Da:
taranto-request@... [mailto:taranto-request@...] Per conto di osservatoriolegnc (by way of
Alessandro Marescotti <a.marescotti@...>)
Inviato: venerdì 8 settembre 2006
20.05
A: taranto@...
Oggetto: AMIANTO.....PERCHE'?
OSSERVATORIO SULLA LEGALITA’ via Japigia 34 Taranto
Cell. - 3200119260 osservatoriolegnc@...
L’AMIANTO è al bando dal 1992 … norme
estremamente severe lo hanno posto definitivamente fuorilegge.
Da oltre un decennio viviamo nell’emergenza AMIANTO, poiché lo stesso
provoca l’insorgere di “asbestosi e di mesotelioma” tumore
che colpisce i polmoni, con incubazione che dura anche 35-40 anni.
Un decreto del 1994 ha affidato alle Regioni il Censimento Obbligatorio e
Vincolante… A che punto siamo?
Grande è l’attenzione che si vorrebbe prestare ad un problema cui sono
riservati esclusivamente PAROLONI …ma NULLA VIEN FATTO!
Per una corretta bonifica di luoghi e manufatti contenenti amianto occorre
infatti rivolgersi a ditte abilitate alla rimozione, i cui elenchi sono
consultabili presso l’ARPA Agenzia Regionale Prevenzione e
Ambiente.
Tutto giusto, ma… il dramma, quello vero, si vive quotidianamente poiché
tutto ciò che vien prospettato da chi invece dovrebbe urgentemente e seriamente
rimboccarsi le maniche, rimane e si aggira nei meandri della Burocrazia e della
Teoria, del VEDREMOINTERVERREMOFAREMO;
di concreto il solito e scontato “NULLA”.
Basta aggirarsi infatti le periferie cittadine per trovare a bordo strada tra i
soliti enormi cumuli di rifiuti, immancabili manufatti contenenti fibre
d’amianto che con facilità si liberano nell’aria atteso lo stato di
degrado dei manufatti distrutti in più parti... Perché continua ad accadere
ciò?
Chi si ritrova purtroppo a detenere manufatti contenenti amianto, vive il
problema in maniera drammatica, atteso gli elevati costi inerenti
l’intervento di rimozione… motivo “principe” per cui ci
ritroviamo ammassi di rifiuti d‘amianto (tettoie e coperture in
genere serbatoi e componenti vari in eternit) sparsi ovunque tra gli
immancabili cumuli di rifiuti (già di per sé inquinanti) che arricchiscono
indecorosi scenari delle nostre periferie.
L’Osservatorio in più occasioni è intervenuto … riscontrando però
il solito assoluto assordante SILENZIO delle istituzioni… le quali spero
non possono negare di aver ricevuto interventi, segnalazioni e suggerimenti.
Determinati personaggi, appena occupano determinate poltrone… non
ritengono dover accettare consigli e suggerimenti… all’improvviso
si diventa “ONNISCENTI”.
Per l’ennesima volta l’Osservatorio suggerisce che si potrebbe
rimediare “al truce fai da te” tipico di chi ritiene illegalmente
disfarsi dell’amianto coinvolgendo i COMUNI i quali d’intesa con
Province e Regioni hanno l’obbligo di organizzare lo smaltimento in
maniera organica, controllata e capillare.
La maniera certa perché ciò avvenga è innanzitutto quella di procedere alla
Mappatura dell’amianto esistente sul territorio, invitando poi chi è in
possesso di manufatti d’amianto a collaborare “Senza Costi
Aggiuntivi” alla rimozione degli stessi. Chi si ritrova ad effettuare la
sostituzione degli elementi AMIANTO, deve inevitabilmente affrontare il costo
di acquisto e messa in opera di altro materiale sperando di non dover
scoprire tra qualche anno la pericolosità. Giusto e logico che in qualche
maniera gli si debba accordare un aiuto in termini economici dell’operazione
di smontaggio e trasporto a pubblica discarica che in definitiva è quello
che incide maggiormente. Dove il risparmio in termini sociali?
Lo stesso si configura nella certezza di non ritrovarsi ovunque e comunque
rottami di amianto agli angoli delle strade, la cui rimozione non potrà non
ricadere per ovvi motivi che a carico della comunità.
Occorre prendere coscienza che il problema AMIANTO è un problema SOCIALE, non
causato e dunque non voluto dal singolo cittadino che se ne trova in possesso
che per ovvi motivi finisce per divenirne schiavo e che riterrà anche di
disfarsene illegalmente, non potendone affrontare la spesa dello
smaltimento.
Chi l’ha acquistato, utilizzato, non l’ha certo brevettato e
pubblicizzato o commercializzato, chi l’ha fatto, a suo tempo ne ha
tratto enormi benefici e vantaggi, lo STATO da parte sua, lo ha accettato, lo
ha utilizzato.
Solo oggi, dopo la messa al bando, persegue chi lo detiene; il che è causa di
determinati deprecabili per certi versi purtroppo anche comprensibili -
comportamenti, a seguito dei quali la comunità si ritrova a doversi far carico
dello smaltimento a mezzo rimozione dei rifiuti d’amianto dagli angoli
delle strade e del trasporto e stoccaggio in opportune discariche
all’uopo abilitate.
Per evitare illeciti comportamenti di chi costretto a disfarsi
dell’amianto non segue o non riesce a seguire le indicazioni di legge.
Comune Provincia Regione, devono esaminare l’opportunità di
venire incontro ai cittadini... Vittime involontarie quest’ultime di un problema
calato dall’alto, che di certo non potrà essere risolto senza
l’intervento ed impegno delle Istituzioni che hanno l’obbligo di
trovare una soluzione a detta emergenza di carattere sociale, atteso che la
stessa investe l’intera comunità.
il portavoce
Taranto lì,
08.09.06
__________ Informazione NOD32 1.1488 (20060413) __________
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