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Da:
delfini_erranti@yahoogroups.com [mailto:
delfini_erranti@yahoogroups.com]
Per conto di Peppe Cicala
Inviato: venerdì 26 ottobre 2007 1.02
A: alessandra congedo;
amministratore@...; Antonio Confessore;
delfini_erranti@yahoogroups.com; Egidio Dott. Pignatelli; Federico; Franco
Conte; Gabriella Bonino; Piero Battista; Redazione D.E.; Redazione Delfini
Erranti
Cc: Biagio Ing. De Marzo
Oggetto: [Delfini Erranti] "Un portoghese al Tavolo tecnico"
Ciao a tutti, ho ricevuto l'AUTORIZZAZIONE ad inoltrare e rendere pubblica,
la lettera che il cittadino tarantino, Ing. De Marzo ha inviato al DIRETTORE
de il corriere del giorno, senza avere nemmeno un cenno di risposta. Mi
sembra doveroso diffondere tale lettera considerando che il cittadino
tarantino, Ing. De Marzo era saltato nella cronaca di una faccenda a porte
chiuse anche per la stampa, la quale è stata evidenziata l'incongruenza,
nell'invitare la stessa (e per fare passerella), per poi buttarla fuori.
Chiedo agli amici di EVIDENZIARE nei limiti del possibile, ed a VS
discrezione, la lettera in questione, nei forum, pagine di giornale, siti
web, affinché ci sia anche una memoria storica della nostra Taranto
bistrattata in uno Stato ove ognuno fa un po come cazzo gli pare, (tanto le
leggi glielo consentono, POVERI FALCONE/BORSELLINO e Co). E noi cittadini
non solo a pagarne le spese di tasca nostra ci rimettiamo pure la salute per
dei gaglioffi sulla bocca del mondo.
Chi se la sente di farlo?
A presto e ricordate:
Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama
bugia, è un delinquente.
Peppe Cicala
Biagio De Marzo <
biagiodemarzo@...> ha scritto:
Da: "Biagio De Marzo" <
biagiodemarzo@...>
A: <
copeta@googlegroups.com>
Oggetto: [CoPeTa] Re: Fw: "Un portoghese al Tavolo tecnico"
Data: Thu, 25 Oct 2007 09:09:52 +0200
La ritengo cosa buona e giusta.
BDM
----- Original Message -----
From: Peppe Cicala <mailto:
peppecicala@...>
To: copeta@googlegroups <mailto:
copeta@googlegroups.com> .com
Sent: Thursday, October 25, 2007 12:28 AM
Subject: [CoPeTa] Re: Fw: "Un portoghese al Tavolo tecnico"
Visto che il direttore non si è degnato di pubblicarla, chiedo la SUA
autorizzazione a farla pubblicare, dai nostri amici di Beppe Grillo Taranto
su ultimora del direttore Franco Conte, (noi grillini abbiamo otto pagine a
ns disposizione) Tarantoggi, i siti web tarantovillage e delfini erranti.
Peppe Cicala
Biagio De Marzo <biagiodemarzo@ <mailto:
biagiodemarzo@...> alice.it> ha
scritto:
Carissimi,
anche se è passato tanto tempo, vi inoltro la lettera al Direttore del
Corriere del Giorno sulla "riunione a porte chiuse" del tavolo tecnico, che
non è stata pubblicata, nonostante un educato sollecito.
Tanto perchè si sappia come va il mondo, con il quale siamo abituati a
convivere e qualche volta scappa la pazienza.
Biagio De Marzo
----- Original Message -----
From: Biagio De <mailto:
biagiodemarzo@...> Marzo
To: Biella Dr. <mailto:
direttore@...> Antonio Direttore Corgiorno
Sent: Thursday, October 11, 2007 1:53 AM
Subject: "Un portoghese al Tavolo tecnico"
Egregio Direttore,
senza che ce ne siamo accorti, il "Grande Fratello" si è messo ai cancelli,
ma con i "portoghesi" è dura: sono "portatori sani" del morbo del bene
comune e trovano sempre qualcuno che li aiuta a sgattaiolare dentro lo
stadio, purchè se ne stiano buonini, senza farsi notare e senza infettare
gli altri.
Lei non ha potuto sapere cosa è accaduto il 9 mattino in Prefettura al
"tavolo tecnico per il monitoraggio dello stato di avanzamento dell'Atto di
intesa del 23 ottobre 2006". Per colpa mia, i giornalisti sono stati messi
alla porta e loro, come studenti obbedienti al comando del burbero preside,
sono usciti in silenzio, pur rimurginando tra loro: ma quale segreto di
Stato tratteranno stamane? Il segreto è stato tenuto talmente bene che TV e
giornali hanno riportato solo quello che hanno passato in sala stampa (come
in Irak durante la guerra). Con l'unica eccezione dell'ultimo arrivato tra i
quotidiani locali che ha raccolto anche qualche dichiarazione del "nemico".
Lei, egregio Direttore, mi ha ospitato parecchie volte nella sua rubrica e
spero che lo faccia anche ora. Non sono nelle solite vesti di "ex
siderurgico di lungo corso" ma in quelle di "portoghese", per me in disuso
dall'epoca del glorioso Arsenaltaranto (credo che lei, per questioni
anagrafiche, non l'ha conosciuto). Ebbene si, ho fatto il "portoghese", mi
sono seduto all'esclusivo "tavolo tecnico" ed ho avuto la sfacciataggine di
presentarmi, non tutti mi conoscevano, subito dopo l'introduzione del
prefetto. Ho detto che in quel momento, crepi l'avarizia, avevo in testa il
cappello di 12 organizzazioni ambientaliste (AIL, Associazione sinistra
critica, Centro Giovanile Universitario Jonico, Comitato di Grottaglie,
Comitato di Massafra, Comitato per Taranto, Libera, Movimento di Azione
Cittadina, Osservatorio della legalità, PeaceLink e TarantoViva) e quello di
"consulente tecnico" della UIL (ero seduto a fianco di Pugliese, Sorrentino
e Palombella). Ho fatto un pistolotto, che qualcuno ha definito un piccolo
comizio, forse perchè con una certa enfasi ho detto che da tecnico so bene
che i tecnici talvolta fanno, anche in buona fede, delle vere porcherie che
poi fanno avallare dai politici, a cui non si riesce a porre rimedio. Ed ho
citato come esempio il layout dello stabilimento siderurgico di Taranto,
opera esclusiva dei tecnici, che più volte ho definito il "peccato mortale
originario" che lo Stato, attraverso società interamente controllate, ha
commesso nei riguardi di questa città. Noi ambientalisti, per quel poco che
sappiamo, desideriamo dare il nostro contributo per cercare di evitare che
altri tecnici facciano avallare dai "politici" cose che, rese pubbliche,
rivelano pecche irrimediabili o quasi. Questo è lo spirito con cui abbiamo
prodotto 78 pagine di "Osservazioni" sulla domanda di Autorizzazione
Integrata Ambientale presentata al Ministero dell'ambiente da Ilva. Sappiamo
che uno solo dei titolari del "tavolo tecnico" si oppone alla nostra
presenza: che abbia il coraggio di dirlo ora, di fronte a tutti e di
motivare perchè hanno paura di confrontarsi con gli ambientalisti, coram
populo. Ci ha risposto l'assessore Losappio con una brillante disquisizione
sulla differenza tra il "tavolo politico istituzionale", a cui saremo
invitati, ed il "tavolo tecnico di monitoraggio" da cui restiamo esclusi. Ha
invitato a lasciare la sala giornalisti ed uditori.
Io sono rimasto tranquillamente al mio posto: La classe dirigente tarantina
presente è rimasta silente di fronte al sopruso fatto dall'assessore
regionale Losappio nei confronti dei giornalisti e di semplici cittadini,
che volevano sentire con le proprie orecchie le "meraviglie" che l'Ilva
aveva fatto da marzo a settembre e le altre che si apprestava a fare per
ridurre l'inquinamento atmosferico. L'uditorio ha saputo che il Comune di
Statte ha rinunciato al dono (che qualcuno ad alta voce ha chiamato più
propriamente "polpetta avvelenata") di non ricordo quanti ettari di terreno
da destinare a "parco al berillio"; ha saputo che con l'amianto c'è ancora
da trottare, dopo alcune decine di anni e poi, sorpresa, c'è stata la
solenne consegna agli astanti del documento, da incorniciare, della
richiesta di smaltimento dell'ultimo trasformatore a PCB, che il donatore ha
detto che è già storia industriale. Poi c'è stata la notizia che dopo un
paio di lustri, è stata presentata al Ministero la caratterizzazione,
propedeutica alla bonifica del sito finito. C'è stata poi la minuziosa
indicazione di un centinaio di interventi miracolosi sull'area sporca e a
questo punto, lo confesso, mi sono un pò appisolato, riprendendomi quando ho
sentito chiamare in causa i tecnici. Intorno a quel "tavolo tecnico" gli
unici tecnici forse eravamo io (in qualità di silente ma udente consulente
tecnico della UIL), l'ing. Di Natale dell'ARPA e una giovane ingegnera del
CNR che poverina è venuta, dicono, da Milano per dare un pò di tecnicalità
ai "teli tipo panno Vileda acchiappapolvere" (ho rubato l'immagine all'amico
Marescotti), alti sette piani che l'Ilva assicura che tratterranno il 50 %
delle polveri pesanti emesse dallo stabilimento. Vista la gentilezza della
presentatrice ed ammaliati dalla bella foto a colori formato A3 delle tele,
nessuno degli "abilitati a parlare" se l'è sentita di chiedere come hanno
fatto a stabilire che l'abbattimento sarà del 50 % se non sanno nemmeno
quanta è la polvere che viaggia nell'aere. Poche sagge battute del prof.
Assennato, D.G. di ARPA Puglia, hanno fatto capire, anche a chi non vuole
sentire, che quello della "barriera di tela" sarebbe l'ennesimo pannicello
caldo sul contenimento delle polveri dai parchi primari. Il funzionario Ilva
(forse di recente meritatamente promosso dirigente ma che, ai miei tempi,
operava diligentemente in cokeria di cui non ha dimenticato le durezze) con
voce tremante per l'emozione, ha declamato, nuntio vobis, che il presidente
Emilio Riva ha comunicato agli enti locali che "ILVA provvederà a realizzare
i necessari interventi volti a ridurre le emissioni di diossina
dall'impianto di agglomerazione, così come indicato in detto Piano" (Ndr:
"detto Piano" è il "Piano di adeguamento alle linee guida B.A.T."). Nessuno
degli "abilitati a parlare" se l'è sentita di rompere quell'atmosfera
commovente, per chiedere banalmente di precisare quali sono tali interventi,
visto che "in detto Piano" non ce n'è neanche uno. Poi ho pensato che,
forse, ero l'unico degli astanti, incluso il bravo funzionario Ilva, ad
avere letto "detto Piano", ma non ero "abilitato a parlare". L'unico azzardo
l'ho fatto solo quando il pirotecnico assessore Losappio, tra una battuta e
l'altra, ha insultato il dr. Mazza, primario ematologo dell'ospedale di
Taranto. L'ho rimbeccato a muso duro da solo, senza sapere che alle mie
spalle vegliava l'agente della Digos, come l'Angelo Custode che mi ha
accompagnato nell'infanzia. L'ho saputo solo stamane dall'articolo, sul già
indicato quotidiano ultimo arrivato tra i locali, altrimenti lo avrei
ringraziato pubblicamente dell'aiuto discreto ed efficace, non mi è stato
torto un capello.
Stai a vedere che, senza accorgermene, sono entrato anch'io nel variegato
mondo dell'antipolitica. E che, a settanta anni mi metto a fare il
ragazzino? Poi rifletto che in RAI hanno zittito il Prof. Giovanni Sartori,
e mi lamento io? Ma per favore.
Se ci vorrà sentire ancora, egregio direttore, le racconteremo quelle
benedette "Osservazioni" all'AIA, che per nostra fortuna non è la capitale
dell'Olanda, ma lo strumento di legge che, usato correttamente, permetterà
di ridurre sul serio l'inquinamento ambientale nella nostra città per la
parte che compete all'Ilva. E' un racconto da fare a puntate, perchè anche
la sintesi di 78 pagine necessita di parecchio spazio.
L'ultima notizia sull'AIA di Ilva però gliela racconto subito, altrimenti
che esclusiva è. L'ing. Bruno Agricola, Direttore Generale della Direzione
Salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, a seguito della diffida dei tarantini "ficcanaso
ambientali" (è una definizione di Chomsky), ha dato trenta giorni di tempo
all'Ilva per mettere a disposizione del "pubblico interessato" i documenti
impropriamente dichiarati "riservati" o "secretati". In tal modo le puntate
sull'AIA aumenterebbero, ma il Corriere del Giorno potrebbe offrire un
servizio completo ai suoi affezionati lettori, e chissà, anche a qualche
altro curioso di sapere come stanno le cose lì dentro. Ovviamente la nostra
sarà una "prestazione graziosa", che non vuol dire carina, ma a gratis, come
si conviene ai volontari.
Le saremo grati se ci farà sapere qualcosa.
Con stima e simpatia.
Biagio De Marzo (un cittadino del Comitato per Taranto)
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