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Rimedio antismog I
ministri europei dell'ambiente respingono gli emendamenti peggiorativi della
direttiva sull'aria approvati dall'europarlamento |
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Gli euroministri
dell’ambiente riuniti a Lussemburgo hanno respinto alcuni emendamenti
peggiorativi della nuova direttiva sull’aria approvati dal Parlamento
europeo nel settembre scorso. In particolare è stato respinta la modifica che
avrebbe aumentato da 35 a 55 giorni
l’anno la possibilità di superamento del limite giornaliero di PM10
attestato a 50 microgrammi per metro cubo. L’accordo politico sin qui
raggiunto conferma i limiti già esistenti sulla concentrazione nell'aria di
polveri sottili (Pm10) e introduce per la prima volta delle soglie per il
particolato fine (Pm2,5). ''I limiti sono a garanzia della salute dei
cittadini - ha commentato il ministro
dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - per evitare la
tragedia delle migliaia di persone che l'Organizzazione Mondiale della Sanità
ritiene vittime dell'inquinamento dell'aria delle nostre città''. L’accordo prevede inoltre
che tra il 2010 e il 2020 gli Stati membri debbano ridurre del 20% l'esposizione del pubblico alle particelle Pm2,5.
La direttiva prevede un approccio in due tappe: la presenza di Pm2,5 dovrà
essere contenuta o ridotta mirando a un valore-obiettivo di 25 microgrammi
per metro cubo, da raggiungere indicativamente entro il 2010, mentre dal 2015
questa stessa soglia diventerà un valore-limite obbligatorio. “Le polveri super fini si
sono dimostrate le più pericolose perché in grado di raggiungere direttamente
i polmoni con gravi a danno dell'apparato cardiocircolatorio”, ha
commentato Roberto Bertollini, direttore
del Programma speciale salute e ambiente dell'Oms Europa,
giudicando positivamente le anticipazioni della riunione dei ministri Ue. Per il Pm10 la direttiva fissa
invece un valore-limite annuale pari a 40 microgrammi per metro cubo, e un
valore-limite giornaliero pari a 50 microgrammi per metro cubo, che appunto
non potrà essere superato per più di 35 giorni all'anno. Il Consiglio ha
deciso anche di concedere deroghe al rispetto degli obiettivi
riservando alla Commissione la facoltà di giudicare caso per caso e comunque
concedendo un'esenzione di soli tre anni a partire dall'entrata in vigore
della direttiva rispetto ai 6 indicati dall’europarlamento: la deroga
potrà essere concessa solo dietro presentazione - da parte delle autorità
competenti - di un 'piano di rientro' che garantisca il rispetto del valore
limite alla scadenza dei tre anni. Soddisfatta
Legambiente, che ha sottolineato come il Consiglio abbia posto
rimedio alle modifiche negative dell’europarlamento e che auspica che
in seconda lettura Strasburgo non faccia altri colpi di mano. L’associazione
sottolinea però come sia stato però “tradito il limite massimo del 2010
come l'anno dell'aria pulita per tutti, mentre già oggi i limiti
contrastano fortemente con quelle che sono le indicazioni dell'Oms
(soprattutto per quello che riguarda le polveri ultra sottili e cioè il
PM2,5)”. |
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Redazione |
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