Senza perdere altro tempo, Lasrach, Kent e Christabel si incamminarono verso
il tempio, guidati dal ragazzo dalla pelle di basalto, che già conosceva la
strada. L'aura sanguigna che colorava il cielo, era più che mai opprimente
ed inquietante, e per il villaggio non si vedeva anima viva, porte e
finestre erano sprangate. I tre passarono vicino all'abitazione di Mamma
Abigail, e la fontanella nel piazzale antistante, in quella luce pareva
quasi far sgorgare sangue vivo anzicchè acqua...
Nel frattempo, dinanzi al tempio, Sandir prese la fatidica decisione di
accostarsi al pesante portone e spingerlo, per aprirlo. I suoi compagni
Lyrendar, Kargad ed Amergyn, vicino a lui, si prepararono, come del resto lo
stesso elfo dagli occhi viola, ad un potenziale assalto, ma l'unica cosa che
udirono fu il cigolio sommesso del portone che si apriva, lasciando i
quattro liberi di entrare, se lo volevano, nel tempio misterioso.
L'atmosfera all'interno era buia, ed un po' nebulosa: il terremoto doveva
aver sollevato parecchia polvere, e l'unica luce all'interno pareva quella
sinistra e rossastra dell'aura nel cielo. Dopo qualche secondo, però, fu
chiaro a quattro che la luce, più che venire dall'esterno, era troppo
soffusa, pareva quasi che esalasse dalla pietra stessa che componeva
l'edificio. Un refolo d'aria soffiò verso l'esterno: aria calda, polverosa,
con un vago odore di antichissimi incensi. Un silenzio di tomba pervadeva
ora l'ingresso del tempio, ed il primo a metter piede all'interno,
nonostante fosse stato Sandir ad aprire la porta, fu il paladino Lyrendar,
che posata la mano sull'elsa della propria scimitarra a due mani, mosse
qualche passo all'interno.
Il tempio, originariamente, doveva essere dotato di una piccola anticamera,
che ora era quasi del tutto crollata: solo una piccola sezione muraria
triangolare restava in piedi, ma gli affreschi che originariamente la
addobbavano erano ormai del tutto indistinguibili. Per quanto il paladino
tentasse di avanzare con cautela, il suono dei suoi passi ed il rumore della
sua armatura riecheggiavano comunque tra le pareti, non miglior risultato
ottenne Kargad. Nessun altro suono era comunque udibile, e la fosca
atmosfera color del sangue permise a tutti e quattro di vedere che, macerie
a parte, il tempio era praticamente un'unica grande stanza, originariamente
circondata da un piccolo colonnato, ora in pezzi. Alle pareti, in alcuni
punti dovevano esser fissati degli scaffali di cui si intravvedevano i
resti. L'unica cosa che appariva intatta, in tutto quello sfacelo, era
l'altare di marmo nero che si trovava in fondo al salone.
Il piccolo gruppo guidato da Lasrach, intanto, aveva ormai superato la metà
del villaggio, quando una nuova scossa di terremoto colpì la zona: fu meno
intensa, e più breve di quella che li aveva tirati giù dal letto, ma bastò
per aprire una crepa larga qualche centimetro nella strada. Aguzzando la
vista, Christabel ne vide altre, nelle vicinanze, e proprio quando lo
sguardo dell'elfa stava per tornare sul cammino, sotto i suoi occhi
increduli, alcune delle fenditure ad una decina di metri da lei si
congiunsero, ed un'intera sezione di terreno franò, aprendo una voragine
larga alcuni metri nel terreno. Impossibile, da quella distanza, dire quanto
fosse profonda, ma fortunatamente nessuna abitazione era rimasta coinvolta
e, almeno per il momento, dalla crepa non pareva provenire alcuno sgradito
visitatore.
Un pesante senso di oppressione gravava sui tre avventurieri, e nonostante
la luminosità, a causa dell'approssimarsi dell'alba, stesse aumentando,
l'impressione che essi avevano era che una cappa di pesante oscurità fosse
scesa su di loro: il tempio non era lontano.
All'interno dell'edificio, la scossa fece crollare una delle poche colonne
rimaste in piedi. I frammenti di roccia rischiarono di travolgere Sandir,
che grazie alla sua agilità non ebbe però alcuna difficoltà a scansarli. I
quattro furono avvolti da una nuvola di polvere, ma quando essa si diradò,
la sensazione di soffocamento non cessò del tutto: pareva quasi mancare
l'aria, ora, ed un'inquietudine crescente invadeva i loro cuori. Lyrendar e
Kargad, addirittura, faticavano a trattenere un forte senso di nausea,
mentre Amergyn, con crescente orrore, più che un vero e proprio malessere
fisico, iniziò a sentire qualcos'altro...
DM Allie
NdG: Llyd, ci sentiamo in privato, prima che tu risponda ;)