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I: operai contro
-----Messaggio originale-----
Da: operai [mailto: operai@...]
Inviato: lunedì 3 luglio 2006 15.49
A: dario.comotti@...
Oggetto: operai contro
__________ Informazione NOD32 1.1488 (20060413) __________
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http://www.nod32.it
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"Fabio Principale" <oaprinci@...>
fabioprincipale
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Anno VIII Numero 248
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SOMMARIO
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3 LUGLIO 2006
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1.ISCRIVITI
ALL'ASLO
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Fotocopiato
ASLO
Associazione per la liberazione degli operai
Scopo
dell’Associazione
è
la liberazione degli operai dalla sottomissione economica, politica e
sociale in cui questa società li costringe.
Gli
operai sono sottoposti ad una moderna forma di schiavitù. Sono
costretti a vendere le loro braccia ad un padrone che per arricchirsi
li consuma nelle fabbriche e nei più disparati luoghi di lavoro.
Vivono una vita a malapena sopportabile finché gli affari del padrone
vanno bene, cadono sotto la soglia di povertà appena una crisi si fa
sentire, perdono il lavoro, vengono licenziati, utilizzati
saltuariamente, supersfruttati, licenziati.
Nelle
fasi di sviluppo economico la loro condizione sembra migliorare, si
propaganda l’idea che ormai gli operai si trovino in una situazione
di graduale ma inarrestabile miglioramento: ma basta una crisi e tutto
torna in discussione, in forse. Ogni piccola conquista viene travolta,
i diritti di cui tanto si parlava cadono uno ad uno sotto i colpi di
nuove leggi e regolamenti. Gli operai si ritrovano a fare i conti con
la dura realtà di essere schiavi moderni.
La
distanza economica e sociale fra gli operai, i produttori diretti a
salario, e i padroni che li impiegano diventa un abisso. Trovarsi al
limite della povertà di fronte alla ricchezza che le classi superiori
possono disporre ed esibire fa della società moderna, la società del
più profondo contrasto fra le classi che la storia abbia prodotto.
Operai
che vi siete resi conto
della
situazione sociale in cui vi trovate a vivere e non siete più
disposti a sopportare oltre, aderite all’Associazione, decidete di
dare, sulla base delle vostre possibilità, un contributo diretto alla
causa dell’emancipazione vostra e degli operai che in ogni parte del
mondo vivono la stessa condizione.
Attraverso
l’Associazione
ogni
operaio si addestra a lottare in quanto operaio, non più individuo
fra individui ma come componente di una classe sociale che si va
ricostituendo in tutto il mondo, la classe degli operai.
L’Associazione
,
nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nel campo della politica, ovunque
sostiene ed organizza la lotta indipendente degli operai contro i
governi dei padroni, contro i padroni al governo.
Attraverso
l’Associazione
ogni
operaio non è più una marionetta nelle mani dei partiti dei ricchi
che lo usano per andare al governo e per ringraziarlo poi con una
legislazione antioperaia fatta a misura degli interessi dei padroni.
L’Associazione
collega
gli
operai di tutti i luoghi di lavoro per la difesa della condizioni
salariali e normative. Una rete per rimettere l’attività sindacale
nelle mani degli operai stessi, per scalzare dalle poltrone dirigenti
e funzionari sindacali che della svendita degli interessi immediati
degli operai ai padroni hanno ricavato privilegi e buone rendite.
Attraverso
L’Associazione
gli
operai si preparano ad attuare un’azione politica indipendente che
punta direttamente alla questione essenziale: chi deve avere il
potere? I padroni o gli operai?
Compagni
che non venite dalle fila operaie aderite all’Associazione, in
questa scelta c’è la consapevolezza che se un rivolgimento radicale
è necessario per rimettere su nuove basi la società, tale
rivolgimento si attuerà solo con la liberazione degli operai dallo
sfruttamento.
Operai
militate nell’Associazione, nessuno ci libererà dalla nostra
condizione di sfruttati se non noi stessi. Associatevi.
Il
giornale dell’Associazione è:
OPERAI
CONTRO
Per
aderire scrivere a: adesioni@...
;
oppure,
operai.contro@...
oppure,
operaicontro@...
oppure
scrivere: Via Falck 44, 20099 Sesto San Giovanni (Mi).
prima
pagina
|
| 2,LA
DIVERSITA' |
Il governo ha approvato «all'unanimità»
il decreto legge per il rifinanziamento di tutte le missioni
militari italiane all'estero.
Leggo sui giornali l'annuncio e
mi chiedo dov'è la diversità in politica estera, tanto
invocata da Rifondazione, del governo Prodi dal governo
Berlusconi. Pecoraro Scanio, neo ministro dell'ambiente, faceva
intendere che ci sarebbero stati tuoni e fulmini da parte della
sinistra-borghese se il governo avesse rifinanziato le missioni
militari italiane. Ora Pecoraro gongola di gioia: sono state
rifinanziate le missioni militari ma i soldati in Afghanistan
diminuiranno e non manderemo aerei. I soldati diminuiranno di
qualche decina e gli aerei italiani non servono. Ci pensano i
B52 USA a ricostruire il paese.
|
| 3.
KABUL |
|
A Kabul B-52 in azione E lo chiamano peacekeeping
Manlio Dinucci
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)
25 giugno 2006
Intervenendo il 20 giugno all'Istituto alti studi per la difesa, il
ministro
Arturo Parisi ha spiegato perché il governo intende continuare il «nostro
impegno» in Afghanistan: qui «la Nato sta mettendo alla prova la sua
stessa
identità, ponendo a disposizione strutture e forze per la costruzione
di un
disegno di ordine e pace gestito dall'Onu». Proprio mentre pronunciava
queste parole, facendo attenzione a non dire mai «guerra», il Comando
centrale Usa comunicava che gli aerei della «coalizione» stavano
effettuando
in Afghanistan 25 «missioni di appoggio all'operazione Enduring Freedom».
Gli attacchi aerei - in media oltre 25 al giorno, più del doppio di
quelli
in Iraq, e in aumento - vengono compiuti non solo con cacciabombardieri
F-15
e F-16. ma con bombardieri pesanti B-52H e B-1B. Per avere un'idea della
loro capacità distruttiva, basti pensare che un B-52H trasporta oltre
31
tonnellate di bombe e missili. Può sganciare 51 bombe a grappolo
Cbu-52,
ciascuna delle quali rilascia 200 bombette antimateriale e antipersona:
ciò
significa che in una sola missione uno di questi bombardieri (gli Usa ne
hanno oltre 90) può sganciare oltre 11mila bombette. Ma questa è solo
parte
del suo carico bellico: ha a bordo anche 30 bombe da 1.000 libbre, 20
missili da crociera e 40 bombe a guida di precisione. Molto maggiore il
carico bellico del B-1B: oltre 300 bombe e missili, tra cui le Mk-84 da
2.000 libbre. Per di più questi bombardieri, nati come i B-52 per
l'attacco
nucleare (gli Usa ne hanno oltre 90), sono supersonici. «Ciò significa
che
possono raggiungere qualsiasi punto dell'Afghanistan in pochi minuti»,
ha
sottolineato un portavoce del Centcom alWashington Post. Quali siano le
conseguenze lo si capisce dal fatto che perfino il presidente Hamid
Karzai
ha «criticato la coalizione a guida Usa, deplorando la morte di
centinaia di
afghani». Quella a cui partecipano anche forze italiane è dunque una
guerra,
condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili. Lo conferma
l'uso
dei bombardieri pesanti.
Questo è il «disegno di ordine e pace» cui partecipa l'Italia. Un
disegno
che, sin dall'inizio, ha avuto ben altri scopi di quelli dichiarati: non
la
liberazione dell'Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e
armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per
conquistare
il potere a Kabul, ma l'occupazione dell'Afghanistan, area di primaria
importanza strategica per gli Stati uniti. Lo dimostrano le basi
permanenti
che hanno qui installato, tra cui quelle aeree di Bagram, Kandahar e
Shindand. A queste basi se ne aggiungeranno probabilmente altre nove.
Per
capire il perché basta guardare la carta geografica: l'Afghanistan è
al
crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In
quest'area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo e tre
grandi
potenze - Cina, Russia e India - la cui forza complessiva sta crescendo
e
influendo sugli assetti globali. Come aveva avvertito il Pentagono nel
rapporto del 30 settembre 2001, «esiste la possibilità che emerga in
Asia un
rivale militare con una formidabile base di risorse». Il recente
vertice
dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai - di cui fanno parte
Cina, Russia e quattro repubbliche centroasiatiche e al quale vuole
aderire
l'Iran - ha confermato agli occhi di Washington tale possibilità.
Da qui la necessità di «pacificare» l'Afghanistan per disporre senza
problemi del suo territorio. Ma, impegnati su troppi fronti, gli Usa non
ce
la fanno. Ecco quindi il coinvolgimento degli alleati, sia come Nato
sotto
paravento Onu, sia direttamente in Enduring Freedom. Comunque, sempre
sotto
il Combined Forces Commande quindi agli ordini di un generale
statunitense.
Parisi però non ha dubbi: «L'Italia è e resta un grande Paese». La
stessa
frase pronunciata dal presidente del consiglio D'Alema nel giugno 1999.
Dopo
che gli aerei italiani avevano bombardato in Iugoslavia gli obiettivi
indicati dal Pentagono.
prima pagina
|
|
4.LE
NUOVE MALATTIE DA LAVORO
|
LE
NUOVE MALATTIE DA LAVORO
Il
27 aprile 2004 è stato emanato un decreto ministeriale che
riscrive l’elenco delle malattie di origine lavorativa o
meglio l’elenco delle malattie per le quali i medici hanno
l’obbligo di effettuare una denuncia al magistrato, qualora
ritengano che dette malattie siano il risultato della nocività
presente in ambiente lavorativo.
Il precedente elenco risaliva al 1973 ed era ormai inadeguato
o meglio incompleto; mancavano ad esempio, molte malattie
frutto dell’aumento spropositato dei ritmi di lavoro nonché
dell’affidamento ai lavoratori di mansioni molto
parcellizzate e quindi molto ripetitive con inevitabili
ritorsioni sull’apparato muscoloscheletrico.
Questo fatto si sta verificando in egual misura in tutti i
paesi altamente industrializzati, provocando oltre
all’incremento di patologie anche l’espulsione precoce
dalle aziende di quei lavoratori che a causa di tali disturbi
risultano non più in grado di rendere la prestazione
lavorativa.
Tutte le malattie incluse in questo elenco devono essere
denunciate all’Organo di Vigilanza nonché all’INAIL.
| GRUPPO 2 - MALATTIE DA AGENTI FISICI |
| |
|
|
|
|
| |
AGENTE |
MALATTIA/E |
CODICE |
| |
|
|
IDENTIFICATIVO |
| 01 |
RUMORE OTOLESIVO |
IPOACUSIA
PERCETTIVA BILATERALE |
I.2.01. |
H83.3 |
| |
|
|
|
|
| 02 |
VIBRAZIONI
MECCANICHE TRASMESSE
AL SISTEMA MANO BRACCIO |
SINDROME
DI RAYNAUD SECONDARIA (ANGIONEUROSI DITA MANI) |
I.2.02. |
I73.0 |
| |
|
OSTEOARTROPATIE
(POLSO, GOMITO, SPALLA) |
I.2.02. |
M19.2 |
| |
|
SINDROME DEL
TUNNEL CARPALE |
I.2.02. |
G56.0 |
| |
|
ALTRE
NEUROPATIE DEGLI ARTI SUPERIORI |
I.2.02. |
G56 |
| |
|
TENDINITI-TENOSINOVITI
MANO-POLSO |
I.2.02. |
M77 |
| |
|
|
|
|
| 03 |
MOVIMENTAZIONE
MANUALE DI CARICHI ESEGUITA |
SPONDILODISCOPATIE
DEL TRATTO LOMBARE |
I.2.03. |
M47.8 |
| |
CON
CONTINUITA'DURANTE IL TURNO LAVORATIVO |
ERNIA DISCALE
LOMBARE |
I.2.03. |
M51.2 |
| |
|
|
|
|
| 04 |
MICROTRAUMI E POSTURE INCONGRUE A CARICO DEGLI
ARTI SUPERIORI PER ATTIVITA' ESEGUITE CON RITMI CONTINUI E
RIPETITIVI PER ALMENO LA META' DEL TEMPO DEL TURNO
LAVORATIVO |
SINDROME
DA SOVRACCARICO |
|
|
| |
BIOMECCANICO DELLA
SPALLA: |
|
|
| |
TENDINITE DEL
SOVRASPINOSO (o tendinite cuffia rotatori) |
I.2.04. |
M75.1 |
| |
TENDINITE
CAPOLUNGO BICIPITE |
I.2.04. |
M75.2 |
| |
TENDINITE
CALCIFICA (MORBO DI DUPLAY) |
I.2.04. |
M75.3 |
| |
BORSITE |
I.2.04. |
M75.5 |
| |
|
|
|
| |
SINDROME
DA SOVRACCARICO |
|
|
| |
BIOMECCANICO DEL
GOMITO: |
|
|
| |
EPICONDILITE |
I.2.04. |
M77.0 |
| |
EPITROCLEITE |
I.2.04. |
M77.1 |
| |
BORSITE
OLECRANICA |
I.2.04. |
M70.2 |
| |
|
|
|
| |
SINDROME
DA SOVRACCARICO |
|
|
| |
BIOMECCANICO
POLSO-MANO: |
|
|
| |
TENDINITI
FLESSORI/ESTENSORI (POLSO-DITA) |
I.2.04. |
M65.8 |
| |
SINDROME
DI DE QUERVAIN |
I.2.04. |
M65.4 |
| |
DITO
A SCATTO |
I.2.04. |
M65.3 |
| |
SINDROME
DEL TUNNEL CARPALE |
I.2.04. |
G56.0 |
| |
|
|
|
| 05 |
MICROTRAUMI
E POSTURE INCONGRUE A CARICO DEL GINOCCHIO PER ATTIVITA'
ESEGUITE CON CONTINUITA' DURANTE IL TURNO LAVORATIVO |
BORSITE |
I.2.05. |
M70.4 |
| |
TENDINOPATIA DEL
QUADRICIPITE FEMORALE |
I.2.05. |
M76.8 |
| |
MENISCOPTIA
DEGENERATIVA |
I.2.05. |
M23.3 |
| |
|
|
|
| 06 |
LAVORI
SUBACQUEI E IN CAMERE IPERBARICHE |
OTOPATIE
BAROTRAUMATICHE |
I.2.06 |
T70.0 |
| |
|
SINUSOPATIE
BAROTRAUMATICHE |
I.2.06. |
T70.1 |
| |
|
EMBOLIE
GASSOSE DA DECOMPRESSIONE |
I.2.06. |
T70.3 |
| |
|
OSTEOARTROPATIE
(MALATTIA DEI CASSONI, |
|
|
| |
|
MALATTIA DEI
PALOMBARI) |
I.2.06. |
M90.3 |
| |
|
|
|
|
| 07 |
RADIAZIONI
IONIZZANTI |
RADIODERMITE |
I.2.07. |
L58 |
| |
|
OPACITA'
DEL CRISTALLINO |
I.2.07. |
H26.9 |
| |
|
ANEMIA
IPORIGENERATIVA |
I.2.07. |
D61.9 |
| |
|
PIASTRINOPENIA |
I.2.07. |
T66 |
| |
|
LEUCOPENIA |
I.2.07. |
D70 |
| |
|
PANCITOPENIA |
I.2.07. |
D69.5 |
| |
|
INFERTILITA'
TEMPORANEA O PERMANENTE MASCHILE |
I.2.07. |
N46 |
| |
|
TUMORI SOLIDI |
I.2.07. |
C80 |
| |
|
TUMORI
DEL SISTEMA EMOLINFOPOIETICO |
I.2.07. |
C96 |
| |
|
|
|
|
| 08 |
RADIAZIONI UV |
CHERATOSI
ATTINICHE |
I.2.08. |
L57.0 |
| |
|
|
|
|
| 09 |
LASER |
LESIONI RETINICHE |
I.2.09. |
H35.9 |
| |
|
LESIONI
DELLA CORNEA |
I.2.09. |
H18.9 |
| |
|
OPACITA'
DEL CRISTALLINO |
I.2.09. |
H26.9 |
| |
|
OPACITA'
DEL CORPO VITREO |
I.2.09. |
H43.3 |
| |
|
|
|
|
| 10 |
RADIAZIONI
INFRAROSSE |
OPACITA' DEL
CRISTALLINO |
I.2.10. |
H26.9 |
| |
|
ERITEMA
PERMANENTE |
I.2.10. |
L59.0 |
| |
|
|
|
|
| 11 |
RADIOFREQUENZE,
MICROONDE |
OPACITA' DEL
CRISTALLINO |
I.2.11. |
H26.9 |
| |
|
INFERTILITA'
MASCHILE TEMPORANEA |
I.2.11. |
N46 |
| |
|
|
|
|
|
|
prima pagina
|
|
5.LA
CONCERTAZIONE
|
|
Prodi : - D'ora in poi la concertazione sarà il metodo che verrà
applicato a tutti i temi più importanti e sarà il modo per "ripartire
insieme" -.
Mentre scattano aumenti per la benzina "fino a 4 centesimi in più al
litro che porterebbe la benzina senza piombo non solo a sfiorare il
nuovo record storico sopra 1,38 euro al litro, ma anche ad avvicinarsi
pericolosamente a quota 1,4 euro, e quelli per luce e gas che da
dopodomani saliranno rispettivamente del 5,8% e del 4,25% con un impatto
di 64 euro in più all'anno per le famiglie, Prodi annuncia che bisogna
ripartire con la concertazione e Guglielmo Epifani afferma che l'analisi
del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa è «corretta» e che «il
quadro macroeconomico presentato è difficilmente discutibile.
La Fiat che fa? Ieri dopo aver reso noto di aver ceduto la Sestrieres
alla società Via Lattea per un valore complessivo di circa 30 milioni di
euro, il suo amministratore delegato afferma che "adesso il marchio
piace" e l'obiettivo e quello di arrivare a 300 mila vetture Lancia e
300 mila Alfa Romeo nel medio termine.
Prodi risponde che la TAV si farà, i sindacati confederali CGIL-FIOM,
CISL-FIM e UIL-UILM siglano un accordo con la Fiat che lega i ridicoli
aumenti (ma non è una novità) agli indicatori di redditività del gruppo
e del settore, alla qualità e alla produttività. La precarietà del
lavoro ovviamente, dipende dalla salute dell'azienda.
La salute dei lavoratori viene lasciata all'appello del Papa:«Serve
maggiore attenzione alle condizioni di sicurezza sul lavoro», ha
affermato il Pontefice, perchè «non abbiano a ripetersi simili
drammatici incidenti».
La salute dell'azienda dipende anche dalle scelte dei consumatori che
dopo aver messo in conto, rispetto all'estate scorsa, circa 6 euro in
più per ogni rifornimento completo di un auto di medio-alta cilindrata,
dovranno pensare a comprare automobili a rate per aiutare la Fiat in
cambio di qualche tumore in più ai polmoni.
Prima pagina
|
|
6.AMIANTO
IN FALCK
|
NUOVA INTERPRETAZIONE DEL
TRIBUNALE DI BERGAMO: AMIANTO IN FALCK FINO AL
1994
Cambia il clima
all’interno del Tribunale di Bergamo – sezione
del lavoro - che ha riconosciuto l’esposizione
all’amianto di sei operai ex Falck durante la
loro attività lavorativa.
Nelle
precedenti sentenze emesse in febbraio, su 11 casi
portati all’attenzione dei giudici per il
mancato riconoscimento da parte dell’Inail di
esposizione all’amianto, solo 5 erano stati
risolti positivamente, gli altri rigettati.
Allora la
motivazione risiedeva in un’interpretazione
restrittiva secondo cui l’amianto in fabbrica
era presente solo fino al 1990. Ciò escludeva di
fatto tutti coloro che avevano iniziato a lavorare
dopo il 1980, poiché era impossibile raggiungere
il tetto dei dieci anni di esposizione richiesti
dalla legge 257/92 per usufruire dei benefici
previdenziali previsti. Veniva così accolto il
parere espresso dalla CONTARP organo tecnico
dell’INAIL secondo il quale a partire dal 1990
non si può più parlare di presenza di amianto in
Falck.
Viceversa le
testimonianze dei lavoratori andavano in
un’altra direzione: l’amianto c’era fino
alla chiusura della fabbrica, avvenuta nel 1995,
come d’altra parte dimostrato anche
dall’attività di bonifica delle aree
certificata dalla ASL di Sesto San Giovanni.
I sei operai che oggi hanno
ottenuto la sentenza positiva dinanzi alla
dott.ssa Troisi erano entrati tutti in fabbrica
dopo il 1980 svolgendo attività di colatori e
refrattaristi all’interno dell’acciaieria.
Secondo la precedente
interpretazione non avrebbero dovuto avere diritto
ai benefici pensionistici.
Invece, infrangendo la
barriera temporale precedentemente posta, a tutti
è stata data la possibilità di rivalutare gli
anni di lavoro svolti secondo criteri che gli
permetteranno di anticipare l’entrata in
pensione, in considerazione dell’attività
pericolosa svolta.
Da notare come, in un caso
la sentenza è arrivata ad ammettere
l’esposizione anche fino al 1994. Anche Bergamo
quindi si allinea all’interpretazione delle
corti di Milano e Monza, dove i giudici hanno
riconoscono da tempo l’esposizione per periodi
superiori alla data del 1990, non ritenendo
dimostrata la dismissione del materiale.
Cinque dei sei operai in
causa con l’Inail non si sono presentati questa
mattina in Tribunale temendo la stessa sorte dei
propri colleghi giudicati in febbraio. Solo uno di
loro era presente perché ha detto “voglio
sentirmelo dire in faccia che non c’era
l’amianto” ed è stato l’unico ad apprendere
in diretta di aver vinto la sua battaglia.
|
|
|
7.LUCA
& GUGLIELMO
|
|
LUCA
& GUGLIELMO
La foto
nella prima pagina dell’inserto economia del sole 24 ore
del 6 giugno, ritrae il leader della Cgil Epifani
ed il presidente della confindustria Luca Cordero di
Montezemolo, che con un sorriso soddisfatto, suggellano in
un abbraccio cameratesco un rinnovato accordo,nella futura
gestione delle questioni sindacali, che si delineano sotto
la guida del “nuovo governo “ di centrosinistra.
D’altra
parte anche il titolo dell’articolo, nel quale il
giornalista fa la cronaca dell’assemblea degli industriali
di Varese, tenutasi il 5giugno è significativo:” Facciamo
ripartire la concertazione”. Ma
nonostante queste rassicuranti premesse l’articolo
riporta, che alcuni passaggi dell’intervento del
segretario generale sono stati apertamente e rumorosamente
contestati, tanto da indurre Epifani a sospendere il suo
intervento. Il dissenso
degli industriali si è manifestato quando Epifani ha
ricordato che” nella storia della Cgil la cultura dei
doveri è sempre stata molto forte”. Il leader del
sindacato ha cercato di calmare gli animi,ricordando che
“furono proprio gli operai che nel 43-45 difesero le
fabbriche dagli invasori”(sic). Ma queste sono date
storiche che appaiono molto lontane nel tempo, e
evidentemente quella parte di piccoli e medi industriali
contestatori capeggiati probabilmente da tal Roberto Maroni,è
rappresentata, da coloro che negli ultimo anni si erano
ulteriormente arricchiti, crogiolandosi nel
marasma dei molteplici contratti atipici che regolano ormai
il mondo del lavoro, e soprattutto, rivendicano
l’importanza e l’utilità della legge Biagi “una
misura che nell’industria ha funzionato….”. Ha
funzionato così bene ,da permettere ad una miriade di
imprese, che occupano un esiguo numero di operai di avere
completa mano libera sui loro dipendenti, poterli licenziare
quando vogliono, nessuna regola sugli orari di lavoro e
soprattutto niente sindacato.
E’
toccato al presidente della confindustria riportare la calma
nell’assemblea, che lo ha fatto dichiarando tra le altre
cose che “al sindacato va dato atto di aver rispettato
negli ultimi anni una tregua sociale firmando accordi
importanti”. Dichiarazioni del genere potrebbero bastare a
farci capire in che senso ha marciato
la Cgil
in questi anni, sotto la
guida prima di Cofferati ed ora di Epifani. Un sindacato che
attraverso sindacalisti corrotti e collaborazionisti, e
militanti sindacali opportunisti, ha sfiancato gli operai
fino a costringerli ad ingoiare contratti con aumenti
miseri, tutti a favore dei padroni , poche lire in cambio di
maggiore flessibilità. Ed infatti dall’assemblea di
Varese Epifani ci fa sapere che bisogna distinguere tra
flessibilità e precarietà,definendo la flessibilità “
un requisito funzionale al modo di produrre e di fare
impresa moderni” Ma gli operai di questo se ne sono resi
conto perfettamente in questi anni pagando caro sulla loro
pelle la
“funzionalità della flessibilità” che li ha resi
sempre più schiavi!! D’altra parte il segretario generale
la legge Biagi non l’ha neanche menzionata, ha preferito
prudentemente e genericamente parlare di una riscrittura
della legislazione sul lavoro.
Al nuovo
Presidente della Banca d’Italia che nella sua prima
relazione ha chiesto nuovi sacrifici agli operai, tra cui
l’innalzamento della età pensionabile, il segretario
della CGIL ha risposto che era prematuro parlarne…… di
fatto lasciando aperta l’ipotesi ad un accordo concertato!
Ormai è
chiaro, dopo le strombazzate
promesse elettorali per avere il consenso degli
operai,”gli amici degli operai” ci ripresentano la
solita minestra riscaldata e irrancidita: più lavoro, meno
garanzie e meno salario.
Toccherà
agli operai e ai loro delegati meno compromessi affrontare
la questione fabbrica per fabbrica assumendosi le proprie
responsabilità, cominciando per esempio dall’integrativo
del Gruppo Fiat e seguendo le trattative in tutte le fasi
per far sentire il fiato sul collo ad Epifani &Co.
.
Giugno 2006
prima pagina
|
|
|
8.
UCCISO DA AMIANTO
|
|
Bologna: ucciso da amianto,
rfi condannata a risarcire 750 mila euro
26/06/2006
Due condanne e due mega risarcimenti nel giro di un mese.
Fioccano le sentenze contro il gruppo Ferrovie, che vede
imputati alcuni suoi ex dirigenti, per le morti da amianto usato
dagli anni Sessanta fino al '92 (quando venne messo al bando per
la sua pericolosita') per coibentare le carrozze alle Officine
grandi riparazioni (Ogr) di via Casarini a Bologna. Rete
ferroviaria italiana Spa (Rfi) dovra' pagare un risarcimento di
751.150 alla moglie e al figlio di Annibale Doninelli, un
operaio elettricista e tecnico addetto alla manutenzione delle
Ogr delle ferrovie di Bologna, morto nel settembre '95 a 45 anni
per un adenocarcinoma del colon che si era sviluppato come
conseguenza dell'esposizione all'amianto durante il lavoro.
prima pagina
|
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9.LE
PREOCCUPAZIONI DI BENEDETTO XVI
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I giornali riportano le crescenti preoccupazioni del
Papa Benedetto XVI : «Di fronte, da una
parte, alla cieca violenza che fa stragi atroci, e
dall'altra, alla minaccia dell'aggravamento della crisi
fattasi da qualche giorno più drammatica - ha detto
all'Angelus - c'è bisogno di giustizia, di serio e
credibile impegno di pace: che, purtroppo, non si vedono».
Ciò che preoccupa sua santità è la cieca violenza, un
modo di chiamare il terrorismo, ma ciò che più ancora
lo preoccupa e l'aggravamento della crisi. Cerco di
capire. Se sua santità avesse denunciato i
bombardamenti USA con i B52 lo avrei capito. I
bombardamenti USA ammazzano donne, uomini, bambini e
vecchi. Ma questo non lo preoccupa. Lo preoccupa la
"cieca violenza" di chi non accetta
l'aggressione. Da bravo tedesco è preoccupato dalla
resistenza. Non denuncia lo stato d'Israele che bombarda
i Palestinesi. Facciano pure. Ciò che lo preoccupa e
l'aggravamento della crisi. Se lo stato d'Israele
bombarda e uccide senza far aggravare la crisi potrebbe
andare. Ma con il pericolo dell'aggravarsi della crisi
bisogna stare attenti. Certe dichiarazioni fatte da
Bush, Prodi o altri le avrei capite. Fatte da Benedetto
XVI mi fanno ridere di rabbia. Mi fanno sperare che la
crisi si aggravi. |
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10.LIBERALIZZAZIONI
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Il
governo Prodi ha scoperto come risanare i conti pubblici
dello stato. Il nodo è la scarsa libertà
economica, i mille vincoli che impediscono alle imprese
di crescere, un mercato del lavoro che protegge chi un
posto ce l'ha a scapito di chi ne è escluso.
La liberalizzazione ha portato a varare il pacchetto
Bersani. Non ci interessa esaminare ora il pacchetto. Ci
interessa solo osservare che non sarà la
liberalizzazione del presso delle corse in Taxi o
puttanate del genere a migliorare le condizioni degli
operai. Il valore del «pacchetto Bersani» non sta
tanto nelle singole misure, (farmacie, notai,
professionisti, class action, tassisti, RC auto, conti
correnti), bensì in una dimostrazione chiara che il
governo è stato appoggiato dal grande capitale e rema
per questo.
A chi toccherà adesso
«Da anni gli stipendi dei dipendenti pubblici sforano
sistematicamente ogni limite prefissato. Nel 2005 sono
aumentati del 4 per cento, cioè il doppio
dell'obiettivo programmatico. Da anni la spesa corrente
delle pubbliche amministrazioni schiva i ripetuti,
multiformi tentativi di porvi un freno»: questo il
giudizio espresso ieri l'altro dalla Corte dei Conti.
«Un'analisi condivisibile» ha commentato il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa.
Per
gli operai le mazzate vanno avanti con la concertazione
con i sindacati
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11.TOMMASO
PADOA-SCHIOPPA
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TOMMASO PADOA SCHIOPPA
Alle volte i curriculum vitae
dicono molto in relazione alla formazione mentale e professionale. Quello di
Padoa-Schioppa è esemplare. Un percorso da grande funzionario della Banca
d'Italia. Un uomo sempre attento a quanto i padroni incassavano. Un fedele
uomo dei padroni. Il governo di centro-sinistra lo ha elevato a ministro
dell'economia. Da ministro continuerà a fare ciò che ha sempre fatto:
servire fedelmente il capitale.
Tommaso Padoa
Schioppa è nato a Belluno nel 1940. Dopo la laurea all'Università Bocconi a
Milano nel 1966, ottiene un master al Massachussetts Institute of Technology (Mit)
nel 1970.
Nel 1968 inizia
la sua carriera alla Banca d'Italia, entrando a lavorare alla sede di Milano.
Nel 1979 è direttore generale per l'economia e gli affari finanziari alla
Commissione Europea e nel 1983 torna a Roma e, con Carlo Azeglio Ciampi alla
guida di Palazzo Koch, assume il ruolo di funzionario generale per la ricerca
economica alla Banca d'Italia. Nel 1984 entra nel direttorio della banca come
vice direttore, con Ciampi governatore, Lamberto Dini direttore generale e
Antonio Fazio vice direttore anche lui. Nel maggio del 1997 lascia la Banca
d'Italia per andare a presiedere la Consob. Dopo un anno, nel giugno del 1998
entra nel consiglio della neonata Banca Centrale Europea dove rimarrà per
sette anni, fino al giugno dello scorso anno.
Tommaso Padoa-Schioppa è convinto che l'aumento delle tasse sia una «via
in parte illusoria» se si vogliono risanare i conti pubblici favorendo
allo stesso tempo la crescita economica: «Ci sono limiti a questa
possibilità perché se si aumentano le tasse per coprire il deficit si
sottraggono risorse all'economia che potrebbero essere più produttive se
lasciate all'economia stessa». Il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa, lo ha detto intervenendo alla conferenza della Ragioneria
generale dello Stato. A suo giudizio, ha ribadito, la via da seguire è
quindi quella di essere «economi nella spesa». Quindi i padroni
continueranno a non pagare tasse, il governo spenderà di meno, ma
chi dovrà pagare il risanamento dei debiti dello stato sono gli operai.
Quindi niente di meglio che un pranzo ministeriale. Il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa incontrerà a pranzo i tre
segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. La riunione fa parte del normale
giro di consultazioni che il governo sta facendo con le parti sociali in
vista della presentazione del Dpef e della manovra bis. A tavola si fanno
gli accordi migliori.
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12.IRAQ
E DEMOCRAZIA USA
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Chi non riconosce il primato degli USA nella
democrazia borghese mente. Sentite l'ultima: Sette marine e un
ufficiale della marina statunitense sono stati rinviati a giudizio
per omicidio, rapimento e associazione a delinquere.I fatti sono
avvenuti nel villaggio di Handania, nell’Iraq settentrionale, il
26 aprile scorso. L’incriminazione è il risultato di una
inchiesta del Pentagono. L’uomo,Hashan Ibrahim, un iracheno di 54
anni disarmato, sarebbe stato trascinato fuori dalla sua casa e
quindi giustiziato dai soldati americani senza alcun motivo. I
militari avrebbero cercato di nascondere ai superiori la dinamica
dell’incidente fingendo di essere stati vittima di un agguato e di
avere ucciso l’uomo per difendersi. Ora qualsiasi governo avrebbe
cercato di nascondere il fatto, gli USA no. Non è democrazia
questa. Il solito malpensante antidemocratico dirà che i marine
saranno assolti, che in Iraq ci sono stati oltre 40 mila morti
ammazzati dall'esercito USA, che gli USA torturano, che i soldati
USA e i 30000 mercenari che hanno assoldato massacrano donne e
bambini. Ma allora vuole fare proprio l'antidemocratico.
22 giugno 2006
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