Era da un po' che non trovavo un articolo futurizzante di Pelanda ed
e' quindi con piacere che aggiungo Ecoscenaristica alla sezione
Esodestini.
Ciao,
Fabio
Ecoscenaristica. Fino a che mancherà un modello olistico della Terra
gli ecoscenari saranno inadeguati, di Carlo Pelanda
http://www.estropico.com/id295.htm
Il rapporto Stern assume che la causa principale del cambiamento
climatico sia dovuta alle emissioni. Poiché i danni economici saranno
devastanti, allora prima si eliminano tali emissioni e più potremo
minimizzarli. Tale logica ha alimentato il Trattato di Kyoto (1997)
ed è dai primi anni '90 linguaggio ufficiale dell'Onu. Ma è vecchia.
Sta emergendo che il ciclo del Sole, le variazioni orbitali della
Terra e le eruzioni vulcaniche sono le cause preponderanti dei cicli
riscaldamento/glaciazione. Quindi è improbabile che riducendo le
emissioni, pur utile farlo anche per la qualità dell'aria, si possa
impedire il cambiamento climatico. Non è la priorità. Il rapporto
WWF segnala la rapida distruzione dell'ecosistema e la conseguente
crisi di sostenibilità degli umani. Ma assume che solo una
configurazione del sistema naturale sia substrato per la nostra
esistenza, quella dove l'Uomo non è incluso. In realtà la natura ha
la capacità di adattarsi all'antropizzazione, ne è prova quella
prodotta dall'agricoltura negli ultimi 10mila anni, ed è immensamente
flessibile ad essere rielaborata. L'allarme andrebbe calibrato non
sul fatto che un bosco sia in crisi, ma sulla capacità o meno di
creare altri boschi. Ma il WWF non la considera perché ha deificato
la natura intesa come una specifica configurazione della biosfera. Un
errore di teologia che vizia un'analisi per altro consistente.