leggete leggete..che almeno se ne parli a livello nazionale:
da repubblica.it
Negli ultimi cinque giorni tre infortuni sul lavoro L'azienda nega
responsabilità. Vendola: 'Mai più giornate così' Taranto, muore un operaio I
sindacati: 'Fermiamo la strage' Una manifestazione dei lavoratori dell'Ilva
TARANTO - 'Questa strage va fermata' tuona il segretario nazionale della
Fiom Cgil appena saputo dell'infortunio mortale nello stabilimento
siderurgico Ilva di Taranto. Il terzo incidente in cinque giorni. E stavolta
c'è scappato il morto. E' altissima la tensione nello stabilimento dove
stamattina un operaio di 25 anni, Luigi Di Leo, è rimasto vittima di un
incidente sul lavoro. Secondo una ricostruzione fornita dalle organizzazioni
sindacali, l'incidente è avvenuto nel Deposito bramme 1: il giovane aveva
concluso il suo turno di lavoro e stava attraversando il capannone per
recarsi a timbrare per l'uscita, quando si sono scontrati due carri-ponte
che trasportavano bramme. Una trave è caduta da uno dei carri e ha investito
in pieno Di Leo che è morto sul colpo. L'incidente di oggi è il terzo
all'Ilva in cinque giorni: nei precedenti erano rimasti feriti altri due
operai. Il primo ha riportato ustioni di secondo e terzo grado all'addome e
alle gambe, l'altro è rimasto ferito alla gamba destra mentre tagliava un
rotolo di lamiera da otto millimetri. La situazione nello stabilimento che
occupa 12mila persone è allarmante. Con i lavoratori che, in coincidenza con
lo sciopero di 24 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm, hanno occupato
simbolicamente il ponte girevole, bloccando la circolazione dei veicoli per
circa un'ora e mezzo. L'azienda, intanto, nega responsabilità sulla morte
dell'operaio legandola a ' comportamenti individuali non in linea con le
regole interne di sicurezza dell'azienda'. Ma il presidente regionale Nichi
Vendola avverte: 'Qui ci dobbiamo intendere: o ci fermiamo tutti quanti,
oppure difficilmente non solo questi operai ma la Puglia democratica e
civile potrà accertare che altre giornate così luttuose possano ripetersi'.
E anche l'Osservatore Romano usa toni duri: 'Un altro nome nella strage
silenziosa sui luoghi di lavoro attraversati da una inesorabile scia di
sangue. Un'altra famiglia che piange il suo caro. I ripetuti appelli alla
sicurezza, formulati a vari livelli anche istituzionali, sembrano restare,
ancora una volta, sul piano delle mere enunciazioni'.