Il nuovo sito e' finalmente online sul nuovo domain:
www.estropico.org
E' tutt'altro che finito e rimarra' in continua evoluzione ancora per qualche
mese. Il vecchio sito, ormai non piu' aggiornabile causa problemi tecnici,
restera' online e fara' da archivio provvisiorio fino a quando sara' possibile
trasferire una selezione dell'enorme quantita' di materiale accumulata nel corso
degli anni sul nuovo sito.
Estropico.org nasce sotto una, anzi due, buone stelle: i primi articoli sono due
autentici "classici" del transumanesimo e potete aspettarvi molto altro
materiale nei prossimi mesi (anche ad agosto):
Transumanesimo: verso una filosofia futurista, di Max More
L'umanità è nelle fasi iniziali di un periodo di espansione esplosiva della
conoscenza, della libertà, dell'intelligenza, della vita e della saggezza.
Tuttavia, la nostra specie persiste nelle vecchie strutture concettuali e nei
processi che agiscono come un freno sul progresso. Uno dei peggiori freni è il
pensiero religioso. In questo saggio vorrei mostrare come la religione agisce da
forza entropica contrapponendosi alla nostra promozione della transumanità e al
nostro futuro di postumani. Allo stesso tempo riconoscerò il ruolo positivo e
necessario che le religioni hanno svolto nel dare senso e struttura alla nostra
vita. L'alternativa alla religione non è un disperato nichilismo, né uno sterile
scientismo, ma il transumanesimo. L'Umanesimo, anche se è un passo importante
nella giusta direzione, contiene molti valori e idee obsolete. L'Estropianesimo
è la principale forma di transumanesimo che muove al di là dell'umanesimo,
concentrandosi sul nostro futuro evolutivo.
Il progetto abolizionista, di David Pearce
Questa conferenza ha come oggetto la sofferenza e il modo in cui liberarsene. Il
mio pronostico è che riusciremo ad eliminare la sofferenza di tutte le creature
viventi. I nostri discendenti saranno animati da gradienti di benessere
geneticamente pre-programmato superiori di vari ordini di grandezza alle massime
esperienze oggi possibili. In primo luogo descriverò a grandi linee perché è
tecnicamente possibile abolire i substrati biologici di qualsiasi sorta di
esperienza spiacevole - la sofferenza psicologica e anche il dolore fisico.
Successivamente sosterrò la tesi dell'assoluta urgenza morale del progetto
abolizionista, a prescindere dall'adesione o meno a qualsiasi forma di
utilitarismo etico. In terzo luogo discuterò perché una rivoluzione nelle
biotecnologie porterà alla realizzazione di tali previsioni, anche se non
rapidamente quanto dovrebbe.