Passi avanti nell'uso medico delle nanostrutture.
Riporto:
Sarà grande come un granello di polvere, il primo minisommergibile da
inviare all'interno del corpo umano per depositare medicine là dove
sono richieste senza che tutto l'organismo ne sia interessato. Avrà la
forma di un cubo e sarà composto da metalli. Il nanocubo, che avrà
dimensioni di pochi milionesimi di metro, è stato messo a punto da
David Gracias e dal suo team della Johns Hopkins University (Usa).
...continua..
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=3568
Ciao!
(ANSA)-ROMA, 29 DIC - Dopo quelli di letteratura e fotografia, Roma avra' a
gennaio anche il suo Festival delle Scienze che fara' da apripista a quello di
filosofia. Teatro per il primo Festival delle Scienze, dedicato alla mente e per
questo dal titolo 'SconfinataMente', sara' dal 16 al 22 gennaio l'Auditorium
Parco della Musica. Ad aprire la kermesse, animata da dibattiti con scienziati
ed esperti, sara' lunedi' 16 gennaio il premio Nobel Rita Levi Montalcini con il
sindaco Walter Veltroni.
---------------------------------
Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi, antispam, antivirus, POP3
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Sull'Espresso di questa settimana (N.52) un'intervista a Vernor Vinge,
"L'anima/Umano post umano."
Saluti,
Giuseppe Vatinno
ps: purtroppo non sono potuto venire all'incontro di Milano per motivi di
lavoro. Come è andata?
Non uso, ne' conosco il forskolin, ma ho trovato uno studio recente
sul suo uso per il controllo del peso. Sembra funzionare, almeno su
soggetti maschi e obesi, pare tramite l'aumento del testosterone:
Body composition and hormonal adaptations associated with forskolin
consumption in overweight and obese men.
Godard MP, Johnson BA, Richmond SR. University of Kansas, Department
of Health, Sport and Exercise Sciences, Applied Physiology
Laboratory, Lawrence, KS 66045, USA. mgodard@...
OBJECTIVE: This study examined the effect of forskolin on body
composition, testosterone, metabolic rate, and blood pressure in
overweight and obese (BMI > or = 26 kg/m(2)) men. RESEARCH METHODS
AND PROCEDURE: Thirty subjects (forskolin, n = 15; placebo, n = 15)
were studied in a randomized, double-blind, placebo-controlled study
for 12 weeks. RESULTS: Forskolin was shown to elicit favorable
changes in body composition by significantly decreasing body fat
percentage (BF%) and fat mass (FM) as determined by DXA compared
with the placebo group (p < or = 0.05). Additionally, forskolin
administration resulted in a change in bone mass for the 12-week
trial compared with the placebo group (p < or = 0.05). There was a
trend toward a significant increase for lean body mass in the
forskolin group compared with the placebo group (p = 0.097). Serum
free testosterone levels were significantly increased in the
forskolin group compared with the placebo group (p < or = 0.05). The
actual change in serum total testosterone concentration was not
significantly different among groups, but it increased 16.77 +/-
33.77% in the forskolin group compared with a decrease of 1.08 +/-
18.35% in the placebo group. DISCUSSION: Oral ingestion of forskolin
(250 mg of 10% forskolin extract twice a day) for a 12-week period
was shown to favorably alter body composition while concurrently
increasing bone mass and serum free testosterone levels in
overweight and obese men. The results indicate that forskolin is a
possible therapeutic agent for the management and treatment of
obesity.
Publication Types: Randomized Controlled Trial
PMID: 16129715 [PubMed - indexed for MEDLINE]
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?
cmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=16129715&query_hl=6&it
ool=pubmed_docsum
Questa e' una mini descrizione del forskolin dal sito della Life
Extension Foundation (sullo stesso link c'e' un'articolo sul suo
potenziale contro le leucemie):
The ancient medicinal plant Coleus forskohlii is the source of the
compound forskolin which possesses unique biological activity. The
basic mechanism of action of forskolin is the activation of an
enzyme, adenylate cyclase, which increases cyclic adenosine
monophosphate (cAMP) in cells. Cyclic AMP is perhaps the most
important cell-regulating compound. Once formed it activates many
other enzymes involved in diverse cellular functions.
http://www.lef.org/newsletter/2005/2005_11_15.html
Ciao,
Fabio
--- In Estropico@yahoogroups.com, "irenemian" <irenemian@y...> ha
scritto:
>
>
> qualcuno di voi è a conoscenza di questo integratore che si dica
abbia
> benefici concreti, specialmente per chi voglia migliorare il peso
e di
> conseguenza la salute generale?
>
> vi ringrazio e vi mando i miei più cari auguri di BUONE FESTE!!!!
>
qualcuno di voi è a conoscenza di questo integratore che si dica abbia
benefici concreti, specialmente per chi voglia migliorare il peso e di
conseguenza la salute generale?
vi ringrazio e vi mando i miei più cari auguri di BUONE FESTE!!!!
Buonasera a tutti,
tutti quanti a suonare la chitarra virtuale.
Holeeeeeee :-)))
Emael
REPUBBLICA
21/12/2005 60.d.H
Suonare la chitarra senza chitarra ecco il computer per rocker virtuali
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scienza_e_tecnologia/airguitar/airguitar\
/airguitar.html
Dalla Helsinki University of Technology il "Project air guitar". Basta
una webcam, un paio di guanti colorati e ci si scatena.
ROMA - Chi non ha mai immaginato di essere una rockstar? Alzino la
mano quanti, nella solitudine della propria cameretta e con lo stereo
a tutto volume, non si sono lasciati travolgere da un riff o da un
assolo di chitarra. Fiumi di note da mimare con le mani (e magari
anche con il resto del corpo), per poi vergognarsi del "piacere
solitario" all'ingresso della mamma o della nonna.
Ora gli emuli di Jimi Hendrix o di Van Halen, sono finalmente usciti
allo scoperto, hanno dato un nome a quelle movenze (Air guitar) e da
qualche organizzano veri e propri campionati in giro per il mondo.
Esistono concorsi un po' dappertutto, dagli Usa
(www.airguitarusa.com), all'Olanda (www.air-guitar.nl). Ma è in
Finlandia che si svolge il campionato più importante. Ed è dal
profondo nord che arriva la novità più interessante, elaborata dai
ricercatori della Helsinki University of Technology.
Il "Project air guitar" è un dispositivo informatico che promette
meraviglie "senza corde e chiavi". E senza studiare. Semplicemente, si
fa per dire, aggiunge suoni reali a chiunque impugni uno strumento a
corde fatto d'aria. Tecnicamente non si tratta di realtà virtuale, ma
di realtà aumentata. La AR consiste nell'aggiungere alla normale
visione, informazioni contestualizzate generate dal computer.
"Non serve alcuna conoscenza musicale", sostengono i creatori Aki
Kanerva e Juha Laitinen, "basta indossare un paio di guanti colorati,
posizionarsi di fronte al computer ed iniziare a suonare". Infatti il
sistema Virtual Air Guitar, basato su Linux, utilizza un apposito
software per il riconoscimento video, collegato ad una semplice webcam.
Il computer elabora i movimenti che vengono fatti su quello che
sarebbe virtualmente il manico della chitarra, li analizza e infine un
sintetizzatore assegna un suono per ogni movimento delle mani. Il
risultato è la riproduzione di un assolo di chitarra, in base alla
scala pentatonica, la più usata per gli assolo dai chitarristi rock.
"Bastano dieci secondi e chiunque può iniziare a suonare", sostengono
Kanerva e Laitinen. In base a come vengono pizzicate le corde
virtuali, continuano gli autori, "è possibile ottenere distorsioni ed
effetti acustici unici". Insomma per i rocchettari dilettanti il
divertimento è assicurato. E per il futuro i due ricercatori stanno
elaborando un progetto più "socializzante", il nome non ha bisogno di
spiegazioni: Air band.
http://www.rael.it
OK, ho prenotato per il 27, alle ore 13 (chiedete del tavolo prenotato
Fabio).
Immagino che non ci butteranno fuori prima delle 14,30 ma consiglio a
chi fosse interessato ad arrivare dopo pranzo di farsi sentire off-
list per il mio numero di cellulare (per trovarci se/quando ci
trasferiremo in un pub in zona). NOTA BENE: dal 24 avro' accesso a
internet solo saltuariamente, quindi chi volesse farsi sentire lo
faccia prima di quella data...
IL LOCALE:
Premiata Pizzeria, Alzaia Naviglio Grande 2
Tel: 02 89400648
MAPPA:
http://www.citylightsnews.com/ztmit26.htm
La pizzeria e' in D1, piu' o meno dove c'e' scritto "GRANDE". La
fermata della metropolitana e' Porta Genova, sulla linea 2 (quella
verde) e la potete vedere in C1 ("P.LE STAZ. P.TA GENOVA").
Mappa della Metropolitana Milanese:
http://www.citylightsnews.com/ztmmmp1.htm
Ciao,
Fabio
--- In Estropico@yahoogroups.com, "Riccardo Campa"
<riccardo_campa@y...> ha scritto:
> > Estropico
> > > Riccardo: a che ora arrivereste voi due? Nel primo pomeriggio
spero,
> > > perche' dopo un po' i pizzaioli ci butteranno fuori e dovremo
trovare
> > > un altro locale (essendo in zona navigli non dovrebbe essere un
> > > problema, comunque).
>
> Io il 27 sono libero, ma Giuseppe Lucchini al mattino ha qualche cosa
> da fare al lavoro per cui mi devo adeguare. Se ricordo bene, dovremmo
> arrivare a Milano in treno intorno alle 14 (forse 13.45). Non so poi
> con i mezzi quanto tempo impiegheremo per raggiungere i navigli. Se
> arriviamo a pizza finita, se a voi va bene, possiamo prendere il
caffè
> in un altro pub. Comunque, mi consulto prima con Giuseppe e poi ti
> faccio sapere di preciso.
> Ciao, Riccardo
> Estropico
> > Riccardo: a che ora arrivereste voi due? Nel primo pomeriggio spero,
> > perche' dopo un po' i pizzaioli ci butteranno fuori e dovremo trovare
> > un altro locale (essendo in zona navigli non dovrebbe essere un
> > problema, comunque).
Io il 27 sono libero, ma Giuseppe Lucchini al mattino ha qualche cosa
da fare al lavoro per cui mi devo adeguare. Se ricordo bene, dovremmo
arrivare a Milano in treno intorno alle 14 (forse 13.45). Non so poi
con i mezzi quanto tempo impiegheremo per raggiungere i navigli. Se
arriviamo a pizza finita, se a voi va bene, possiamo prendere il caffè
in un altro pub. Comunque, mi consulto prima con Giuseppe e poi ti
faccio sapere di preciso.
Ciao, Riccardo
Per me luogo ed orario va bene, dovendo venire da Roma.
gv
Estropico
> Direi di darci appuntamento alla pizzeria sui navigli dove ci siamo
> incontrati l'anno scorso, all'una di pomeriggio.
>
> La pizzeria si trova alla Darsena, vicino alla fermata metropolitana
> di Porta Genova (inviero' in settimana indirizzo etc).
>
> Sarei grato se chi pensa di esserci potesse mandarmi due righe (sulla
> lista o off-list) giusto per sapere se prenotare un tavolo per due o
> per venti ;-)
>
> Riccardo: a che ora arrivereste voi due? Nel primo pomeriggio spero,
> perche' dopo un po' i pizzaioli ci butteranno fuori e dovremo trovare
> un altro locale (essendo in zona navigli non dovrebbe essere un
> problema, comunque).
>
> Ciao,
> Fabio
>
> --- In Estropico@yahoogroups.com, "Riccardo Campa"
> <riccardo_campa@y...> ha scritto:
>> Se ricordo bene siamo rimasti d'accordo per un incontro transumanista
>> a Milano il 27 dicembre. C'è un accordo sull'orario e il luogo
>> dell'incontro? Io e Giuseppe Lucchini veniamo da Mantova e
>> difficilmente possiamo essere a Milano prima del pomeriggio.
>>
>> Ciao, Riccardo
>
>
>
>
>
> To unsubscribe from this group send an email to:
> Estropico-unsubscribe@yahoogroups.com
>
> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
>
>
>
>
>
>
Ciao a tutti.
Purtroppo nel periodo natalizio non sarò a Milano (abbiamo infatti deciso di
regalarci 10 giorni in Cina: grande curiosità per questo continente in piena
e turbolenta evoluzione).
Sono comunque sicuro che ci saranno altre occasioni per incontrarci, spero
prima del natale 2006.
Ne approfitto per augurare comunque a tutti buone feste, una splendida
conclusione e un meraviglioso inizio d'anno.
Estropicamente vostro...
Roberto
On 18 Dec 2005 19:03:37 -0000, Estropico@yahoogroups.com <
Estropico@yahoogroups.com> wrote:
>
> Questo numero contiene 1 messaggio.
>
> Gli argomenti di questo numero:
>
> 1. Incontro a Milano
> Da: "Riccardo Campa" <riccardo_campa@...>
>
>
> ________________________________________________________________________
> ________________________________________________________________________
>
> Messaggio: 1
> Data: Sun, 18 Dec 2005 12:15:34 -0000
> Da: "Riccardo Campa" <riccardo_campa@...>
> Oggetto: Incontro a Milano
>
> Se ricordo bene siamo rimasti d'accordo per un incontro transumanista
> a Milano il 27 dicembre. C'è un accordo sull'orario e il luogo
> dell'incontro? Io e Giuseppe Lucchini veniamo da Mantova e
> difficilmente possiamo essere a Milano prima del pomeriggio.
>
> Ciao, Riccardo
>
>
>
>
>
> ________________________________________________________________________
> ________________________________________________________________________
>
>
> To unsubscribe from this group send an email to:
> Estropico-unsubscribe@yahoogroups.com
>
> ------------------------------------------------------------------------
> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
>
>
>
>
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Ecco il quarto capitolo di "La prospettiva dell'immortalità" di
Robert Ettinger:
Gli interrogativi di oggi.
http://estropico.com/id262.htm
Oggi la crionica deve confrontarsi con tre grandi interrogativi: è
tecnicamente realizzabile (in modo che i "pazienti" abbiano una
buona probabilità di venire riportati in vita e ringiovaniti)? È
realizzabile dal punto di vista pratico e non solleva nuovi e
insuperabili problemi? È desiderabile sia per l'individuo che per la
società? Finora ci siamo occupati principalmente del primo
interrogativo: nei seguenti capitoli ci dedicheremo soprattutto agli
altri due. Che cosa possiamo fare oggi per migliorare le nostre
probabilità di ottenere una buona sospensione crionica? Come
possiamo dare, a un parente in punto di morte, le migliori
possibilità di salvezza? Cosa possiamo fare se la morte di un nostro
caro ci coglie impreparati, con disponibilità e risorse limitate?
Fino a che punto, in buona coscienza, dobbiamo spingere i nostri
sforzi?
Ciao,
Fabio
Direi di darci appuntamento alla pizzeria sui navigli dove ci siamo
incontrati l'anno scorso, all'una di pomeriggio.
La pizzeria si trova alla Darsena, vicino alla fermata metropolitana
di Porta Genova (inviero' in settimana indirizzo etc).
Sarei grato se chi pensa di esserci potesse mandarmi due righe (sulla
lista o off-list) giusto per sapere se prenotare un tavolo per due o
per venti ;-)
Riccardo: a che ora arrivereste voi due? Nel primo pomeriggio spero,
perche' dopo un po' i pizzaioli ci butteranno fuori e dovremo trovare
un altro locale (essendo in zona navigli non dovrebbe essere un
problema, comunque).
Ciao,
Fabio
--- In Estropico@yahoogroups.com, "Riccardo Campa"
<riccardo_campa@y...> ha scritto:
> Se ricordo bene siamo rimasti d'accordo per un incontro transumanista
> a Milano il 27 dicembre. C'è un accordo sull'orario e il luogo
> dell'incontro? Io e Giuseppe Lucchini veniamo da Mantova e
> difficilmente possiamo essere a Milano prima del pomeriggio.
>
> Ciao, Riccardo
Se ricordo bene siamo rimasti d'accordo per un incontro transumanista
a Milano il 27 dicembre. C'è un accordo sull'orario e il luogo
dell'incontro? Io e Giuseppe Lucchini veniamo da Mantova e
difficilmente possiamo essere a Milano prima del pomeriggio.
Ciao, Riccardo
Ho ricevuto da Giuseppe il file e l'ho ascoltato.
Grazie Giuseppe.
Mi è capitato ultimamente di incavolarmi coi laici che non saprebbero
argomentare in bioetica... ma devo dire che, mentre fukuyama ha almeno avuto
una certa concretezza esemplificativa, in ferrara e fisichella io non ho
trovato un argomento etico fondativo che fosse uno. Ferrara tuona contro i
dubbiosi ma le sue certezze non si è mica capito su quale base
poggino. Lui pretende che ci sia una verità etica. Ma quale? Basata su che?
Ricostruzioni panoramiche interessate della storia del pensiero
occidentale... un gran stracciamento di vesti contro la hybris prometeica,
ma nessuna sostanza concettuale quando si tratta di indicarlo questo
fondamento assoluto dell'etica assoluta del limite assoluto.
Perchè è facilissimo gridare contro il nichilismo e il relativismo etico.
E' una banalità da bar.
Quello che invece è hard è offrire una costruzione etica capace di
evitarli. E io non ne ho intravisto una, salvo la riproposizione di roba già
arcivecchia e straconfutata... cioè un richiamo alla natura come norma etica
che si sa bene essere del tutto inconsistente: cioè l'inammissibile salto
dal fatto (meglio: dalla interpretazione del fatto) al valore. Non ci si può
mica compiacere - come fa Fisichella - che dopo Popper la scienza non è più
un sapere assoluto ma solo ipotetico e in divenire, e pensare di continuare
ad affermare certezze morali ontologicamente fondate che non siano anche
loro ipotetiche e in divenire...
Quella che è saltata è proprio la pretesa di costruire un'ontologia stabile
delle essenze. E' per questo che anche la scienza è sapere ipotetico in
divenire. Figurarsi se su questa instabilità ontologica si può costruire
un'etica che ponga all'uomo la natura data come limite inoltrepassabile...
L'unica natura che il discorso etico può invocare come sua base è quella che
sta all'origine del vissuto, della volontà, cioè l'intuizione del valore, lo
scavo alla ricerca di ciò che necessariamente ci accomuna nel sentire... Poi
la norma etica è in toto costruzione umana, inevitabilmente plurale.
E il richiamo a Dio non serve a superare questa condizione perchè la
pretesa volontà di Dio può essere interpretata in tanti modi. E' quindi
indistinguibile dalla volontà di chi interpreta. E di questo almeno
Fisichella ha mostrato di essere consapevole quando ha detto: ma quale dio?
Ci sono molte religioni con etiche del tutto diverse...
E allora?
Perchè l'uomo sarebbe eticamente insuperabile? Quale limite etico ci
impedirebbe di andare oltre? Cosa, nella natura dell'uomo, gli impedirebbe
di cercare il suo potenziamento andando oltre i confini dell'umano?
Nessun argomento è stato portato su questo terreno.
Quanto a concetti capaci di opporre alla tecnica i limiti che
pretenderebbero, questi stanno a zero.
Voi ne avete trovato uno?
bye
Buon pomeriggio a tutti,
wowowowowow. Interessantissima notizia.
Emael
Estense.com
16/12/2005 60.d.H
Breedbot: robot 'geneticamente' selezionati
http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=3071&format=html
Allevare un robot direttamente a casa propria? Con meno di 350 euro si
può.
Bastano un kit robotico Lego Mindstorms ®, tre sensori a infrarossi e un
computer. Ma non stiamo parlando di un videogioco né di un archeologico
Tamagotchi, ma di "Breedbot": un sistema che consente di far 'crescere e
moltiplicare' dei robot, prima in un ambiente virtuale, ed in seguito di
trasferire, la mente così allevata, all'interno di un robot reale.
Creato da una collaborazione tra il "Laboratorio di Vita Artificiale e
Robotica" dell'Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive (Istc) del
Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, l'Università Federico II di
Napoli e l'Università degli Studi di Palermo, "BreedBot", grazie ad un
approccio originale e innovativo della robotica e della vita
artificiale, è
stato pensato anche per il nascente mercato della robotica educativa e di
intrattenimento. Una 'tentazione' ludico-pedagogica, insomma, che potrebbe
divenire irresistibile per molti bambini e adulti, soprattutto in questo
periodo di regali, dato anche il costo non insormontabile (circa 240
euro il
kit, circa 120 i tre sensori).
"Così come con l'allevamento l'uomo ha cercato di migliorare alcune
caratteristiche dei propri animali, attraverso una selezione che, al
contrario di quella naturale, viene definita artificiale", spiega Onofrio
Gigliotta, assegnista dell'Istc-Cnr e dottorando di ricerca presso il
Dipartimento di Psicologia dell' Università degli Studi di Palermo,
ideatore
del progetto insieme ad Orazio Miglino, professore di Psicologia generale
alla Federico II, "allo stesso modo con 'Breedbot' è possibile
allevare dei
robot come se fossero dei veri e propri animali, operando nel tempo, una
personale selezione genetica".
Inizialmente si avranno a disposizione nove robot con un codice genetico
differente che si muoveranno 'virtualmente' sullo schermo del computer e
avranno il compito di superare ed adattarsi ad una serie di stimoli decisi
dall'utente stesso. Successivamente, osservando le azioni e le reazioni
della prima popolazione di robot, l'utente potrà scegliere quelli che
a suo
avviso saranno i migliori da far riprodurre. "A partire dal genoma di ogni
individuo selezionato" prosegue Gigliotta "'Breedbot' produrrà,
introducendo
delle piccole mutazioni, tre cloni che ricreeranno la numerosità della
popolazione iniziale e così a ripetersi, fino alla selezione finale.
L'utente, cioè, al termine di ogni generazione deciderà chi far riprodurre
nella generazione successiva; migliorando o accentuando alcune
caratteristiche piuttosto che altre di ogni singolo robot". Alla fine,
dopo
aver riprodotto generazioni e generazioni robotiche, quando si sarà
soddisfatti delle selezione ricreata, si potrà passare dal simulato al
reale, dando vita realmente ad uno dei robot.
"Il robot a cui facciamo riferimento" conclude Gigliotta "molto
semplice da
assemblare, sarà facilmente reperibile sul mercato dal momento che la
base è
realizzabile utilizzando il kit robotico Lego Mindstorms®, mentre i
sensori
a Infrarossi (modello sharp) e le interfacce (mindsesnsors robotics) si
potranno acquistare via Internet al sito www.mindsensors.com".
Basterà mettere il Breedbot appena costruito davanti alla torretta a
infrarossi (inclusa nel kit Lego), aprire la Breedcard, mettendo il
puntatore sopra il robot preferito e premere il tasto 'implant'. A questo
punto una piccola animazione informerà l'utente dell'avanzamento del
download. Il cervello di Breedbot passerà così dal robot simulato a quello
reale che, se ben allevato, riuscirà agevolmente a navigare in un ambiente
irto di ostacoli. Il passo successivo riguarderà l'applicazione di questa
tecnologia a robot più complessi, con un numero maggiore di sensori e con
morfologia differente.
http://www.rael.it
Buonasera a tutti,
bene bene, altra notizia (nanonotizia) da Israele.
Buona lettura.
Emael
PUNTO INFORMATICO
14/12/2005 60.d.H
Nanoarmature pronte per il 2007
http://punto-informatico.it/p.asp?i=56809
Un'azienda israeliana ha iniziato la produzione di un nuovo materiale
cinque
volte più resistente dell'acciaio. Prime applicazioni: giubbotti
anti-proiettile e blindature
Gerusalemme (Israele) - In un secolo che sembra trasformare in realtà
le più
estreme fantasie steampunk non possono mancare rivoluzionari gadget
militari. L'ultimo è una sorta di armatura costituita da nanocosi, che
dimostra quanto la scienza dei materiali stia correndo.
ApNano, azienda israeliana specializzata in nano-tecnologie, ha realizzato
un materiale in grado di sopportare shock di ogni genere. Presso la
"School
of Mechanical, Materials and Manufacturing Engineering" della
University of
Nottingham il professor Yan Qiu Zhu ha eseguito numerosi test che
dimostrano
l'incredibile resistenza di questo composto. Un proiettile di acciaio
sparato a 1,5 km al secondo non è riuscito a scalfire il prototipo: in
pratica il materiale è stato in grado di assorbire un impatto di 250
tonnellate per centimetro quadrato, come se quattro vecchie locomotive
diesel avessero impattato contro un'area grande come un'unghia. Dati da
capogiro per i ricercatori specializzati nel settore. Un ulteriore test
eseguito presso Ecole Central di Lione ha dimostrato che con pressione
isostatica la stabilità del materiale si mantiene inalterata fino a 350
tonnellate per centimetro quadrato.
La nanostruttura del materiale sfrutta una disposizione multi-strato
ed è il
risultato di una sofisticata manipolazione a livello atomico, che permette
di raggiungere altissimi livelli di resistenza. Il gruppo di ricerca della
ApNano è riuscita a sintetizzare alcuni composti inorganici come WS2,
MoS2,
TiS2 e NbS2 in piccole nanosfere e nanotubi vicini nella struttura ai
fullereni, molecole di carbonio simili a quelle del diamante e della
grafite.
I fullereni inorganici prodotti da ApNano nei laboratori israeliani di Nes
Ziona si sono dimostrati non solo più economici delle versioni
organiche, ma
anche dotati di qualità ignifughe, stabilità molecolare e atossicità. La
combinazione con altri materiali ha permesso di raggiungere livelli di
resistenza 5 volte superiori rispetto all'acciaio, in altri casi qualità
elastiche combinate con la capacità di assorbire impatti violenti.
Insomma,
queste soluzioni si profilano come le migliori candidate per giubbotti e
blindature per mezzi di domani.
"Attualmente siamo in grado di produrre pochi chili di materiale al
giorno,
ma nei prossimi sei mesi, con le nuove infrastrutture, saremo in grado di
arrivare ad almeno 100/200 kg giornalieri. La produzione industriale su
vasta scala sarà raggiunta solo nel 2007", ha spiegato il dottor Menachem
Genut, CEO di ApNano.
Il prezzo di commercializzazione non è stato reso noto, ma secondo i
tecnici
sarà soprattutto il costo dei materiali ad incidere. I primi modelli
saranno
disponibili fra tre anni. Goblin e Orchetti non potranno che esultare
per le
nuove nanoarmature.
http://www.rael.it
http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2005/12_Dicembre/14/nanorobot.sh\
tml
Nanotecnologie
Nano-robot che nuota nel corpo umano
E' stato costruito in Israele. Potrà essere utilizzato per catturare
immagini e somministrare farmaci.
Un nano-robot nuotatore in grado di muoversi velocemente e con agilità
nel corpo umano e che in futuro potrebbe essere utilizzato per
catturare immagini e somministrare farmaci: il prototipo, descritto
nella rivista New Journal of Physics, è stato messo a punto in
Israele, presso l'istituto di tecnologia Technion, ad Haifa. Secondo
il responsabile della ricerca, Joseph Avron, ci vorrà ancora tempo per
mettere a punto il dispositivo prima di passare alle applicazioni, ma
nel frattempo è stata superata una delle sfide più grandi: riuscire a
realizzare un robot di dimensioni così ridotte e capace di muoversi .
Il robot-nuotatore è composto da due palloncini elastici, ognuno dei
quali cambia volume durante il movimento. Caratteristiche che, secondo
i ricercatori, gli permettono di muoversi meglio di un batterio e di
altri organismi biologici spinti da un flagello. Inoltre il robot è
più veloce di ogni altro nuotatore artificiale finora progettato ed è
in grado di percorrere lunghe distanze.
Lo stesso gruppo di ricerca sta progettando altri nano-robot capaci di
nuotare all'interno delle cavità dell'organismo umano, come quelle
della colonna vertebrale, del cuore o dei polmoni. L'obiettivo ancora
più ambizioso, dicono i ricercatori, è però realizzare robot dalle
dimensioni ancora più ridotte, così piccoli da poter risentire degli
effetti della meccanica quantistica.
14 dicembre 2005
--------------------------------------------------------
http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2005/12_Dicembre/08/texas.shtml
La medicina del futuro è «nana»
Si gioca su tecnologie che lavorano nell'ordine del miliardesimo di
millimetro la sfida della ricerca in campo biomedico
DAL NOSTRO INVIATO, SAN ANTONIO (Texas) -Il futuro della medicina sarà
«nanoscopico». Cioè si giocherà su mezzi e ricerche che lavoreranno su
dimensioni nanometriche, dell'ordine del miliardesimo di millimetro.
Ne è convinto Mauro Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di
nanotecnologie applicate alla medicina. Ferrari, italiano che lavora
all'università dell'Ohio, ha appena portato a termine un incarico di
due anni affidatogli dal National Cancer Institute di Bethesda
(Maryland) per sviluppare un progetto di applicazione delle
nanotecnologie alla scienza medica. «Durante questo periodo», ha
spiegato al Breast Cancer Symposium in corso a San Antonio (Texas),
«mi sono confrontato e ho collaborato con i massimi esperti mondiali
di varie discipline mediche, in particolare coinvolti nella ricerca
sul cancro, sia a livello clinico che tecnico, ma anche con politici e
esponenti delle associazioni di malati. E a questo punto, con il
contributo di tutti, siamo pronti a lanciare in modo ancora più
convinto la sfida, soprattutto ai tumori, con la nuova arma
rappresentata dalle nanotecnologie». La sfida si articolerà nelle
direttrici classiche: diagnosi precoce, e cure sempre più mirate.
■ L'intervista con il professor Mauro Ferrari
DIAGNOSI PRECOCE - «Il tumore al seno, per esempio» precisa l'esperto,
«impiega anche 10-15 anni a diventare tale. Prima è soltanto una
lesione pre-cancerosa, ma è molto difficile intercettarla in questo
lasso di tempo. Ora però, in particolare grazie agli studi di
proteomica clinica, si comincia a intravedere la possibilità di
riuscire , in un futuro non lontano, a raggiungere questo obiettivo
persino con un semplice prelievo di sangue». Il metodo consiste
nell'analizzare il proteoma, cioè l'insieme delle proteine presenti
nel sangue per "scovare" quelle che ci segnalano la presenza di un
tumore o di un pre-tumore in una parte del corpo.
«Il concetto è relativamente semplice» chiarisce Ferrari, «ma la
prassi è molto difficile, perché l'analisi del proteoma ci fornisce
fin troppe informazioni: trovare le proteine "sentinella" che ci
interessano in mezzo a a tutte le altre è come cercare un ago in un
pagliaio, anche perché, con tutta probabilità sono proprio quelle
presenti in minore quantità».
Ed è qui che intervengono le nanotecnologie. «Abbiamo messo a punto
delle speciali superfici dotate di specie di nano-pori» spiega
Ferrari, «che riescono a filtrare secondo diversi criteri (forma,
dimensioni, cariche elettriche eccetera) le proteine più probabilmente
interessanti. Una volta fatta questa selezione diventa più facile
studiarle e crescono le probabilità di trovare quelle "giuste" da
utilizzare per la diagnosi precoce».
CURE MIRATE- Ovviamente anche nella terapia dei tumori, in particolare
di quello della mammella, le nanotecologie promettono innovazioni
fondamentali. «In questo campo credo che ci sarà una vera rivoluzione
nei prossimi 10-15 anni» continua Ferrari. «Oggi infatti, stiamo già
assistendo a un enorme progresso messo a punto dai cosiddetti farmaci
biologici, cioè capaci di andare a colpire precisi meccanismi
molecolari presenti solo in alcuni sottotipi di cancro». «Questo
permette maggiore efficacia della cura e minori effetti collaterali,
ma diventando sempre più precisi nel prendere la mira ,
paradossalmente, dovremmo arrivare ad avere un solo farmaco per ogni
singola persona e per il suo "singolare" tumore». «Ma ciò», prosegue
il ricercatore, «potrebbe rendere praticamente impossibili gli
investimenti delle aziende farmaceutiche». «L'approccio nanotecnolgico
alla precisione è invece totalmente diverso: Noi pensiamo che si
possano utilizzare farmaci che agiscono anche su meccanismi meno
specifici e più comuni a un maggior numero di pazienti, a patto però
riuscire a mandarli esattamente e solo dove si vuole, cioè al loro
bersaglio, in modo che facciano molto effetto e pochi danni ai tessuti
sani». «E ciò sarà possibile, per esempio, con "nanotaxi" » continua
Ferrari, «nanosfere capaci di veicolare le medicine dove servono e di
rilasciarle al momento giusto».
Le strategie che si possono utilizzare per "istruire" le nanosfere
sono diverse e si possono basare per esempio sulle loro dimensioni,
sulle loro caratteristiche di carica elettrochimica, oppure
sull'associazione con determinati enzimi eccetera. Già oggi si possono
inviare nanosfere in determinati distretti corporei e poi «attivarle»
con raggi infrarossi dall'esterno.
Luigi Ripamonti
14 dicembre 2005
> giuseppe, tu che hai intrefree potresti usare intertransfer..
> difficilmente si trovano caselle di posta in grado di accettare un singolo
> file più grande di una decina di MB.. nel caso, puoi inviarlo
> contemporaneamente a varie persone, qualora interessate.. se lo fai, io
> sarei interessato..!
Beh, io in realtà ho Libero Adsl (uso la casella Interfree solo in entrata,
per motivi 'storici'), che ha comunque un servizio analogo; l'avevo già
usato, ma non mi ero reso conto bene di come funzionava. Adesso ho caricato
il file della conferenza sull'apposito spazio, e manderò il link con cui
scaricarlo a chiunque me lo chiederà. Non c'è bisogno di caselle postali
enormi, dunque (ma di un collegamento veloce sì: ripeto, sono 49 Mb). Sarà a
disposizione per sette giorni.
Ciao,
Giuseppe
giuseppe, tu che hai intrefree potresti usare intertransfer.. difficilmente si
trovano caselle di posta in grado di accettare un singolo file più grande di una
decina di MB.. nel caso, puoi inviarlo contemporaneamente a varie persone,
qualora interessate.. se lo fai, io sarei interessato..!
grazie,
giancarlo
----- Original Message -----
From: Giuseppe Regalzi
To: Estropico
Sent: Tuesday, December 13, 2005 6:59 PM
Subject: Re: [Estropico] il convegno con Fukuyama e Ferrara
Ho appena scaricato il filmato dell'intero convegno. In teoria non si
dovrebbe e non si potrebbe -- credo che questa roba sia fatta per essere
vista solo in streaming -- ma con una procedura leggermente complicata ci si
riesce.
Sono 49MB in formato RealVideo; se qualcuno è interessato (e ha un'adsl
veloce con adeguata casella postale, è chiaro) glielo posso inviare.
Eventuali richieste qui:
regalzi@...
Datemi uno o due giorni per raccoglierle, e inviare tutto in una volta.
Ciao,
Giuseppe
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Ho appena scaricato il filmato dell'intero convegno. In teoria non si
dovrebbe e non si potrebbe -- credo che questa roba sia fatta per essere
vista solo in streaming -- ma con una procedura leggermente complicata ci si
riesce.
Sono 49MB in formato RealVideo; se qualcuno è interessato (e ha un'adsl
veloce con adeguata casella postale, è chiaro) glielo posso inviare.
Eventuali richieste qui:
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Datemi uno o due giorni per raccoglierle, e inviare tutto in una volta.
Ciao,
Giuseppe
C ’È UN CRITERIO,VALIDO ERGA OMNES,PER DECIDERE QUALE MORALE SIA
MIGLIORE? SE REGGE LA “LEGGE DI HUME ”,NO
di Dario Antiseri
Ho trovato condivisibili, nei mesi scorsi, le posizioni assunte da Giuliano
Ferrara in difesa della vita umana fin dal suo concepimento. Trovo motivate le
sue considerazioni sui tratti identitari dell’Eu-ropa. Considero giustificata la
diagnosi da lui sviluppata ­ nell’articolo “Mettere in dubbio il dubbio”
­ su una umanità minacciata dall’ingegneria genetica. La possibi-lità di
fare un uomo a immagine e somi-glianza “dei sogni e degli incubi” dell’uomo
stesso entra in contrasto con l’idea di uomo creato a immagine e somiglianza di
Dio e “trasforma l’uomo faber in uomo di-vino”. Scrive Ferrara: “La grande
giornata della scienza come scienza dell’uomo, una volta trasformata al suo
tramonto in tecnica del transumanesimo, ci ha immesso nella notte del dubbio
universale: sappiamo chi siamo, perché pensiamo, e sappiamo pensare e
trasformare il mondo fino all’ultima stilla di materia, fino alla legge della
materia vivente, ma non sappiamo più che cosa dobbiamo essere, che cosa
dobbiamo fare. Non è una questione di morale, di valori, è una questione di
conoscenza e di ra-gione”. No, qui non sono affatto d’accordo, giacché quel che
dobbiamo essere e quel che dobbiamo fare è esattamente una que-stione di morale
e di valori. Certo, è ben vero che la bomba del nostro secolo, rappresentata
“dalla biogenetica nella forma della tecnica genetica”, “ha una forza
de-vastante infinitamente superiore a quella dell’atomica”. Ma con quali mezzi,
allora, sarà possibile opporsi a questa imponente forza devastatrice? Come far
fronte a quel che Ortega y Gasset, in altro contesto, ha chiamato “terrorismo
dei laboratori” e “tirannia dei Soviet sperimentali”? Di nuovo Ferrara: “[…]
Siamo stati raggiunti e catturati dalle conseguenze del nostro potere e non
abbiamo ancora il potere di reagire. Siamo eredi del progetto umanista e ateo,
ne siamo dunque anche i curatori testa-mentari”. E dinanzi ai tragici fallimenti
della presunzione umana, Ferrara punta a una conoscenza etica
capace di stare alla pari con il potere tecnico. E questo, a suo avviso, gli
uomini “non possono farlo se non arrivano a distinguere razionalmente il bene e
a riconoscerne l’essenza”. Ancor più chiaramente: “Di fronte alla libertà di
fare, di fabbricare e predestinare l’esisten-za umana biologica, che è libertà
di abolire la libertà, bisogna che il dubbio etico re-lativista si scuota e
opponga la ricerca di un fondamento assoluto, di un limite asso-luto, di un
mistero assoluto, all’assoluto innaturale che ci insegue, anzi ci bracca e ci ha
già agguantati”. Questa è, dunque, la terapia proposta da Giuliano Ferrara per i
mali ­ reali e gravi ­ del nostro tempo: mettere in dubbio il dubbio, e
opporre al dila-gante relativismo valori etici assoluti razio-nalmente fondati.
A parte il fatto che la “presunzione fatale” tenutisticamente diverse,
l’ulteriore irre-primibile domanda è la seguente: abbiamo a disposizione un
criterio razionale, valido erga omnes, per decidere quale etica
sia migliore in quanto razionalmente fondata? Ebbene, un interrogativo del
genere, nu-cleo di ogni teoria dell’etica, non può rice-vere una risposta
positiva, se regge la “legge di Hume”. La legge di Hume ci dice che dalle
descrizioni non sono logicamente de-rivabili prescrizioni, con la conseguenza
che i valori di un sistema etico, i principi fondamentali, risultano fondati, in
ultima analisi, sulle scelte di coscienza di ogni singola persona e non su
argomentazioni di natura razionale. Certo, esistono scelte a occhi chiusi e
scelte a occhi aperti, e queste ultime sono quelle scelte che si fanno ponendo
attenzione continua alle conseguenze dei principi abbracciati, per cui questi si
accettano per la ragione che se ne accettano le conseguenze, solo che
l’accet-tazione delle conseguenze è anch’essa og-getto di scelta. In questo
senso la “legge di Hume” è la base logica della libertà di co-scienza. La
scienza sa e l’etica valuta; esi-stono spiegazioni e previsioni scientifiche, ma
non
esistono spiegazioni e previsioni etiche ­ esistono valutazioni etiche.
L’etica non è scienza; l’etica è senza verità. Da tutta la scienza non possiamo
estrarre un grammo di morale. Inevitabile è, pertanto, la scelta dei valori
supremi ­ di quei valori “per i quali si può vivere o morire” ­ e questa
è una scelta che trova la sua base non nella scienza, ma nella coscienza di ogni
uomo e di ogni donna. Pluralismo, dunque scelta; scelta, dunque libertà;
libertà, dunque responsabilità. E’ falso, pertanto, sostenere che tutte le
etiche sono uguali; ma è difficile dar torto
a coloro che affermano che i valori supre-mi non sono né teoremi “dimostrati”
né as-siomi “autoevidenti” e “autofondantisi”. E, allora, se per relativismo si
intende la non-fondabilità razionale dei valori di fondo dei differenti sistemi
etici, il relativismo è forse evitabile?; non è esso un tratto costi-tutivo
della “società aperta”?; aveva torto Kelsen allorché affermò che “il
relativi-smo è quella concezione del mondo che l’i-dea democratica suppone”?.
Stanno qui le ragioni per cui io intendo contestare a Giu-liano Ferrara il suo
fondamentalismo ra-zionalistico: non un uso, ma un abuso della ragione.
So bene che una schiera, che sempre più si ingrossa, di antirelativisti,
assertori di assoluti terrestri, si straccia le vesti di fronte a una simile
posizione. Comprendo le loro preoccupazioni e i loro timori; non condivido,
però, le loro soluzioni. E a Giuliano Ferrara e a quegli amici cattolici i
quali, invece di rendere chiare le ragioni e le conseguenze della scelta di
fede, si af-fannano a dimostrare, con il solo aiuto del-la ragione, al di fuori
dell’annuncio di fede, la validità di valori supremi, vorrei chiede-re: un
cristiano che pensa di poter conosce-re e fondare razionalmente principi etici
assoluti non è forse caduto nella tentazione del serpente “eritis sicut dei
cognoscentes bonum et malum”?. Così, tanto per esempli-ficare, l’idea di persona
sacra e inviolabile sin dal concepimento è un messaggio reli-gioso o un esito di
qualche elucubrazione filosofica? Per un cristiano, ciò che è bene e ciò che è
male lo stabilisce il Vangelo o la ragione umana? E se lo stabilisse
la ragio-ne umana, non dovremmo allora dare ra-gione ai sostenitori della “dea
Ragione”, per i quali “mestier non era parturir Ma-ria”? Per un cristiano solo
Dio è assoluto, per cui tutto ciò che è umano non può essere che storico,
contestabile, non assoluto, relativo. Il cristiano, pena la sua metamorfosi in
idolatra, può predicare l’assolutezza di qualche cosa umana, compresi lo Stato e
magari proposte etiche presunte ra-zionali? Certo, aveva ragione Thomas S. Eliot
ad affermare che “se il cristianesimo se ne va, se ne va tutta la nostra
cultura”. Ma il messaggio cristiano, per chi crede, non è frutto di cultura, non
può essere ridotto a umana cultura né trasformato in instrumentum regni.
_______________________________________________________________________
Morte a tutti quelli che portano i pantaloni!
(Grido di guerra dell'Esercito Indio,1877)
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Esperimento di un gruppo di scienziati di San Diego. L'iniezione
di cellule umane nell'animale non muta la struttura neurologica
Cellule umane nel cervello del topo
per studiare il morbo di Parkinson
di LUIGI BIGNAMI
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/scienza_e_tecnologia/staminali/topicerv/\
topicerv.html
MILANO - Un topo con una piccola quantità di cellule umane prese dal
cervello dell'uomo. L'esperimento è stato fatto da un gruppo di
ricercatori del Salk Institute di San Diego (Stati Uniti), che oggi ne
hanno dato l'annuncio. Lo scopo è quello di studiare - grazie a questo
modello eccezionale - il morbo di Parkinson e di cercare nuove cure al
male. Guidato da Fred Gage, il gruppo di ricercatori ha iniettato in
un embrione di topo circa 100.000 cellule embrionali dell'uomo. Alla
nascita esso possedeva lo 0,1% di cellule cerebrali di tipo umano,
troppo poche - sostengono i ricercatori - per "umanizzare" il topo in
questione.
"L'esperimento ci ha permesso di scoprire che l'iniezione di cellule
staminali umane non ha cambiato la struttura del cervello del topo",
ha spiegato Gage. Dopo tutto, sostiene il ricercatore, il topo
possiede il 97,5% di geni simili a quello dell'uomo.
"Il pericolo arriverebbe se si tentasse di 'umanizzare' troppo
l'animale, ma non penso che i ricercatori arriverebbero a tanto", ha
spiegato David Magnus, direttore dello Standard Medical Center for
Biomedical Ethical. Ora i ricercatori cercheranno di indurre nel topo
la malattia di Parkinson e di trovare un modo efficiente per guarirlo
con l'utilizzo di cellule staminali.
Quella di Parkinson è una delle malattie del cervello più diffuse e
interessa pazienti di età media compresa tra i 45 e i 60 anni di
entrambi i sessi. Una delle strade che oggi vengono seguite per
guarire la malattia è proprio l'uso delle cellule staminali e Gage si
propone di capire quando andrebbero iniettate nel paziente. Al momento
infatti, esperimenti di questo genere non sono mai stati fatti
sull'uomo perché ancora poco si conosce su ciò che potrebbe accadere
da una simile iniezione. "E' questo il motivo che ci ha spinto
all'esperimento, accelerare una soluzione che sappiamo importante, ma
che al momento non riusciamo a sperimentare". Se la ricerca darà una
risposta interessante, i ricercatori sono pronti per inserire cellule
umane anche nel cervello delle scimmie.
grazie!
in questo momento siamo al 74..!
giancarlo
----- Original Message -----
From: Giuseppe Regalzi
To: Estropico@yahoogroups.com
Sent: Tuesday, December 13, 2005 3:01 PM
Subject: Re: [Estropico] il convegno con Fukuyama e Ferrara
> hai individuato il link corretto, per caso?
Eh, vedo adesso che i link variano con l'aggiunta di nuove pagine. Un sito
gestito in maniera poco professionale, direi. Per adesso il link corretto è
questo:
http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&livello=s\
7.2.2&record=72
Se non trovi la pagina giusta aggiungi un'unità all'ultima cifra dell'URL.
Ciao,
Giuseppe
---------------------------------------
Giuseppe Regalzi
Roma
regalzi@...http://regalzi.port5.com/
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il link rimanda ad altro.. ho trovato questo -
http://service.radioradicale.it/archivio/scheda.php?IdScheda=164010 - ma non si
riesce a scaricare.. hai individuato il link corretto, per caso?
grazie!
giancarlo
----- Original Message -----
From: Giuseppe Regalzi
To: Estropico
Sent: Friday, December 09, 2005 9:41 AM
Subject: [Estropico] il convegno con Fukuyama e Ferrara
Mi sono imbattuto per caso nella registrazione completa (2h30') del convegno
che si era tenuto a Roma il 10 ottobre, con Fukuyama e Ferrara (ricordate?
se ne era parlato qui in lista, ma solo Giancarlo era riuscito a entrare). È
a cura di Radio Radicale:
http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=viewSchedaNew&livello=s\
7.2.2&record=71
Per vederlo serve Real Player.
Ciao,
Giuseppe
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Ho scritto una breve relazione per la ML della WTA sulla conferenza
transumanista che ho organizzato a Cracovia in novembre. Ve la passo
in inglese perché non ho tempo di tradurre.
Ciao, Riccardo
A couple of weeks ago, an interesting transhumanist conference took
place at the Institute of Sociology of the Jagiellonian University at
Cracow, Poland. Dr. James Hughes spoke about "Biopolitics and
Democracy". The conference was moderated by Dr Riccardo Campa (that
is, me).
The conference was divided into two parts: meeting with faculty and
meeting with students. About a hundred people attended James Hughes's
lecture, about 20 teachers and 80 students. Many students were sitting
on the ground and others couldn't get into the room.
In spite of what some anti-transhumanists may think, the size of the
room was not 2 x 2 m. and the conference was not advertized under the
title "Job opportunities in the USA". ;)
Half of the students were Polish and half from other countries.
In the evening, a second transhumanist event took place in Campa's
home. A meeting with Italian transhumanist living in Cracow (4 people)
and a bottle of Italian wine. Among them, Giovanni Caporioni, the
creative director of an advertizing company. Caporioni presented some
prototypes of an advertising campaign to promote the World
Transhumanist Association as a movement of "good people" aimed at
helping human and post-human kind. :)
Riccardo Campa
President, Italian Transhumanist Association
Ciao Gianni, vedo che non stai mai fermo. Sempre in viaggio! Credo che
avremo presto un'occasione per incontrare i russi. In ogni caso c'è il
congresso mondiale in Finlandia la prossima estate.
A presto, R.
--- In Estropico@yahoogroups.com, Gianni Lo Conti
<lingue_straniere@y...> ha scritto:
> Ciao a tutti!
>
> Sono stato a Mosca dall'8 all'11 dicembre per motivi personali, ma
ho approffitato per incontrare anche i transumanisti russi.
> Eravamo in 7 me compreso: 3 biofisici, un ecologista, il direttore
di un centro clinico e la segretaria del movimento transumanista russo.
> Mi hanno parlato del loro lavoro congiunto nell'organizzare
periodici semininari ogni mese. La stampa, la televisone e la radio
comininciano già da tempo ad interessarsi.
> Interessante è segnalare che alcuni studi di fisici e biologi, con
tanto di rapporti ed articoli riportati nel loro nuovo sito
aggiornato, proporebbero delle varianti agli studi di De Grey e ad
alcuni studi di alcuni settori della nanotecnologia. A tal proposito
fra qualche mese vi tradurrò degli articoli dal russo all'italiano.
> L'ecologista, amico di Giulietto Chiesa, il noto giornalista
italiano vorrebbe che io lo contattassi per far sì che Chiesa si
interessasse al transumanesimo russo. Chissà! Forse potrebbe scambiare
due parole con Riccardo o Giuseppe Vatinno. IL QUALE GIUSEPPE VATINNO
SAREBBE GENTILMENTE INVITATO AD AUTORIZZARE A FAR SCARICARE IL SUO
ARTICOLO SUL COSMIMO RUSSO, PERCHè L'ECOLOGISTO RUSSO A CUI HO PARLATO
DI QUELL'ARTICOLO VUOLE APPENDERE LA STAMPA DELL'ARTICOLO AL MUSEO
"FEDORSKIJ" A MOSCA, PER FAR NOTARE COME IN ITALIA SIA APPREZZATO IL
PENSIERO DEL FILONE DEL COSMISMO RUSSO E FILOSOFICO-IMMORTALISTA. :-)
> GIUSEPPE E RICCARDO! I RUSSI GRADIREBBERO PRIMA O POI CONOSCERVI
:-) CONTENTI?
> CIAO
> GIANNI
>
>
> ---------------------------------
> Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi, antispam, antivirus, POP3
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]