Non era il caso di commentare oltre. Quell'uomo, Clerian, era stato ormai
irrimediabilmente catalogato da Kent come imbecille. Un'ultima cosa però la
voleva dire, anche se pareva che poco importasse al combattente delle loro
parole. Si rivolse pertanto a lui, per l'ultima volta, aspro e sprezzante
in modo che la sua disapprovazione fosse palese: <Sia dunque come vuoi,
Clerian. Non vuoi avere a che fare con noi? Ottimo. Da parte mia la cosa è
ricambiata, pensa ai fatti tuoi, goditi il tuo bagno e, se avrai bisogno di
aiuto, mi impegnerò in prima persona affinchè non te ne sia dato. Speravo
sipotesse collaborare, dato che ormai siamo tutti nella stessa barca,
qualcunonon è d'accordo, benissimo, rispetto le decisioni altrui. Poi, però,
non ci
si lamenti delle conseguenze di tali decisioni.>
Detto questo, fece una breve pausa, per calmare il tono della voce. La sua
attenzione adesso era rivolta ai suoi vecchi compagni, coloro coi quali
aveva iniziato questa avventura, che cominciavano, per contrasto, a
essergli
più simpatici. E disse: <Una certa fame sta venendo anche a me, Lasrach.
Secondo voi, cosa ci sarà per cena?>