunge questa lettera, è un'interpretazione personale ma vale la pena di rifletterci. Questa è una lettera di un lavoratore argentino in Italia,...
Fabio Principale
fabioprincipale
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