BiP BiP Ottobre 2007 numero 116
.Bollettino sindacale dei collettivi FLMU-CUB Telecom, Wind, H3G,
ENSI,Tecnosistemi e aziende collegate.
Rete bucata
Dai dati ufficiali Telecom, pubblicati recentemente anche da alcuni
quotidiani, emerge una situazione della rete telefonica a dir poco
disastrosa. Infatti, nel 2006 a fronte di un obiettivo del 13% il tasso di
malfunzionamento per linea d'accesso è stato del 14,9%, con punte del 18,9%
e con un peggioramento del 10% rispetto al 2005.... Il tasso di
malfunzionamento è il rapporto tra il numero di segnalazioni di guasti
effettivi e il numero medio di linee d'accesso (rtg).
I consuntivi 2006 divisi per territorio sono stati i seguenti: Piemonte/VdA
9,3%, Lombardia 12,1%, Nord Est 10,9%, Centro Nord (Emilia R., Marche,
Umbria) 12,2%, Centro 1 (Toscana, Liguria) 17,3%, Centro (Lazio, Abruzzo,
Molise, Sardegna), 17,2%, Sud 1 (Campania, Basilicata, Puglia) 17,6%, Sud 2
(Calabria, Sicilia) 18,9%. Come si vede ci sono notevoli differenze da
territorio a territorio e per la maggior parte presentano valori molto
elevati. I motivi di questa situazione sono da ricercare negli investimenti
insufficienti (solo 650 milioni di euro quest'anno) rispetto al logoramento
della rete e alle nuove necessità legate alla crescita dell'ADSL.
L'ammodernamento tecnologico è stato modesto ma in particolare per anni c'è
stato l'abbandono della manutenzione preventiva, soprattutto la
pressurizzazione dei cavi in rame con l'azoto. Invece di investire
massicciamente sulle nuove attivazioni ADSL in termini di soldi e uomini
(anche con nuovi arrivi) sarebbe il caso venissero dirottate anche su
ammodernamento e manutenzione altrimenti la rete non funziona e il giochino
si rompe!
Numero Speciale Pensioni – Welfare
(in italiano "Benessere") alle pagine 2, 3 e 4
Visite per
valutare i tecnici
In questi mesi sono state fatte massicce visite mediche ai tecnici di rete
Telecom per l'idoneità alla mansioni a seguito della modifica delle
attività. Un aspetto particolare che pone indubbi interrogativi sono i
risultati che vengono comunicati ai lavoratori con una tabellina contenente
un serie di valutazioni positive o negative su diverse attività: salita
sulle scale, guida automezzi, salita in quota su pali, interventi in
trincea, movimentazione di materiali o attrezzature, turni di presidio,
interventi su impianti di TLC, rapporti con la clientela.
Una simile modalità può servire all'azienda per togliere il lavoratore da
alcune attività e assegnarlo ad altre, mentre in realtà le normative di
legge prevedono una valutazione generale di idoneità alla mansione (di
"tecnico impiegato di rete").
Siti: www.flmutim.it - www.cub.it
Milano, v.le Lombardia 20 tel. 02-70631804 fax 02-70602409 email:
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Venezia-Mestre, Mestre - via Camporese 118/93 tel. 333-4994848 041-4312250
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010-2541335 email:
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055/3200938 email:
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flmucub.bologna@...
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flmuniti@...,
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090-6515293 email: <mailto:
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flmu.messina@...., Torino, Corso Marconi 34 Tel./fax 011/655897
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cubtelefonici@....
BiP BiP ________________ _ _ _ Ottobre 2007_ pagina 2
Speciale Pensioni - Welfare
PER VOI GIOVANI!!!!
Da oltre 15 anni l'azione dei governi, supportata dai sindacati confederali,
è tutta proiettata verso le nuove generazioni:
- nel 1992 fu abolita l'Indennità di contingenza (aumento periodico
automatico delle retribuzioni all'aumentare del costo della vita) e
sostituita con la "concertazione", ovvero aumento del poter sindacale
conseguente all'ammorbidimento delle rivendicazioni.
In ogni programma televisivo ove compaiono sempre più spesso i sindacalisti
confederali si lamentano dei bassi salari e delle troppe tasse sul lavoro.
Ai loro lamenti si sono addirittura uniti quelli di Montezemolo come se gli
accordi li firmassero altri, come se l'attacco al salario di anzianità,
scatti e livelli, che fu alla base della "concertazione" non fosse stato
pattuito tra CONFINDUSTRIA e confederali allo scopo di abbassare il costo
del lavoro cioè per impedire ai più giovani di avere lo tesso salario dei
Lavoratori anziani.
- nel gennaio 1995 entra in vigore la legge Dini che sostituisce il sistema
di calcolo delle pensioni da retributivo (esempio: 2% annuo di rendimento e
dopo 35 anni si ha il 70% delle ultime retribuzioni) col sistema
contributivo a capitalizzazione dove il " tasso di interesse" è la media
quinquennale del Prodotto interno lordo. La riforma inizia ad avere i suoi
effetti, parziali, con gli assunti nel 1978 ed entra a pieno regime con gli
assunti nel 1996.
Di per sé questa riforma non è né buona né cattiva: lega l'andamento delle
future pensioni allo sviluppo (PIL) sul quale la volontà del Lavoratori
incide poco e quella dei Governi tanto.
Il vero imbroglio e la finta capitalizzazione. Infatti il sistema rimane
vincolato all'ammontare dei contributi versati ogni anno dai Lavoratori
attivi per pagare quelli in pensione: il cosiddetto "sistema a ripartizione
". In parole povere, si fa finta di accumulare i contributi e capitalizzarli
ma in realtà si distribuisce ciò che si ha in cassa. Pertanto è vitale anche
per i Pensionati che non ci sia Lavoro precario, finti Part-time e lavoro
nero. Se non arrivano i contributi non si va in pensione!
- tra il 1997ed il 2000 arriva un'orgia di leggi e decreti del
centrosinistra (Treu, Amato,Salvi) che spalancano le porte al precariato la
cui legislazione era ferma dal dopoguerra. Saranno leciti l'utilizzo
flessibile dei Part-time ed il lavoro straordinario degli stessi, rendendo
impossibile ogni controllo da parte degli Ispettorati del lavoro. Così si
incrementa il Lavoro semi-legale: ti assumo e ti assicuro per 3 o 4 ore ma
in realtà ne fai 8 o IO e maturi la metà dei diritti su stipendio, TFR e
pensione. Viene per la prima volta in Italia legalizzata la compravendita di
manodopera (lavoro interinale) che era considerata un reato fino dal 1949.
- nel 2003 viene dal centrodestra varata la cosi detta legge Biagi che
completa il quadro facilitando tra l'altro il licenziamento dei Lavoratori
con la cessione di "rami d'azienda" che rami non sono. E poiché ad ogni
riduzione di personale le azioni aumentano di valore le grandi aziende
quotate in borsa si lanciano nei tagli più sconsiderati privandosi spesso di
personale necessario.
- nel 2006 arriva l'attuazione da parte del centrosinistra della
legge-scippo del TFR varata dal centrodestra e opportunamente rinviata al
centrosinistra, a insieme allo "scalone Maroni" perché a ridosso delle
elezioni. Ma qui il sindacato confederale incassa una sonora sconfitta.
Nemmeno i suoi fedelissimi affidano la liquidazione ai fondi pensione,
gestiti da banche con la presenza figurativa dei Confederali, vista la
"trasparenza" e l'onestà del sistema finanziario.
Il rischio di non ritrovarci una lira è serio, infatti se fossero onesti
avrebbero introdotto una qualche clausola di salvaguardia e non avrebbero
preteso scelte irrevocabili a senso unico. Ad esempio se il rendimento lordo
dei Fondi nei primi 3 anni non fosse almeno uguale al rendimento del TFR
presso l'INPS o presso le aziende si dovrebbe poter uscire senza
penalizzazioni e cambiare la propria scelta. E' proprio la mancanza di tali
garanzie che dà la certezza dello scippo.
- nel luglio 2007 viene siglato l'ennesimo storico accordo che sottoposto a
referendum (partecipano circa 5 milioni di persone tra Lavoratori attivi e
Pensionati su un totale di oltre 30 milioni) passa a stragrande maggioranza
specialmente di chi non lo conosce.
I sacrosanti aumenti delle Pensioni più basse, gli scalini dello scalone, i
lavori usuranti che sono certo di più di quelli preventivati nell’accordo,
li pagheranno i più giovani cioè tutti coloro che sono stati assunti dal
1978 in poi, perché rientrano anche parzialmente nel sistema contributivo e
avranno pensioni più basse a causa della variazione dei Coefficienti di
trasformazione allegati all'ultima parte dell'accordo.
Mentre nel precedente referendum del 1996 per far passare la legge Dini i
Confederali garantivano la percentuale di pensione sull'ultimo salario
superiore al 70% adesso garantiscono forse il 60%. Un bel miglioramento!
(continua a pagina 3)
BiP BiP _____ ______ _____ _ __ Ottobre 2007 _ pagina 3
Speciale Pensioni - Welfare
(prosegue da pagina 2) - In cambio si danno benefici fasulli come la
"totalizzazione dei contributi" scontata in un sistema che prevede da 1Oanni
l'omogeneità dei contributi e dei trattamenti. Poi si aumentano i contributi
a carico dei precari,ovviamente nel loro interesse. Per gli ex appartenenti
ai Fondi speciali e previsto un ulteriore contributo di solidarietà poiché
ricevono tuttora un trattamento migliore che nell'INPS. Per quanto riguarda
i Telefonici c'è da ricordare che il nostro ex Fondo è morto con un
considerevole attivo incamerato giustamente dall'INPS come degli altri ha
incamerato le perdite ma c'è da scommettere che pagheremo ugualmente anche
noi.
Per tentare di invertire la rotta della barca sindacale che ormai fa acqua
da tutte le parti la prima cosa da fare è scendere. Smettere di finanziare
chi ci ha rovinato e continua a farlo e battersi per una nuova legge sulla
rappresentanza che dia ai Delegati dei Lavoratori la titolarità della
contrattazione. Marco
Welfare, ovvero come ti convinco ad aderire ai fondi pensionistici
integrativi
L’accordo del 23 Luglio condiviso tra governo e parti sociali ha come scopo
prioritario quello di voler smantellare la previdenza pubblica, agevolare il
lavoro sommerso e rendere ancora più basse le pensioni dei lavoratori. Con
la decontribuzione dello straordinario è stata introdotta una nuova
tipologia di lavoro che nessun peggior governo ha mai approvato con
l’avvallo dei sindacati confederali.
Di fatto viene data la possibilità alle aziende di assumere, senza limiti,
personale a PART-TIME al quale a proprio piacimento far fare dello
straordinario, per il quale non verrà versato alcun contributo
previdenziale. Il risultato è quello di indebolire ancora di più le casse
dell’INPS che si vedrà costretta (tramite anche la revisione al ribasso dei
coefficienti di trasformazione) a diminuire gli importi pensionistici.
L’effetto sarà quindi che un lavoratore assunto a tempo parziale (ad esempio
a 4 ore giornaliere) ma che per sua fortuna gli venga concesso di effettuare
ore di straordinario andrà in pensione, magari dopo 40 anni di attività, con
il sistema contributivo relativo alle sole ore lavorate da contratto. La
pensione sarà così bassa da essere paragonata a quella minima sociale, ed è
evidente che a queste condizioni ci saranno sempre più lavoratori che
operano per un’attività a nero in quanto non è più conveniente versare
contributi e tasse. Per tutti quei lavoratori più fortunati che hanno la
possibilità di una occupazione a tempo pieno la situazione non sarà comunque
molto migliore, in quanto con questa nuova riforma si parla già di andare in
pensione con il 60/65 % dell’ultima retribuzione.
Dai risultati sull’adesione dei lavoratori al passaggio del TFR nei fondi
pensionistici integrativi, che ha visto una percentuale bassissima, le
società impegnate nella gestione di ingenti quantità di denaro (Banche,
Assicurazioni e Sindacati confederali) si stanno trovando in enorme
difficoltà per la loro costituzione. E così il gioco è fatto !
indirettamente anche se non è stato reso obbligatorio il passaggio del TFR
ai fondi pensionistici integrativi, di fatto i lavoratori (convinti in
maniera democratica…..) si vedranno costretti ad aderivi in quanto le loro
pensioni non consentiranno un tenore di vita sufficientemente accettabile.
Poldo
PRECARIATO: predicare bene, razzolare MALISSIMO!
In occasione dello sciopero di Cgil-Cisl-Uil del 26 ottobre scorso nel
pubblico impiego, sono riecheggiate le affermazioni dei segretari
confederali contro la precarietà, proclami che però fanno letteralmente a
cazzotti con l'operato degli stessi anche nel recente accordo sul welfare,
dove potevano far pesare, nei confronti del governo in carica, le sue
promesse elettorali per poter spuntare veri interventi contro la precarietà.
Invece "nulla è stato ottenuto" anzi, un peggioramento per i lavoratori a
termine(!); come se non bastasse, dopo che il governo aveva autonomamente
migliorato alcuni aspetti (lavori usuranti e minor aggravio sui lavoratori a
termine) che "in teoria" andavano loro incontro, hanno fatto voce comune
agli industriali per mantenere il vecchio testo, ma "E' SEMPLICEMENTE
ASSURDO!!!" Ormai è arrivata l'ora che i lavoratori aprino gli occhi e
tolgano l'appoggio politico ed economico a questi sindacati che dimostrano
di tutelare ben altri interessi che non quelli dei lavoratori!!!
BiP BiP Ottobre 2007 _ pagina 4
Speciale Pensioni - Welfare
I punti caldi dell'accordo del 23 luglio
1. 5 ANNI IN PIU’: rispetto all’attuale normativa(L. Dini), a tutti coloro
che anno una età anagrafica compresa tra 18 e 54 anni, viene aumentata di 5
anni (da 57 a 61) l’età per avere il diritto alla pensione (con minimo 36
anni di contribuzione). Nel caso in cui al compimento del 61° anno di età il
lavoratore non ha 36 anni di contribuzione (es. a causa di precariato,
discontinuità lavorativa, ecc..), potrà andare in pensione negli anni
successivi solo quando avrà raggiunto il requisito minimo obbligatorio di 35
anni di contribuzione, oppure a 65 anni di età anagrafica.
2. PENSIONE TAGLIATA del 10-15%: per calcolare l’assegno mensile della
pensione, tutti i contributi versati all’INPS dal lavoratore vengono
moltiplicati con un numero fisso detto "Coefficiente di trasformazione".
L’accordo firmato da CGIL,CISL e UIL fa diminuire dal 2010 il valore dei
Coefficienti di circa il 6-8%, ed è stabilito anche che il Governo
autonomamente potrà diminuire (ogni 3 anni) ulteriormente i coefficienti. Il
risultato sarà pensioni più basse del 10-15%. (simulazione con sistema
contributivo: stipendio medio mensile 1.000 Euro, 35 anni di contributi,
assegno lordo mensile di pensione: con l’attuale normativa 726 Euro a 57
anni di età, con la nuova normativa 783 Euro a 62 anni di età. Di fatto si
lavora gratis 5 anni in più!)
3. AUMENTO DEI CONTRIBUTI: dal 2011 se i conti INPS non saranno in regola
verranno aumentati i contributi a carico dei lavoratori mediante un prelievo
aggiuntivo annuale dalla busta paga dello 0,09%.
4. CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’: per pagare una parte delle pensioni di coloro
che potranno andare in pensione grazie alla riduzione dello "scalone" a
"scalino", ai lavoratori ed ai pensionati degli ex Fondi Speciali (quindi
anche i lavoratori e pensionati Telecom, Enel, Trasporti, ecc…), verrà tolto
dalla busta paga un "Contributo di solidarietà". (le stime parlano in media
di circa 1.400 euro a persona, con modalità e tempi ancora da stabilire).
5. AUMENTO DEL PRECARIATO: aumento del lavoro precario con la possibilità di
rinnovare i contratti a termine oltre i 36 mesi con accordo sindacale. Di
fatto le aziende saranno incentivate a stipulare contratti precari, facendo
diminuire le trasformazioni e le assunzioni con contratti fissi. Ciò
potrebbe anche limitare le vittorie nelle cause di lavoro intraprese dai
precari iper-sfruttati.
6. PIU’ STRAORDINARIO: Decontribuzione dello straordinario (tolti i
contributi aggiuntivi INPS) che costerà più o meno come il lavoro normale,
rendendo gli straordinari meno costosi dell’assunzione di lavoratori o del
passaggio da part-time a full-time con un impatto negativo sull’INPS.
7. PREMIO DI PRODUZIONE ridotto: le imprese e i lavoratori dovranno pagare i
contributi INPS anche sul Premio, con addebito in busta paga. Ciò porterà ad
una riduzione dell’importo riscosso e pertanto come "contentino", solo per
il 2008, è prevista una parziale riduzione delle tasse e solo fino al 2010
la restituzione al lavoratore dei contributi INPS versati. Le aziende
avranno uno sconto sui contributi versati. Ciò incentiverà le aziende a
spostare risorse dal contratto nazionale ovvero dalla paga base al salario
aziendale, meno sicuro nella erogazione e che con questo accordo ha costi
minori, con ulteriore affossamento dei conti dell'INPS.
8. LAVORI USURANTI: presa in giro per i lavoratori che svolgono attività
usuranti in quanto è previsto uno sconto di 3 anni per poter andare in
pensione che riguarda pochi lavoratori su milioni. I nuovi requisiti sono
peggiorativi rispetto a quelli del passato, infatti, per avere diritto allo
sconto si deve aver fatto lavori usuranti almeno per 17 anni!
9. CONTRIUBUZIONE FIGURATIVA: CGIL,CISL e UIL hanno affermato che con i
contributi figurativi si risolve un problema legato al precariato, cioè
quello di poter comunque raggiungere l’età pensionabile anche con periodi
più o meno lunghi di disoccupazione o discontinuità lavorativa. I contributi
figurativi assegnati al lavoratore nei periodi in cui percepisce l’indennità
di disoccupazione o malattia, servono solo per aumentare (poco) l’importo
della pensione, ma non servono per raggiungere il diritto alla pensione.
Pertanto se un lavoratore a causa di lavori precari accumula in tutta la
vita lavorativa più di 5 anni di contributi figurativi potrebbe non avere il
diritto alla pensione di vecchiaia. Di fatto con i contratti precari
previsti dalla Legge Biagi avvallati ed inseriti nei Contratti da
Cgil-Cisl-Uil i lavoratori saranno condannati a lavorare fino a 65 anni!
10. INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE, per i PRECARI non cambia nulla:
l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti viene erogata per max 6
mesi all’anno per max 2 anni (6mesi nel 1° anno e 6 mesi nel 2° anno). Con
la nuova riforma i periodi di erogazione rimangono gli stessi del passato!!
Se nei 2 anni in cui il disoccupato percepisce l’indennità non trova un
nuovo lavoro subordinato di durata minima di 78 giorni, perde per gli anni
successivi il diritto alla indennità di disoccupazione e non avrà la neppure
la contribuzione figurativa. Di fatto i lavoratori saranno senza alcun
sostegno continuativo nel tempo e con la prospettiva di una pensione molto
bassa!
Prode Anselmo
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Stampato in proprio in Via Galliano 107 (Fi), questo numero è stato chiuso
il 24 ottobre 2007
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