Gennaio
amaro in busta paga
Effetto shock dalle tasse locali
Il già esiguo
beneficio del cuneo fiscale svapora del tutto.
A
Roma un operaio perde fino a 200 euro l’anno.
I
calcoli di Cremaschi (Fiom) e il caso Bologna
Antonio Sciotto - manifesto
Effetto governo dell’Unione: buste paga in picchiata. Sarà sgraditissima la sorpresa per molti
lavoratori italiani, tra meno di due settimane, quando andranno a leggere il
netto in busta. Se l’esecutivo, infatti, per difendere la finanziaria
aveva preannunciato aumenti o perlomeno un pareggio, la delusione dei salariati
sarà invece cocente: alcune tipologie di dipendenti - soprattutto i single e chi risiede in città
come Roma - avranno addirittura uno stipendio inferiore a quello di dicembre.
Si calcola ad esempio che nella capitale, a causa soprattutto delle tasse addizionali
locali, si potranno perdere fino a 200 euro l’anno, per
nulla compensate dall’effetto cuneo fiscale (l’abbattimento
di 5 punti delle tasse sul lavoro deciso con la manovra).
L’allarme buste paga è stato lanciato ieri dal
segretario nazionale della Fiom Cgil
Giorgio Cremaschi, che ha elaborato un primo caso esemplare,
quello di un operaio turnista con un terzo livello dei metalmeccanici. Per capirci, il tipico
operaio medio della Fiat di Mirafiori: 20 mila euro lordi l’anno, che
fanno circa 1200 euro netti al mese. Se portiamo questo operaio tipo, ad
esempio a Roma, vedremo che a causa del recente inasprimento tributario deciso
da Regione e Comune, andrà a perdere oltre 200 euro l’anno. Questo perché
l’Irpef comunale è aumentato dell’0,3%, quello regionale dello 0,5%, e in più
bisogna aggiungere lo 0,3% di aumento dei
contributi previdenziali, deciso sempre
in finanziaria per tutti i lavoratori dipendenti: risultato, un aggravio dell’1,1% su
un lordo di 20 mila euro. Fanno poco più di 200 euro in meno, una bella
fregatura.
Le detrazioni del cuneo fiscale compenseranno questa perdita?
Poco o nulla, e comunque il vantaggio sarà di una qualche rilevanza solo per
chi ha notevoli carichi familiari. Come aveva intuito il manifesto con
l’ormai nota copertina «Presi
per il cuneo», e come aveva sottolineato
con una certa chiarezza - unico tra i big del sindacato - Luigi Angeletti della
Uil («il cuneo per i lavoratori è evaporato»), per alcune tipologie di
dipendenti l’effetto cuneo è talmente evanescente e minimale da andare
addirittura in perdita a causa delle addizionali locali. Torniamo
all’operaio-tipo da 20 mila euro annui: Cremaschi calcola che se è
single, con il taglio del cuneo «guadagna» al netto rispetto al 2006 la
cifretta di 75 euro l’anno. Somma spazzata via dai 200 euro di
addizionali locali, e da qui l’effetto shock in busta paga: a gennaio
questo operaio si ritroverà circa 10 euro in meno rispetto al dicembre 2006