Cia siamo. Gl insegnanti insorgono, i sindacati si mobilitano, le
opposizioni si lamentano.
La riforma della scuola, che renderà un po' più colti e preparati gli
studenti - mi pare sia il compito della scuola, questo - viene avversata dai
soliti noti. Eppure adesso vengono sfornate quantità di ragazzi ignoranti,
irrispettosi, mancanti di qualsiasi senso civico e cultura. I docenti
preparati e che amano il loro lavoro vengono guardati come alieni, e i
risultati si vedono. Basta andare un po' per le strade ad assistere al vuoto
totale che alberga nelle menti di troppi giovani, che scambiano la libertà
con l'imbrattare, lo sporcare, l'urlare, il fare violenza.
Quanto dovremo aspettare che teorie d'insegnamento possano cambiare? Forse
il giorno in cui un giovane disadattato ucciderà un insegnate per fare una
bravata? Come il muro di Berlino: solo dopo qualcuno si è accorto che forse,
e solo forse, qualche errore di là l'era. Tra l'altro, hanno provato questi
teorici insegnanti marxisti, a valutare la formazione dove il marxismo è
stato applicato? Hanno forse idea di come la libera espressione fosse
concessa in assemblee e occupazioni scolastiche?
Dal mio punto di vista, questi insegnanti dovrebbero vergognarsi del lavoro
che svolgono in modo così negativo, prima di pretendere di dettare le regole
dell'insegnamento.