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Rispondi | Inoltra Messaggio #566 di 1040 |


>Kargad colse una piccola macchia che pareva di umido, vi passò un dito e la

>esaminò: senza alcun dubbio si trattava di sangue, e doveva essere per
forza fresco...



“E questa? Pare proprio sia sangue fresco… potrebbe…” il chierico non fece
in tempo a terminare la frase che davanti ai suoi occhi vide la terribile
scena



>Il tormentato Amergyn aveva osservato questi movimenti in silenzio,
combattuto interiormente, poi si era avvicinato a sua >volta all'altare.
Qui, più che mai, la sensazione di familiarità era intensa. Il giovane
esaminò con la massima >attenzione le figure e le rune su di esse scolpite,
ma esse continuavano ad essergli sconosciute, finchè, trepidante, >l'elfo
non prese la fatidica decisione, e posò la mano sul piano dell'altare.

>Immediatamente, i contorni del mondo si fecero indistinti per lui, ed il
bardo provò la sensazione di precipitare nella >stessa oscurità che l'aveva
colto poche ore prima, quando si era trovato in punto di morte. Gridò, ma
dalla gola non gli >uscì alcun suono, mentre un coro di mille voci
spaventose echeggiava nella sua mente: risate, richiami, il suo nome
>ripetuto più e più volte... finchè una, la stessa che già aveva udito, non
le sovrastò tutte.

>"Sapevo che saresti venuto..." tuonò. "Vieni... unisciti a noi..." insistè
la voce sconosciuta, mentre l'elfo si sentì >invadere il corpo da un'energia
mai provata prima, oltre che da una sorda, cieca rabbia... "Accetta il dono
che ti spetta >di nascita..." continuò, mentre Amergyn tentava
disperatamente di opporsi, ma inutilmente... senza che il giovane >potesse
fare alcunchè, il suo corpo si irrobustì, e nella sua bocca spalancata in un
muto grido crebbero zanne affilate; >le belle mani affusolate si tramutarono
in artigli letali, mentre al contempo, due grandi ali membranose spuntarono
sulla >sua schiena, ed un paio di corna ricurve comparvero sulla sua fronte.

>"Sì... senti il potere scorrere nelle tue vene... unisciti a noi..."

>continuò ad incitarlo la voce nella sua testa, mentre il giovane,
disperatamente, si aggrappò alle cose a lui più care: >Mirril, la sua dea
Hanali... e forse, proprio per la benevolenza divina, l'elfo riuscì
finalmente a staccare la mano >dall'altare, e fu spinto all'indietro come se
avesse preso una scossa.

>Ansimando, il giovane sconvolto cadde in ginocchio, e quando rialzò lo
sguardo, i suoi occhi, ora rossi come braci, si >trovarono a fissare quelli
esterrefatti dei suoi compagni...



Tutto era piombato in un terribile silenzio… Amergyn non emise neanche un
suono ma era evitente che stesse lottando dentro di se e soffrendo…

Poi la trasformazione.

Ali, corna, occhi rossi, artigli e zanne… sembrava essere diventato
un’entità demoniaca… o forse lo era… o forse…

Lo è sempre stata.

Il fatto lasciò pietrificato per qualche istante il chierico, non poteva
pensare che quel bardo che comunque pareva una brava persona fosse diventato
ciò! Come poteva? E lui cosa avrebbe potuto fare? Lui, sacerdote di Pelor,
servitore di un Dio buono ora si trovava davanti e circondato dal male… e
Amergyn? Cos’era? Diventato anche lui un essere, un servitore degli inferi?

La mano destra si protese in avanti, schiudendo il pugno, come se volesse
toccare il bardo… ma le sue gambe non si mossero, rimase li, immobile…

Allora Kargad invocò ad alta voce la sua divinità… sapeva dove si trovava e
non credeva che tali forze avessero fatto giungere la sua preghiera a Pelor…
troppa malvagità lo avvolgeva… ma lui, con tutto il fiato che aveva gridò…

“Pelor, Dammi la forza di aiutarlo! Signore del Sole, ascolta le parole di
un tuo umile servitore! Con la fede che ripongo in te ti chiedo di
aiutarmi!”

Lacrime solcarono il volto del chierico, mentre le sue gambe incominciarono
a muoversi in direzione di Amergyn. La mano rimase protesa in avanti finchè
non incontrò la spalla del bardo…

Per qualche istante tutto rimase immobile, si poteva udire soltanto il
respiro profondo del chierico, che nonostante avesse chiuso gli occhi questi
continuavano a lasciar andare lacrime… lacrime di dolore… lacrime di
speranza…

Il pianto del chierico era dovuto a tutto ciò che stava succedendo intorno a
lui, la perdita della mano, la scomparsa della bambina, i tremendi fatti che
affliggevano questa terra ed ora… un amico, inginocchiato davanti a lui che
ha assunto un aspetto demoniaco… gli avevano sempre insegnato a combattere
il male nei templi dove si recava per studiare ma una forza cosi
tremendamente malvagia non l’aveva mai vista…

Poi, con un respiro ancor più profondo apri la bocca e dopo una preghiera a
Pelor disse:

“Alzati amico mio…”



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Come un'alba la vita puo'coprire ogni bugia,

verita' nascoste tra le ombre,

sogni pieni di follia.

Presto sara' notte nel buio che rimane.



Timo Di Avalon (Alias Dima)





[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Gio 30 Set 2004 11:44 am

timo_di_avalon
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Inoltra Messaggio #566 di 1040 |
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... forza fresco... “E questa? Pare proprio sia sangue fresco… potrebbe…” il chierico non fece in tempo a terminare la frase che davanti ai suoi occhi...
Simone Dimauro
timo_di_avalon
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30 Set 2004
11:44 am
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