Anno VIII Numero 268
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SOMMARIO
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10 DICEMBRE 2006
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1.ISCRIVITI
ALL'ASLO
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Fotocopiato
ASLO
Associazione per la liberazione degli operai
Scopo
dell’Associazione
è
la liberazione degli operai dalla sottomissione economica, politica e
sociale in cui questa società li costringe.
Gli
operai sono sottoposti ad una moderna forma di schiavitù. Sono
costretti a vendere le loro braccia ad un padrone che per arricchirsi
li consuma nelle fabbriche e nei più disparati luoghi di lavoro.
Vivono una vita a malapena sopportabile finché gli affari del padrone
vanno bene, cadono sotto la soglia di povertà appena una crisi si fa
sentire, perdono il lavoro, vengono licenziati, utilizzati
saltuariamente, supersfruttati, licenziati.
Nelle
fasi di sviluppo economico la loro condizione sembra migliorare, si
propaganda l’idea che ormai gli operai si trovino in una situazione
di graduale ma inarrestabile miglioramento: ma basta una crisi e tutto
torna in discussione, in forse. Ogni piccola conquista viene travolta,
i diritti di cui tanto si parlava cadono uno ad uno sotto i colpi di
nuove leggi e regolamenti. Gli operai si ritrovano a fare i conti con
la dura realtà di essere schiavi moderni.
La
distanza economica e sociale fra gli operai, i produttori diretti a
salario, e i padroni che li impiegano diventa un abisso. Trovarsi al
limite della povertà di fronte alla ricchezza che le classi superiori
possono disporre ed esibire fa della società moderna, la società del
più profondo contrasto fra le classi che la storia abbia prodotto.
Operai
che vi siete resi conto
della
situazione sociale in cui vi trovate a vivere e non siete più
disposti a sopportare oltre, aderite all’Associazione, decidete di
dare, sulla base delle vostre possibilità, un contributo diretto alla
causa dell’emancipazione vostra e degli operai che in ogni parte del
mondo vivono la stessa condizione.
Attraverso
l’Associazione
ogni
operaio si addestra a lottare in quanto operaio, non più individuo
fra individui ma come componente di una classe sociale che si va
ricostituendo in tutto il mondo, la classe degli operai.
L’Associazione
,
nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nel campo della politica, ovunque
sostiene ed organizza la lotta indipendente degli operai contro i
governi dei padroni, contro i padroni al governo.
Attraverso
l’Associazione
ogni
operaio non è più una marionetta nelle mani dei partiti dei ricchi
che lo usano per andare al governo e per ringraziarlo poi con una
legislazione antioperaia fatta a misura degli interessi dei padroni.
L’Associazione
collega
gli
operai di tutti i luoghi di lavoro per la difesa della condizioni
salariali e normative. Una rete per rimettere l’attività sindacale
nelle mani degli operai stessi, per scalzare dalle poltrone dirigenti
e funzionari sindacali che della svendita degli interessi immediati
degli operai ai padroni hanno ricavato privilegi e buone rendite.
Attraverso
L’Associazione
gli
operai si preparano ad attuare un’azione politica indipendente che
punta direttamente alla questione essenziale: chi deve avere il
potere? I padroni o gli operai?
Compagni
che non venite dalle fila operaie aderite all’Associazione, in
questa scelta c’è la consapevolezza che se un rivolgimento radicale
è necessario per rimettere su nuove basi la società, tale
rivolgimento si attuerà solo con la liberazione degli operai dallo
sfruttamento.
Operai
militate nell’Associazione, nessuno ci libererà dalla nostra
condizione di sfruttati se non noi stessi. Associatevi.
Il
giornale dell’Associazione è:
OPERAI
CONTRO
Per
aderire scrivere a: adesioni@...
;
oppure,
operai.contro@...
oppure,
operaicontro@...
oppure
scrivere: Via Falck 44, 20099 Sesto San Giovanni (Mi).
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| 2.
OPERAI FIAT |
Dopo 26 anni i segretari generali di
CGIL, CISL e UIL, Epifani, Angeletti, e Bonanni sono
tornati a Mirafiori. Per i dirigenti sindacali
doveva essere la festa che celebrava il sostegno
delle dirigenze sindacali ai governi negli ultimi 26
anni. Non è andata secondo le loro aspettative.
Epifani, Angeletti e Bonanni in tre diverse
assemblee hanno tentato di spiegare la Finanziaria e
perché loro i "rappresentanti" degli
operai sono stati gli unici a non chiamare gli
operai alla protesta. Ma appena hanno toccato il
tasto della previdenza e del TFR un boato di fischi
li ha sommersi. Dagli operai un grido: "questa
non è la finanziaria degli operai", ed
ancora:" non abbiamo governi amici". Poi
alcuni operai hanno zittito i leader con la
rivendicazione: " Le pensioni non si
toccano". Alle presse di Mirafiori un operaio,
assemblea di Angeletti, accusa il sindacato di
essere :" una stampella del governo". La
stragrande maggioranza dei 1500 operai presenti
approva l'accusa e consegna nelle mani di Angeletti
un ordine del giorno contro il silenzio dei
dirigenti sindacali. A Bonanni nel pomeriggio va
peggio ed è costretto a smettere. Un delegato FIOM
afferma: " Quando arrivano i segretari
generali, bisogna mettersi una mano dietro e una
sulla testa perché piovono bastonate sugli
operai". Dopo 26 anni i dirigenti sindacali,
nonostante la loro azione per impedire ogni protesta
degli operai FIAT non ci sono riusciti. Si
avvicina il tempo del sindacalismo operaio.
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| 3.
35 ANNI |
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Dopo le bastonate della Finanziaria, il Governo Prodi e i
sindacati si preparano ad aprire la fase delle riforme. Si intende
sempre sulle spalle degli operai. Tra annunci e smentite la sostanza
della riforma delle pensioni dovrebbe essere quella di allungare il
numero degli anni dopo i quali si può andare in pensione. Oggi sono 35
anni di lavoro. Le storie sono sempre le stesse. La vita media si è
allungata. Non certo per gli operai. 35 anni sono più che sufficienti
per essere logorati e consumati. Forse dopo 35 anni impiegati e
lavoratori vari possono ancora lavorare. Non certo gli operai. 0
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4.
LA SCALA
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Anche quest'anno è arrivato l'8 dicembre. Il giorno della
prima della Scala. Il tempio della musica lirica si è aperto
ancora una volta ai padroni. Più di mille addetti (
operai, impiegati, musicisti, cantanti) per la soddisfazione dei
borghesi e dei loro servitori. Quest'anno ha tenuto banco l'Aida
di Zeffirelli. Un'orgia di costosissimi eccessi scenografici. I
borghesi, i politici, gli amministratori locali, gli attori e le
attrici, insomma tutti i nani e le ballerine di cui si circonda
la borghesia, si sono spelati le mani ad applaudire l'orgia per
13 minuti. La prima della Scala è la festa dei padroni.
Ogni anno il teatro alla Scala riceve intorno ai 30
milioni di euro di sovvenzioni dallo stato. 30 milioni che
servono a sollazzare i borghesi. 30 milioni che vengono
sottratti agli operai. Una volta almeno era l'occasione per dare
voce alle proteste. Quest'anno i " contestatori" erano
una nullità. Per rompere il costoso giocattolo dei padroni
occorre la protesta degli operai che lavorano alla Scala.
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5.
FASSINO HA UN CUORE
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Devo confessarlo i figli dei padroncini non mi sono simpatici.
Fassino, figlio di un padroncino piemontese, ha un aspetto e una voce che non
digerisco. Devo però affermare che anche Fassino parla e ragiona. I poliziotti
sono scesi in piazza contro la Finanziaria di Prodi. Chiedevano soldi.
Finalmente Fassino è intervenuto, si è fatto intervistare, ha spiegato
chiaramente che appoggerà la richiesta dei poliziotti di avere più soldi. Il
nostro prode figlio di padroncino Piemontese ha già presentato un emendamento
alla Finanziaria. Vedete avevo torto anche lui ha un cuore. Di fronte alla
protesta dei poliziotti si è commosso.
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6.
IRAQ
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Anche Bush è costretto ad
ammettere che gli USA in Iraq non stanno vincendo
la guerra. L'unico convinto che in Iraq si sta
svolgendo una missione di pace è il presidente della
repubblica Napolitano. Certo a Bush ci sono voluti
oltre tremila marines morti. L'Italia in confronto
ha avuto molto meno caduti. Ormai non è più il
caso di parlarne i soldati italiani si sono
ufficialmente ritirati. Restano in Iraq
ufficiosamente come addestratori della polizia. I
generali americani ammettono che è meglio che i
marines restino chiusi nei campi trincerati. I
deputati USA chiedono il ritiro al più
presto. I nostri giornalisti televisivi non ci
asfissiano più con le loro menzogne. Mentre in
America continuano a crescere le critiche sulla
guerra in Iraq, da Bagdad rimbalza l'ennesina
notizia di una strage. In una raid aereo americano
sono state uccise 32 persone, tra cui almeno sei
bambini e otto donne. Tutti civili, anche secondo
le autorità locali. Anche il maggiore
di polizia Khedr Hussein ha dovuto ammettere che
sono 32 le persone uccise a Ishaqi, a 90
chilometri a nord di Bagdad. Un altro ufficiale,
il maggiore Amer Alwan, ha detto che un aereo Usa
ha bombardato due case verso l'una di notte (le 23
di giovedì in Italia) e di ritenere che le 32
persone fossero all'interno. Secondo l'ufficiale,
25 corpi sono stati finora estratti dalle macerie:
otto sono donne e sei bambini. Ormai per i marines
ogni Iracheno è un loro nemico.
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7.
ENI E NIGERIA
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I La mattina del 7 dicembre,
«combattenti del Mend hanno attaccato e distrutto
una installazione Agip a Brass, nel Delta del Niger.
Un comunicato del Mend afferma che:" Quest'attacco rientra nel quadro del nostro
obiettivo di far cessare le esportazioni di petrolio
greggio dalla Nigeria». Il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger
(Mend) ha anche sequestrato tre tecnici dell'ENI.
L'ENI da anni estrae petrolio in Nigeria
saccheggiando le ricchezze del popolo nigeriano. Il Mend ha
posto come condizione per la liberazione degli
ostaggi, la scarcerazione di alcune persone detenute
in Nigeria, il pagamento di risarcimenti da parte
delle compagnie straniere e del governo nigeriano, e
la fine di quello che viene definito «il saccheggio
e l'asservimento» a danno della popolazione locale.
«Il nostro prezzo per la cessazione delle ostilità
contro l'industria petrolifera resta l'emancipazione
del Delta del Niger e del suo popolo», afferma il
Mend in una e-mail inviata a mezzi di informazione
nigeriani, sottolineando che «il tempo degli
avvertimenti è finito».
I dirigenti dell'ENI sono sorpresi. L'ENI non
saccheggia. Pensate un pò l'ENI mette a
disposizione della comunità locale anche alcune
strutture sanitarie. Al solito i padroni italiani
vanno all'estero solo per aiutare le popolazioni,
non certo per fare profitti. La storiella è un pò
vecchia.
08 dicembre 2006
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8.
TFR
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| Il Tfr per salvare l'Inps?
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| Raggiunto l'accordo tra Prodi e i
sindacati. Grande occasione per il Paese o l'unico modo
possibile per pagare le pensioni?
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La paura del Tfr
Di: Finanzaworld.it
Hanno trovato l'accordo sul trasferimento del
Tfr.
Se la vostra azienda ha meno di 50 addetti, il Tfr (la
liquidazione, il Trattamento di fine rapporto) resterà
dove si trova, cioé appunto in azienda. Se ne ha 51,
entro il 30 giugno 2007 gli addetti dovranno decidere se
destinarlo all'Inps oppure ai fondi pensione nascenti o
già nati.
Se non decideranno nulla, andranno all'Inps.
Questa valanga di soldi, tutte le liquidazioni dei
dipendenti di aziende oltre i 50 addetti, sono la grande
occasione della finanza italiana che non può andare
sprecata. A Wall Street molto si regge sui fondi
pensione, sulle istituzioni che partecipano e finanziano
l'innovazione e stabilizzano i mercati.
Vedremo presto se la grande occasione verrà colta anche
da noi oppure no.
Corriere.it
Tratto da: Finanzaworld.it
Un futuro da mendicanti
di Beppe Grillo
TFR
significa Trattamento di Fine Rapporto. Sono i soldi che
mettiamo da parte per la nostra vecchiaia. O in caso di
perdita del lavoro. Un investimento per il futuro, per
le emergenze. Un salvagente sempre più
pesante, importante, ogni anno che passa.
Una cosa va chiarita: sono soldi nostri.
Il datore di lavoro li tiene in banca per noi. Non
appartengono allo Stato, non all'azienda, non alle
banche. Se ci rompiamo le balle e ci licenziamo
finiscono dritti dritti sul nostro conto corrente. Se
vogliamo comprare casa possiamo chiederne una parte. Se
ci vengono gli incubi di notte per l'Italia che si
inabissa (con noi sopra) il TFR è un piccolo sollievo.
Una brezza gentile che ci fa riprendere sonno.
L'Inps è ormai una vecchia baldracca
che nessuno paga più. I soldi che le abbiamo dato,
quando era più attraente di adesso (sempre un cesso, ma
almeno più giovane) non li ha più. La dava, li dava, a
tutti. Le pensioni si devono però pagare. Se non si
pagassero in Italia ci sarebbe la Rivoluzione. Altro che
Argentina. Cadrebbero, metaforicamente o meno, molte
teste nei cesti. La valutazione del Governo di
trasferire con destrezza il 50% del TFR all'Inps
è un chiaro segnale al Paese: "Nessuno, se paga le
tasse, è intoccabile". Accompagnato da un'altro:
"L'Inps è fallita". E ancora da un altro:
"Ciò che è dei cittadini è proprietà dello
Stato".
Tutti sanno che le aziende usano in parte il piccolo, o
grande, capitale dei TFR dei dipendenti per finanziarsi.
Non ci nascondiamo dietro a un dito: le banche
finanziano Tronchetti o Benetton, ma non la media
e piccola impresa. E a questa sarà sottratto
il TFR. All'unica parte del Paese che produce ancora
qualcosa. Ma non è meglio dichiarare bancarotta?
Sarebbe più onesto. Un punto fermo e si riparte, invece
di sprofondare in una palude quotidiana fatta di Cimoli
che resiste (ma cosa resiste a fare?), di Tronchetti che
si rafforza e di Benetton che vuole aumentare i pedaggi.
Perchè questa, e non altro, è oggi l'economia
dell'Italia.
Tratto da: Beppegrillo.it |
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9.
FANNULLONI
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| Ora pure fannulloni!
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| A bacchettare gli italiani ci pensa il
presidente della Confindustria Montezemolo: "L'Italia è
una barca in cui una metà rema mentre l'altra è seduta a
poppa e non produce". Grazie Luca, ci mancava solo il tuo
apprezzamento...
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di dellefragilicose
Finalmente, ora il quadro e' piu' chiaro. La strada e'
tracciata e possiamo intraprendere il cammino. Il Signore ha
parlato per bocca del suo messo. Secondo luca cordero di
montezemolo, l'Italia e' "Una barca in cui una metà
rema mentre l'altra è seduta a poppa, ringrazia, non produce
e succhia le ruote di chi rema. Ci sono troppi fannulloni"
mentre la sinistra italiana sarebbe "La Brembo
(fabbrica di freni N. d. R.) della politica italiana"
. Leggendo l'articolo
da cui sono tratte queste dichiarazioni, scopriamo anche che
giuliano armato (quello che come la
befana vien di notte per rubare il sei per mille),
ministro dell'interno di questo governo comunista, pensa
che:"Montezemolo sarebbe un eccellente ministro a cui
affidare l'organizzazione dei nostri apparati. Ha dimostrato
la capacità di capire come funziona una macchina, che non
funzionava quando gli è stata affidata. È stato capace di
mettere insieme nell'organizzazione persone diverse e
trasformarle in una squadra: qualità rara, invidiabile, di
cui ha bisogno lo Stato. È l'inizio di un corteggiamento.
Dopo la Fiat e la Ferrari, chissà... Anche se lui da grande
vuol fare il presidente del Consiglio...". Per
quanto riguarda gli aspetti della trista gioventu' del
presidente di confindustria, presidente della FIAT, presidente
della Ferrari Corse e, a quanto pare futuro presidente del
Consiglio di noi comunisti, veniamo a sapere che correva
"a Vallelunga con una "500 Giannini" e
usava uno pseudonimo, Nerone, per non dire niente ai genitori.
Dopo esserci ripresi dalla commozione per il racconto
commovente sui sacrifici giovanili di luca cordero, proviamo
ad analizzarne qualifiche e curriculum. Prima di tutto il
doppio cognome, che di per se' e' un bel vantaggio, poi la
gestione dell'organizzazione dei mondiali di Italia 90, grande
successone scolpito nel marmo dei fori imperiali a Roma, i
cinque mondiali consecutivi di Shumacher, la presidenza della
FIAT e quella di confindustria. Ho riassunto una biografia
piu' vasta che trovate qui.
Ora, anche voi vi sarete fatti l'idea che luca cordero, avendo
vissuto gli stenti e le fatiche che tutti noi affrontiamo
quotidianamente ed avendo raggiunto il successo partendo dal
nulla, e' perfettamente qualificato per dirci che siamo dei
fannulloni e per insegnarci a campare. Scommetto che mentre
lui si spaccava la schiena alla Columbia University di New
York (senza laurearsi per altro), voi invece studiavate
tranquillamente all'universita' sotto casa e che mentre lui si
come primo lavoro si assumeva la responsabilita' della squadra
corse della Ferrari, voi vi riposavate tranquillamente alla
vostra scrivania di impiegato del catasto.
Che dire oltre? Non vedo l'ora che la
sinistra italiana si svegli e dia mandato a questo eroe del
proletariato di guidare alla vittoria le masse oppresse.
E ora basta cazzeggiare, tutti a lavorare, seguiamo l'esempio
di luca cordero e vediamo di diventare presidenti di qualcosa,
e che cacchio.
Tratto da: dellefragilicose.blogsome.com/ |
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10.
C'E' QUALCOSA CHE NON VA
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News > Libero Blog > Politica
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| Notizia del 9 dicembre 2006 - 12:00 |
| C'è qualcosa che non va
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| Assemblea coi vertici nazionali di
Cgil Cisl e Uil a Mirafiori. E i lavoratori li criticano
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Qualcosa si è rotto
di Andrea Sacchini
Sono convinto che oggi, a Mirafiori, sede
storica della Fiat di Torino, si
sia rotto qualcosa. Nel corso di un'assemblea
sindacale, infatti, sono state rivolte aspre critiche a
Epifani (foto), segretario della Cgil, e Angeletti,
della Uil, intervenuti per illustrare ai lavoratori
riuniti alcuni aspetti della recente finanziaria.
L'ultima volta che a Mirafiori si svolse un incontro tra
lavoratori e rappresentanti nazionali di Cgil Cisl e Uil,
fu 26 anni fa, e in quell'occasione i sindacalisti
ricevettero ben altra accoglienza rispetto a quella
ricevuta oggi.
In sostanza, il motivo principale della contestazione,
si riassume nelle parole rivolte da un lavoratore allo
stesso Epifani: "Guglielmo,
questa non può essere la finanziaria dei lavoratori, il
sindacato deve mantenere un atteggiamento critico e
incalzare il governo anche quando questo è di centro
sinistra".
I sindacati, dei quali francamente oggi è difficile
spiegare il motivo dell'esistenza, sono quelli che
dovrebbero tutelare e farsi portavoce delle istanze dei
propri iscritti - e in generale dei lavoratori - presso
il governo (qualunque esso sia). Sono quelli che
dovrebbero concertare e decidere, assieme agli operai,
le strategie comuni da adottare e far valere ai
rappresentanti dei governi per tutelare il proprio
lavoro.
In pratica i lavoratori chiedono che i sindacati
prendano posizione, contro provvedimenti governativi
ritenuti ingiusti, a prescindere dal colore della
maggioranza di governo. Ha voglia Epifani a tentare di
sdrammatizzare quello che è accaduto oggi con frasi
tipo: "è stata
un'esperienza molto interessante, molto partecipata,
sono emerse le vere preoccupazioni, il paese reale è
questo".
Già, il paese reale è questo: è
quello che è stanco di essere preso per i fondelli.
Il provvedimento sul cambio di destinazione del tfr
(quello che ha provocato la contestazione dei lavoratori
di Mirafiori), inserito nell'ultima finanziaria (sul
quale ho pubblicato
un lungo articolo sul mio sito internet
qualche tempo fa), è stato sostanzialmente avallato dai
sindacati, e questo ha provocato la legittima reazione
dei lavoratori obbligati a subire questo
"scippo" (me compreso) senza potersi opporre.
Insomma qualcosa si è rotto tra il mondo di chi lavora
e i sindacati (il rapporto era in verità già incrinato
da tempo). Speriamo solo che l'episodio accaduto oggi
sia stato un monito che serva a far capire a chi di
dovere che gli interessi e le aspettative di chi campa
con 1000 euro al mese non si possono barattare col
colore politico di un governo.
tratto da: blog
di Andrea Sacchini
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11.
RAI
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| Rai, covo di imparentati
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| Mentre infuria la polemica sulle nomine
politiche, un blogger ci ricorda quanti "figli o qualcos'altro a
di" ci sono nella tv di Stato
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Figli&Figlie d'Italia
Di: Scherzerai
Mi limito a mettere questa lista che ho ricevuto con email e poi
riflettiamo su questa Italia FIGLI ECCELLENTI Tinni Andreatta,
responsabile fiction di Raiuno, figlia dell'ex ministro dc Beniamino.
Natalia Augias, Gr, figlia del giornalista e scrittore Corrado.
Gianfranco Agus, inviato a "La vita in diretta", figlio
dell'attore Gianni. Roberto Averardi, Gr, figlio di Giuseppe, ex
deputato Psdi. Francesca Barzini, Tg3, figlia dello scrittore e
giornalista Luigi junior. Bianca Berlinguer, conduttrice del Tg3,
figlia di Enrico, segretario del Pci. Barbara Boncompagni, autrice,
figlia di Gianni. Claudio Cappon, direttore generale, figlio di
Giorgio, potente ex direttore generale dell'Imi. Antonio De Martino,
Gr, figlio dell'ex ministro socialista Francesco. Fabrizio Del Noce,
Tg1, direttore Raiuno, figlio del filosofo Augusto. Antonio Di Bella,
direttore Tg3, figlio di Franco, ex direttore del "Corriere della
Sera". Claudio Donat-Cattin, capostruttura Raiuno, figlio dell'ex
ministro democristiano Carlo. Jessica Japino, programmista regista di
tutte le edizioni di "Carramba", figlia di Sergio. Giancarlo
Leone, amministratore delegato di Rai Cinema e responsabile della
Divisione Uno, figlio dell'ex presidente della Repubblica Giovanni.
Marina Letta, contrattista a tempo determinato, figlia di Gianni,
sottosegretario alla Presidenza a Palazzo Chigi. Pietro Mancini, Gr,
figlio del socialista Giacomo. Maurizio Martinelli ,Tg2, figlio del
giornalista Roberto. Stefania Pennacchini, Relazioni istituzionali
Rai, figlia di Erminio, ex sottosegretario Dc. Claudia Piga,
Tg1,figlia dell'ex ministro dc, Franco. Francesco Pionati, notista
politico del Tg1, figlio dell'ex sindaco di Avellino, la cui
assunzione, secondo la leggenda, fu decisa durante una partita a carte
di Ciriaco De Mita a Nusco. Alessandra Rauti, redattore del Gr, figlia
di Pino, segretario del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore. Silvia
Ronchey, autrice e conduttrice di programmi, figlia di Alberto, ex
ministro dell'Ulivo ed ex presidente di Rcs. Paolo Ruffini, direttore
Gr, nipote del cardinale e figlio di Attilio, ex deputato e ministro
dc. Sara Scalia, capostruttura di Raidue, figlia della giornalista
Miriam Mafai. Maurizio Scelba, Tg1, figlio di Tanino, ex portavoce del
presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Mariano Squillante,
ex corrispondente da Londra, ora a RaiNews 24, figlio dell'ex giudice
Renato. ù Giovanna Tatò, Raitre, figlia di Tonino, consigliere di
Enrico Berlinguer. Carlotta Tedeschi, Gr, figlia di Mario, senatore
Msi. Daniel Toaff, capostruttura e autore della "Vita in diretta'',
figlio dell 'ex rabbino di Roma, Elio. Stefano Vicario, regista
preferito di Giorgio Panariello, figlio del regista cinematografico
Marco. Stefano Ziantoni, Tg1, figlio dell' ex presidente dc della
Provincia di Roma Violenzio. FIGLI RAI Rossella Alimenti, Tg1, figlia
di Dante, ex vaticanista Rai. Paola Bernabei, Ufficio stampa, figlia
dell'ex direttore generale della Rai, Ettore, proprietario della
società di produzione Lux. Giovanna Botteri, Tg3, figlia di Guido, ex
direttore sede Trieste Rai. Manuela De Luca, conduttrice Tg1, figlia
di Willy, ex direttore generale Rai. Giampiero Di Schiena, Tg1, figlio
di Luca, ex direttore dc del Tg3. Annalisa Guglielmi, sede Rai di
Milano, figlia di Angelo Guglielmi, ex direttore di Raitre. Piero
Marrazzo, conduttore di "Mi manda Raitre'', figlio dello
scomparso giornalista Giò. Simonetta Martellini, Raiuno, figlia di
Nando, storico radiocronista sportivo. Luca Milano, dell' ufficio
contratti, è il figlio di Emanuele, ex direttore Tg1 ed ex vice
direttore generale. Barbara Modesti, Tg1, figlia dell'annunciatrice
Gabriella Farinon e del regista Rai Dore. Monica Petacco,Tg2, figlia
di Arrigo, storico e consulente principe di programmi Rai. Andrea
Rispoli, Raidue, figlio del conduttore Luciano, ex Rai. Fiammetta
Rossi, Tg3, figlia di Nerino, ex direttore del Gr2, ma anche moglie
del potente ex segretario dell'Usigrai, Giorgio Balzoni, oggi
caporedattore al politico del Tg1. Cecilia Valmarana, figlia di Paolo,
uno dei padri del cinema coprodotto dalla Rai ("L'albero degli
zoccoli'' di Ermanno Olmi), segue le orme del papà nella struttura di
RaiCinema. Paolo Zefferi, figlio di Ezio, giornalista e autore di
fortunati approfondimenti, è a Rainews 24. FRATELLI E SORELLE Angela
Buttiglione, direttore dei Servizi Parlamentari, sorella di Rocco,
segretario del Cdu. Nicola Cariglia, sede Rai di Firenze, fratello di
Antonio, ex segretario del Psdi. Silvio Giulietti, telecineoperatore
nella sede Rai di Venezia, fratello di Giuseppe, uomo Rai e Usigrai,
ex responsabile dell'informazione dei Ds. Max Gusberti, vice di
Stefano Munafò a Raifiction, è fratello di Simona, capostruttura di
Raidue. Sandro Marini, Tg3, fratello di Franco, ex segretario del Ppi.
Giampiero Raveggi, capostruttura di Raiuno, fratello dell'ideatore del
programma "Odeon" Emilio Ravel (nome d'arte). Antonio
Sottile, programmista regista di "Linea Verde'', fratello di
Salvo, portavoce di Gianfranco Fini. Maria Zanda, capo della
segreteria di Roberto Zaccaria, è sorella di Luigi, ex responsabile
dell'Agenzia del Giubileo. MOGLI E MARITI Milva Andriolli, sede Rai di
Venezia, è l'ex moglie di Silvio Giulietti, fratello di Giuseppe.
Anna Maria Callini, dirigente alla segreteria di Raidue, è moglie di
Gianfranco Comanducci, vice direttore della Divisione Uno e uomo dei
contratti. Anna Cammarano, vice direttore Teche Rai, moglie di Paolo
Bracco, della famiglia degli industriali farmaceutici. Roberta
Carlotto, direttore Radiotre, moglie dell'ex esponente Pci Alfredo
Reichlin. Sandra Cimarelli, Palinsesto Raidue, moglie di Franco
Modugno, direttore dei Servizi immobiliari Rai. Alda D'Eusanio,
conduttrice, vedova del sociologo del Psi Gianni Statera. Antonella
Del Prino, collaboratrice a "La vita in diretta", moglie del
giornalista Oscar Orefice. Simona Ercolani, autrice di programmi Rai,
moglie del giornalista Fabrizio Rondolino, ex portavoce di Massimo
D'Alema. Paola Ferrari, conduttrice del Tg2, moglie di Marco De
Benedetti. Anna Fraschetti, vice del capo ufficio stampa Bepi Nava, è
moglie di Mario Colangeli, vice direttore Tg3 e sorella di Luciano,
quirinalista Tg3. Giovanna Genovese, compagna di Sergio Silva, padre
della "Piovra'' ora produttore in proprio con contratti blindati
in Rai, è delegata alla produzione. Ginevra Giannetti, consulente Rai
International, è sposata con Altero Matteoli, ministro dell'Ambiente,
An. Giuseppe Grandinetti, Gr, è marito della senatrice verde Loredana
De Petris. Francesca Manuti, produttrice di "Sereno
variabile" di Raidue, moglie di Paolo Carmignani, vicedirettore
Raidue. Lucia Restivo, capo struttura Raidue, è moglie di Sergio
Valzania, direttore Radiodue. Daniela Rosati, ex di Adriano Galliani,
passata in Rai in coincidenza con la separazione, conduce ''Benessere''.
Anna Scalfati, Tg1, conduttrice di programmi, è moglie di Giuseppe
Sangiorgi, membro dell'Authority ed ex portavoce di De Mita. Cristina
Tarantelli, Servizi Parlamentari, è la moglie di Carlo Brienza,
RaiSport. Daniela Vergara, anchorwoman del Tg2, è sposata col
conduttore Luca Giurato. NIPOTI Ferdinando Andreatta, dirigente di
Rai- Way, nipote di Nino. Guido Barendson, conduttore Tg2, nipote di
Maurizio, ideatore di '' Novantesimo minuto''. Aldo Mancino, dirigente
RaiWay e nipote dell'ex presidente del Senato, Nicola. Giuseppe Saccà,
nipote di Agostino, direttore di Raiuno, è nell'orchestra di Paolo
Belli del programma di Raiuno "Torno sabato-La lotteria''.
Adriana Giannuzzi, ufficio Diritti d'autore, cognata dell'ex senatore
ed ex membro del Csm Ernesto Stajano e moglie del vicedirettore della
Divisione Due Luigi Ferrari. Alfonso Marrazzo, Tg2, cugino di Piero.
Marco Ravaglioli, Tg1, marito di Serena Andreotti, figlia di Giulio.
Tommaso Ricci, Tg2, cognato di Angela e Rocco Buttiglione. Carlotta
Riccio, regista, cognata di Claudio Cappon direttore generale Rai.
Luigi Rocchi, dirigente area Business&development, genero di
Biagio Agnes. Laura Terzani,Tg3, nuora di Antonio Ghirelli. AMICI CARI
Bertilla Patruno Ambrosio, responsabile segreteria Raiuno, è nelle
grazie di Roberto Di Russo, ex potente capo del personale. Giorgia
Caruso, conduttrice a Rai International, è sostenuta da Giancarlo
Leone. Laura Cason, Tg1, è apprezzata da Gustavo Selva, deputato di
An. Teresa de Santis, capostruttura Raiuno, molto stimata da Maurizio
Beretta, ex direttore di Raiuno, passato alle Relazioni esterne Fiat.
Loredana Lecciso, compagna di Al Bano, ha esordito come ospite a
"Ci vediamo in tv'', ma ha già al suo attivo due incontri con il
responsabile dell'intrattenimento di Raidue, Azzalini. Marilù
Lucrezio, quella del bigliettino di Mario Landolfi denunciato da Gad
Lerner, oggi al Tg1, è molto apprezzata da Massimo Magliaro,
direttore di Rai International in quota An. Simonetta Martone,
conduttrice e autrice di "Indovina chi viene a cena", già
compagna di Michele Santoro, è attualmente legata a Gregorio Paolini,
l'inventore di "Target'' passato da Mediaset alla Rai. Francesca
Montinaro, scenografa ed ex di Paolini, è stimatissima da Antonio
Maccario, capostruttura di Raiuno. QUI MEDIASET Se la Rai è una
grande famiglia, Mediaset non è da meno. Partendo dai vertici
societari, Giampaolo Letta, figlio di Gianni, è vicepresidente di
Medusa Cinema. Yves Confalonieri, figlio di Fedele, è direttore
generale di Mediadigit. Al Tg5, si va da Lella Confalonieri, nipote di
Fedele, a Pietro Suber, genero di Corrado Augias; da Lucrezia Agnes,
figlia di Biagio, a Donata Scalfari, figlia di Eugenio; da Veronica
Gervaso, figlia di Roberto, a Chiara Geronzi, figlia del banchiere
Cesare. E poi ci sono: Barbara Parodi, moglie di Paolo Mieli;
Giangiacomo Mazzucchelli, figlio di Giovanna Nuvoletti, moglie di
Claudio Petruccioli (Ds); Isabella Josca, figlia dell'ex
corrispondente del "Corriere della Sera" Giuseppe; Eduardo
Orlando, figlio del giornalista Federico; Marina Ricci, sorella di
Rocco e Angela Buttiglione. da Le parentele in Italia 05/10/2003
16.34.59. Daniele.
Tratto da: scherzerai.splinder.com |
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12.
LA FINANZIARIA AUMENTA LE SPESE MILITARI
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| Italia -
14.11.2006 |
| Dodici
miliardi |
| La
finanziaria taglia tutto ma aumenta le spese militari |
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PeaceReporter non ha mai voluto schierarsi politicamente. In
redazione abbiamo idee diverse sulla politica. Ma forse la scelta di
non schierarsi non deriva dal rispetto della pluralità di opinioni
che abbiamo in redazione.
Una idea la abbiamo, siamo contro la guerra. Perchè la abbiamo
vista e ne abbiamo sentito l'odore. Sappiamo cos'è, a differenza
dei nostri politici. Ed è questo a metterci fuori da ogni
schieramento possibile.
Perché, lo abbiamo detto spesso, sulla scelta tra pace e guerra non
c'è distinzione di sorta, tra le nebulose che adesso si chiamano
centrodestra e centrosinistra, e che con la destra e la sinistra in
realtà c'entrano davvero poco.
La nuova Finanziaria, per quanto ce la presentino come rose e fiori,
è di quelle lacrime e sangue. Nuove tasse, nuovi tagli e sempre ai
servizi al cittadino. Meno soldi per le scuole, per la sanità, per
la ricerca scientifica: i pilastri di quella democrazia che bellamente
andiamo esportando in giro per il mondo.
Ma le spese militari aumentano. Lo avevamo scritto prima della
presentazione della legge. Speravamo che strada facendo il governo
accendesse il lume della ragione. Ma ancora una volta ci siamo
illusi. Non solo le nostre cupe previsioni si sono rivelate
realistiche, ma anzi, le spese militari sono addirittura più di
quanto avessimo sinistramente previsto.
Dodici miliardi di euro investiti in quella che il nostro amico
chirurgo Marco Garatti definisce "puzza di sangue e merda":
dodici miliardi di euro investiti nella guerra.
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