Droga o no, gli operai sono
con Angelo
di Giuseppe De Vitis
E’
cominciata come era finita la precedente, la settimana per i lavoratori del
Sercok dell’Ilva, il reparto in cui venerdì scorso è rimasto gravemente
ferito il 26enne Angelo Villani, tifoso accanito del Taranto, finito tra gli
ingranaggi dei macchinari che stava provvedendo a pulire appunto in cokeria.
Incidente per cui è stato sottoposto d’urgenza, nella notte tra venerdì e
sabato ad un intervento neurochirurgico, e che si ritrova tuttora in coma
presso il reparto rianimazione del SS. Annunziata. Già al primo turno di questa
mattina si sono tenute assemblee per discutere dell’accaduto ed è passato
subito in secondo piano il fatto che il Villani sia stato trovato in possesso
di alcune dosi di cocaina. Al primo punto è stata messa ancora una volta la sicurezza
interna allo stabilimento e soprattutto in uno dei reparti più a rischio,
tendendo subito a smentire la posizione ufficiale dell’azienda. Il
giovane operaio tarantino, infatti, era impegnato nell’area per la prima
volta ed era senza quello che viene definito l’
“affiancamento” normalmente previsto in questi casi. Il che lascia
riemergere gli annosi problemi legati a sicurezza e formazione di cui si
continua da tempo a parlare, senza però che si trovino soluzioni adeguate.
Questa mattina, in ogni caso, tutti i 40 addetti del reparto Sercok hanno
indetto uno sciopero, comunicandolo regolarmente alla direzione, che ha però
negato l’utilizzo del pulmino aziendale per raggiungere gli spogliatoi
dove avrebbero dovuto cambiarsi per poter svolgere il previsto sit-in davanti
all’ingresso di via Bruno del nosocomio tarantino. Nonostante i circa 5
km a piedi all’interno dello stabilimento, gli operai sono poi giunti
intorno alle 10 e 30 davanti al SS. Annunziata, dove hanno esposto uno
striscione dello stesso tenore di quelli apparsi ieri pomeriggio allo stadio
Iacovone, in occasione della partita del Taranto. “Angelo non mollare, i
tuoi colleghi ti aspettano” recita il sintetico testo
dell’improvvisato striscione. Nel frattempo, mentre il giovane operaio
continua a lottare contro la morte, proseguono le indagini degli organi
inquirenti intervenuti, e sono allo studio ulteriori iniziative di lotta e di
mobilitazione da parte delle organizzazioni sindacali.