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CLORO ROSSO (RICEVO E INOLTRO)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #709 di 720 |
Nell'aria di Taranto c'è un "Cloro Rosso" che non inquina
Il cloro (dal greco chloros, "verde pallido"), è l'lelemento chimico
della tavola periodica con numero atomico 17 e simbolo Cl. E' un
alogeno, dal colore verde giallastro, due volte e mezzo più pesante
dell'aria, ha un odore soffocante estremamente sgradevole ed è molto
velenoso. Quello che invece si trova non solo nell'aria, ma anche
nella realtà della nostra città da poco più di un mese, del gas
chimico ha solo il nome. Ha un colore diverso (rosso fiammante), non
è soffocante, né sgradevole né velenoso. Non è costituito da
particelle gassose invisibili e inquinanti che respiriamo
coscientemente ogni giorno, ma da ragazzi e ragazze che hanno
occupato l'edificio che ospitava l'ex scuola media Martellotta, nella
notte tra l'8 e il 9 marzo scorso. Non è una sede distaccata
dell'Ilva o delle raffinerie dell'Eni (come qualcuno potrebbe pensare
ingannato dalla presenza del gas chimico che dà il nome alla
struttura), ma è un centro sociale occupato autogestito (C.S.O.A):
ovvero uno spazio di aggregazione e di proposta di attività culturali
e politiche che viene gestito in maniera comunitaria e collettiva,
permettendo a chi partecipa alle iniziative di esserne al tempo
stesso promotore e organizzatore. Al contrario dei centri sociali di
organizzazioni, enti o partiti, un centro sociale si caratterizza per
una gestione informale degli spazi e delle risorse, senza una precisa
divisione tra "utenti" e "organizzatori". Le decisioni ufficiali
vengono prese da un'assemblea o un collettivo a cui tutti coloro che
frequentano il luogo possono prendere parte, attraverso dinamiche
vicine al metodo del consenso più che delle votazioni a maggioranza.
Insomma, una vera e propria oasi giovanile nella nostra città.
L'intento del centro sociale, che fa capo all'associazione culturale
di volontariato Eskerra coadiuvata da tantissimi ragazzi che hanno
preso parte all'occupazione con entusiasmo e voglia di fare, è quello
di costruire una sorta di casa del popolo, con il chiaro scopo di
promuovere gli ideali dell'anti-razzismo e dell'uguaglianza sociale,
cercando di dare una mano ai ragazzi più bisognosi, tramite attività
in corso di allestimento e che il centro sociale inaugurerà di qui a
breve. Gli obiettivi principali sono: una palestra popolare, una
biblioteca popolare, un cineforum che partirà proprio in questo
weekend, l'organizzazione di serate musicali a tema nelle quali far
esibire i tanti gruppi di Taranto e provincia, un laboratorio
artistico e infine è in programma anche la creazione di un
appuntamento settimanale che prevederà la presentazione di tantissimi
libri: insomma, un vero e proprio centro sociale polifunzionale. Per
dare vita a tutto questo, i ragazzi del centro hanno provveduto sin
dal primo giorno di occupazione, a bonificare lo stabile, in avanzato
stato di abbandono, sia all'esterno che all'interno, per renderlo il
più accogliente possibile. Basta entrarci per osservare come i lavori
procedono a ritmo serrato: muri pitturati di vari colori, porte
aggiustate, sanitari nuovamente utilizzabili e sterpaglia eliminata.
Le porte del centro sono aperti a tutti, o meglio, a quasi tutti.
Come scritto a chiare lettere nel regolamento esposto all'entrata del
Cloro Rosso, sono ben graditi tutti coloro i quali hanno la reale
intenzione di far crescere questo luogo di aggregazione giovanile e
che credono negli ideali promossi dal centro. Tutti coloro che invece
pensano di poter usufruire della struttura per consumo personale di
droga o alcool, o per svolgere attività estranee agli obiettivi con
cui è nato il centro sociale, saranno immediatamente allontanati.
Questo perché, come purtroppo troppo spesso accade nella nostra
società che si muove tra pregiudizi e regole non scritte, i centri
sociali non godono di grossa credibilità: anzi, molto spesso, vengono
bollati come luoghi di perdizione, da reprimere e chiudere il prima
possibile. E' innegabile che questa visione della realtà, è stata
favorita a volte, proprio dagli stessi centri sociali nati sotto il
nome di luoghi di aggregazione giovanile e trasformatisi troppo in
fretta in luoghi di consumo di droghe e alcool senza alcuna regola.
Non è questo il caso del Cloro Rosso di Taranto. E lo hanno gridato
forte i ragazzi del centro quando, all'indomani del giorno di
pasquetta, un ragazzo esterno agli occupanti si sentì male dopo aver
passato lì la notte. E' deprimente vedere come tutta la stampa
cittadina, si sia scagliata subito sull'evento con arringhe deliranti
e denigranti, su ciò che sarebbe avvenuto e accade ogni giorno
all'interno del centro. Peccato però che, come hanno confermato gli
stessi ragazzi, nessun giornalista di nessuna testata locale e non,
si sia recato a tutt'oggi nel centro sociale per vedere e conoscere,
per capire cosa avviene ogni giorno all'interno del Cloro Rosso,
conoscere i giovani occupanti e da quali ideali sono mossi. Niente di
tutto questo. Un solo coro li ha uniti: quella struttura va
sgomberata, punto. Ovviamente il problema c'è e nessuno lo vuol
nascondere: l'occupazione di un immobile altrui (anche se fatiscente)
è un atto illegale (art. 633 del "invasione di terreni o immobili").
I ragazzi del centro hanno tentato per mesi, ovviamente invano, di
farsi dare in gestione dal comune, uno dei tanti stabili in disuso
nella nostra città per dare vita alla loro iniziativa: ma il totale
silenzio ha indotto poi all'atto estremo dell'occupazione. Dopo un
incontro avvenuto tre settimane fa, il sindaco Stefano si è recato di
persona presso la struttura in questione, per affrontare in maniera
conciliante con i ragazzi del centro, la questione occupazione. Di
qui la concessione data ai ragazzi, per il momento, di poter gestire
lo stabile che però molto probabilmente sarà destinato a diventare un
ufficio elettorale: tutto dipenderà se il progetto sarà approvato
nella prossima delibera di bilancio. Nel tal caso, la promessa del
primo cittadino, è stata quella di trovare un altro stabile in cui i
ragazzi potranno continuare a dar vita ai loro progetti. Insomma, la
questione non appare del tutto semplice. Eppure, attraverso un
confronto civile e democratico, molte amministrazioni di vari comuni
in Italia, hanno trovato più pratico e utile lasciare che fossero dei
giovani a trasformare uno stabile abbandonato e dimenticato, in un
luogo di ritrovo piuttosto che dover gestire uno stabile
inutilizzato. Seguendo questa linea, è anche più volte successo che
l'amministrazione locale abbia regolarizzato la situazione degli
occupanti, riconoscendo la funzione sociale della loro presenza. E'
ciò che i giovani del Cloro Rosso vogliono dimostrare. Il problema
del tempo libero svuotato di senso, dell'isolamento giovanile, della
carenza di spazi aggregativi, sono alla base della volontà della
creazione di questo centro sociale. Occupazione ed autogestione
divengono due condizioni essenziali per potersi liberare delle
logiche restrittive della società e dei partiti. Per contrastare
l'alienazione della vita metropolitana, soprattutto quella delle
periferie delle grandi città, confrontarsi e ritrovarsi, per
promuovere informazione alternativa controcultura. Un modo fuori
dagli schemi tradizionali per permettere ai tanti, troppi giovani che
la nostra realtà perde per strada, di ritrovarsi a gestire uno spazio
tutto loro. Un luogo in cui dar libero sfogo alla loro creatività,
alle loro attitudini, ai loro pensieri e al loro modo di intendere la
vita. Un luogo in cui tutti hanno una loro identità, nessuno escluso.
Proprio per favorire tutto questo, le quattro assemblee settimanale
che si svolgono all'interno del centro, sono aperte a tutti. E sono
tanti i giovani che, giorno dopo giorno, si stanno avvicinando al
centro Cloro Rosso. Ma non solo: anche gente adulta del quartiere,
incuriosita, ha partecipato attivamente alle assemblee, attraverso un
dialogo e un confronto che permette la reciproca conoscenza e
l'abbandono di quei preconcetti e di quella diffidenza reciproca,
così dilagante nel nostro modo di vivere. Il compito che aspetta i
ragazzi del centro sociale non è dei più facili: ma la voglia di fare
e di cambiare c'è. Il resto verrà da se.





Mar 22 Apr 2008 10:19 am

fabioprincipale
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Inoltra Messaggio #709 di 720 |
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Nell'aria di Taranto c'è un "Cloro Rosso" che non inquina Il cloro (dal greco chloros, "verde pallido"), è l'lelemento chimico della tavola periodica con...
Fabio
fabioprincipale
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22 Apr 2008
10:20 am
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