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Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#3793 Da: "Estropico" <estropico@...>
Data: Ven 1 Lu 2005 8:23 am
Oggetto: Ogg: Il cervello non visto come un computer
estropico
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Il titolo mi sembra sensazionalistico (e sbagliato). Tutto quello
che lo studio indica e' l'esistenza di un periodo di indecisione
prima di arrivare ad una conclusione, in presenza di similitudine
fra le parole presentate, eg candle/candy. Interessante, ma cosa
dimostra? Il cervello non funziona esattamente come un computer in
quanto impiega piu' tempo nel giungere ad una decisione – e allora?
Il cervello e' ovviamente diverso da un computer anche da molti
altri punti di vista. Il cervello non ha una spina per la corrente?
Fermi tutti, il cervello non e' un computer!! ;-)

Dallo studio:

In his study, 42 students listened to instructions to click on
pictures of different objects on a computer screen. When the
students heard a word, such as "candle," and were presented with two
pictures whose names did not sound alike, such as a candle and a
jacket, the trajectories of their mouse movements were quite
straight and directly to the candle. But when the students
heard "candle" and were presented with two pictures with similarly
sounding names, such as candle and candy, they were slower to click
on the correct object, and their mouse trajectories were much more
curved. Spivey said that the listeners started processing what they
heard even before the entire word was spoken.

"When there was ambiguity, the participants briefly didn't know
which picture was correct and so for several dozen milliseconds,
they were in multiple states at once. They didn't move all the way
to one picture and then correct their movement if they realized they
were wrong, but instead they traveled through an intermediate gray
area," explained Spivey. "The degree of curvature of the trajectory
shows how much the other object is competing for their
interpretation; the curve shows continuous competition. They sort of
partially heard the word both ways, and their resolution of the
ambiguity was gradual rather than discrete; it's a dynamical
system."

The computer metaphor describes cognition as being in a particular
discrete state, for example, "on or off" or in values of either zero
or one, and in a static state until moving on. If there was
ambiguity, the model assumed that the mind jumps the gun to one
state or the other, and if it realizes it is wrong, it then makes a
correction.

Ciao,
Fabio

--- In Estropico@yahoogroups.com, Gianni Lo Conti
<lingue_straniere@y...> ha scritto:
> Ciao!
>
> L'osservazione secondo cui il cervello sia una sorta di computer
sarebbe un concetto superato secondo l'osservazione di uno
psicolinguista e del suo team.
>
> http://www.news.cornell.edu/stories/June05/new.mind.model.ssl.html
>
> Ciao
> Gianni
>
>
> Riccardo Campa <riccardo_campa@y...> ha scritto:
> Grazie Gianni, notizia molto interessante. Si tratta
> di un nuovo passo importante che si aggiunge agli
> esperimenti sui topi effettuati alcuni mesi orsono.
> Dimostra che il transumanesimo è sempre meno
> fantascienza e sempre più realtà.
> Ciao!
>
>
> --- Gianni Lo Conti <lingue_straniere@y...> wrote:
>
> > Ciao a tutti!
> >
> > Da leggere! :-)
> >
> >
> http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html
> >
> > ciao
> > Gianni
> >
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#3792 Da: "Estropico" <estropico@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 7:35 pm
Oggetto: Ogg: Jonathan Huebner: un fisico contro la visione di progresso esponenziale di Kurzweil.
estropico
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Interessante. Eccone una dettagliata analisi:

Review of "A Possible Declining Trend for Worldwide Innovation,"
Jonathan Huebner, Technological Forecasting & Social Change, by John
Smart
http://www.accelerating.org/articles/huebnerinnovation.html

Ciao,
Fabio

--- In Estropico@yahoogroups.com, Gianni Lo Conti
<lingue_straniere@y...> ha scritto:
> Ciao!
>
> Non saremmo in un epoca di grandi innovazioni secondo questo
scienziato. Al contrario di ciò che ha sempre pensato Kurzweil
Hubner pensa che il progresso è in declino. Boh! :-(  :-)
> Vi passo l'URL, da cui però potrete leggere soltanto un pezzo.
L'articolo completo sarebbe a pagamento
>
> http://www.newscientist.com/article.ns?id=mg18625066.500
>
> Ciao
> Gianni
>
>
> Riccardo Campa <riccardo_campa@y...> ha scritto:
> Grazie Gianni, notizia molto interessante. Si tratta
> di un nuovo passo importante che si aggiunge agli
> esperimenti sui topi effettuati alcuni mesi orsono.
> Dimostra che il transumanesimo è sempre meno
> fantascienza e sempre più realtà.
> Ciao!
>
>
> --- Gianni Lo Conti <lingue_straniere@y...> wrote:
>
> > Ciao a tutti!
> >
> > Da leggere! :-)
> >
> >
> http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html
> >
> > ciao
> > Gianni
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#3791 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 3:46 pm
Oggetto: Il cervello non visto come un computer
lingue_stran...
Offline Offline
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Ciao!

L'osservazione secondo cui il cervello sia una sorta di computer sarebbe un
concetto superato secondo l'osservazione di uno psicolinguista e del suo team.

http://www.news.cornell.edu/stories/June05/new.mind.model.ssl.html

Ciao
Gianni


Riccardo Campa <riccardo_campa@...> ha scritto:
Grazie Gianni, notizia molto interessante. Si tratta
di un nuovo passo importante che si aggiunge agli
esperimenti sui topi effettuati alcuni mesi orsono.
Dimostra che il transumanesimo è sempre meno
fantascienza e sempre più realtà.
Ciao!


--- Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...> wrote:

> Ciao a tutti!
>
> Da leggere! :-)
>
>
http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html
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> ciao
> Gianni
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#3790 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 3:39 pm
Oggetto: Jonathan Huebner: un fisico contro la visione di progresso esponenziale di Kurzweil.
lingue_stran...
Offline Offline
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Ciao!

Non saremmo in un epoca di grandi innovazioni secondo questo scienziato. Al
contrario di ciò che ha sempre pensato Kurzweil Hubner pensa che il progresso è
in declino. Boh! :-(  :-)
Vi passo l'URL, da cui però potrete leggere soltanto un pezzo. L'articolo
completo sarebbe a pagamento

http://www.newscientist.com/article.ns?id=mg18625066.500

Ciao
Gianni


Riccardo Campa <riccardo_campa@...> ha scritto:
Grazie Gianni, notizia molto interessante. Si tratta
di un nuovo passo importante che si aggiunge agli
esperimenti sui topi effettuati alcuni mesi orsono.
Dimostra che il transumanesimo è sempre meno
fantascienza e sempre più realtà.
Ciao!


--- Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...> wrote:

> Ciao a tutti!
>
> Da leggere! :-)
>
>
http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html
>
> ciao
> Gianni
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#3789 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 2:29 pm
Oggetto: Craig Venter Ray Kurweil e Rodney Brooks. Conversazione con tre grandi!
lingue_stran...
Offline Offline
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Ciao!

Venter, Kurzweil e Brooks parlano di biocomputazione in quest'articolo. Da
leggere! :-)

http://www.edge.org/documents/archive/edge163.html

Ciao
Gianni



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#3788 Da: "scerir" <scerir@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 2:22 pm
Oggetto: Re: Ogg: Cani uccisi e riportati in vita
scerir
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Gianni:
A parte gli scherzi, ho appena dato da leggere
a qualche mia collega l'articolo in italiano.
La reazione è stata di generale spavento!
E credo che sia un pò così per tutti.
In una società dove competizione, individualismo
e scarsa aggregazione sociale, la gente non può
fidarsi né delle istituzioni politiche, né
delle multinazionali.


Mi sembra ci sia un marasma generale - e Berlusconi
non mi sembra abbia aiutato a tenere le cose
ben ordinate :-) - ed anche una grande confusione
e disaffezione per i temi tecnologici (referendum
docet).

In tv ieri un 'addetto ai lavori' blaterava sulla
mostruosità di questi esperimenti sui cani rispetto
- udite, udite - alla vivisezione. Ma non era, la
vivisezione, giudicato un crimine quasi più abietto
dell'infanticidio, fino a poco tempo fa?.

Un amico economista (assai in vista) mi spiegava
che la sorte finanziaria dell'Italia era simile
alla sorte di uno scacchista sotto scacco. Si può
cercare di tirarla in lungo. Anche cartolarizzando
tutto, Colosseo compreso, non si cambia gran che,
forse una sola cifra dopo la virgola.

(Gli ho suggerito, dato il successo dello 'Slow Food',
di proporre una 'Slow Italy', basata sullo 'stellone',
la 'pennichella', la 'fraschetta', la 'fojetta',
insomma le piccole soddisfazioni di una volta.
Chissà che non si riesca ad esportare lo cultura
'Slow' in Cina e nel mondo? Mi scuso, ho usato dei termini
romaneschi. Ma ogni cultura regionale avrà i suoi ...)

Mi viene anche in mente quello che mi disse una
volta il mio professore di fisica nucleare (vecchio
e Nobel). Nella Germania prima del nazismo, dove
lui - giovane ricercatore - studiava, c'erano nelle
piazze più belle ed affollate, i 'venditori di fumo'.
In senso letterale. Dei tavolinetti dove i 'venditori
di fumo' predicevano (dietro compenso) il tuo futuro.
Teli neri, nero fumo, e pentolacce immagino.

Ecco, quando si perde di vista la realtà, la prospettiva,
la gravità dei problemi, il poco tempo per risolverli,
la limitatezza delle risorse, la ineludibilità di certe
scelte, etc., vuol dire che si è disposti a credere
ai venditori di fumo, o alla Natura come Provvidenza
(persino Leopardi dubitava!).

#3787 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 12:54 pm
Oggetto: Re: [wta-italia] Sospensione crionica su animali
lingue_stran...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti!
Vi rammento che ci sarà un articolo sullo stato dell'arte della crionica su
umani ed animali su "Le scienze"; dal 1° luglio in edicola.
Leggetene la recensione apparsa su "La Repubblica"

http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/ibern/ibern/ibern.h\
tml

Ciao
Gianni



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#3786 Da: "emael1" <emael1@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 12:42 pm
Oggetto: Anche tessuti muscolari dalle cellule staminali
emael1
Offline Offline
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Buon pomeriggio a tutti,
                         importante scoperta di un ricercatore
italiano, (questa scoperta è avvenuta negli Usa e non in Italia,
paese dei talebani). Buona lettura e viva la scienza.

Emael

CORRIERE CANADESE
30/06/2005 59.d.H

Anche tessuti muscolari dalle cellule staminali

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=41221&page=1
http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=41221&page=2

Importante scoperta dell'italiano Tiziano Barberi dello Sloan Kettering
Institute

Un altro grande passo in avanti nella possibilità di trasformare le
cellule
immature e indifferenziate dell'embrione umano in ogni tipo di
tessuto: dopo
la scoperta, di un anno fa, di riuscire a pilotarne lo sviluppo fino a
trasformarle in cellule del cervello, adesso diventa possibile
orientarne la
crescita per ottenere le cellule progenitrici di muscoli, ossa,
cartilagine
e grasso.
La scoperta del segreto che permette di attivare questa vera e propria
fabbrica di cellule, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale
PLoS Medicine, si deve all'italiano Tiziano Barberi, dell'istituto Sloan
Kettering di New York, lo stesso ricercatore che un anno fa aveva scoperto
come isolare i neuroni dalle staminali embrionali umane.

ISOLATI I PROGENITORI DEI MUSCOLI

Lo studio è stato condotto utilizzando due delle 22 linee di cellule
staminali embrionali umane per le quali il presidente degli Stati Uniti,
George Bush, aveva autorizzato la ricerca nel 2001. Utilizzando una
particolare tecnica basata su anticorpi specifici i ricercatori del gruppo
diretto da Lorenz Studer sono riusciti a isolare, tra le cellule
embrionali,
quelle progenitrici del mesenchima, dalle quali hanno origine muscoli,
ossa,
cartilagine e adipociti. Ma per ottenere una verifica decisiva della
validità del loro metodo, i ricercatori hanno utilizzato altre linee
cellulari, grazie alla disponibilità di fondi privati. «In tutti i
casi - ha
detto Barberi - abbiamo ottenuto risultati promettenti».

STAMINALI EMBRIONALI
E ADULTE A CONFRONTO

I ricercatori hanno messo a confronto le cellule progenitrici del
mesenchima
ottenute dalle staminali embrionali umane con le staminali prelevate dal
midollo osseo in organismi adulti: «Le cellule ottenute dal tessuto
adulto -
ha osservato Barberi - erano in numero limitato e la loro
proliferazione in
vitro era povera. Perdevano cioè rapidamente la capacità di replicarsi
e non
davano origine a cellule progenitrici del muscolo scheletrico. Al
contrario,
le cellule derivate dal tessuto embrionale erano molto numerose e
mantenevano a lungo la capacità di proliferare, tanto da poter essere
utilizzate per studi finalizzati ad applicazioni cliniche».

LE APPLICAZIONI FUTURE

L'obiettivo ambizioso è riuscire a utilizzare questa fabbrica
biologica per
ottenere quantità di cellule umane utili per curare gravi malattie dei
muscoli, come le distrofie. Ma la strada da percorrere è ancora tanta ed è
necessario procedere a piccoli passi. Dopo avere verificato in provetta la
validità del metodo di isolamento dei progenitori della cellule
mesenchimali
destinate a diventare muscoli, i ricercatori stanno passando adesso ai
primi
test sui topi. Le risposte che otterranno saranno cruciali per verificare
sia quanto queste cellule progenitrici possono sopravvivere una volta
introdotte in un organismo, sia se sono in rado di funzionare in modo
adeguato.

INNANZITUTTO LA SICUREZZA

La sicurezza è un obiettivo fondamentale della ricerca sulle cellule
progenitrici dei muscoli, come di tutte le altre cellule staminali
embrionali umane. Il timore è che cellule con un potenziale di
proliferazione così grande possano dare origine a tumori embrionali: è
come
se, una volta trasferite, volessero a tutti i costi perseguire il loro
obiettivo di dare origine ad un embrione. È per questo motivo che
trasferire
cellule staminali che non hanno ancora intrapreso le graduali tappe che
lentamente le portano a differenziarsi e a specializzarsi può dare origine
ai cosiddetti tumori embrionali, ammassi di cellule che, contrariamente al
cancro, restano localizzati e non danno origine a metastasi. «La prima
cosa
da fare è verificare la sicurezza delle cellule isolate - ha detto
Barberi -
e dalle prove che abbiamo condotto utilizzando dei marcatori abbiamo
verificato che nelle cellule isolate non sono presenti cellule che non
hanno
cominciato la fase di differenziamento. Di conseguenza non possono dare
origine a tumori».
Che la ricerca sulle staminali embrionali sia destinata ad avere grandi
sviluppi non ci sono dubbi: «I risultati piano piano stanno arrivando - ha
osservato il ricercatore-. Adesso la sfida è riuscire a controllare al
100%
il potenziale differenziamento di queste cellule. È solo questione di
tempo».

http://www.rael.org

#3785 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Gio 30 Giu 2005 10:29 am
Oggetto: Re: Ogg: Cani uccisi e riportati in vita
lingue_stran...
Offline Offline
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Ciao!

Mi ricordo a proposito di voler provare l'emozione di sottoporsi a qualche
esperimento che c'era qualcuno di voi che avrebbe espresso il desiderio di farsi
impiantare qualche chip o gadget del futuro. Mi verrebbe simpaticamente da
chiedere a tutti voi :-))) : chi di voi si sottoporebbe a degli esperimenti
simili ai cani uccisi e resuscitati facendo un bel viaggetto nell'al di là per
poi raccontarci qualche cosa una volta ritornati?
A parte gli scherzi, ho appena dato da leggere a qualche mia collega l'articolo
in italiano. La reazione è stata di generale spavento! E credo che sia un pò
così per tutti.
In una società dove competizione, individualismo e scarsa aggregazione sociale,
la gente non può fidarsi né delle istituzioni politiche, né delle
multinazionali. La scienza la si vede come un cane da guardia al soldo delle
multinazionali. Tanto più non tutti stanno bene ........ in Italia anche. La
vita è uno stress per le faccende quotidiane. Ho diversi amici che fanno fatica
a tirare a fine mese, purtroppo.
E' un pò anche il commento di un sociologo della scienza che ho riletto
ieri su "Le Scienze" o su "Newton". Non mi ricordo bene chi sia.
La gente che si vede come fosse una canna sbattuta dal vento temi i giochi
politici, economici della società.
Comunque è un grande risultato! Affascinantissimo! Spero che vi siano solo delle
ricadute utili per quest'esperimento e per gli altri a venire in tutti i settori
della scienza, immediate, per far sì che la gente acquisti fiducia nella scienza
e accolga in cuor proprio con tranquillità l'idea del transumanesimo .........
che non è poi malaccio. :-))

Ciao
Gianni




Estropico <estropico@...> ha scritto:
--- In Estropico@yahoogroups.com, "Estropico" <estropico@g...> ha
scritto:

>...vediamo se, una volta tanto, Google News ci nota...

...e invece, mettendo "safar" in googlenews.it salta fuori 'sto bel
delirio animalista:

Scienza criminale e giochi di morte

http://www.isinsardegna.it/modules.php?
name=News_Pro&file=article&sid=2556

"Senza scrupoli e senza freni. Sembra di essere tornati ai tempi del
Terzo reich. Quando la scienza non aveva limiti né remore ma solo
obiettivi. Coincidenti con quelli del regime. Oggi è tutto più
educlorato e, apparentemente, circoscritto. Da normative più attente
e da un'informazione più diffusa. Apparentemente: perché sotto la
superficie patinata, la melma è quella solita. Il trattamento
riservato alle cavie animali non è certo migliorato. Anzi, con la
scusa di evitare crimini sull'uomo vengono portati avanti gli
esperimenti più scellerati su quelli che, piaccia o no, sono esseri
viventi (sino a quando non finiscono nelle mani sbagliate). L'ultima
atrocità commessa dalla scienza proviene da Pittsburgh: determinare
la morte clinica negli esseri viventi per poi riportarli in vita."

Bah!
Fabio





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#3784 Da: "Estropico" <estropico@...>
Data: Mer 29 Giu 2005 12:17 pm
Oggetto: Ogg: Cani uccisi e riportati in vita
estropico
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--- In Estropico@yahoogroups.com, "Estropico" <estropico@g...> ha
scritto:

>...vediamo se, una volta tanto, Google News ci nota...

...e invece, mettendo "safar" in googlenews.it salta fuori 'sto bel
delirio animalista:

Scienza criminale e giochi di morte

http://www.isinsardegna.it/modules.php?
name=News_Pro&file=article&sid=2556

"Senza scrupoli e senza freni. Sembra di essere tornati ai tempi del
Terzo reich. Quando la scienza non aveva limiti né remore ma solo
obiettivi. Coincidenti con quelli del regime. Oggi è tutto più
educlorato e, apparentemente, circoscritto. Da normative più attente
e da un'informazione più diffusa. Apparentemente: perché sotto la
superficie patinata, la melma è quella solita. Il trattamento
riservato alle cavie animali non è certo migliorato. Anzi, con la
scusa di evitare crimini sull'uomo vengono portati avanti gli
esperimenti più scellerati su quelli che, piaccia o no, sono esseri
viventi (sino a quando non finiscono nelle mani sbagliate). L'ultima
atrocità commessa dalla scienza proviene da Pittsburgh: determinare
la morte clinica negli esseri viventi per poi riportarli in vita."

Bah!
Fabio

#3783 Da: "Giuseppe Vatinno" <g.vatinno@...>
Data: Mer 29 Giu 2005 10:19 am
Oggetto: Cani uccisi e riportati in vita
cyb6662000
Offline Offline
Invia email Invia email
 
ROMA - Indurre la morte clinica negli esseri viventi per vedere se è
possibile riportarli in vita trasformando il sonno eterno in un viaggio
andata e ritorno. E' l'incredibile esperimento condotto da alcuni
scienziati dell'Università di Pittsburgh, che hanno risuscitato un gruppo
di cani dopo aver verificato per tre ore l'assenza di qualunque segnale
vitale nei loro corpi.

Sembra uno scenario inverosimile, degno di film come "Linea Mortale" più
che della scienza. Eppure, l'istituzione che sta dietro questa ricerca ai
limiti della realtà è assolutamente rispettabile: il Safar Center for
Resuscitation Research, fondato da Peter J. Safar, universalmente
riconosciuto come l'inventore della respirazione bocca a bocca e della
rianimazione cardiopolmonare. Un uomo che davvero ha contribuito a
riportare in vita migliaia di persone inesorabilmente destinate
all'aldilà. Ma l'impresa dei suoi seguaci appare ancora più estrema.

Gli scienziati di Pittsburgh hanno preso un gruppo di cani, hanno svuotato
le loro vene e hanno sostituito il sangue con una soluzione salina a 7
gradi centigradi di temperatura. In questo modo, hanno indotto negli
animali uno stato di morte apparente: niente respiro, nessuna attività
cardiaca, nessun segnale cerebrale. Dopo tre ore in queste condizioni,
hanno ripompato il sangue nel corpo delle bestie che, stimolate con
elettroshock e ossigeno per rimettere in moto cuore e polmoni, hanno
ripreso a vivere, apparentemente senza alcun danno agli organi vitali.

"Condizioni simili si creano già nel caso di particolari operazioni
chirurgiche", spiega a Repubblica.it il dott. Sergio Pintaudi, primario di
Anestesia e Rianimazione all'ospedale "Garibaldi" di Catania. "Nella
cardiochirurgia, ad esempio, l'anestesia permette di ridurre di molto
l'attività cerebrale, inducendo per lungo tempo uno stato di narcosi
estremamente profondo. Ma non si può parlare di morte cerebrale: in quel
caso, sono le cellule dell'encefalo che iniziano a morire, e da quello
stato non c'è ritorno".

L'esperimento americano non mancherà di sollevare perplessità e proteste
di natura etica e morale. Alcune organizzazioni animaliste hanno già
espresso il loro rifiuto nei confronti di questo genere di studi.
"Bisognerà capire gli scopi di questa sperimentazione", osserva Pintaudi.
"Ottenere di riportare in vita cellule morte, ad esempio, sarebbe un
risultato di straordinaria importanza".

I ricercatori del Safar Center conducono i loro studi per indagare la
possibilità di interventi in situazioni estreme, ad esempio su persone che
abbiano perso ingenti quantità di sangue. Sperimentazioni di questo genere
sono viste con estremo interesse dai militari: con la tecnica di
Pittsburgh si potrebbe iniettare la soluzione gelata nelle vene di soldati
seriamente feriti e lasciarli inerti a lungo, in attesa di soccorsi, senza
che i loro organi vitali risultino compromessi.

Ma c'è già chi teme usi meno ortodossi del sistema: qualcuno in cerca di
esperienze forti potrebbe sottoporsi al trattamento per un viaggio di tre
ore nell'aldilà. Per scenari fantascientifici di questo tipo, comunque,
bisognerà attendere almeno fino al 2015, la data indicata dagli scienziati
per l'inizio della sperimentazione sull'uomo.

Giuseppe Vatinno

#3782 Da: "giancarlos" <giancarlos72@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 10:15 pm
Oggetto: Re: Influenza aviaria - paranoia?
gian_carlito...
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ah no, sbagliavo: il tamiflu è disponibile anche qui in italia.. e cosat più o
meno come il relenza:
http://www.farmamondo.com/vista.cfm?ID=453&LI=i
   ----- Original Message -----
   From: Estropico
   To: Estropico@yahoogroups.com
   Sent: Tuesday, June 28, 2005 11:25 PM
   Subject: [Estropico] Influenza aviaria - paranoia?


   L'ottimo Futurepundit.com non si lascia andare all'iperbole, di
   solito. Mi preoccupa quindi l'atteggiamento che ha preso circa la
   possibilita' di una pandemia di influenza aviaria e le sue
   conseguenze - si veda soprattutto il secondo post, segnalato piu'
   sotto, per  segnali di paranoia (?):

   Yet Another Avian Flu Preparedness Warning Report
   http://www.futurepundit.com/archives/002858.html#002858

   In quest'altro post si occupa di una serie di articoli e interviste
   con esperti da Foreign Policy che contengono frasi come "se il virus
   [dell'influenza aviara] in continua e rapida evoluzione divenisse
   capace di trasmissione da persona a persona, mantenendo la sua
   eccezionale virulenza, l'umanita' si troverebbe a dover fronteggiare
   una pandemia senza precedenti." Mi conforta solo parzialmente il fatto
   che l'esperto in questione poi dica "Oppure potrebbe non succedere
   nulla" visto che, statisticamente, un'epidemia particolarmente
   virulenta di influenza dovrebbe colpirci da un momento all'altro...

   More Warnings On Avian Flu Danger To Humanity
   http://www.futurepundit.com/archives/002839.html#002839

   Nel post qui sopra, il buon Randall Parker di FuturePundit.com segnala
   anche quale antivirale sarebbe comodo avere a portata di mano in caso
   di pandemia (Tamiflu - costoso).

   Ciao,
   Fabio






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#3781 Da: "giancarlos" <giancarlos72@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 10:10 pm
Oggetto: Re: Influenza aviaria - paranoia?
gian_carlito...
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qui un utile presentazione riguardo gli antivirali efficaci contro l'influenza:
http://www.hhs.gov/nvpo/meetings/PowerPoints/ShayIntroAntiviralsNVAC.ppt
c'è qualche medico che sa dirmi se, di fatto, anche lo zanamivir ('relenza',
disponibile in italia) va bene per un'eventuale profilassi antinfluenzale (negli
usa l'oseltamivir, cioè il 'tamiflu' - che mi sembra non sia disponibile in
italia - è approvato per la profilassi, ma non lo zanamivir..).
grazie,
giancarlo
   ----- Original Message -----
   From: Estropico
   To: Estropico@yahoogroups.com
   Sent: Tuesday, June 28, 2005 11:25 PM
   Subject: [Estropico] Influenza aviaria - paranoia?


   L'ottimo Futurepundit.com non si lascia andare all'iperbole, di
   solito. Mi preoccupa quindi l'atteggiamento che ha preso circa la
   possibilita' di una pandemia di influenza aviaria e le sue
   conseguenze - si veda soprattutto il secondo post, segnalato piu'
   sotto, per  segnali di paranoia (?):

   Yet Another Avian Flu Preparedness Warning Report
   http://www.futurepundit.com/archives/002858.html#002858

   In quest'altro post si occupa di una serie di articoli e interviste
   con esperti da Foreign Policy che contengono frasi come "se il virus
   [dell'influenza aviara] in continua e rapida evoluzione divenisse
   capace di trasmissione da persona a persona, mantenendo la sua
   eccezionale virulenza, l'umanita' si troverebbe a dover fronteggiare
   una pandemia senza precedenti." Mi conforta solo parzialmente il fatto
   che l'esperto in questione poi dica "Oppure potrebbe non succedere
   nulla" visto che, statisticamente, un'epidemia particolarmente
   virulenta di influenza dovrebbe colpirci da un momento all'altro...

   More Warnings On Avian Flu Danger To Humanity
   http://www.futurepundit.com/archives/002839.html#002839

   Nel post qui sopra, il buon Randall Parker di FuturePundit.com segnala
   anche quale antivirale sarebbe comodo avere a portata di mano in caso
   di pandemia (Tamiflu - costoso).

   Ciao,
   Fabio






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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#3780 Da: "Estropico" <estropico@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 9:25 pm
Oggetto: Influenza aviaria - paranoia?
estropico
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L'ottimo Futurepundit.com non si lascia andare all'iperbole, di
solito. Mi preoccupa quindi l'atteggiamento che ha preso circa la
possibilita' di una pandemia di influenza aviaria e le sue
conseguenze - si veda soprattutto il secondo post, segnalato piu'
sotto, per  segnali di paranoia (?):

Yet Another Avian Flu Preparedness Warning Report
http://www.futurepundit.com/archives/002858.html#002858

In quest'altro post si occupa di una serie di articoli e interviste
con esperti da Foreign Policy che contengono frasi come "se il virus
[dell'influenza aviara] in continua e rapida evoluzione divenisse
capace di trasmissione da persona a persona, mantenendo la sua
eccezionale virulenza, l'umanita' si troverebbe a dover fronteggiare
una pandemia senza precedenti." Mi conforta solo parzialmente il fatto
che l'esperto in questione poi dica "Oppure potrebbe non succedere
nulla" visto che, statisticamente, un'epidemia particolarmente
virulenta di influenza dovrebbe colpirci da un momento all'altro...

More Warnings On Avian Flu Danger To Humanity
http://www.futurepundit.com/archives/002839.html#002839

Nel post qui sopra, il buon Randall Parker di FuturePundit.com segnala
anche quale antivirale sarebbe comodo avere a portata di mano in caso
di pandemia (Tamiflu - costoso).

Ciao,
Fabio

#3779 Da: "Estropico" <estropico@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 9:09 pm
Oggetto: Ogg: Cani uccisi e riportati in vita
estropico
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--- In Estropico@yahoogroups.com, "mez" <rick125@t...> ha scritto:
> Anche su Repubblica:
>
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/espcani/
espcani/espcani.html

E anche su Estropico Blog (vediamo se, una volta tanto, Google News
ci nota...)

http://estropico.blogspot.com/2005/06/29-giugno-2005-ibernazione-tre-
ore-di.html

>Per scenari fantascientifici di questo tipo, comunque,
> bisognerà attendere almeno fino al 2015, la data indicata dagli
> scienziati per l'inizio della sperimentazione sull'uomo.

L'articolo (segnalato in lista da Gianni) da cui ho tratto il mio
blog parla di *un* anno...

Ciao,
Fabio

#3778 Da: "mez" <rick125@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 7:07 pm
Oggetto: Cani uccisi e riportati in vita
rick125_d
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Anche su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/espcani/espcani/esp\
cani.html

Da notare che adesso, a ogni novità scientifica cominciano a tirare in ballo
le implicazioni etiche. Lo dico da animalista-non-oltranzista e
vegetariana-etica: non ha senso parlare di problemi etici per questo
esperimento (in cui poi i cani sono anche stati resuscitati), quando si
continua a nutrirsi di carne bovina, ovina, suina... senza trovarci nulla di
eticamente rilevante...
Uccidere animali per mangiarli non fa problema, mettere a rischio la loro
vita per tentare un esperimento importante come questo invece sarebbe
problematico?!
No: la verità è che quello che li sconvoge qui è la violazione del limite
della morte, l'andata e ritorno... Altro che la vita dei cani...
bye

***

Scienziati di Pittsburgh inducono la morte clinica negli animali
usando una soluzione salina gelata e li resuscitano dopo tre ore
Cani uccisi e riportati in vita
Incredibile esperimento negli Usa
La tecnica utile per curare soldati o vittime di incidenti
E' già polemica per le implicazioni etiche e morali
di ALESSIO BALBI



ROMA - Indurre la morte clinica negli esseri viventi per vedere se è
possibile riportarli in vita trasformando il sonno eterno in un viaggio
andata e ritorno. E' l'incredibile esperimento condotto da alcuni scienziati
dell'Università di Pittsburgh, che hanno risuscitato un gruppo di cani dopo
aver verificato per tre ore l'assenza di qualunque segnale vitale nei loro
corpi.

Sembra uno scenario inverosimile, degno di film come "Linea Mortale" più che
della scienza. Eppure, l'istituzione che sta dietro questa ricerca ai limiti
della realtà è assolutamente rispettabile: il Safar Center for Resuscitation
Research, fondato da Peter J. Safar, universalmente riconosciuto come
l'inventore della respirazione bocca a bocca e della rianimazione
cardiopolmonare. Un uomo che davvero ha contribuito a riportare in vita
migliaia di persone inesorabilmente destinate all'aldilà. Ma l'impresa dei
suoi seguaci appare ancora più estrema.

Gli scienziati di Pittsburgh hanno preso un gruppo di cani, hanno svuotato
le loro vene e hanno sostituito il sangue con una soluzione salina a 7 gradi
centigradi di temperatura. In questo modo, hanno indotto negli animali uno
stato di morte apparente: niente respiro, nessuna attività cardiaca, nessun
segnale cerebrale. Dopo tre ore in queste condizioni, hanno ripompato il
sangue nel corpo delle bestie che, stimolate con elettroshock e ossigeno per
rimettere in moto cuore e polmoni, hanno ripreso a vivere, apparentemente
senza alcun danno agli organi vitali.

"Condizioni simili si creano già nel caso di particolari operazioni
chirurgiche", spiega a Repubblica.it il dott. Sergio Pintaudi, primario di
Anestesia e Rianimazione all'ospedale "Garibaldi" di Catania. "Nella
cardiochirurgia, ad esempio, l'anestesia permette di ridurre di molto
l'attività cerebrale, inducendo per lungo tempo uno stato di narcosi
estremamente profondo. Ma non si può parlare di morte cerebrale: in quel
caso, sono le cellule dell'encefalo che iniziano a morire, e da quello stato
non c'è ritorno".


L'esperimento americano non mancherà di sollevare perplessità e proteste di
natura etica e morale. Alcune organizzazioni animaliste hanno già espresso
il loro rifiuto nei confronti di questo genere di studi. "Bisognerà capire
gli scopi di questa sperimentazione", osserva Pintaudi. "Ottenere di
riportare in vita cellule morte, ad esempio, sarebbe un risultato di
straordinaria importanza".

I ricercatori del Safar Center conducono i loro studi per indagare la
possibilità di interventi in situazioni estreme, ad esempio su persone che
abbiano perso ingenti quantità di sangue. Sperimentazioni di questo genere
sono viste con estremo interesse dai militari: con la tecnica di Pittsburgh
si potrebbe iniettare la soluzione gelata nelle vene di soldati seriamente
feriti e lasciarli inerti a lungo, in attesa di soccorsi, senza che i loro
organi vitali risultino compromessi.

Ma c'è già chi teme usi meno ortodossi del sistema: qualcuno in cerca di
esperienze forti potrebbe sottoporsi al trattamento per un viaggio di tre
ore nell'aldilà. Per scenari fantascientifici di questo tipo, comunque,
bisognerà attendere almeno fino al 2015, la data indicata dagli scienziati
per l'inizio della sperimentazione sull'uomo.

#3777 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 2:09 pm
Oggetto: Il S. Anna di Pisa per la Robocup ........... e oltre
lingue_stran...
Offline Offline
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Era da anni che sapevo di questa iniziativa e della Scuola Superiore S. Anna, ma
quest'articolo vuole essere una sorta di aggiornamento per ciò che riguarda i
progetti fra l?università privata giapponese "Waseda" e la nostra scuola.

Ciao Gianni

La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa collabora per far nascere una squadra di
"umanoidi"


Tra cinquant'anni calciatori robot affronteranno i campioni del mondo

PISA - L’ancestrale desiderio degli uomini di disporre di uno “schiavo”
meccanico che potesse fare al suo posto lavori pesanti, noiosi o ripetitivi, è
ora realtà, grazie alle recenti realizzazioni di “robot”. Con questo termine,
derivato dal cecoslovacco “robota”, il cui significato letterale è “lavoro
forzato”, s’indicano tutte quelle macchine più o meno complesse, con molti gradi
di libertà, che possono sostituirsi all’uomo e compiere lavori di vario genere.
I robot non si affaticano, non si distraggono, non sono mai stanchi e non vanno
in depressione se agiscono in modo reiterato e tedioso.
Sin ora i robot si presentavano come scatole metalliche, di varie dimensioni,
dotati di braccia snodabili e pinze di manipolazione. Ben poco avevano da
spartire con i robot antropomorfi dei film di fantascienza (Guerre Stellari
docent). Questo sino a poco tempo fa. Oggi a Pisa, la Scuola Superiore S. Anna,
in collaborazione con la Waseda University di Tokyo, una delle più prestigiose
università private giapponesi, è stato avviato un Programma Esecutivo di
Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra Italia e Giappone, per le attività di
un Laboratorio Congiunto sulla Robotica Umanoide. L’inaugurazione del primo
nucleo del Laboratorio Congiunto, denominato RoboCasa, è stata fatta agli inizi
d’aprile, in occasione della missione a Tokyo del Ministro Letizia Moratti.
Il futuro è già cominciato: la linea evolutiva seguita dal Giappone è
rappresentata dalla sfida, lanciata pubblicamente nel 1997 dall’associazione
“RoboCup”, di realizzare una squadra di calcio composta da robot umanoidi in
grado di competere nel 2050 con la squadra “umana” campione del mondo.
Il Giappone è il primo paese al mondo per numero di gruppi di ricerca e
d’industrie impegnate nello sviluppo e nella commercializzazione di robot
ispirati ai sistemi biologici (robot umanoidi e “animaloidi”).
In Italia la ricerca affronta aspetti scientifici diversi, focalizzandosi sullo
studio delle problematiche legate all’applicazione della robotica nelle
neuroscienze, o “neuro-robotica”, per lo studio dell’Uomo e la comprensione del
funzionamento del cervello umano.
“Svolgere ricerca congiunta sulla robotica umanoide – dichiara il professor
Riccardo Varaldo, direttore della Scuola Superiore Sant’Anna, - offre la
possibilità di affrontare tematiche scientifiche di avanguardia, di perseguire
sinergicamente obiettivi di ricerca ambiziosi e ottenere risultati che vadano
oltre le prospettive che le due strutture possono porsi singolarmente. Inoltre,
la possibilità per i ricercatori italiani di svolgere studi in questo settore
direttamente in Giappone offre l’opportunità di sviluppare tecnologie innovative
in un ambiente decisamente fertile.
Data la complementarietà degli approcci e dei risultati dei due gruppi
coinvolti, la ricerca congiunta è strutturata in modo da sfruttare la massima
sinergia tra le competenze e le attrezzature disponibili. In particolare, la
sinergia sarà sfruttata integrando a RoboCasa una piattaforma robotica umanoide
a partire dal busto con due braccia e testa, equipaggiato con due mani dotate di
sensori tattili sviluppate all’ARTS Lab del Polo Sant’Anna Valdera, che curerà
anche l’elaborazione dei dati sensoriali, tattili e visivi, finalizzata alla
coordinazione dei movimenti di presa e manipolazione delle braccia”.
Il gruppo dei ricercatori italiani è composto da 4-5 unità che potranno
aumentare, in funzione del volume d’attività di ricerca.
A differenza del Giappone, dove governo e industria hanno creduto nello sviluppo
di robot per applicazioni di servizio e hanno investito prima in robot per
protezione civile, per operazioni in centrali nucleari e in ambienti sottomarini
e poi sulla “robotica umanoide”, in Italia si è preferito proseguire
nell’innovazione incrementale dei robot industriali visti come evoluzione delle
macchine utensili e dei sistemi robotici per l’automazione.
“L’obiettivo – spiega ancora il professor Varaldo - è costruire macchine
“umanoidi” meccatroniche con funzionalità avanzate (quali la capacità di correre
su un campo di calcio e di pianificare e coordinare strategie di gioco.
Quest’attività ha una valenza scientifica e tecnologica paragonabile al
programma “Apollo” che condusse alla prima missione umana sulla Luna. La
realizzazione di robot umanoidi non rappresenta solo un traguardo di ricerca, ma
può trainare applicazioni industriali nel medio-lungo termine, in contesti
diversi”.
Lo sviluppo di sistemi complessi come i robot umanoidi richiede competenze
profondamente interdisciplinari per progettare dispositivi e macchine
meccatroniche, costituiti dall’integrazione armonica di meccanismi, sensori,
attuatori, controllori immersi, sorgenti di energia e interfacce uomo-macchina.
Attraverso la ricerca sulla robotica umanoide, il Giappone punta anche a formare
progettisti “meccatronici” in grado di dominare e integrare armonicamente
discipline tecniche, in Italia spesso considerate (e insegnate) separatamente,
quali la meccanica, l’elettronica, l’informatica, i controlli. Queste nuove e
moderne figure di ingegneri meccatronici potranno assicurare all’industria un
importante vantaggio competitivo.
Fra i vari progetti oggi in corso, c’è lo studio di una testa robotica in grado
di riprodurre i movimenti del collo e degli occhi umani, per seguire con lo
sguardo oggetti di interesse ed esprimere emozioni attraverso movimenti
facciali. Ci si propone di sviluppare un robot in grado di parlare, mediante
emissione e modulazione di aria.
Il Giappone investe nella ricerca robotica circa 8 milioni di Euro all’anno.
La maggior parte degli sforzi di ricerca accademici in Europa è rivolta a
tematiche abbastanza tradizionali (robotica mobile -soprattutto su ruote-,
visione, manipolazione, robot per e per applicazioni spaziali; ecc.), mentre
quella industriale si focalizza sulle tematiche dell’automazione.
Le ragioni di questo scarso impegno sono molteplici e si riconducono alla
propensione delle industrie europee a impegnarsi in ricerche con ricadute
applicative e allo scetticismo della cultura europea verso le macchine
antropomorfe. Inoltre, l’Italia e l’Europa non hanno più una rilevante presenza
industriale nel settore della elettronica di consumo, che è proprio quello che
in Giappone influenza lo sviluppo di robot umanoidi.
“Vi sono alcuni aspetti della ricerca e dello sviluppo industriale della
robotica umanoide – conclude il Prof. Paolo Dario, direttore del Polo Sant’Anna
Valdera (PSAV), la struttura che ospita i nuovi laboratori di ricerca - ai quali
l’accademia e l’industria italiana e europea potrebbero contribuire in modo
significativo.
Il primo riguarda le competenze interdisciplinari e transdisciplinari richieste
al progettista dei nuovi robot umanoidi. A differenza di quanto avveniva nel
caso del progettista di robot industriali, esclusivamente rivolta a utenti
tecnici, la nuova figura di ingegnere progetterà robot concepiti per lavorare
insieme all’uomo. Si dovranno tenere in grande considerazione alcuni aspetti non
sempre familiari all’ingegnere tradizionale, quali l’analisi di fattori
culturali, psicologici, antropologici, il design estetico e funzionale, ecc. La
cultura umanistica europea costituisce una solida base per affrontare questo
genere di problemi in modo soddisfacente e originale.
Un secondo aspetto interessante riguarda il processo, che si sta già verificando
e ancor più si potrebbe sviluppare in futuro, di progressivo avvicinamento fra
robotica e neuroscienze. Infatti i robot animaloidi e umanoidi possono essere
visti non solo come macchine utili o divertenti, ma anche come piattaforma
fisica usabile molto efficacemente per studiare e sperimentare modelli di
componenti (per esempio, gli organi di senso), di sottosistemi (gli organi di
presa), di funzionamento (l’apprendimento del cammino o del coordinamento
visivo-motorio), e di sistemi biologici complessi. Questo approccio, che conduce
alla nascita di aree di ricerca affascinanti e tecnologicamente avanzatissime,
profondamente transdisciplinari (come la “robotica antropomorfa” o “biomedica”,
e la “biomeccatronica”), rappresenta un importante contributo dell’Italia al
progresso della ricerca in questo settore”.LA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNALa
Scuola Superiore Sant’Anna è un istituto universitario autonomo a
  statuto speciale, che opera nel campo delle scienze applicate per promuovere lo
sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnologica e
dell’innovazione, e curare la formazione universitaria, post-universitaria e
quella continua, nonché assicurare la costante interazione fra le attività di
ricerca e di formazione a beneficio dell’alta qualità degli studi.
La Scuola si articola al suo interno in due rami: Classe di Scienze Sociali (con
discipline Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche) e Classe di Scienze
Sperimentali (che comprende Agraria, Medicina-Chirurgia e Ingegneria), cui fanno
capo distinti settori disciplinari dei corrispondenti corsi di laurea
dell’Università degli Studi di Pisa.
La Scuola continua le antiche ed illustri tradizioni di precedenti collegi,
accogliendo studenti di facoltà non presenti nella Scuola Normale Superiore, sui
cui regolamenti è modellata la sua attività didattica e la sua vita comunitaria,
sempre con l’obiettivo di formare alla ricerca scientifica e all’insegnamento
giovani studiosi particolarmente dotati. E’ notevole il gran numero di
professori universitari dell’Università di Pisa e di altre università italiane
che sono stati allievi della Scuola. Da sempre, tuttavia, la Scuola ha riservato
un’attenzione particolare al mondo del lavoro in genere, rappresentato dalle
istituzioni pubbliche e dalle imprese, il quale, accanto alla carriera
universitaria, costituisce il naturale sbocco dei suoi allievi.
La valorizzazione dei risultati della ricerca è orientata al potenziamento delle
relazioni con il mondo industriale, finanziario e della Pubblica
Amministrazione.
La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha istituito Il Parco Sant’Anna Valdera
(PSAV), una struttura d’avanguardia che costituisce l’ambiente ideale per
svolgere attività di ricerca e fondazione in settori ad alto contenuto
energetico.
Il PSAV sorge su un’area donata dalla Piaggio e riconvertita in scuola con
contributi del MIUR, dell’UE, della regione Toscana e del Comune di Pontedera.
Il PSAV, come centro per la ricerca d’avanguardia, ospita una buona parte dei
Laboratori della Scuola, che svolgono ricerca avanzata nel campo delle nuove
tecnologie, robotica, bioingegneria, biotecnologie, microingegneria, ambienti
virtuali, informatica, oltre che nell’innovazione e nel marketing territoriale.
I Laboratori della Scuola sono inseriti in reti internazionali d’eccellenza e
vantano una consolidata esperienza di collaborazione con imprese, enti locali e
amministrazioni pubbliche.
Uno dei primi laboratori di ricerca attivati è ARTS Lab (Advanced Robotics
Technology and Systems Laboratory).
Il PSAV è anche dotato di Laboratori Biologici a elevato livello tecnologico,
Altri laboratori sono Il CRIM (Center for Applied Research in Micro and Nano
Engineering), il PERCRO (Perceptual Robotics Laboratory) svolgente ricerca nel
campo di Ambienti Virtuali e Teleoperazione, il RETIS (Real-Time Systems,
laboratori per sistemi in tempo reale) e altri, sui quali il Giornale
dell’Ingegnere si riserva di tornare per illustrare le ricerche svolte.


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#3776 Da: Riccardo Campa <riccardo_campa@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 11:41 am
Oggetto: Re: [wta-italia] Sospensione crionica su animali
riccardo_campa
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Grazie Gianni, notizia molto interessante. Si tratta
di un nuovo passo importante che si aggiunge agli
esperimenti sui topi effettuati alcuni mesi orsono.
Dimostra che il transumanesimo è sempre meno
fantascienza e sempre più realtà.
Ciao!


--- Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...> wrote:

> Ciao a tutti!
>
> Da leggere! :-)
>
>
http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html
>
> ciao
> Gianni
>
>
>
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#3775 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Mar 28 Giu 2005 10:52 am
Oggetto: Sospensione crionica su animali
lingue_stran...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ciao a tutti!

Da leggere! :-)

http://www.news.com.au/story/0,10117,15739502-13762,00.html

ciao
Gianni



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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#3774 Da: "Giuseppe Regalzi" <regalzi@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 6:05 pm
Oggetto: Re: SEGNALAZIONI: ExI, vele solari, accelerando
regalzi1
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Estropico ha scritto:

> "Accelerando" (si, il titolo e' in italiano, ma il testo e' in
> inglese...) di Charles Stross e' disponibile free online. Ho letto
> solo qualche riga iniziale e mi sembra vagamente cyberpunk - e non
> lo dico come un complimento... ma Stross e' molto vicino al
> transumanesimo e l'ho sentito descrivere come "singularity-aware",
> per cui, chissa', magari vale la pena...
>
> http://www.accelerando.org/

L'ho finito oggi. Lo stile in effetti è cyberpunk -- se non avessi
conosciuto il nome dell'autore l'avrei preso per un libro di Bruce
Sterling -- ma le tematiche sono quelle più strettamente
estropiche/transumanistiche. Molta enfasi su identità biforcate, clonate,
ri-simulate, manipolate, al punto da diventare un po' angosciante; aggiungi
anche una visione delle AI post-singolarità decisamente cupa. Nella seconda
parte diventa un po' stancante. Accludo qui sotto un piccolo brano che mi è
parso divertente.

Ciao,
Giuseppe

---------------------

Welcome to Saturn, your new home world. This FAQ (Frequently Asked
Questions) memeplex is designed to orient you and explain the following:

   a.. How you got here
   b.. Where "here" is
   c.. Things you should avoid doing
   d.. Things you might want to do as soon as possible
   e.. Where to go for more information

If you are remembering this presentation, you are probably resimulated. This
is not the same as being resurrected. You may remember dying. Do not worry:
Like all your other memories, it is a fabrication. In fact, this is the
first time you have ever been alive. (Exception: If you died after the
singularity, you may be a genuine resurrectee. In which case, why are you
reading this FAQ?)

How you got here:

The center of the solar system - Mercury, Venus, Earth's Moon, Mars, the
asteroid belt, and Jupiter - have been dismantled, or are being dismantled,
by weakly godlike intelligences. [NB: Monotheistic clergy and Europeans who
remember living prior to 1600, see alternative memeplex "in the beginning."]
A weakly godlike intelligence is not a supernatural agency, but the product
of a highly advanced society that learned how to artificially create souls
[late 20th century: software] and translate human minds into souls and vice
versa. [Core concepts: Human beings all have souls. Souls are software
objects. Software is not immortal.]

Some of the weakly godlike intelligences appear to cultivate an interest in
their human antecedents - for whatever reason is not known. (Possibilities
include the study of history through horticulture, entertainment through
live-action role-playing, revenge, and economic forgery.) While no
definitive analysis is possible, all the resimulated persons to date exhibit
certain common characteristics: They are all based on well-documented
historical persons, their memories show suspicious gaps [see: smoke and
mirrors], and they are ignorant of or predate the singularity [see: Turing
Oracle, Vinge catastrophe].

It is believed that the weakly godlike agencies have created you as a
vehicle for the introspective study of your historical antecedent by
backward-chaining from your corpus of documented works, and the
back-projected genome derived from your collateral descendants, to generate
an abstract description of your computational state vector. This technique
is extremely intensive [see: expTime-complete algorithms, Turing Oracle,
time travel, industrial magic] but marginally plausible in the absence of
supernatural explanations.

After experiencing your life, the weakly godlike agencies have expelled you.
For reasons unknown, they chose to do this by transmitting your upload state
and genome/proteome complex to receivers owned and operated by a consortium
of charities based on Saturn. These charities have provided for your basic
needs, including the body you now occupy.

In summary: You are a reconstruction of someone who lived and died a long
time ago, not a reincarnation. You have no intrinsic moral right to the
identity you believe to be your own, and an extensive body of case law
states that you do not inherit your antecedent's possessions. Other than
that, you are a free individual.

Note that fictional resimulation is strictly forbidden. If you have reason
to believe that you may be a fictional character, you must contact the city
immediately. [ See: James Bond, Spider Jerusalem.] Failure to comply is a
felony.

#3773 Da: Gianni Lo Conti <lingue_straniere@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 10:01 am
Oggetto: Clonazione spaventosa! :-)))
lingue_stran...
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Ciao a tutti,

io ho capito perchè la gente teme l'uso delle staminali, perchè se le clonazioni
vengono fatte su personaggi pochi credibili l'Italia va sì in rovina.
Guardate chi hanno clonato nella foto. :-)))))))))))

Ciao
Gianni



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#3772 Da: "scerir" <scerir@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 9:56 am
Oggetto: Re: Tecnologia, questa sconosciuta
scerir
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> Che il cervello maschile e femminile pensino in modo diverso è un
> dato di fatto ma che questo sia una barriera all'accesso tecnologico
> non è stato dimostrato.
> Gil

Si, elaborano e processano diversamente i segnali
esterni, in certi specifici casi. (Come Ceccato
ha insegnato, non esistono in realtà segnali 'esterni',
ma strutture mentali che decidono di riceverli
ed elaborarli, o meno).

Quanto alla tecnofobia mi sembra che sia legata
alla sensazione/credenza che la tecnologia non
sia utile, nello specifico della propria esistenza.

Io, per esempio, già alla fine degli anni 60'
maneggiavo, al Cnuce di Pisa, discrete quantità
di schede perforate, dove stendevo i miei
programmi Fortran, per analisi di immagini fotografiche.
Poi, per circa 15 anni, ho avuto un rifiuto.
Non per la tecnologia informatica in se, ma
per la tecnologia informatica come utilità per la
mia vita. Col risultato che ancora oggi, a volte,
devo chiedere a mio figlio, quale sequenza di
tast premere ....

s.

#3771 Da: Gilberto G <gilbyit@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 8:23 am
Oggetto: Re: Tecnologia, questa sconosciuta
gilbyit
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NOTA:

Il primo programmtore, se così può essere definito, della storia era
in realtà un programmatrice "Lady Ada Byron Lovelace".
Sto leggendo la sua biografia, è interessante notare che a soli 13
anni chiese a sua madre di comprarle un libro sugli uccelli in modo
da porterne studiare le ali e lo stile di volo per poi costruirsi a
sua volta delle ali proprie.
Probabilmente è un'eccezione (sopratutto per l'epoca 1800) ma ciò
conferma che pur differenti il problema di accesso tecnologico
femminile è sopratutto culturale.
Che il cervello maschile e femminile pensino in modo diverso è un
dato di fatto ma che questo sia una barriera all'accesso tecnologico
non è stato dimostrato.

Un saluto
Gil


--- scerir <scerir@...> ha scritto:

> > Le cinquantenni di oggi [...]
>
> Donne, uomini. Non saprei dire di
> idiosincrasie o di tecnofobie.
> Ma se può sollevare l'animo ...
> di donne importanti, e futurofile,
> ce ne sono, e ce sono state,
> molte assai. A parte la solita
> E. Noether, che dire della
> sorprendente Grete Hermann,
> inventore della MWI e della
> two-time-interpretation della QM?
>
> http://www.phys.uu.nl/~wwwgrnsl/seevinck/gretehermann_english.pdf
> http://hcs.harvard.edu/~hrp/vol07.html
> http://fergusmurray.members.beeb.net/Causality.html
> http://arxiv.org/html/quant-ph/9810060
>
> (Spero che i links siano ancora buoni).
>
>
>
>
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> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
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#3770 Da: Gilberto G <gilbyit@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 8:13 am
Oggetto: RE: Tecnologia, questa sconosciuta
gilbyit
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Vorrei aggiungere, se possibile, che però l'età non è una diretta
conseguenza ma piuttosto l'essere stato formato in un periodo
arretrato.

Per esempio mia madre ha ormai 60 anni ma usa internet e la posta e
con il suo pc si prepara le sue brochure e i biglietti da visita.
Certo non saprebbe mai istallare windows da sola ma usare i programmi
più comuni riesce ugualmente.

Lei è nata com tanti nel primissimo dopoguera però si discosta dal
campione appena citato perchè quando lavorava come impiegata ha
dovuto usare sempre pc e terminali per la contabilità quindi conosce
le "basi".
Se avesse fatto l'operaia probabilmente oggi farebbe parte di quelli
che "non se ne intendono".

Un saluto
Gil


--- elisapalomba@... ha scritto:

> Sul digital divide di genere e sul paradigma della soglia minima
> non si
> discute, è un'evidenza. Tuttavia i dati statistici - come al solito
> - sono
> fonte di ambiguità.
> In particolare:
>
> >Alieni. Quelli che le nuove tecnologie proprio non riescono a
> utilizzarle.
> >Niente internet, niente telefonino. Rappresentano il 20% del
> campione
> >utilizzato per la ricerca e sono per lo più donne anziane con un
> basso
> >titolo di studio.
>
> Nulla di sorprendente: la maggior parte della popolazione anziana è
> composta
> da donne, visto che gli uomini hanno una vita più breve.
>
> E ancora:
> >Attardati o meglio attardate. Un po' più di dimestichezza con il
> cellulare
> >la mostrano. Anche in questo caso, si tratta soprattutto di donne:
> il 24%
> >degli intervistati, dotata di licenza elementare o di scuola
> media. L'età
> >è
> >però inferiore a quella degli "alieni", intorno ai 50 anni.
> Identica
> >l'indifferenza, se non la vera e propria diffidenza, verso
> internet e
> >computers in genere.
>
> Le cinquantenni di oggi erano bambine negli anni Cinquanta del
> secolo scorso,
> ovvero nell'immediato dopoguerra, quando la povertà gravava su una
> condizione
> femminile già arretrata, e l'analfabetismo attraversava ampie fasce
> della
> popolazione italiana.
> Ancora una volta non sorprende che condizioni socio-economiche di
> svantaggio
> abbiano avuto come risultato - ma è solo una fra le varie
> conseguenze -
> quella che può sembrare una "idiosincrasia delle femmine per la
> tecnologia".
>
> Fra le tante colpe che abbiamo, non ci addossate anche
> l'idiosincrasia...
> Grazie!
> Ciao,
> Elisa
>
> >-- Messaggio originale --
> >To: <Estropico@yahoogroups.com>
> >From: "mez" <rick125@...>
> >Date: Fri, 24 Jun 2005 15:10:43 +0200
> >Subject: [Estropico] Tecnologia, questa sconosciuta
> >Reply-To: Estropico@yahoogroups.com
> >
> >
> >Nulla di sorprendente, anzi.
> >Una triste conferma dell'idiosincrasia delle femmine per le
> tecnologie.
> >Chi è colpa del suo mal...
> >
> >bye
> >
> >***
> >Studio Censis sul rapporto della popolazione con le novità
> >tecnologiche. Donne ultime: 1 su 5 non usa internet e telefonino
> >Tecnologia, questa sconosciuta
> >c'è un 20% di italiani 'alieni'
> >
> >
> >ROMA - Il venti per cento degli italiani è "alieno" alla
> tecnologia. E
> la
> >maggioranza di questa fetta di popolazione a cui le innovazioni
> proprio
> non
> >interessano è composta da donne. Il dato emerge dallo studio del
> Censis
> e
> >dell'Unione cattolici stampa italiana (Ucsi), sul rapporto degli
> italiani
> >con internet e telefoni cellulari.
> >"Alieni", "attardati", "tiepidi", "sperimentatori" o semplici
> "consumatori".
> >Sono le cinque categorie individuate dal Censis, degli italiani
> alle prese
> >con la tecnologia. Alle donne spetta una poco lusinghiera
> caratterizzazione:
> >incapaci o poco inclini all'uso di cellulari e internet,
> soprattutto le
> >anziane, finiscono nella categoria che porta il nome degli
> extraterrestri.
> >Ecco di seguito la fotografia del Paese in relazione alla
> tecnologia.
> >
> >Alieni. Quelli che le nuove tecnologie proprio non riescono a
> utilizzarle.
> >Niente internet, niente telefonino. Rappresentano il 20% del
> campione
> >utilizzato per la ricerca e sono per lo più donne anziane con un
> basso
> >titolo di studio.
> >
> >Attardati o meglio attardate. Un po' più di dimestichezza con il
> cellulare
> >la mostrano. Anche in questo caso, si tratta soprattutto di donne:
> il 24%
> >degli intervistati, dotata di licenza elementare o di scuola
> media. L'età
> >è
> >però inferiore a quella degli "alieni", intorno ai 50 anni.
> Identica
> >l'indifferenza, se non la vera e propria diffidenza, verso
> internet e
> >computers in genere.
> >
> >Tiepidi. Divisi tra maschi e femmine, rappresentano il 25% del
> campione.
> >Nonostante non usino mai internet e poco il computer, queste
> persone fanno
> >un uso del cellulare abbastanza intenso. Si tratta infatti di
> madri e padri
> >che non rinunciano a mantenere un contatto diretto con i propri
> figli,
> per
> >controllarli.
> >
> >Sperimentatori. Sono il 17% della popolazione italiana.
> Sperimentano, nel
> >senso che fanno un uso molto intenso sia di internet sia dei
> cellulari
> e
> >hanno una spiccata tendenza a personalizzare le potenzialità
> offerte dalle
> >nuove tecnologie. Sono giovani, maschi, con un buon titolo di
> studio.
> >
> >Semplicemente consumatori. Il 14% degli italiani. Coloro che usano
> internet
> >e i telefoni cellulari con regolarità, per attività di lavoro e
> >professionali e anche in privato. Pur non avendo modo di
> "sperimentare",
> >utilizzano le nuove tecnologie come abituali consumatori, correndo
> a
> >comprare gli ultimi modelli di telefonini o "scaricando" gli
> ultimi
> >aggiornamenti dei programmi per navigare in internet.
> >
> >
> >(24 giugno 2005)
> >
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> >[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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#3769 Da: "Riccardo Campa" <riccardo_campa@...>
Data: Lun 27 Giu 2005 12:00 am
Oggetto: transumanesimo popolare
riccardo_campa
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In un sito ho trovato una simpatica visione "popolare" del
transumanesimo. Una dimostrazione che il lavoro del sito estropico e i
contatti con la stampa dell'AIT stanno dando frutti.

http://stannogiocandoaungioco.splinder.com/

Ciao, Riccardo

#3768 Da: "mez" <rick125@...>
Data: Dom 26 Giu 2005 7:56 pm
Oggetto: Re: Tecnologia, questa sconosciuta
rick125_d
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> scerir
Donne, uomini. Non saprei dire di
idiosincrasie o di tecnofobie.
Ma se può sollevare l'animo ...
di donne importanti, e futurofile,
ce ne sono, e ce sono state,
molte assai. A parte la solita
E. Noether, che dire della
sorprendente Grete Hermann,
inventore della MWI e della
two-time-interpretation della QM?
[...]




mez:
C'è anche un interessante cyber femminismo:
http://www.tramanti.it/pages/fc.htm

« La ricerca contemporanea ha concentrato enormi risorse anche nel campo delle
bio-tecnologie. La mappatura del genoma umano, la procreazione assistita,
l'ingegneria genetica rappresentano le frontiere della scienza odierna e aprono
grandi contraddittori in seno alla critica femminista. Tali ricerche, infatti,
agiscono in direzione del controllo del sé corporeo, istituiscono un nuovo
significante universale, il genoma, attraverso cui spiegare l'"essenza" del
soggetto, fondono il tecnico con l'organico al fine di potenziare le capacità
del corpo verso una sorta di "ibrido bionico", coinvolgono la donna in modo
particolare perché ampliano le possibilità della riproduzione, manipolano la
fecondazione e addirittura poterbbero sollevare la madre dall'onere della
gestazione. Le filosofe moderniste vedono nelle tecnologie di riproduzione un
tentativo di espropriazione da parte del patriarcato di ciò che di esclusivo c'è
nell'essere donna; mentre le cyberfemministe hanno sviluppato un approccio
pro-tecnologico ed individuano in tali tecnologie la possibilità di liberarsi
dagli imperativi biologici della maternità.
Ripensare il soggetto femminista: il cyborg.
In un contesto in fieri, permeato dalla tecnologia e dall'immaginario che ne
deriva, il femminismo contemporaneo avverte la necessità di ridefinire se
stesso, il proprio modo di essere soggetto politico, la propria epistemologia.
Fondamentale, in questo senso, l'opera di Haraway che ha compreso l'urgenza di
creare un nuovo linguaggio per poter pensare il mondo in modo differente.
Contribuisce a questo processo inventando figurazioni (il cyborg è la più
celebre ed emblematica) che permettano di scardinare i dualismi del pensiero
fallologocentrico. Il cyborg è infatti l'ibrido per eccellenza, riassume e
confonde le opposizioni alla base della nostra cultura: natura/cultura,
organico/meccanico, femminile/maschile.»

"DESIDERIO E TECNOLOGIA"
Allucquère Rosanne Stone
Questo primo capitolo parte con una riflessione sulle protesi e sui confini
della persona. È veramente pensabile stabilire i nostri confini, delineare dove
finiamo noi e dove incominciano le nostre protesi?
[...]
http://www.tramanti.it/conten/testi/cyberfemm/desiderio.htm

bye

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#3767 Da: "scerir" <scerir@...>
Data: Dom 26 Giu 2005 6:57 pm
Oggetto: Re: Tecnologia, questa sconosciuta
scerir
Offline Offline
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> Le cinquantenni di oggi [...]

Donne, uomini. Non saprei dire di
idiosincrasie o di tecnofobie.
Ma se può sollevare l'animo ...
di donne importanti, e futurofile,
ce ne sono, e ce sono state,
molte assai. A parte la solita
E. Noether, che dire della
sorprendente Grete Hermann,
inventore della MWI e della
two-time-interpretation della QM?

http://www.phys.uu.nl/~wwwgrnsl/seevinck/gretehermann_english.pdf
http://hcs.harvard.edu/~hrp/vol07.html
http://fergusmurray.members.beeb.net/Causality.html
http://arxiv.org/html/quant-ph/9810060

(Spero che i links siano ancora buoni).

#3766 Da: (Mittente sconosciuto)
Data: Dom 26 Giu 2005 4:38 pm
Oggetto: (Nessun oggetto)
 
raccia bioniche mosse dal pensiero (foto piu Video)
Message-ID: <d9mlmt+npnv@eGroups.com>
User-Agent: eGroups-EW/0.82
MIME-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
Content-Transfer-Encoding: quoted-printable
Content-Length: 4391
X-Mailer: Yahoo Groups Message Poster
X-Yahoo-Newman-Property: groups-compose
X-Yahoo-Post-IP: 217.133.84.37
From: "emael1" <emael1@...>
Subject:
X-Yahoo-Group-Post: member; u=108109710;
y=mTSZUQl4GEVIDxZTOti_5SyiAHOTLkCEOzRc_7lXN1vE
X-Yahoo-Profile: emael1

Buonasera a tutti,
                   fantastica notizia. Tutta da leggere, da
vedere bene anche le foto e il video. (L'articolo =E8 in Italiano e
Inglese). Per vedere il video basta andare sul link di local6 che ho
appena postato. Buona lettua, e Viva la scienza.

Emael
-----------------------------------------------------------
Versione Italiana
-----------------------------------------------------------
TGCOM
24/06/2005 59.d.H

Braccia bioniche mosse dal pensiero

http://www.tgcom.it/tgtech/articoli/articolo263371.shtml

Usa: operazione da 6 milioni di dollari

In un incidente di lavoro aveva perso entrambe le braccia. Un team
medico di
Chigaco con un miracoloso trapianto gli ha innestato due arti bionici. Le
protesi di plastica e metallo hanno restituito a Jesse Sullivan, un
elettricista, il senso del tatto e la funzionalit=E0. Sullivan pu=F2 di nuo=
vo
stringere gli oggetti senza romperli e distinguere il caldo dal freddo. E'
stata un'operazione da sei milioni di dollari.

"Signore lo possiamo salvare" - Cos=EC iniziava una famosa serie televisiva
degli anni settanta. Il telefilm raccontava di un ex astronauta
(interpretato da Lee Majors) salvato appunto con diverse protesi bioniche.
Era l'uomo da sei milioni di dollari. Adesso la fiction =E8 diventata
realt=E0.
L'operaio di 58 anni =E8 stato operato dalla equipe del dottor Todd Kuiken
nell'ambito del programma amputati del Rehabilitation Institute di
Chicago.
La sensazionalit=E0 dell'intervento riguarda il fatto che le braccia
bioniche
rispondono agli stimoli inviati dal cervello come se fossero arti veri e
propri.
Grazie alla protesi, Sullivan riesce a stringere un uovo in mano senza
romperlo. Se qualcuno gli sfiora un dito della mano bionica =E8 in grado di
dire di quale dito si tratta. I nervi elettronici della mano portano gli
impulsi ad un computer nell'avambraccio, che =E8 collegato ai nervi e alla
muscolatura del petto. Le sensazioni arrivano al cervello, come se
provenissero direttamente dalla mano. "Quando Jess pensa di chiudere la
mano, l'impulso viene rilevato da un trasmettitore e da qui giunge
alla mano
meccanica - spiega Todd Kuiken - Pensa e chiude la mano". Rispetto
agli arti
normali, questo artificiale ha il vantaggio di poter ruotare di 360=B0.
Secondo i medici di Chicago la sperimentazione potrebbe aprire la strada a
interventi non solo sugli amputati, ma anche su quanti hanno subito
lesioni
alla colonna spinale o vittime di ictus. "Tutto questo mi fa sperare -
commenta Sullivan - ero una persona indipendente, uno che non chiedeva
niente a nessuno, quello che potevo fare lo facevo e basta".

-------------------------------------------------------
versione Inglese + foto e video
--------------------------------------------------------

CHICAGO -- Researchers have developed artificial arms that can be moved as
it if they were real limbs, simply by thinking about making them move,
according to Local 6 News.

When Jesse Sullivan's brain tells his arm to do something, it's done in
seconds.

http://www.local6.com/news/4643968/detail.html

The world's first bionic man, Jesse Sullivan, 54, accidentally touched
live
wires while working as a utility lineman in Tennessee. He suffered severe
burns, causing him to lose his arms.

Now, Sullivan is the first to try out the most sophisticated
artificial arms
ever designed.

Surgeons attached his arm nerves to healthy muscles in his chest.

Video

Bionic Man Moves Artificial Arm With Brain

"So now when Jess thinks, close hand, the impulse is picked up by a
transmitter, and goes to his hand," doctor Todd Kuiken said. "He thinks,
closes hand and it does."

Sullivan's hand rotates 360 degrees, according to the report. When
Sullivan's brain tells his arm to do something, it's done in seconds
and he
has feeling in the bionic arm.

"This gives me a lot of hope," Sullivan said. "I was an independent
kind of
guy. I didn't ask anybody for anything. If I could do it, I did it."

Eventually tiny sensors in the fingertips will allow Sullivan to feel
texture and temperature.

Doctors at the Rehabilitation Institute of Chicago said the breakthrough
could change the lives of amputees, patients with spinal cord injuries and
stroke victims, according to the report.

By the time it's perfected, the cost of manufacturing the bionic arm is
expected to be about $6 million, according to the report.


http://www.rael.org

#3765 Da: "cpt_futuro" <cpt_futuro@...>
Data: Dom 26 Giu 2005 2:36 pm
Oggetto: Ogg: c'era una volta.....
cpt_futuro
Offline Offline
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--- In Estropico@yahoogroups.com, "Alex" <kurtenkraft@m...> ha
scritto:
> Un tempo, su questo pianeta, l'Uomo pensando e facendosi domande e
> cercando risposte.....non risolse tutto, anzi......ma c'era una
volta
> l'Etica. Oggi c'è ancora qualcuno che si ricorda l'Etica, ma
pochi.

In realtà se la ricordano in molti..quando è a loro vantaggio

> per
> lo più chi crede a ciò che gli viene detto e dice la verità, più
che
> sincero o etico, viene definito "coglione".


Già! Non che sbaglino molto...chi si fa scrupoli(quando
non corre rischi), non è forse stupido? :-(

> e allora perchè cercare di
> vivere più a lungo possibile in questo mondo?

Per dare modo alla gente con un'etica di dimostrare
che alla fine avevano ragione (purtroppo si vede
solo quando poi succedono i guai)

> ci sono uomini e donne adulti, sui 40 anni, che si comportano come
16
> enni. no amici, c'è qualcosa che non va.....o sono pazzi loro
(sono la
> maggioranza, ma non è detto che la maggioranza abbia ragione) o
sono
> pazzo io.

Concordo

> I valori che ho imparato dalla mia famiglia, e che fanno parte del
mio
> carattere, come l'essere sincero, mi provocano un sacco di guai, e
sto
> cominciando anche io a pensare che forse, in fondo, sono solo un
> coglione.

Benvenuto nel club di "quelli così". ;-)

Ciao!

#3764 Da: "Alex" <kurtenkraft@...>
Data: Dom 26 Giu 2005 12:11 pm
Oggetto: c'era una volta.....
elvisthefirs...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Un tempo, su questo pianeta, l'Uomo pensando e facendosi domande e
cercando risposte.....non risolse tutto, anzi......ma c'era una volta
l'Etica. Oggi c'è ancora qualcuno che si ricorda l'Etica, ma pochi. per
lo più chi crede a ciò che gli viene detto e dice la verità, più che
sincero o etico, viene definito "coglione". e allora perchè cercare di
vivere più a lungo possibile in questo mondo?

ci sono uomini e donne adulti, sui 40 anni, che si comportano come 16
enni. no amici, c'è qualcosa che non va.....o sono pazzi loro (sono la
maggioranza, ma non è detto che la maggioranza abbia ragione) o sono
pazzo io.

I valori che ho imparato dalla mia famiglia, e che fanno parte del mio
carattere, come l'essere sincero, mi provocano un sacco di guai, e sto
cominciando anche io a pensare che forse, in fondo, sono solo un
coglione.

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