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I: indulto????........   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #593 di 720 |



ROMA - "Cosa c'entra inserire nell'indulto coloro che hanno commesso
reati di corruzione, concussione, bustarelle varie[1] e hanno rubato i
soldi allo Stato?", tuona il ministro. "Ritengo che sia immorale
l'accordo scellerato che sta avvenendo con il centrodestra. Il
centrosinistra, per raggiungere l'indulto, si vende la dignità di una
coalizione".

"Oltre ad aver sottoscritto il programma dell'Unione, so anche
leggerlo. E invito gli alleati a rileggere la parte in cui c'è scritto
che i provvedimenti di clemenza devono essere fatti solo in
concomitanza con provvedimenti che intervengano sul sistema giudiziario
e carcerario, e che quindi possano essere solo un punto finale di un
processo di ristrutturazione". La polemica sulla proposta di legge per
l'indulto approda in Aula alla Camera, e con queste parole Antonio Di
Pietro risponde agli alleati che lo invitano ad attenersi al programma
dell'Unione che prevede anche il via libera a un provvedimento di
clemenza. Intanto, anche se fa sapere che il suo partito non metterà a
rischio la maggioranza si autosospende dalle attività ministeriali:
"Troppo impegnato in Parlamento". E da Libertà e Giustizia, un
comunicato con una "preghiera laica": "Signori dell'Unione, per favore
non spacciate una porcata per un atto di clemenza".

E alla fine della discussione, Di Pietro si dice "disponibile" a un
indulto che però vada incontro "a chi sta in carcere e non a chi sta
fuori e con l'indulto vuole evitarlo. Il problema non è Previti, sono
le altre persone per le quali non deve valere l'indulto, ad esempio i
cosiddetti 'furbetti del quartierino'". Anche le Coop? "Di tutto, di
più - risponde il ministro ai giornalisti in Transatlantico - perché in
materia di giustizia e ingiustizia non esiste un centrodestra cattivo e
un centrosinistra buono, esiste una maggioranza trasversale che da 15-
20 anni a questa parte si ritrova benissimo quando si tratta di
assicurare l'impunità".

[1] l'indulto per questo tipo di reati serve a circa un centinaio di
persone...Mastella:"Le persone forti non hanno alcuna paura quando
assumono iniziative di clemenza rispetto ad un mondo che ha bisogno di
essere guardato con una dimensione umana"


e questi sono i risultati:
TORINO - Non ci sono soltanto i reati finanziari e quelli di
Tangentopoli. Ci sono anche i caduti sul lavoro. E le malattie
professionali. E i morti da amianto: 3 mila soltanto per gli
stabilimenti Eternit. L'indulto, e ancor di più l'amnistia prossima
ventura, rischiano di mandare in fumo il maxiprocesso che si aprirà
l'anno prossimo a Torino contro i big boss della multinazionale
svizzera: fra questi, il "Berlusconi elvetico" Stephan Schmidheiny, il
fratello Tomas (assistito da Carlo Malinconico, segretario generale di
Palazzo Chigi) e il loro socio belga, barone Louis De Cartier de
Marchienne.

Insieme a una decina di dirigenti e amministratori dei cinque
stabilimenti italiani (Cavagnolo, Casale Monferrato, Reggio Emilia,
Bagnoli e Siracusa), che dal 1906 fino a vent'anni fa hanno avvelenato
la vita a migliaia di lavoratori e cittadini comuni, i tre magnati
devono rispondere di disastro doloso e di un'infinità di omicidi
colposi. Grazie all'indulto, difficilmente finiranno mai in carcere
(anche se condannati a 6 anni, scenderebbero a 3 e otterrebbero
l'affidamento ai servizi sociali, cioè resterebbero a piede libero).

Grazie all'amnistia di 5 anni, annunciata per la ripresa autunnale,
non verserebbero nemmeno un euro alle vittime e ai loro familiari. E
dire che, fino a due settimane fa, i legali degli indagati e delle
parti lese erano a un passo dall'accordo per un cospicuo risarcimento
ai malati e ai parenti dei morti. Poi, in seguito a una strana
telefonata, tutto è sfumato.

"E' accaduto due settimane fa a Lugano", racconta a Repubblica
l'avvocato Sergio Bonetto, che insieme al collega genovese Paolo
Pissarello rappresenta 800 vittime. "Eravamo riuniti col liquidatore
della Bacon, la società che controllava gli stabilimenti italiani della
Eternit. Per tre ore abbiamo discusso, incontrando ampia disponibilità
dei rappresentanti indiretti della famiglia Schmidheiny a riconoscere i
danni e a rifonderli in misura accettabile. Prima d'impegnarsi nero su
bianco, il liquidatore ha chiesto di fare una telefonata ed è uscito.

E' rientrato un'ora e mezza dopo, scuro in volto: "Scusate - ci ha
detto - ma mi hanno appena revocato il mandato. Dicono di avere avuto
la garanzia che entro l'anno arriverà l'amnistia". Non ci è rimasto
altro che alzarci e andarcene. Ora, a settembre, nella riunione
periodica con i malati e i parenti delle vittime, dovremo comunicare la
triste notizia: se passa l'amnistia, nessuno vedrà un soldo di danni".

E l'indulto? "Beh - osserva l'avvocato - la prospettiva di uno sconto
di pena così rilevante anche per reati tanto gravi come l'omicidio
colposo da amianto, che provoca il mesotelioma pleurico, l'asbestosi,
il carcinoma polmonare non solo in chi lavora negli stabilimenti, ma
anche in chi abita nelle vicinanze, è un'ulteriore garanzia di
sostanziale impunità. Se penso alla fatica che abbiamo fatto per
raccogliere le carte che inchiodano l'Eternit, le perizie, le
testimonianze, sfidando il potere di quelle potentissime lobby... E se
penso che, solo a Casale, si scoprono ancor oggi 35-40 nuovi casi di
mesotelioma all'anno...".

L'inchiesta Eternit, coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele
Guariniello, è in dirittura d'arrivo: dovrebbe concludersi, con le
consulenze tecniche e gli studi epidemiologici, entro fine anno. Ma se,
in dibattimento, dovesse cadere l'ipotesi più grave e difficile da
dimostrare - il disastro doloso - le eventuali condanne per gli altri
reati rientrerebbero facilmente nei 3 anni dell'indulto.

Non basta. L'avvocato Bonetto è parte civile anche in un altro
processo, che inizierà a Torino il 7 ottobre: quello a carico degli ex
vertici di Fiat Auto (68 manager e dirigenti, da Paolo Cantarella e
Roberto Testore in giù), rinviati a giudizio per lesioni colpose gravi
o gravissime nei confronti di 187 operai delle carrozzerie Mirafiori.
Il processo mette in discussione l'organizzazione dei ritmi di
produzione, che avrebbero causato nei lavoratori varie "sindromi da
sforzo ripetuto" alle mani, alle spalle e alle braccia. Accuse gravi,
ma punite con pene molto basse, certamente inferiori ai 3 anni
"tagliati" dall'indulto.

Il procuratore Guariniello, che coordina il pool "Salute e sicurezza",
prevede un colpo di spugna pressoché totale di gran parte dei suoi
processi anche per i reati ambientali, per il doping e per la tutela
consumatori. Come quelli a carico delle multinazionali Bayer e Glaxo,
per i presunti danni alla salute provocati da farmaci come il Lipobay e
il Lanoxin. Per questi reati, oggi, in carcere non c'è nessuno. Grazie
all'indulto, non ci entrerà nessuno nemmeno in futuro.







Dom 6 Ago 2006 7:05 pm

fabioprincipale
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Inoltra Messaggio #593 di 720 |
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ROMA - "Cosa c'entra inserire nell'indulto coloro che hanno commesso reati di corruzione, concussione, bustarelle varie[1] e hanno rubato i soldi allo Stato?",...
Fabio Principale
fabioprincipale
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6 Ago 2006
7:06 pm
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