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Aubrey de Grey "Ho la ricetta per vivere mille anni"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #6592 di 6884 |
Fonte: La Stampa del 10.01.07

Lo scienziato di Cambridge: i test con le cavie mi danno ragione. Ora mobiliterò
il mondo
GABRIELE BECCARIA

Sette terapie per vivere mille anni. E' la formula di Aubrey de Grey, uno dei
più controversi professori di Cambridge. E come potrebbe non esserlo? Dal look
da cowboy alle idee provocatorie di chi - lo accusano i critici - «gioca a fare
Dio».
«Vivere 10 secoli non è affatto immorale - ribatte -. Semmai il problema è
invecchiare. Ecco perché dobbiamo fermare questo processo».
Parla al telefono dal suo studio, con voce un po' roca e piglio deciso. E' già
una celebrità mondiale e molti medici e gerontologi ammettono di essere
abbagliati dal suo progetto, ma non gli basta. Ora, come accade a tutti i
«maghi» che giocano con le costrizioni dell'età, è il tempo il suo grande
avversario. «Ci vorranno 10 anni e poi almeno altri 15-20, se tutto va bene».
Obiettivo: mettere a punto le sette cure contro i sette demoni che ci vogliono
morti entro un periodo tanto risibile come 80-90 anni. Sono - recita la sua
lista - «la degenerazione delle cellule, la moltiplicazione di cellule
indesiderate, le mutazioni dei cromosomi, le mutazioni dei mitocondri,
l'accumulo di "sostanze spazzatura" nelle cellule, l'accumulo di altra
"spazzatura" al loro esterno e le degenerazioni delle proteine».

Professore, ogni voce dell'elenco equivale a un trattato di genetica e di
biologia. Ma, in concreto, a che punto è nell'elaborazione delle contromisure? I
suoi avversari dicono che il lavoro è ancora tutto da fare.
«In realtà siamo più vicini alle soluzioni di quanto si pensi. In particolare,
siamo già alla fase dei test clinici sui topi per tre aree. Primo: la
sostituzione delle cellule danneggiate con le staminali non è fantascienza, ma
sta funzionando per diverse malattie, come il Parkinson. Secondo: si testano i
primi vaccini con cui contrastare i depositi di amiloide al di fuori delle
cellule. Terzo: ci sono esperimenti sulle proteine che garantiscono l'elasticità
di tessuti specifici come quelli delle arterie. Mi sembra ragionevole che in 10
anni si arrivi alla soluzione dei sette problemi, anche se ci vorrà un po' di
fortuna e ci vorranno molti soldi».

Ecco l'altro problema: quanto dovrebbe costare il suo programma?
«Non molto, direi: 100 milioni di dollari all'anno per 10 anni nella fase delle
cavie. Poi, quando si passerà ai test sull'uomo, decisamente di più: alcuni
miliardi. Ecco perché passo molto del mio tempo a concedere interviste e a
partecipare a convegni.
Voglio coinvolgere le opinioni pubbliche e spingerle a fare pressione sui
governi perché concedano i finanziamenti necessari».

Se anche ottenesse tutto questo denaro, quali sono le possibilità di successo?
Risponda sinceramente.
«Io dico: 50-50. Se siamo sfortunati, invece, avremo bisogno di almeno 100 anni
per vedere i risultati».

Lei è ottimista comunque. Ha immaginato la vita dei quasi immortali? Ce la
racconta?
«Di sicuro non vedremo più persone vecchie, fragili, decrepite. E questo vorrà
dire che non spenderemo più montagne di soldi per prolungare la vita di tanti
anziani malati di qualche anno appena. E inoltre che tante persone in più
contribuiranno al sistema del welfare, anziché bruciare risorse. La pensione,
per esempio, non sarà più permanente, ma una scelta a tempo: ci si ritirerà e
poi si tornerà sul mercato del lavoro con nuove competenze e obiettivi diversi.
Naturalmente, visto il crollo del tasso di mortalità, dovremo pensare alle
strategie per limitare quello di natalità. Altrimenti saremo perseguitati dalla
sovrappopolazione».

Ma dal punto di vista medico? Saremo ridotti a pazienti permanenti, controllati
e «riparati» in continuazione?
«All'inizio, certo, le terapie saranno complicate e prevederanno un insieme
periodico di interventi genetici, trapianti di organi, vaccinazioni, ma poi,
come avviene con tutte le nuove tecnologie, le procedure si semplificheranno e
diventeranno anche più economiche, fino alla routine».

Ammettiamo che i sette tipi di terapia funzionino uno per uno. Ma ha pensato
alle loro interazioni? Si tratta di un sistema integrato altamente sofisticato,
dove nulla potrà andare storto.
«E' chiaro che quando si affrontano i sistemi ci sono conseguenze multiple. Ma
la mia filosofia non è quella di interferire con il metabolismo. Io punto a
rimediare alle conseguenze dannose del metabolismo stesso. L'organismo, quindi,
dovrà essere attentamente riparato e sottoposto a manutenzioni regolari, non
riprogrammato. E' lo stesso approccio che applichiamo alla casa o a un'auto
d'epoca. No, non rida. Qui in Inghilterra ci sono molte auto "vintage" vecchie
di un secolo: non erano state progettate per durare tanto, eppure l'amore dei
loro proprietari e tutto il lavoro a cui sono sottoposte le mantiene in vita,
perfette».

Lei conta molti «supporter», ma una parte del mondo accademico la critica
pesantemente e, tra l'altro, le contesta il suo background: lei nasce come
"computer scientist" e la biologia è soltanto un interesse tardivo. Come
replica?
«Che il mio training ingegneristico è un grandissimo vantaggio, perché mi ha
permesso di pensare in modo innovativo. D'altra parte io ascolto tutte le
obiezioni, perché alcune sono utili a chiarire il mio pensiero e i miei scopi.
Ma sono convinto che alcuni di quelli che mi contestano non hanno capito fino in
fondo il mio programma di "life extension" (l'estensione vitale)».

E' vero che lei è solo e a Cambridge non ha una squadra?
«Adesso punto a creare una rete di collaborazione mondiale. A coordinarla è la
mia fondazione - la Methuselah Foundation - che ha cominciato a ricevere
donazioni e a distribuire finaziamenti. L'ultima elargizione in ordine di tempo
è di tre mesi fa, quando l'imprenditore statunitense Peter Thiel, fondatore
della società PayPal, ha staccato un maxi-assegno di 3.5 milioni di dollari».

Lei pensa davvero di riuscire a vivere un migliaio di anni?
«Come le ho detto, ho il 50% di possibilità di riuscirci, come tutti quelli
della mia generazione».

Intanto si mantiene in forma?
«Sì, in ottima forma».







[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Gio 11 Gen 2007 10:39 pm

rick125_d
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Inoltra Messaggio #6592 di 6884 |
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Fonte: La Stampa del 10.01.07 Lo scienziato di Cambridge: i test con le cavie mi danno ragione. Ora mobiliterò il mondo GABRIELE BECCARIA Sette terapie per...
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rick125_d
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12 Gen 2007
12:22 pm
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